19 Ottobre 2016 - 17 Tishri 5777

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5 aprile 2017 - 9 Nissan 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
La figura del Profeta Elia, che nel Seder di Pesach, svolge il suggestivo ruolo di collegamento tra il ricordo della liberazione dalla schiavitù in Egitto e l’attesa del Messia per la completa e definitiva redenzione, trova una sua importante anticipazione nel Sabato che precede la festa, attraverso la lettura del brano conclusivo del Profeta Malakhì che, nel versetto finale, si richiama esplicitamente al ruolo del Profeta Elia quale precursore dell’intervento divino che porterà all’epoca messianica. “Ecco io sto per mandare il Profeta Elia prima che venga il Giorno del Signore grande e terribile, e ricondurrà il cuore dei padri verso i figli ed il cuore dei figli verso i padri” (Malakhì 3,24). 
 
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Davide
Assael,
ricercatore
La foto delle studentesse che fanno il saluto romano commentata da Anna Foa lunedì fa davvero riflettere, ma, diciamolo, dovrebbe stupire fino ad un certo punto. In questi anni di recrudescenza xenofoba e pseudo-nazionalista, i giovani hanno votato in massa i cosiddetti partiti sovranisti a tutte le latitudini.
 
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Orrore in Siria,
lo sdegno del mondo
Sdegno globale per quella che in molti definiscono “La strage dei bimbi”, ultimo drammatico episodio del conflitto in Siria. Il comando generale delle forze armate di Assad ha negato di aver usato armi chimiche nel raid sul villaggio di Khan Sheikhoun. Ma le smentite, come noto, non soddisfano l’Europa e gli Stati Uniti.
Oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà d’urgenza per esprimersi sull’accaduto. Anche la Casa Bianca considera Bashar Assad responsabile (per il Dipartimento di Stato americano si tratta di ‘un crimine di guerra’ le cui ‘responsabilità morali’ gravano su Russia e Iran), anche se il portavoce di Donald Trump – scrive il Corriere – “ammette che gli Stati Uniti in questo momento non vedono un’alternativa politica al dittatore”.
Le armi utilizzate nel raid sarebbero state potenziate con un agente tossico. Secondo i medici sul posto, che hanno cercato di salvare con molte difficoltà alcune vite umane, si tratterebbe di sarin. “Orrore senza fine.Stop a armi chimiche, sono crimine contro l’umanità” ha scritto sul proprio profilo Twitter il premier italiano Paolo Gentiloni.

Nel suo “Buongiorno” su La Stampa, Mattia Feltri parla di antisemitismo sempre più presente nelle nostre vite. Diversi gli esempi riportati dal giornalista, sia con riferimento sia all’Italia che all’estero. “Secondo un sondaggio tedesco – scrive Feltri – gli immigrati islamici sono per la metà antisemiti; ed è in reazione a loro, agli immigrati, che trovano nuove fortune i neonazisti. In attesa di uno scontro finale, condividono una vecchia passione: l’odio per gli ebrei”. Allarmante inoltre una ricerca del Congresso ebraico mondiale da cui si evince che nel 2016, sui social network, sono stati scritti 382 mila post antisemiti (uno ogni 83 secondi). “Con disincanto totale – sottolinea Feltri – anche quando non c’entra nulla, senza la passione degli scellerati, un normale antisemitismo quotidiano da caduta del tabù”.

Sul Corriere, in relazione al recente attentato a San Pietroburgo, Pierluigi Battista mette in guardia contro il pericolo di assuefazione all’orrore. “Nella narcosi della nostra grande assuefazione al terrore che insanguina le nostre città – scrive Battista – ci siamo accucciati nella retorica dei ‘lupi solitari’, categoria che un giornale critico e progressista come The Guardian non esita a definire fuorviante. Persino la strage di Natale a Berlino sembra così lontana, figurarsi se possiamo ricordare tutte le volte che su un treno in Germania, in una chiesa francese, davanti a un museo, una spiaggia, una discoteca, un bistrot di Tel Aviv o una scuola pakistana frequentata da ragazze il cui solo peccato era quello di voler studiare, qualcuno si è fatto saltare per aria, ha tirato fuori un machete, ha azionato una cintura carica di esplosivo”.
 
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  davar
la manifestazione del 25 aprile
La festa della Liberazione, l’Anpi
e la chiarezza che ancora manca

L’impressione è che le settimane che ci porteranno al 25 Aprile, la Festa della Liberazione, non saranno prive di inciampi e situazioni poco simpatiche da affrontare.
In quella che in diversa città è ormai diventata la ricorrenza in cui frange estremiste scaricano tonnellate di odio anti-israeliano e antisemita contro i simpatizzanti della Brigata Ebraica, eroi spesso dimenticati di quella gloriosa pagina di storia, iniziano gli appelli alla mobilitazione per sostenere nuove liberazioni. Stavolta dal “mostro sionista”.
Come ogni avvicinamento al 25 Aprile ormai da molti anni a questa parte, gli interrogativi e le preoccupazioni di chi realmente ha a cuore i valori di questa ricorrenza, di chi vuole sottrarla dal controllo di sigle (appartenenti in particolare alla galassia propal) che nulla hanno a che fare con le vicende che sono celebrate, si moltiplicano. Anche perché gli ultimi segnali che arrivano da quel mondo non sembrano invitare all’ottimismo.
Saprà l’Anpi, l’Associazione Nazionale Ex Partigiani d’Italia, mettere ai margini correnti e gruppi di facinorosi che da tempo turbano i cortei della Liberazione, a Roma come in altre città, monopolizzando in alcuni casi determinate iniziative?
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montecitorio, la delegazione da gerusalemme
L'Università Ebraica alla Camera
“Ecco le sfide per il futuro”

Un futuro da difendere contro la minaccia incombente del terrorismo, del nazionalismo, dell’odio. Grandi sfide da affrontare, anche per le istituzioni nazionali, in un paese che appare troppo spesso diviso.
Tanti i temi che hanno segnato la visita di una delegazione dell’Università ebraica di Gerusalemme a Palazzo Montecitorio, organizzata nella giornata odierna su iniziativa della parlamentare del Partito democratico Gea Schirò.
Guidata dalla professoressa Manuela Consonni, la delegazione è stata accolta da Schirò e dal collega di partito Emanuele Fiano. “L’unico deputato italiano a parlare ebraico” ha scherzato quest’ultimo in Sala Aldo Moro, tappa conclusiva della visita.
Per l’ambasciata israeliana a Roma era presente Rafael Erdreich.
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qui roma
Bonaventura, pagine da scoprire
Psicologo sperimentale, psicologo dell’età evolutiva, pioniere della psicoanalisi italiana e della psicologia accademica israeliana.
Quella di Enzo Bonaventura (1891 – 1948) è una figura tanto affascinante e centrale nel suo ambito, quanto oggi dimenticata persino da chi, dai suoi studi e dalle sue intuizioni, attinge quotidianamente nel suo lavoro.
A farsi carico della riscoperta di Bonaventura è oggi lo studioso David Meghnagi, ordinario dell’International Psychoanalytical Association (IPA) e assessore alla Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che per la casa editrice Marsilio ha curato la pubblicazione dell’opera La psicoanalisi. Opera presentata ieri, davanti a un folto pubblico, alla Libreria Feltrinelli di Piazza Argentina a Roma. In dialogo con il curatore, il rabbino capo Riccardo Di Segni e gli studiosi Marco Innamorati (Università Tor Vergata) e Renato Foschi (Università La Sapienza).
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qui milano - la giornata di studi
'La giustizia, la giustizia seguirai'
Tzedek, Tzedek tirdof”, recita un passaggio del Deuteronomio (16:20) ovvero “La giustizia, la giustizia seguirai”. Poche parole che aprono, all’interno dell’etica e della tradizione ebraica, innumerevoli riflessioni che Massimo Giuliani, docente di pensiero ebraico all’Università di Trento e di filosofia ebraica presso il diploma universitario in studi ebraici dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha avuto il merito di raccontare nel suo libro La giustizia seguirai – Etica e halakhah nel pensiero rabbinico, edito da Giuntina. E proprio a partire da questo volume, di cui Giuliani ha spiegato l’origine e il significato in un’intervista rilasciata a questo Portale, si è svolta ieri una giornata di studi dedicata a etica e giustizia nell’ebraismo. Coordinato da Anna Linda Callow, docente di ebraico all’Università degli Studi di Milano, l’incontro ha visto tra i suoi protagonisti, oltre a Giuliani, Sara Ferrari, docente di lingua e cultura ebraica, Claudio Luzzati, docente di Filosofia del diritto, e Cosimo Nicolini Coen del Dipartimento di Scienze Giuridiche Cesare Beccaria.
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la nuova realtà costituitasi a prato
Associazioni Italia-Israele,
una nuova voce in Toscana

Si è costituita ed è stata presentata nelle scorse ore a Prato, con il sostegno dell’Ambasciata di Israele a Roma e alla presenza del Presidente Nazionale della Federazione delle Associazioni Maurizio Borra, l’Associazione Italia Israele/Firenze-Prato-Pistoia. Scopo dell’iniziativa, promuovere e diffondere informazioni ad ogni livello sulla realtà economica, culturale, scientifica, politica ed industriale dello Stato ebraico.
L’Associazione, presentata al Museo del Tessuto al termine di una giornata che ha previsto un’apertura straordinaria del Museo del Palazzo Pretorio, è entrata a far parte della Federazione delle Associazioni Italia Israele in Italia.
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qui torino - segnalibro
In bilico tra pianti e risa 
In bilico (noi gli ebrei e anche gli altri), Ed. Marsilio 2017. Questo il titolo della nuova raccolta di racconti di Aldo Zargani, presentata nei locali della Comunità ebraica di Torino. Si tratta di racconti “in bilico” tra tragedia e commedia, costruiti sui ricordi dei duri anni delle persecuzioni contro gli ebrei, vissute in prima persona dall’autore. Nato a Torino nel 1933 da famiglia ebraica, Zargani ha vissuto un’infanzia e una adolescenza segnate delle leggi fasciste e dall’occupazione nazista. A dialogare con l’autore, Tullio Levi per il Gruppo di Studi Ebraici, Alberto Cavaglion, storico della letteratura, ed Emilio Jona, avvocato, scrittore e musicologo.

Alice Fubini
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pilpul
Ticketless - L’Italia. Marginalia
In margine. Marginalia. L’Italia. Accarezzo da molto tempo il sogno del collezionista. Non raccolgo francobolli, ma scarabocchi, disegnini, pupazzi, schizzi a matita collocati sui margini di vecchi libri ebraici. Non necessariamente libri di preghiera. Talvolta c’è un legame fra testo e margine, talvolta no. Quando si disegna si pensa sempre a qualche cosa, anche quando ci si annoia. Vanto ormai una discreta antologia, frutto di ricerche mie, rallegrate ogni tanto da qualche scoperta, ma anche doni di amici che conoscono la mia (tollerabile) ossessione. Questa settimana l’occhio mi è caduto sul modo buffo di scrivere “L’Italia” adoperato da Giuseppe Luzzatto nel suo Libro delle cronache (1861-1862).

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Bioetica e dialogo
Ho avuto l’onore di essere invitato, negli scorsi giorni, a un’interessante tavola rotonda organizzata da “Arena Spartacus” e “Amico Bio”, con il patrocinio del Comune di Santa Maria Capua Vetere e dell’Unione della Stampa Cattolica Italiana, nel suggestivo scenario dell’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, sul tema “Dalla bioetica al dialogo interreligioso: i nuovi valori della Chiesa di Papa Francesco”. All’incontro, svoltosi anche in occasione della pubblicazione del volume “The American Pope”, di Massimo Milone, e coordinato dal giornalista Roberto Conte (noto per il suo infaticabile impegno sul piano non solo della promozione culturale, ma anche della sensibilizzazione in campo di etica e diritti umani), hanno partecipato molti illustri relatori, che hanno intrattenuto il folto pubblico presente con interventi di alto spessore, dai quali ho molto imparato.

Francesco Lucrezi, storico
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Samar
Dall’inizio dell’intifada ho scritto cinque libri e in ognuno di essi c’è un capitolo dedicato a Samar, la mia amica palestinese.

Angelica Edna Calò Livne 
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Il coro di Venezia
Caro direttore, ho letto l’articolo apparso su Pagine Ebraiche 24 “Qui Ferrara – La Mostra al Meis“ di Daniela Modonesi.
L’autrice sostiene che l’unica Comunità ad avere mai avuto un coro femminile è quella di Ferrara. Si tratta però di un errore. Voglio brevemente raccontare la storia del coro femminile della magnifica Comunità di Venezia.


Corrado Calimani 
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