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28 Maggio 2017 - 3 Sivan 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
Bemidbar/Numeri: solo nel deserto - luogo paradossale di parola e silenzio senza distrazioni - è possibile essere contati senza essere semplicemente un numero.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Ci sono molti motivi per leggere March (Mondadori) il graphic novel che racconta l’impegno per l’eguaglianza di John Lewis, nato a Troy, in Alabama, nel 1940, dal 1986 sempre eletto con elevate percentuali membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato della Georgia. In un paese, il nostro, che ancora la scorsa settimana ha avuto necessità di ribadire il problema dei diritti per chi diritti non ha, non è una lettura banale. Non per guardare indietro – misurando quanta strada è stata fatta negli Stati Uniti, bensì per guardare avanti, per vedere quanta ne va ancora fatta e, almeno qui per noi, valutare come percorrerla.
 
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G7, il momento dei bilanci
Il G7 di Taormina lascia diverse questioni in sospeso. Bilancio negativo? Per diversi opinionisti la risposta è sì, come testimonia anche lo strappo al galateo istituzionale consumatosi con l’assenza di Trump e Merkel alla conferenza stampa convocata a conclusione dei lavori.
“Quel che rimane del G7 è che ha tutto funzionato alla perfezione: organizzazione, sicurezza, lo splendore di Taormina. L’Italia, questa volta, è stata promossa a pieni voti” scrive Repubblica. Altro discorso però se si guarda alla concretezza degli accordi e delle collaborazioni tracciate. “Quel che a Gentiloni brucia di più, a poche miglia dall’Africa, è la mancata intesa sui migranti” scrive ancora Repubblica.
Ci sono però anche alcune note positive. Per il premier “l’impegno contro il terrorismo è il successo più grande, con la dichiarazione di Taormina firmata ieri, importante per il momento in cui avviene”. Strettamente connessa la questione della diffusione di contenuti a sfondo terroristico sul web, con gli internet provider che dovranno fare – è stato richiesto in modo esplicito – “quanto necessario per rimuovere immediatamente i contenuti”.
Guarda il bicchiere mezzo pieno il presidente francese Emmanuel Macron, intervistato dal Corriere della sera. “Non ci siamo limitati a stringerci energicamente la mano; ci siamo guardati negli occhi, ci siamo confrontati in un incontro bilaterale. È solo l’inizio – dice Macron del presidente americano – ora lavoreremo insieme”.
Il nuovo inquilino dell’Eliseo afferma inoltre: “Mi ha detto (Trump, ndr) di non aver mai sostenuto Marine Le Pen, e non mente: lei è stata ore alla Trump Tower, ma lui non l’ha ricevuta”.

Oltre 800 prigionieri palestinesi, detenuti nelle carceri israeliane, hanno sospeso Io sciopero della fame avviato alcune settimane fa. Il governo di Gerusalemme ha infatti acconsentito ad ampliare le visite dei familiari da una a due al mese. “L’accordo è stato siglato da un comitato formato da vari prigionieri tra cui Marwan Barguti, leader di Fatah, che sta scontando una condanna a cinque ergastoli per altrettanti omicidi” riporta tra gli altri Avvenire.
 
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  davar
Gerusalemme, il convegno al Pitigliani
Israele, una Capitale high-tech
Pensando alle nuove tecnologie e ai processi di innovazione della vibrante realtà di Israele vien più immediato collocare tali iniziative in città come Haifa e Tel Aviv. Meno immediata è l’associazione con Gerusalemme, città dalla storia e dalle radici plurimillenarie. E invece anche la Capitale di Israele ha molto da svelare e raccontare.
Questo il filo conduttore della prima parte dell’ultima giornata di eventi dedicati a Yom Yerushalaim (“il giorno di Gerusalemme”) nel cinquantenario dalla riunificazione.
Il Centro Ebraico Il Pitigliani la sede di questa nuova iniziativa congiunta voluta da Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Comunità ebraica di Roma, Ambasciata d’Israele in Italia e Hevràt Yehudè Italia (la comunità degli ebrei italiani in Israele).
Protagonista delle prime ore del convegno l’Università ebraica di Gerusalemme, una delle eccellenze del sistema universitario israeliano. Una realtà che è all’avanguardia anche sul piano dell’innovazione, piazzandosi ai primi posti delle classifiche mondiali.
“Anche per questo è un onore fare parte del suo board” ha sottolineato Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia, nel dare avvio al convegno. Due gli ospiti: l’ambasciatore Ofer Sachs, che proprio in quell’ateneo ha studiato, e il professor Hillel Bercovier.
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la vicinanza dopo la strage dei copti
Israele al fianco dell'Egitto,
una bandiera di solidarietà

Sull'edificio comunale di Tel Aviv alle 23.00 di sabato sera è comparsa la bandiera dell'Egitto, un segno di solidarietà nei confronti del popolo del paese guidato dal generale Al Sisi e in particolare della realtà copta, colpita da un nuovo attacco terroristico venerdì scorso. Ventotto le persone vittima del terribile attentato, tra cui molti bambini, compiuto da un commando legato a Daesh, il movimento terroristico islamista. Significativo il gesto della municipalità di Tel Aviv che negli scorsi mesi aveva già – purtroppo – colorato i suoi muri con diverse bandiere di nazioni colpite dal terrorismo ma mai prima con quella egiziana. Ad esprimere le proprie condoglianze ad Al Sisi, anche il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Non c'è differenza tra l'attacco terroristico in Egitto e quelli compiuti in altri paesi”, ha sottolineato Netanyahu, aggiungendo che, “il terrore sarà sconfitto più velocemente se tutte le nazioni lavoreranno insieme” per combattere questa minaccia. 

si chiude IL FESTIVAL CULTURALE GORIZIANO 
èStoria, laboratorio essenziale
in un’Europa che cerca il futuro

Ci sono i giovani, c’è l’Italia che vuole continuare a conoscere, a pensare, a scegliere. La tredicesima edizione del festival èStoria, che giunge questa sera alle battute conclusive, ha ormai portato la manifestazione culturale goriziana molto al di là dei confini della Venezia Giulia per entrare con forza nel calendario culturale italiano. La città dell’Isonzo, un tempo contesa e strategica cifra di eleganza fra la Mitteleuropa e l’Italia, fucina della migliore intelligenza ebraica della vecchia Europa, poi ferita del confine e polo meridionale della Cortina di ferro con un confine a cielo aperto che la lacerava, ora laboratorio transfrontaliero di crescita e collaborazione fra Est e Ovest, si è confermata il giusto punto di incontro per tutti coloro che vedono nella conoscenza e nello studio della Storia una risorsa insostituibile.
Innumerevoli gli appuntamenti in calendario che si susseguono in queste ore.
L’attenzione è rivolta all’interpretazione dei grandi conflitti, e quest’anno, con il cinquantenario della Guerra dei Sei giorni. Ahron Bregman (già ufficiale di artiglieria delle forze di difesa di Israele e assistente parlamentare al Knesset, insegna presso il dipartimento di Studi Militari al King’s College di Londra ed è autore de “La vittoria maledetta. Storia di Israele e dei territori occupati”, Einaudi), Simon Dunstan (scrittore e regista specializzato nella weapons tecnology, soprattutto nel campo degli Armoured Fighting Vehicles, è autore di “Il Raid di Entebbe. Luglio 1976” e “La Guerra dei Sei Giorni. 1967: Sinai, Giordania e Siria”, LEG editore) con Fabio Romano hanno analizzato le vicende del maggio 1967. Gli oratori hanno inquadrato la situazione determinata da un’azione combinata di Egitto, Giordania e Siria che minacciavano un Israele, abbandonato a se stesso dalle Nazioni Unite. Per anticipare le mosse dei loro nemici, in giugno gli israeliani erano pronti a un attacco preventivo che avrebbe spiazzato il mondo intero: la schiacciante vittoria fu ottenuta attraverso un uso sapiente dell’aviazione, che avrebbe sgominato le forze egiziane nel Sinai. Allo stesso modo, un’azione fulminea consentì l’occupazione della Città Vecchia a Gerusalemme, della Cisgiordania e delle alture del Golan.
Ma nel corso delle giornate di èStoria non sono mancati gli approfondimenti e le occasioni di incontro per conoscere quei temi collaterali che si fanno sempre più necessari per comprendere una società complessa.
Il segno profondo lasciato dal Primo conflitto mondiale. I nazionalismi e i populismi che da oltre un secolo, e oggi più che mai minacciano il futuro dell’Europa. Ma anche le possibilità di crescita economica attraverso gli investimenti sulla cultura, le vicende affascinanti e sconvolgenti che portano i paesi a preservare o a perdere i propri beni culturali, le nuove tendenze di attenzione nei confronti dei consumi e dell’alimentazione.
Fra gli innumerevoli appuntamenti anche quello dedicato ai Tesori d’arte. Il patrimonio artistico italiano non teme rivali: dovrebbe però temere furti, incurie e mercati clandestini. La diaspora dell’arte italiana è un argomento affascinante, dove all’ammirazione per i nostri capolavori si affiancano cupidigia mercantile e avventurieri rocamboleschi, qui ritrovati in un racconto ricco di colpi di scena.
I giornalisti Fabio Isman e Alessandro Marzo Magno (nella foto mentre legge Pagine Ebraiche visitando le strutture del festival), coordinati dal collega Igor Devetak hanno affrontato forse il tema più caldo perché rappresenta il punto d’incontro fra le tempeste affrontate dall’Europa e le sue attuali speranza di rilancio attraverso una corretta politica culturale. Marzo è fra l’altro l’autore di Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo e Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler entrambi editi da Garzanti.
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Sorgente di vita 
Yom Yerushalaim
Si apre con un servizio su Yom Yerushalaim, in ebraico il Giorno di Gerusalemme, la puntata di Sorgente di Vita in onda domenica 28 maggio. Nel cinquantesimo anniversario dalla riunificazione della Città Santa, si è tenuta a Roma una serata di arte, musica e danza nella splendida cornice della terrazza sovrastante il museo dei Fori Imperiali. Animano la serata le suggestioni di una città dalla storia plurimillenaria, cuore della cultura ebraica, crocevia delle religioni monoteiste.
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pilpul

A destra della crosta terrestre
Sul piano della ricerca del monopolio nell’eversione agli ordinamenti democratici, tra le forze del passato e quelle del presente non esiste necessariamente un effetto di sostituzione. Semmai è meglio parlare di sovrapposizione e di concorrenzialità, a volte oppositiva, altre volte compensativa o comunque transitiva. In altre parole: non è vero che una emergenza sostituisca l’altra. Cerchiamo di capirne qualcosa. Se la scena del terrorismo continentale è oggi dominata dall’angosciante manifestazione del terrorismo islamista, destinato purtroppo ad accompagnare a lungo le società a sviluppo avanzato, la presenza del neofascismo e del neonazismo in Europa non si è per nulla arrestata. 

Claudio Vercelli
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