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  24 Ottobre 2017 - 4 Cheshvan 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
Se fossi un rappresentante della Comunità ebraica di Roma oggi non accoglierei Lotito, presidente della Lazio, davanti alla lapide dei deportati ebrei dai nazifascisti nei campi di sterminio.
Farei piuttosto riportare la sua corona di fiori sugli spalti della curva nord dello stadio Olimpico di Roma con scritta la citazione del Talmud: “ci sono persone vive che sono come morte e ci sono persone morte che restano sempre vive”.
 
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
Non si è forse mai assistito, in Israele, a un confronto come quello di questi giorni. All'apertura della sessione invernale della Knesset, il Parlamento israeliano, il Presidente dello Stato d'Israele, Reuven Rivlin, ha portato un duro e inusitato attacco al governo in difesa del potere giudiziario e della libertà di stampa, che ha definito "pilastri della democrazia". Sullo sfondo ci sono i tentativi di Netanyahu e dei suoi alleati di delegittimare la Corte Suprema e i mezzi di informazione per contrastare le inchieste per corruzione a carico del Primo Ministro.
Le accuse del Presidente Rivlin sono di una gravità eccezionale: i politici – ha affermato – stanno politicizzando le istituzioni dello Stato, dalla Corte Suprema ai giornali, dalle forze di sicurezza all'esercito. Le parole di Rivlin risuonano come un'accusa di colpo di stato.
Colpisce il fatto che il Presidente Rivlin sia un uomo della destra, che ha sempre militato nel Likud, lo stesso partito di cui è presidente Netanyahu. Un uomo di destra favorevole alla Grande Israele, per giunta. Un uomo che ha lavorato per l'intelligence dell'esercito e ha partecipato alla Guerra dei Sei Giorni. Insomma, nessuno potrà accusarlo di essere un comunista, un traditore, un antisionista o, peggio, un antisemita.
 
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Antisemiti all'Olimpico
vergogna dei tifosi laziali
SeLa vergognosa iniziativa antisemita di un gruppo di tifosi della Lazio, che hanno scelto di raffigurare Anna Frank con la divisa dei rivali della Roma, fa parlare giornali e opinionisti. Ferma la protesta di UCEI e Comunità ebraica romana, oggi riportata con evidenza sui principali quotidiani. Ma è anche il mondo sportivo, ai suoi vertici, a reagire con fermezza. A partire dal ministro dello Sport Luca Lotti e dal presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. Proprio la Figc, nelle scorse ore, ha aperto un’inchiesta sui fatti (Corriere della Sera).
La Gazzetta dello Sport parla di “delirio ultrà”. Il Corriere dello sport titola: “Olimpico, caso choc”. In un editoriale sulla prima pagina di Repubblica, il direttore Mario Calabresi scrive: “Siamo tutti Anna Frank”.
“L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane condanna in modo inequivocabile quanto accaduto allo stadio Olimpico di Roma, dove elementi della tifoseria della Lazio hanno per l’ennesima volta offeso la Memoria della Shoah e il mondo ebraico con espressioni antisemite. Contro questi personaggi chiediamo un intervento chiaro della Società Sportiva Lazio e delle autorità competenti” dichiara la Presidente UCEI Noemi Di Segni.
“Quello che successo è gravissimo, non va sottovalutato e credo che ci sia bisogno di una reazione molto forte e unita di tutte le forze in campo, dalle società di calcio, al Coni, alla politica: servono atti e gesti corali” afferma la presidente della Comunità romana Ruth Dureghello. Che al presidente laziale Claudio Lotito chiede di non nascondersi e “denunciare tutti”. Anche il vicepresidente della Comunità Ruben Della Rocca in una nota sottolinea come la società debba prendere provvedimenti. Dalla Lazio è arrivata in seguito una condanna dell’accaduto e l’annuncio della decisione di portare, con una delegazione guidata da Lotito, una corona di fiori (oggi a mezzogiorno) al Tempio Maggiore di Roma per ricordare le vittime dell’antisemitismo (Corriere dello sport).
“Vergogna, non andrò più allo stadio” dice il direttore del Tg5 Clemente Mimun, intervistato dal Corriere.

“Spia d’Israele”, medico condannato a morte in Iran. Ahmadreza Djalali, medico ricercatore iraniano che ha lavorato anche in Italia, è stato condannato a morte in Iran per “spionaggio” a favore d’Israele e “inimicizia con Dio”. A riferirlo è The Local, quotidiano svedese on-line. Lui attualmente vive in Svezia con la famiglia (ha due figli di 6 e 14 anni) e lavora presso il Karolinska Institute di Stoccolma, mentre in passato ha trascorso un lungo periodo a Novara. Djalali è stato arrestato il 25 aprile del 2016. Era in Iran per un ciclo di conferenze e per dieci giorni non si è saputo nulla di lui, racconta La Stampa. Poi si è scoperto che era nella famigerata prigione di Evin, nella sezione 209 controllata dall’Intelligence. Nei mesi scorsi Amnesty international ha avviato un’azione urgente e le diplomazie di Italia e Svezia hanno lavorato con l’Ue. I Radicali e Nessuno tocchi Caino contestano il processo e spiegano la strategia di Teheran: “Dopo avvocati e attivisti il regime colpisce la ricerca”. Anche i colleghi di Djalali stanno facendo pressione sul mondo politico.

Cartoons on The Bay e il dramma delle leggi razziste. Il festival internazionale dell’animazione cross-mediale e della tv dei ragazzi Cartoons on The Bay, organizzato da Rai e Rai Com che sarà a Torino dal 12 al 14 aprile 2018 ha deciso di dedicare una mostra all’anniversario delle leggi razziste. Tanti gli autori italiani che hanno aderito all’iniziativa che culminerà con la mostra “1938 – 2018 Ottant’anni dalle leggi razziali in Italia. Il mondo del fumetto e dell’animazione ricorda l’orrore dell’antisemitismo”. A raccontare il progetto, un articolo su La Stampa di oggi che pubblica anche un articolo di Amedeo Osti Guerrazzi in merito alle leggi del ’38.
 
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  davar
antisemitismo negli stadi
Figc e Ministero dello Sport
"Il calcio sia veicolo di valori"

Un minuto di riflessione su tutti i campi di calcio per condannare i recenti episodi di antisemitismo e per continuare a coltivare la memoria della Shoah e l’impegno della società civile tutta, soprattutto assieme ai giovani, affinché ogni contesto sportivo sia luogo che trasmetta valori e formi le coscienze. Questa la decisione presa oggi dalla Federcalcio d’intesa con il ministro per lo Sport Luca Lotti. All'iniziativa ha aderito l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Nel corso del turno infrasettimanale previsto nei campionati di Serie A, Serie B e Serie C e del turno previsto nel fine settimana per i campionati dilettantistici e giovanili, le squadre e gli ufficiali di gara si disporranno al centro del campo prima del calcio d’inizio mentre verrà letto un brano tratto dal Diario di Anna Frank: “Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità”.
Nel corso della mattinata, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha deposto una corona di fiori in ricordo delle vittime della Shoah davanti alla sinagoga di Roma e annunciato alcune iniziative per la Memoria e per contrastare i tifosi laziali più estremisti. L'iniziativa, riferisce la Comunità ebraica romana, non è stata concordata.
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israele - la legge approvata nelle scorse ore
Le opzioni binarie sono illegali
La Knesset ne vieta la vendita

La Knesset, il parlamento israeliano, ha adottato all'unanimità una legge che vieta la vendita delle opzioni binarie da parte delle società di trading online israeliane. “Questa industria ha un enorme impatto su come Israele viene visto in tutto il mondo. I nostri funzionari governativi vanno a conferenze internazionali e ricevono critiche dai loro colleghi all'estero a causa di questo settore”, ha spiegato la parlamentare Rachel Azaria (Kulanu) nella sua introduzione alla legge davanti ai colleghi della Knesset. La legge dà a tutte le società che si occupano di opzioni binarie tre mesi di tempo per cessare le operazioni. Dopo di che, chiunque sia coinvolto in questo ambito, è punibile con un massimo di due anni di prigione. La nuova norma è l'atteso punto e capo posto su un mercato costato milioni di dollari a migliaia di persone in tutto il mondo. Come ha scritto su Pagine Ebraiche l'economista Aviram Levy (prima dell'approvazione della legge): “Solo una volta approvata ed entrata in vigore la legge si potrà verificare se effettivamente cesserà il fenomeno delle 'truffe online' ai danni di ignari investitori”.
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il progetto presentato a washington
Il Talmud parla italiano
anche negli Stati Uniti

Presentato a Washington il Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese che, per l'occasione, ha fatto dono di un'edizione speciale del primo trattato stampato - quello di Rosh haShanà - alla Library of Congress, la biblioteca nazionale degli Stati Uniti, che si erge di fronte al Capitol Building, sede del Congresso degli Stati Uniti. La Library of Congress fu istituita nel 1800 e il suo catalogo conta oggi oltre 28 milioni di libri che la rendono la più grande biblioteca al mondo. Per la prima volta un progetto di ricerca del Governo Italiano viene presentato presso questa prestigiosa istituzione.
Nella conferenza sono intervenuti rav Riccardo Di Segni e la professoressa Clelia Piperno, rispettivamente Presidente e Direttore del Progetto i quali hanno illustrato la genesi, lo sviluppo e gli obiettivi del Progetto, rav Gadi Piperno in rappresentanza dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Gilda Siniscalchi, Capo Dipartimento alla famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in rappresentanza del Governo Italiano e Jane McAuliffe, Director of National and International Outreach della Library of Congress a fare gli onori di casa. Presente anche Mario Patrono, membro del Consiglio di Amministrazione del Progetto.
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qui milano
Storie di salvezza dall’inferno delle persecuzioni antiebraiche
In libreria da fine settembre Salvarsi. Gli ebrei d'Italia sfuggiti alla Shoah 1943-1945, la documentata ricerca sulla memoria della salvezza lanciata dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano con il coordinamento di Liliana Picciotto. Al contrario di quanto già descritto dall’autrice ne Il libro della memoria e in altri studi, si parla qui dunque del “rovescio della medaglia”. Il volume sarà presentato oggi (ore 18.00) dall'autrice al Memoriale della Shoah di Milano assieme a Walter Barberis, presidente della Giulio Einaudi editore. Saranno presenti tra gli altri il presidente della Fondazione Cdec Giorgio Sacerdoti e al presidente della Fondazione del Memoriale Ferruccio De Bortoli. Sul numero di Pagine Ebraiche attualmente in distribuzione, Liliana Picciotto e il direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera presentano il significato del grande lavoro svolto per realizzare la ricerca.
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qui milano
Il Dybuk di Andrej Wajda
Nel 1988 il regista polacco Andrzej Wajda, membro onorario dell’Unione Teatri d’Europa, annotò in un taccuino parole, schizzi e riflessioni sulla messa in scena del dramma Dybuk con la compagnia del Teatro Nazionale Habima a Cracovia e Tel Aviv. Le figure disegnate dallo stesso regista testimoniano le emozioni che il viaggio in Israele gli ha suscitato. Un continuo inframmezzarsi di pensieri e di immagini dipinte che raccontano il teatro, l’architettura, la storia e la società di quegli anni. Il taccuino, edito dall’Officina d’arte grafica Lucini, verrà presentato oggi (ore 17.30) al Chiostro Nina Vinchi, a Milano, dalle curatrici Sarah Kaminski, docente di lingua e letteratura israeliana presso l’Università di Torino), Silvia Parlagreco, ricercatrice e studiosa dell’opera di Wajda e Kantor, e Giulia Randone, dottore di ricerca, polonista ed esperta del teatro Yiddish. Assieme a loro sul palco, Bogdana Pilichowska, curatrice dell’archivio Wajda di Cracovia fino al 2015. All'incontro parteciperanno il console polacco Adrianna Siennicka e la responsabile del settore cultura del consolato Marta Zagorowska.
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Qui Torino 
La sottile armonia degli opposti
8 e B. Nessun errore di battitura, no. 8 è anche Otto, ma è anche il remo di una barca. B è anche Greta, ma anche barca che si fa trasportare dalla corrente. Ebbene Otto e Greta sono i protagonisti di un romanzo di formazione, di un percorso di crescita che prende il via dalla sofferenza di due bambini, una sofferenza che con fatica verrà poi affrontata nell’adolescenza e finalmente scavalcata nella maturità. Un romanzo a più livelli dove la fiaba incontra l’autobiografia. Dove i numeri convivono con le lettere. Un riferimento alla cabala e agli studi talmudici fatti di simboli e interpretazione, un’origine ebraica che fa capolino in forme diverse all’interno del racconto già a partire dal titolo che mette in luce il tema del doppio, del diverso, dell’opposto. Tutto questo è racchiuso nel volume La sottile armonia degli opposti (Garzanti, 2017) di Nicola Bolaffi, prima artista e tennista e poi scrittore, ed ex allievo della scuola ebraica della Comunità ebraica di Torino. A presentare il volume nei locali comunitari, il presidente dell’Associazione Ex Allievi e Amici della Scuola (Asset), Giulio Disegni, accanto a Santina Mobiglia, collaboratrice dell’Indice dei libri del mese, Silvana Ceresa, psichiatria e psicanalista junghiana e Marco Giusta, assessore comunale alle politiche giovanili. A fare da cornice agli interventi, le voci di tre giovani attori della Casa Teatro Ragazzi che hanno letto al pubblico alcuni passi tratti dal romanzo.

Alice Fubini
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pilpul

Anne Frank
Ciò che dovrebbe fare riflettere, nella squallida vicenda dell’uso del volto di Anne Frank per dileggiare i tifosi di una squadra avversaria, non è solamente il ripetersi maniacale dei medesimi stili antisemitici. Non è una novità, quest’ultima, anche se il suo rinnovarsi, come fetida tradizione nera, quella del pregiudizio, non rassicura. Semmai angoscia. Tuttavia c’è dell’altro, ed è una sorta di sovrappiù che si aggiunge a tutto quanto ci si potrebbe ancora dire sul nesso tra estremismo, tifoseria ultras, stadi e razzismo antiebraico. Quel di più sta nel fatto che Anne Frank, oggi improvvidamente qualificata dal più importante quotidiano del nostro Paese come «scrittrice tedesca», è stata collocata da tempo, oramai, nel Pantheon dell’immaginario pop.

Claudio Vercelli
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Maggioranze chiare
Il premier giapponese Shinzo Abe ha vinto la sua scommessa: ottenere una maggioranza chiara nelle elezioni politiche. Un risultato dovuto in buona parte alla sua politica economica, che ha garantito al suo paese misure espansive e anticicliche rispetto alla crisi degli ultimi anni.
Ma non è azzardato affermare che un'altra componente essenziale del suo successo risieda nella scelta esplicita di superare la Costituzione pacifista del Dopoguerra e riarmare il Sol Levante. Un'opzione che settanta anni dopo non spaventa più il mondo, e che ovviamente tranquillizza i suoi concittadini sempre più spesso sorvolati da missili nordcoreani.


Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - Mussolini antisemita
Quando nel 1994 uscì la prima edizione di Mussolini contro gli ebrei di Michele Sarfatti, lo studio contribuì a chiarire in modo esplicito i diversi passaggi attraverso i quali il capo del fascismo aveva tradotto in tragica realtà il suo esplicito intento persecutorio nei confronti degli ebrei, creando una nuova consapevolezza tra gli studiosi e nella società italiana.
Esce ora, sempre per i tipi della Zamorani, la seconda edizione ampliata di quel libro (221 pagine, euro 28), che documenta e interpreta le prese di posizioni antiebraiche di Mussolini nel corso del 1938 e ricostruisce come egli giunse a definire la legislazione razzista varata tra il settembre e il novembre di quell’anno dal governo fascista con il consenso (e la firma) del re.


Mario Avagliano
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Fuga dalla realtà
È rimasta in vigore la summa divisio domestica fra i c.d. ebrei pro israeliani (etichettati troppo facilmente come di destra) ed ebrei critici del governo di Israele (etichettati in modo altrettanto sbrigativo come di sinistra). Ambedue sono accomunati dal desiderio della pace in Medio Oriente, anche se l’approccio sembrerebbe essere assai diverso.

Emanuele Calò
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