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“Giusti, esempio per i giovani”

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Di seguito l’intervento pronunciato dal vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara in occasione delle celebrazioni della Giornata europea dei Giusti nella sala Alessi del Comune di Milano. Per l’occasione, è stato presentato dall’Associazione per il Giardino dei Giusti – composta da Comune di Milano, Gariwo e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – il Giardino Virtuale dei Giusti.

La luce dei Giusti irradia l’intera umanità e rappresenta un formidabile paradigma sia in tempo di pace che in tempo di crisi, quando il buio cala sul nostro mondo e la violenza, l’odio, la negazione dei diritti costituiscono una minaccia quotidiana alla vita democratica.
Conoscere e divulgare le storie di chi si è opposto all’oscurità, nei diversi periodi del nostro recente passato, rappresenta un’opportunità che ci aiuta a capire il valore delle conquiste ottenute dal mondo progredito e il loro peso specifico nelle nostre esistenze.
Celebrando i Giusti di ieri e di oggi, raccontando il loro coraggio, il loro sogno, la loro tenacia, rafforziamo i valori che uniscono popoli e culture diverse nel comune anelito di pace, libertà e fratellanza universale.
Ancora domenica scorsa nelle parole di Marie Le Pen nella Francia che si vuole riconoscere nel motto “Fraternitè, Libertè, Egalitè” sono risuonate invettive contro lo straniero ed ovviamente anche contro gli ebrei francesi considerati stranieri nella loro paese di nascita.
Anche in Italia a Garbagnate a pochi chilometri da Milano nella scorsa settimana sono stati affissi deliranti volantini che inneggiavano alla Germania nazista, con il solito armamentario di odio razziale, anti ebraismo e negazionismo dei lager e della Shoah.
È sbagliato minimizzare questi fatti come “bravate” o “incresciosi atti occasionali”: la Storia insegna che la sottovalutazione e l’indifferenza sono pericolose. Sono purtroppo ancora in circolazione queste ideologie criminali che si avvalgono di revisionisti della storia, ma anche di agitatori e fomentatori di pericoli di invasioni barbariche e scontri di civiltà alimentate da formazioni politiche che trovano spazio nei parlamenti sia italiani che europei.
Solo la cultura e la memoria sono le parole chiave, gli antidoti affinché la nostra società sia consapevole dei propri valori fondamentali e irrinunciabili, primo tra tutti il rifiuto di ogni deriva fanatica e fondamentalista che finisce per diventare assassina contro chiunque venga considerato diverso. A noi sembra che l’attuale emergenza, il crescere delle violenze antiebraiche in Europa e nel mondo parallelamente al crescere di violenze su altre comunità religiose cristiane e mussulmane perpetrate nel nome millantato di un dovere religioso, imponga un mutamento nell’atteggiamento di tutti, a tutti i livelli della società. L’indifferenza da parte di noi cittadini europei nei confronti delle centinaia di migliaia di persone che fuggono dai loro paesi in guerra o colpiti dalla carestia e dal terrorismo e cercano rifugio nei nostri paesi, è colpevole e ricorda il comportamento tenuto nei confronti degli ebrei e dei perseguitati per motivi razziali o politici nel secolo scorso.
Forse ancora non lo avvertiamo, ma i morti nel flusso migratorio che sta coinvolgendo il nostro mare, suonano come una terribile accusa per la nostra Europa che non ha saputo e non intende intervenire per tempo con soluzioni applicabili alla risoluzione di questo problema.
Solo uno scatto deciso in questa direzione darà un senso non effimero alla stagione aperta cinquant’anni fa dall’apertura conciliare di Papa Giovanni XXIII.
In una società multietnica come la nostra il rispetto della diversità è alla base della convivenza pacifica. L’incontro delle diversità per superare l’odio è il tema che l’associazione del giardino dei giusti ha scelto per quest’anno e sulla base di questa idea sono stati scelti i giusti cui dedicare un cippo.
I Giusti non hanno offerto soluzioni né hanno lanciato proclami ideologici, ma sono stati capaci di sfidare le leggi degli uomini per difendere la giustizia, insegnando alle nuove generazioni che la salvezza e la terapia contro il male nascono dall’abitudine e dalla capacità di seguire la propria coscienza
Sono uomini e donne normali, la cui coscienza di fronte al male, a un certo punto si ribella. I ‘Giusti’ sono coloro che, potendo salvare una vita, hanno scelto di farlo: innanzitutto per rispetto verso se stessi, per affermare la dignità dell’umano, il loro essere persone di fronte alle forze del male. Perché «un’azione giusta può cambiare l’intera esistenza di un essere umano».
La valorizzazione dei Giusti diventa uno dei capisaldi morali per ricordare che la salvezza del mondo, e dunque anche degli ebrei, dipende sempre dall’esistenza di uomini giusti che sono l’unica speranza possibile per la prevenzione dei genocidi e per la difesa di vite umane perseguitate.
L’iniziativa legislativa presentata dagli onorevoli Santerini e Fiano per l’istituzione di una Giornata in memoria dei Giusti dell’umanità costituisce la risposta coerente ad un appello rivolto il 10 maggio 2012 dal Parlamento europeo, sostenuto da quasi 400 deputati e da numerose associazioni italiane ed europee tra cui Gariwo ed il Giardino dei giusti , affinché il 6 marzo di ogni anno si faccia memoria di quanti si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l’umanità ed ai totalitarismi.
Il progetto di legge – che ci auguriamo possa essere presto approvato, – coniuga opportunamente la dimensione commemorativa con una dimensione pedagogica e formativa, muovendo dalla consapevolezza che l’educazione alla pace ed alla cittadinanza costituiscano lo strumento migliore per la prevenzione dei crimini contro le popolazioni. Educazione alla pace che è l’efficace attuazione di quella Convenzione delle Nazioni Unite per la prevenzione dei genocidi, risalente al 9 novembre 1948, che troppo spesso è disattesa e calpestata.

Giorgio Mortara, Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

(6 marzo 2017)