Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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Bemidbar/Numeri:
solo nel deserto - luogo paradossale di parola e silenzio senza
distrazioni - è possibile essere contati senza essere semplicemente un
numero.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee | Ci
sono molti motivi per leggere March (Mondadori) il graphic novel che
racconta l’impegno per l’eguaglianza di John Lewis, nato a Troy, in
Alabama, nel 1940, dal 1986 sempre eletto con elevate percentuali
membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato della Georgia. In
un paese, il nostro, che ancora la scorsa settimana ha avuto necessità
di ribadire il problema dei diritti per chi diritti non ha, non è una
lettura banale. Non per guardare indietro – misurando quanta strada è
stata fatta negli Stati Uniti, bensì per guardare avanti, per vedere
quanta ne va ancora fatta e, almeno qui per noi, valutare come
percorrerla.
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G7, il momento dei bilanci
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Il
G7 di Taormina lascia diverse questioni in sospeso. Bilancio negativo?
Per diversi opinionisti la risposta è sì, come testimonia anche lo
strappo al galateo istituzionale consumatosi con l’assenza di Trump e
Merkel alla conferenza stampa convocata a conclusione dei lavori.
“Quel che rimane del G7 è che ha tutto funzionato alla perfezione:
organizzazione, sicurezza, lo splendore di Taormina. L’Italia, questa
volta, è stata promossa a pieni voti” scrive Repubblica. Altro discorso
però se si guarda alla concretezza degli accordi e delle collaborazioni
tracciate. “Quel che a Gentiloni brucia di più, a poche miglia
dall’Africa, è la mancata intesa sui migranti” scrive ancora
Repubblica.
Ci sono però anche alcune note positive. Per il premier “l’impegno
contro il terrorismo è il successo più grande, con la dichiarazione di
Taormina firmata ieri, importante per il momento in cui avviene”.
Strettamente connessa la questione della diffusione di contenuti a
sfondo terroristico sul web, con gli internet provider che dovranno
fare – è stato richiesto in modo esplicito – “quanto necessario per
rimuovere immediatamente i contenuti”.
Guarda il bicchiere mezzo pieno il presidente francese Emmanuel Macron,
intervistato dal Corriere della sera. “Non ci siamo limitati a
stringerci energicamente la mano; ci siamo guardati negli occhi, ci
siamo confrontati in un incontro bilaterale. È solo l’inizio – dice
Macron del presidente americano – ora lavoreremo insieme”.
Il nuovo inquilino dell’Eliseo afferma inoltre: “Mi ha detto (Trump,
ndr) di non aver mai sostenuto Marine Le Pen, e non mente: lei è stata
ore alla Trump Tower, ma lui non l’ha ricevuta”.
Oltre 800 prigionieri palestinesi, detenuti nelle carceri israeliane,
hanno sospeso Io sciopero della fame avviato alcune settimane fa. Il
governo di Gerusalemme ha infatti acconsentito ad ampliare le visite
dei familiari da una a due al mese. “L’accordo è stato siglato da un
comitato formato da vari prigionieri tra cui Marwan Barguti, leader di
Fatah, che sta scontando una condanna a cinque ergastoli per
altrettanti omicidi” riporta tra gli altri Avvenire.
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Gerusalemme, il convegno al Pitigliani
Israele, una Capitale high-tech
Pensando
alle nuove tecnologie e ai processi di innovazione della vibrante
realtà di Israele vien più immediato collocare tali iniziative in città
come Haifa e Tel Aviv. Meno immediata è l’associazione con Gerusalemme,
città dalla storia e dalle radici plurimillenarie. E invece anche la
Capitale di Israele ha molto da svelare e raccontare.
Questo il filo conduttore della prima parte dell’ultima giornata di
eventi dedicati a Yom Yerushalaim (“il giorno di Gerusalemme”) nel
cinquantenario dalla riunificazione.
Il
Centro Ebraico Il Pitigliani la sede di questa nuova iniziativa
congiunta voluta da Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Comunità
ebraica di Roma, Ambasciata d’Israele in Italia e Hevràt Yehudè Italia
(la comunità degli ebrei italiani in Israele).
Protagonista delle prime ore del convegno l’Università ebraica di
Gerusalemme, una delle eccellenze del sistema universitario israeliano.
Una realtà che è all’avanguardia anche sul piano dell’innovazione,
piazzandosi ai primi posti delle classifiche mondiali.
“Anche per questo è un onore fare parte del suo board” ha sottolineato
Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia, nel dare avvio al
convegno. Due gli ospiti: l’ambasciatore Ofer Sachs, che proprio in
quell’ateneo ha studiato, e il professor Hillel Bercovier. Leggi
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la vicinanza dopo la strage dei copti
Israele al fianco dell'Egitto,
una bandiera di solidarietà
Sull'edificio
comunale di Tel Aviv alle 23.00 di sabato sera è comparsa la bandiera
dell'Egitto, un segno di solidarietà nei confronti del popolo del paese
guidato dal generale Al Sisi e in particolare della realtà copta,
colpita da un nuovo attacco terroristico venerdì scorso. Ventotto le
persone vittima del terribile attentato, tra cui molti bambini,
compiuto da un commando legato a Daesh, il movimento terroristico
islamista. Significativo il gesto della municipalità di Tel Aviv che
negli scorsi mesi aveva già – purtroppo – colorato i suoi muri con
diverse bandiere di nazioni colpite dal terrorismo ma mai prima con
quella egiziana. Ad esprimere le proprie condoglianze ad Al Sisi, anche
il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Non c'è differenza
tra l'attacco terroristico in Egitto e quelli compiuti in altri paesi”,
ha sottolineato Netanyahu, aggiungendo che, “il terrore sarà sconfitto
più velocemente se tutte le nazioni lavoreranno insieme” per combattere
questa minaccia.
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si chiude IL FESTIVAL CULTURALE GORIZIANO
èStoria, laboratorio essenziale
in un’Europa che cerca il futuro
Ci
sono i giovani, c’è l’Italia che vuole continuare a conoscere, a
pensare, a scegliere. La tredicesima edizione del festival èStoria, che
giunge questa sera alle battute conclusive, ha ormai portato la
manifestazione culturale goriziana molto al di là dei confini della
Venezia Giulia per entrare con forza nel calendario culturale italiano.
La città dell’Isonzo, un tempo contesa e strategica cifra di eleganza
fra la Mitteleuropa e l’Italia, fucina della migliore intelligenza
ebraica della vecchia Europa, poi ferita del confine e polo meridionale
della Cortina di ferro con un confine a cielo aperto che la lacerava,
ora laboratorio transfrontaliero di crescita e collaborazione fra Est e
Ovest, si è confermata il giusto punto di incontro per tutti coloro che
vedono nella conoscenza e nello studio della Storia una risorsa
insostituibile.
Innumerevoli gli appuntamenti in calendario che si susseguono in queste ore.
L’attenzione è rivolta all’interpretazione dei grandi conflitti, e
quest’anno, con il cinquantenario della Guerra dei Sei giorni. Ahron
Bregman (già ufficiale di artiglieria delle forze di difesa di Israele
e assistente parlamentare al Knesset, insegna presso il dipartimento di
Studi Militari al King’s College di Londra ed è autore de “La vittoria
maledetta. Storia di Israele e dei territori occupati”, Einaudi), Simon
Dunstan (scrittore e regista specializzato nella weapons tecnology,
soprattutto nel campo degli Armoured Fighting Vehicles, è autore di “Il
Raid di Entebbe. Luglio 1976” e “La Guerra dei Sei Giorni. 1967: Sinai,
Giordania e Siria”, LEG editore) con Fabio Romano hanno analizzato le
vicende del maggio 1967. Gli oratori hanno inquadrato la situazione
determinata da un’azione combinata di Egitto, Giordania e Siria che
minacciavano un Israele, abbandonato a se stesso dalle Nazioni Unite.
Per anticipare le mosse dei loro nemici, in giugno gli israeliani erano
pronti a un attacco preventivo che avrebbe spiazzato il mondo intero:
la schiacciante vittoria fu ottenuta attraverso un uso sapiente
dell’aviazione, che avrebbe sgominato le forze egiziane nel Sinai. Allo
stesso modo, un’azione fulminea consentì l’occupazione della Città
Vecchia a Gerusalemme, della Cisgiordania e delle alture del Golan.
Ma nel corso delle giornate di èStoria non sono mancati gli
approfondimenti e le occasioni di incontro per conoscere quei temi
collaterali che si fanno sempre più necessari per comprendere una
società complessa.
Il segno profondo lasciato dal Primo conflitto mondiale. I nazionalismi
e i populismi che da oltre un secolo, e oggi più che mai minacciano il
futuro dell’Europa. Ma anche le possibilità di crescita economica
attraverso gli investimenti sulla cultura, le vicende affascinanti e
sconvolgenti che portano i paesi a preservare o a perdere i propri beni
culturali, le nuove tendenze di attenzione nei confronti dei consumi e
dell’alimentazione.
Fra gli innumerevoli appuntamenti anche quello dedicato ai Tesori
d’arte. Il patrimonio artistico italiano non teme rivali: dovrebbe però
temere furti, incurie e mercati clandestini. La diaspora dell’arte
italiana è un argomento affascinante, dove all’ammirazione per i nostri
capolavori si affiancano cupidigia mercantile e avventurieri
rocamboleschi, qui ritrovati in un racconto ricco di colpi di scena.
I
giornalisti Fabio Isman e Alessandro Marzo Magno (nella foto mentre
legge Pagine Ebraiche visitando le strutture del festival), coordinati
dal collega Igor Devetak hanno affrontato forse il tema più caldo
perché rappresenta il punto d’incontro fra le tempeste affrontate
dall’Europa e le sue attuali speranza di rilancio attraverso una
corretta politica culturale. Marzo è fra l’altro l’autore di Il genio
del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo e Missione
grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori
italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler entrambi editi da
Garzanti. Leggi
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A destra della crosta terrestre |
Sul
piano della ricerca del monopolio nell’eversione agli ordinamenti
democratici, tra le forze del passato e quelle del presente non esiste
necessariamente un effetto di sostituzione. Semmai è meglio parlare di
sovrapposizione e di concorrenzialità, a volte oppositiva, altre volte
compensativa o comunque transitiva. In altre parole: non è vero che una
emergenza sostituisca l’altra. Cerchiamo di capirne qualcosa. Se la
scena del terrorismo continentale è oggi dominata dall’angosciante
manifestazione del terrorismo islamista, destinato purtroppo ad
accompagnare a lungo le società a sviluppo avanzato, la presenza del
neofascismo e del neonazismo in Europa non si è per nulla
arrestata.
Claudio Vercelli
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