Giuseppe Momigliano,
rabbino
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La
figura del Profeta Elia, che nel Seder di Pesach, svolge il suggestivo
ruolo di collegamento tra il ricordo della liberazione dalla schiavitù
in Egitto e l’attesa del Messia per la completa e definitiva
redenzione, trova una sua importante anticipazione nel Sabato che
precede la festa, attraverso la lettura del brano conclusivo del
Profeta Malakhì che, nel versetto finale, si richiama esplicitamente al
ruolo del Profeta Elia quale precursore dell’intervento divino che
porterà all’epoca messianica. “Ecco io sto per mandare il Profeta Elia
prima che venga il Giorno del Signore grande e terribile, e ricondurrà
il cuore dei padri verso i figli ed il cuore dei figli verso i padri”
(Malakhì 3,24).
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Davide
Assael,
ricercatore
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La foto delle studentesse che fanno il saluto romano commentata da Anna Foa
lunedì fa davvero riflettere, ma, diciamolo, dovrebbe stupire fino ad
un certo punto. In questi anni di recrudescenza xenofoba e
pseudo-nazionalista, i giovani hanno votato in massa i cosiddetti
partiti sovranisti a tutte le latitudini.
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Orrore in Siria,
lo sdegno del mondo
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Sdegno
globale per quella che in molti definiscono “La strage dei bimbi”,
ultimo drammatico episodio del conflitto in Siria. Il comando generale
delle forze armate di Assad ha negato di aver usato armi chimiche nel
raid sul villaggio di Khan Sheikhoun. Ma le smentite, come noto, non
soddisfano l’Europa e gli Stati Uniti.
Oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà d’urgenza
per esprimersi sull’accaduto. Anche la Casa Bianca considera Bashar
Assad responsabile (per il Dipartimento di Stato americano si tratta di
‘un crimine di guerra’ le cui ‘responsabilità morali’ gravano su Russia
e Iran), anche se il portavoce di Donald Trump – scrive il Corriere –
“ammette che gli Stati Uniti in questo momento non vedono
un’alternativa politica al dittatore”.
Le armi utilizzate nel raid sarebbero state potenziate con un agente
tossico. Secondo i medici sul posto, che hanno cercato di salvare con
molte difficoltà alcune vite umane, si tratterebbe di sarin. “Orrore
senza fine.Stop a armi chimiche, sono crimine contro l’umanità” ha
scritto sul proprio profilo Twitter il premier italiano Paolo Gentiloni.
Nel suo “Buongiorno” su La Stampa, Mattia Feltri parla di antisemitismo
sempre più presente nelle nostre vite. Diversi gli esempi riportati dal
giornalista, sia con riferimento sia all’Italia che all’estero.
“Secondo un sondaggio tedesco – scrive Feltri – gli immigrati islamici
sono per la metà antisemiti; ed è in reazione a loro, agli immigrati,
che trovano nuove fortune i neonazisti. In attesa di uno scontro
finale, condividono una vecchia passione: l’odio per gli ebrei”.
Allarmante inoltre una ricerca del Congresso ebraico mondiale da cui si
evince che nel 2016, sui social network, sono stati scritti 382 mila
post antisemiti (uno ogni 83 secondi). “Con disincanto totale –
sottolinea Feltri – anche quando non c’entra nulla, senza la passione
degli scellerati, un normale antisemitismo quotidiano da caduta del
tabù”.
Sul Corriere, in relazione al recente attentato a San Pietroburgo,
Pierluigi Battista mette in guardia contro il pericolo di assuefazione
all’orrore. “Nella narcosi della nostra grande assuefazione al terrore
che insanguina le nostre città – scrive Battista – ci siamo accucciati
nella retorica dei ‘lupi solitari’, categoria che un giornale critico e
progressista come The Guardian non esita a definire fuorviante. Persino
la strage di Natale a Berlino sembra così lontana, figurarsi se
possiamo ricordare tutte le volte che su un treno in Germania, in una
chiesa francese, davanti a un museo, una spiaggia, una discoteca, un
bistrot di Tel Aviv o una scuola pakistana frequentata da ragazze il
cui solo peccato era quello di voler studiare, qualcuno si è fatto
saltare per aria, ha tirato fuori un machete, ha azionato una cintura
carica di esplosivo”.
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la manifestazione del 25 aprile
La festa della Liberazione, l’Anpi
e la chiarezza che ancora manca
L’impressione
è che le settimane che ci porteranno al 25 Aprile, la Festa della
Liberazione, non saranno prive di inciampi e situazioni poco simpatiche
da affrontare.
In quella che in diversa città è ormai diventata la ricorrenza in cui
frange estremiste scaricano tonnellate di odio anti-israeliano e
antisemita contro i simpatizzanti della Brigata Ebraica, eroi spesso
dimenticati di quella gloriosa pagina di storia, iniziano gli appelli
alla mobilitazione per sostenere nuove liberazioni. Stavolta dal
“mostro sionista”.
Come ogni avvicinamento al 25 Aprile ormai da molti anni a questa
parte, gli interrogativi e le preoccupazioni di chi realmente ha a
cuore i valori di questa ricorrenza, di chi vuole sottrarla dal
controllo di sigle (appartenenti in particolare alla galassia propal)
che nulla hanno a che fare con le vicende che sono celebrate, si
moltiplicano. Anche perché gli ultimi segnali che arrivano da quel
mondo non sembrano invitare all’ottimismo.
Saprà l’Anpi, l’Associazione Nazionale Ex Partigiani d’Italia, mettere
ai margini correnti e gruppi di facinorosi che da tempo turbano i
cortei della Liberazione, a Roma come in altre città, monopolizzando in
alcuni casi determinate iniziative? Leggi
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qui roma
Bonaventura, pagine da scoprire
Psicologo
sperimentale, psicologo dell’età evolutiva, pioniere della psicoanalisi
italiana e della psicologia accademica israeliana.
Quella di Enzo Bonaventura (1891 – 1948) è una figura tanto
affascinante e centrale nel suo ambito, quanto oggi dimenticata persino
da chi, dai suoi studi e dalle sue intuizioni, attinge quotidianamente
nel suo lavoro.
A farsi carico della riscoperta di Bonaventura è oggi lo studioso David
Meghnagi, ordinario dell’International Psychoanalytical Association
(IPA) e assessore alla Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane, che per la casa editrice Marsilio ha curato la pubblicazione
dell’opera La psicoanalisi. Opera presentata ieri, davanti a un folto
pubblico, alla Libreria Feltrinelli di Piazza Argentina a Roma. In
dialogo con il curatore, il rabbino capo Riccardo Di Segni e gli
studiosi Marco Innamorati (Università Tor Vergata) e Renato Foschi
(Università La Sapienza). Leggi
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qui milano - la giornata di studi
'La giustizia, la giustizia seguirai'
Tzedek,
Tzedek tirdof”, recita un passaggio del Deuteronomio (16:20) ovvero “La
giustizia, la giustizia seguirai”. Poche parole che aprono, all’interno
dell’etica e della tradizione ebraica, innumerevoli riflessioni che
Massimo Giuliani, docente di pensiero ebraico all’Università di Trento
e di filosofia ebraica presso il diploma universitario in studi ebraici
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha avuto il merito di
raccontare nel suo libro La giustizia seguirai – Etica e halakhah nel
pensiero rabbinico, edito da Giuntina. E proprio a partire da questo
volume, di cui Giuliani ha spiegato l’origine e il significato in
un’intervista rilasciata a questo Portale, si è svolta ieri una
giornata di studi dedicata a etica e giustizia nell’ebraismo.
Coordinato da Anna Linda Callow, docente di ebraico all’Università
degli Studi di Milano, l’incontro ha visto tra i suoi protagonisti,
oltre a Giuliani, Sara Ferrari, docente di lingua e cultura ebraica,
Claudio Luzzati, docente di Filosofia del diritto, e Cosimo Nicolini
Coen del Dipartimento di Scienze Giuridiche Cesare Beccaria. Leggi
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qui torino - segnalibro
In bilico tra pianti e risa
In bilico (noi gli ebrei e anche gli altri),
Ed. Marsilio 2017. Questo il titolo della nuova raccolta di racconti di
Aldo Zargani, presentata nei locali della Comunità ebraica di Torino.
Si tratta di racconti “in bilico” tra tragedia e commedia, costruiti
sui ricordi dei duri anni delle persecuzioni contro gli ebrei, vissute
in prima persona dall’autore. Nato a Torino nel 1933 da famiglia
ebraica, Zargani ha vissuto un’infanzia e una adolescenza segnate delle
leggi fasciste e dall’occupazione nazista. A dialogare con l’autore,
Tullio Levi per il Gruppo di Studi Ebraici, Alberto Cavaglion, storico
della letteratura, ed Emilio Jona, avvocato, scrittore e musicologo.
Alice Fubini Leggi
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Ticketless - L’Italia. Marginalia |
In
margine. Marginalia. L’Italia. Accarezzo da molto tempo il sogno del
collezionista. Non raccolgo francobolli, ma scarabocchi, disegnini,
pupazzi, schizzi a matita collocati sui margini di vecchi libri
ebraici. Non necessariamente libri di preghiera. Talvolta c’è un legame
fra testo e margine, talvolta no. Quando si disegna si pensa sempre a
qualche cosa, anche quando ci si annoia. Vanto ormai una discreta
antologia, frutto di ricerche mie, rallegrate ogni tanto da qualche
scoperta, ma anche doni di amici che conoscono la mia (tollerabile)
ossessione. Questa settimana l’occhio mi è caduto sul modo buffo di
scrivere “L’Italia” adoperato da Giuseppe Luzzatto nel suo Libro delle
cronache (1861-1862).
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Bioetica e dialogo
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Ho
avuto l’onore di essere invitato, negli scorsi giorni, a
un’interessante tavola rotonda organizzata da “Arena Spartacus” e
“Amico Bio”, con il patrocinio del Comune di Santa Maria Capua Vetere e
dell’Unione della Stampa Cattolica Italiana, nel suggestivo scenario
dell’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, sul tema “Dalla
bioetica al dialogo interreligioso: i nuovi valori della Chiesa di Papa
Francesco”. All’incontro, svoltosi anche in occasione della
pubblicazione del volume “The American Pope”, di Massimo Milone, e
coordinato dal giornalista Roberto Conte (noto per il suo infaticabile
impegno sul piano non solo della promozione culturale, ma anche della
sensibilizzazione in campo di etica e diritti umani), hanno partecipato
molti illustri relatori, che hanno intrattenuto il folto pubblico
presente con interventi di alto spessore, dai quali ho molto imparato.
Francesco Lucrezi, storico
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Samar
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Dall’inizio
dell’intifada ho scritto cinque libri e in ognuno di essi c’è un
capitolo dedicato a Samar, la mia amica palestinese.
Angelica Edna Calò Livne
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Il coro di Venezia
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Caro direttore, ho letto l’articolo apparso su Pagine Ebraiche 24 “Qui Ferrara – La Mostra al Meis“ di Daniela Modonesi.
L’autrice sostiene che l’unica Comunità ad avere mai avuto un coro
femminile è quella di Ferrara. Si tratta però di un errore. Voglio
brevemente raccontare la storia del coro femminile della magnifica
Comunità di Venezia.
Corrado Calimani
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