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9 Maggio 2017 - 13 Iyar 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
“…Non odierai il tuo fratello in cuor tuo, ammonisci il tuo compagno e non ti caricherai di una colpa per lui…” ( Vaikrà, 19; 17). Solo se non si prova odio si può ammonire… Perché solo da un cuore colmo di amore può uscire fuori un ammonimento vero, autentico e disinteressato. Questo è il motivo per cui l’obbligo di ammonire è preceduto da: “non odiare tuo fratello in cuor tuo…”.
 
Dario
Calimani,
Università di Venezia
Macron ha vinto, Le Pen ha perso. Per qualche giorno voglio lasciarmi andare alla gioia. Voglio godermi questo momento di sconfitta del fascismo, malgrado la preoccupazione per la percentuale di elettori che gli hanno dimostrato la loro simpatia. Per ora l’argine è stato alzato, l’ondata è stata evitata. Certo, domani si dovrà vigilare sulle scelte di Macron. Il futuro degli ebrei di Francia non si prospetta tutto rose e fiori. Ma forse neppure il nostro è un giardino fiorito, se è vero che certi politici di casa nostra, anziché pensare alla disoccupazione e all’economia, si occupano di Israele e Palestina e di liste di ebrei influenti, distogliendo l’attenzione del popolo credulone sul capro espiatorio più naturale, quello che la storia gli ha servito su un piatto d’argento. Sorci di terra e sorci d’acqua, direbbe il poeta, sempre pronti a ingrassarsi e a ingrassare di falsità chi non ama pensare in proprio.
 
Il dramma dei migranti
LContinua a salire il bilancio delle vittime dei naufragi nel Mediterraneo. Come scrive Repubblica, questo è stato “un altro weekend da incubo nel Canale di Sicilia, con 245 vittime (secondo l’ultima stima fatta da Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr) e oltre 3.000 migranti che hanno fatto salire a 43.245 il numero delle persone salvate nel 2017, con un aumento del 38 per cento sullo stesso periodo dell’anno scorso”. E quest’anno si toccherà la cifra record di 200mila profughi accolti in Italia. Per far fronte all’emergenza umanitaria, il Viminale ha preparato un nuovo piano di ripartizione dei migranti con la richiesta alle Regioni di un maggiore coinvolgimento e impegno. Entro luglio saranno inoltre operativi undici “Centri permanenti per i rimpatri”, ovvero una versione aggiornata dei Cie, spiega il Corriere: “strutture per ospitare chi non ha diritto a rimanere in Italia e deve essere rimpatriato”. Intanto Milano – in fermento per la presenza dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che parlerà oggi pomeriggio – si prepara alla manifestazione organizzata dal Comune per il 20 maggio a favore dell’accoglienza. In città crescono però “le tensioni dopo il blitz di martedì scorso in stazione Centrale. Nella notte – riporta Repubblica Milano – tra domenica e lunedì, i vandali hanno colpito nel giro di poche ore due circoli milanesi del Pd. ‘Speriamo non sia un caso isolato, basta retate’ è la scritta comparsa” sui muri dei due circoli. Una frase che suona come una minaccia proveniente, spiega il quotidiano, probabilmente dal mondo dell’estrema sinistra, in polemica con l’azione di polizia alla Stazione Centrale.
 
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  davar
il dibattito a montecitorio 
Islam in Italia, all'orizzonte
un patto con le istituzioni 

L’iter parlamentare dello strategico progetto di legge destinato a sviluppare il dialogo interculturale e interreligioso prende avvio questa settimana alla Camera e alcuni dei proponenti non potevano trovare giorno migliore che quello dei festeggiamenti della sconfitta della destra populista e xenofoba in Francia per una presentazione al pubblico.
L’occasione si è presentata grazie a un incontro di studio dedicato a “L’Islam in Italia. Quale patto costituzionale?”, organizzato nella Sala del Mappamondo di Montecitorio questo lunedì. La realtà Islamica, con un numero di residenti presenti nel Paese che si richiama alla religione coranica che cresce verso quota due milioni, rappresenta di gran lunga la maggiore comunità minoritaria nell’ambito della nostra società. E il legislatore sta prendendo coscienza della necessità di costruire attraverso un percorso per nulla facile un rapporto e un impianto condiviso di regole e di accordi.
Fortemente voluto dal presidente della Prima Commissione – Affari Costituzionali della Camera Andrea Mazziotti e introdotto dal questore di Montecitorio Stefano Dambruoso, che della nuova legge è il primo presentatore, il convegno, cui ha dato una convinta adesione anche il ministro degli Interni Marco Minniti, ha toccato temi ancora poco esplorati nel quadro politico italiano ma fondamentali per comprendere l’Italia di domani, vincere la sfida dell’integrazione, coniugare crescita economica, diritti civili e ricchezza culturale, e soprattutto combattere efficacemente la minaccia del terrorismo.
Tutte questioni di enorme importanza per l’insieme della popolazione, ma cui la realtà ebraica italiana, ricca di un’esperienza bimillenaria di piena integrazione e di strenua difesa della specificità identitaria, presta grande attenzione.
 
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la festa per i 69 anni dello stato ebraico 
"Italia-Israele, legame speciale"
“Se questo paese ha un’anima, Gerusalemme è l’anima della Terra d’Israele”.
Si conclude con una citazione di David Ben Gurion l’intervento dell’ambasciatore israeliano Ofer Sachs, il padrone di casa della festa per celebrare i 69 anni di indipendenza dello Stato ebraico tenutasi ieri sera al Maxxi di Roma.
Una festa ma, come tradizione, anche con dei contenuti profondi. Centrale in questo senso una riflessione sui 50 anni della riunificazione di Gerusalemme, un anniversario in occasione del quale numerose sono le iniziative che verranno presentate nei prossimi giorni da UCEI, Comunità di Roma e ambasciata stessa. Ospite d’onore proprio il primo cittadino della capitale di Israele, Nir Barkat, che alla plate del Maxxi ha ricordato le peculiarità di un luogo che che non ha eguali al mondo. Gerusalemme come città della fratellanza, con la sua ineludibile prospettiva di includere e far coesistere identità diverse. “Affrontare e gestire i conflitti è la nostra sfida quotidiana. Una sfida le cui ricadute sono evidentemente globali” sottolinea Barkat.
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il presidente del congresso ebraico mondiale
"Macron, vittoria straordinaria"
"A nome del World Jewish Congress, mi congratulo con il signor Macron per la sua vittoria straordinaria. Sappiamo che lavorerà per sostenere lo Stato di Israele contro i suoi nemici nell’arena internazionale e contro l’antisemitismo in tutte le sue forme, che provenga dall’estrema sinistra come dall’estrema destra". È il messaggio inviato dal presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder (nell'immagine) al neo presidente francese Emmanuel Macron. Lauder ha espresso fiducia nel fatto che il nuovo leader continuerà ad avere legami stretti e positivi con la Comunità e con le istituzioni del mondo ebraico. “La Francia – le parole di Lauder – è stata una vera amica del popolo ebraico negli ultimi anni e so che questo continuerà con il nuovo presidente”.
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250 maestri a confronto
Amsterdam, l'incontro tra rabbini

Un premio per onorare rav Toaff
È in corso in queste ore ad Amsterdam la Conferenza del Congresso rabbinico europeo, organismo che riunisce il rabbinato del Vecchio Continente e che quest’anno celebra i sessant’anni dalla sua fondazione. Sono oltre 250 i rabbini che si sono raccolti nella Capitale olandese – dove nel 1957 si riunì per la prima volta il Congresso – per una tre giorni dedicata alle sfide dell’ebraismo contemporaneo. Tra i momenti salienti, il conferimento per la prima volta del “Rabbi Elio Toaff Award to Senior Rabbinical Leaders”, premio dedicato al grande Maestro dell’ebraismo italiano rav Elio Toaff e istituito dal magnate russo Boris Mints.


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la rete tra università 
Luiss, una delegazione in Israele:

"Condividiamo sfide e saperi"
Una nutrita delegazione dell’Università Luiss sta compiendo in queste ore un viaggio di studio e conoscenza in Israele. Guidata dal rettore Paola Severino e dal direttore generale Giovanni Lo Storto, la delegazione raccoglie professori e laureati che oggi lavorano in diversi settori.
Nella fitta agenda di iniziative, incontri con Tel Aviv University, Idc Herzliya e diverse realtà legate al mondo dell’innovazione e delle Start Up.
Nell’occasione, a Tel Aviv, è stato inaugurato un chapter dei Luiss Alumni che raccoglie i laureati Luiss in Israele, con Daniele Moscati come presidente. Scopo dell’iniziativa è di permettere ai laureati dell’ateneo di far rete, nel solco di precedenti esperienze avviate a New York e Londra.
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la cerimonia a la spezia 
Exodus 2017, premiato Molinari
“Ha messo al centro della sua attività di giornalista e scrittore una riflessione sui temi dell’ebraismo e della questione mediorientale”. Questa la motivazione che ha portato al conferimento del Premio Exodus, promosso dal Comune della Spezia sotto il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, al direttore de La Stampa Maurizio Molinari.
La cerimonia consegna del premio, avvenuta alla presenza tra gli altri del Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni, si è aperta con la lettura de “I clandestini del mare” di Ada Sereni, che fu punto di riferimento imprescindibile nell’immigrazione ebraica del dopoguerra verso il nascente Stato di Israele. Un flusso che vide proprio nel Comune ligure uno dei suoi centri propulsori.
A seguire l’intervento del sindaco Massimo Federici, che ha portato il proprio saluto e consegnato il premio a Molinari insieme tra gli altri proprio a Disegni. A seguire, un confronto tra Molinari stesso e l’ambasciatore Stefano Stefanini, già Consigliere diplomatico del Presidente della Repubblica e Rappresentante dell’Italia all’Onu.


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TOR VERGATA - L'INCONTRO
"Ebrei a Roma, una lunga storia"
“La storia degli ebrei a Roma non ha a che fare solo con quanto terribilmente accaduto durante la Seconda guerra mondiale, ma è una storia lunga e antica, che risale a millenni fa. La presenza ebraica non è dunque a Roma una presenza ‘altra’, ma una componente fondamentale della nostra identità”. Lo ha detto Marina Formica, direttrice del Centro Romano di Studi sull’Ebraismo dell’Università Tor Vergata, presentando la conferenza su “Le memorie ebraiche dall’antichità all’età moderna: esperienze di ricerca, tutela e valorizzazione” presso la facoltà di Lettere e Filosofia della stessa università.
Al centro dell’incontro, i recenti ritrovamenti archeologici avvenuti in via delle Mura Portuensi, vicino a Trastevere, dove è stato rinvenuto un sito archeologico di grande interesse, con resti ebraici e in particolare alcune antiche sepolture ebraiche.


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la cerimonia in via dei giubbonari
Roma, una targa per la Memoria

“In Memoriam – Dei cari inquilini di questo palazzo di via dei Giubbonari 30, vittime della barbarie nazista nei campi di sterminio e alle Fosse Ardeatine. La Obra-Pia Stabilimenti Spagnoli non vi dimenticherà mai!”
È stata inaugurata ieri, di fronte a una piccola folla commossa, questa targa in via dei Giubbonari, all’interno di una palazzina dell’istituto Obra-Pia – Stabilimenti Spagnoli, in onore di Davide Limentani, Angelo Tagliacozzo, Settimio Limentani, Angelo Limentani e Sami Modiano (il quale, pur essendo deportato da Rodi, in quel palazzo fu ospitato dopo la sua liberazione, come racconta nel libro “Per questo ho vissuto”, che rievoca anche l’atmosfera di quell’edificio e di quella via al suo ritorno nell’immediato dopoguerra).


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l'incontro tra rav e imam
Casale, Dialogo in sinagoga
Dialogo tra Islam e Ebraismo all’ombra di una sinagoga. Di questi tempi dove i territori che hanno visto nascere le due religioni sono più che mai in fermento e il fondamentalismo islamico colpisce il cuore dell’Europa, sembra un’impresa, eppure le due confessioni non hanno mai smesso di parlare nei secoli di percorso comune e non cessano di farlo certamente adesso. Anzi, l’incontro organizzato dalla Comunità ebraica di Casale tra il rav Ariel Di Porto, rabbino capo di Torino e l’Iman Idris Abd Al-Razzaq Bergia, responsabile per il Piemonte della Coreis Italiana, più che “spiegare un tema difficile”, come auspicato da Elio Carmi vicepresidente della Comunità, ha in realtà fatto chiarezza su molti luoghi comuni. Spesso proprio quelli su cui radicalismo di qualsiasi pensiero fa affidamento per incrementare l’odio.


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qui roma - ospedale israelitico
Eutanasia e fine vita, il confronto
Proseguono gli appuntamenti del ciclo di incontri "Corpo e spirito" organizzato dall'Ospedale Israelitico di Roma. Domani sera alle 20, nella sede del Centro Ebraico Il Pitigliani, avrà infatti luogo un confronto su "Eutanasia e fine vita" con interventi di Amalia Allocca, Direttore Sanitario dell'Ospedale; rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma; Giulio Maira, professore di Neurochirurgia all'Istituto Clino Humanitas Milano; Giuseppe Remuzzi, professore ordinario di Nefrologia all'Università degli Studi di Milano. Modererà la serata il vicedirettore del Tg2 Stefano Marroni. 

pilpul


La Francia al cinema
Le elezioni francesi, nel ballottaggio fra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron, hanno svelato come in Francia convivano due Paesi in uno, laddove la demarcazione segna la rispettiva prevalenza di organi diversi del corpo umano.
Invero, è parso di rivedere anche i fantasmi dei due premi Oscar François Truffaut (figlio illegittimo di un odontoiatra ebreo) e Jacques Tati. Il primo, un innovatore all’origine della Nouvelle Vague coi Quattrocento colpi e il secondo, un nostalgico impenitente, autore anch’egli di diversi capolavori.
Tati, con Giorno di Festa e, soprattutto, con Mio Zio, dileggiava, rispettivamente, la velocità (ma forse non conosceva Filippo Marinetti) e la tecnica.
Truffaut, che esaltò Alfred Hitchcock in un libro–intervista indimenticabile, finì col recitare con Steven Spielberg in Incontri ravvicinati del terzo tipo, con uno sguardo sempre proiettato al futuro. Un bel contrasto con Tati, che in Mio Zio contrappone la vita dimessa dello zio Hulot alla ricchezza del cognato Arpel, che abita con moglie e figlio in una casa modernissima ed asettica.
Il fanciullo, nel film da ultimo citato, è affascinato dallo zio che lo spupazza ma noi, da piccoli, eravamo soprattutto affascinati dalla casa futuristica degli Arpel. Nel film non traspare, ma probabilmente Hulot era mantenuto da Arpel così come Paperino dipende da Paperone.
Un’antitesi che Tati avrebbe potuto sciogliere sul versante ideologico soltanto con la decrescita, ingentilita dall’aggettivo “felice”, che però non ne cambia la natura. Intendiamoci: le intenzioni possono pure essere nobili, se non fosse che, fatalmente, taluno decresce e talaltro finisce per giganteggiare. C’est la vie, même dans la douce France.


Emanuele Calò, giurista



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