Paolo Sciunnach, insegnante | Chanukkah
e Purim sono chiamati Feste dell’Esilio: sono le uniche due feste di
origine interamente rabbinica, sono il sostegno spirituale durante
l’esilio.
Purim ci insegna che D-o interviene nella Storia del Popolo Ebraico anche in Diaspora durante il tempo dell’Ester Panim.
Chanukkah ci insegna che possiamo essere in Esilio anche risiedendo in Eretz Israel.
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Anna
Foa,
storica |
“Paiono traversie ma sono opportunità”, disse Giambattista Vico.
Diventeranno opportunità se sapremo ripartire di qui per ricostruire e
soprattutto ricostruirci: reimparando l’amore per la politica come bene
comune, il rispetto dell’altro, la necessità dello studio, la forza
dell’esempio, l’amore verso i più deboli. Tutte cose dimenticate che si
possono ritrovare. Solo così potremo trovare le forze per combattere
una battaglia degna, in questa Italia dove dovremo fare i conti, fra
l’altro, con una destra sovranista e razzista e con l’ignoranza resa
padrona. Compiti che possiamo assumerci da subito, in quanto ebrei che
hanno conosciuto la forza distruttrice del razzismo, in quanto
cittadini di un’Italia che amiamo anche e soprattutto nei tempi più
oscuri.
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Trionfo a 5 Stelle
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Sono
i movimenti populisti e antisistema ad essere i vincitori di queste
elezioni politiche italiane, raccontano i quotidiani nazionali e
internazionali. “Volano i 5 Stelle, il centrodestra prima coalizione.
Exploit Lega, superata Forza Italia. Renzi pronto a lasciare”, la
sintesi sul sito del Corriere mentre Repubblica parla di “Trionfo dei
5stelle. La Lega vola, crolla il Pd” e ricorda però che “Nessuna
coalizione ha maggioranza”. Anche Il Fatto Quotidiano, storicamente
vicino ai Cinque Stelle, parla del loro risultato come di un trionfo
mentre parla di disastro Pd. Sui social l’ex direttore del Corriere
Feruccio de Bortoli sintetizza così il quadro politico italiano: “Il
Nord a Salvini, il Sud ai Cinquestelle, il mezzo polo di sinistra
duramente sconfitto, come se avesse fatto le primarie, peraltro
inutili. Il centrodestra a trazione leghista e sovranista aspetta i
‘nuovi responsabili’. Il Parlamento è appeso. Il Paese pure”. Guardando
alle analisti dall’estero, per il New York Times, domenica gli italiani
hanno manifestato la loro rabbia contro “l’establishment politico
europeo”, consegnando la maggioranza “a forze di destra e populiste che
hanno condotto una campagna alimentata dalla rabbia antiimmigrati”.
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gli opinionisti a confronto sul voto in italia 'Populismo, avanzata inquietante
Vigilanza dovrà essere massima'
Di
fronte all’avanzata di forze populiste bisognerà restare vigili, senza
mai distogliere l’attenzione da fatti e parole. È una lettura comune
agli opinionisti di Pagine Ebraiche e del portale dell’ebraismo
italiano www.moked.it che abbiamo sentito per un pensiero sugli esiti
del voto e sugli scenari post-elettorali.
“È sbagliato parlare di questo voto come di un fatto rivoluzionario. Si
tratta piuttosto di un adeguamento a tendenze già in atto da tempo in
Europa” afferma David Bidussa, storico sociale delle idee. “La
divisione essenziale che io vedo è tra riformatori e conservatori. I
riformatori sono coloro che hanno un’idea di responsabilità che va
oltre la propria specifica natura, mentre i conservatori agiscono in
una direzione opposta. Oggi – spiega lo studioso – questi ultimi sono
la maggioranza”. Per Bidussa la tendenza antieuropeista attuale non è
così dissimile, nel metodo, al timido europeismo di un tempo. ”Sempre
di assenza di responsabilità parliamo, nell’attesa di un salvatore
della patria che in un caso o nell’altro venga a risolvere i nostri
problemi”. Urgente, per Bidussa, che la sinistra ripensi il proprio
modello ma che lo stesso faccia anche chi si richiama, su fronti
diversi, ai valori del liberalismo. “Lo spazio liberal-democratico, di
fronte al populismo crescente, è in grave crisi. Serve un cambio di
rotta, ma il tempo per agire è poco”.
Urgente, per lo storico Claudio Vercelli, una riformulazione del campo
antifascista. “Non può essere – afferma – quello che grida all’arrivo
delle camicie nere, ma deve anzi reimpostarsi prestando bene attenzione
ai nuovi e diversi episodi di odio. C’è infatti un nesso molto forte
tra il lascito del fascismo e le aggressività e i disagi che si
esprimono oggi attraverso atteggiamenti razzistici”. Nel Movimento
Cinque Stelle lo studioso vede principalmente un rischio: l’assenza di
una cultura politica alle spalle che possa orientare in modo adeguato
le decisioni strategiche. “Dall’Europa a questioni di bilancio, per
arrivare all’eterogeneità crescente della società italiana. Temi
complessi – afferma – su cui gravi errori possono essere dietro
l’angolo”. E il pericolo di un antisemitismo più marcato nella società,
in ragione della consistente affermazione populista? “Non strappiamoci
i capelli sin da adesso – osserva Vercelli – ma la situazione va
chiaramente seguita con attenzione. Sia nel campo dei Cinque Stelle,
che non hanno ammortizzatori sufficienti, che in quello della Lega, che
ha candidato diversi esponenti con idee radicali”.
“Nonostante il grande impatto mediatico – dice Gadi Luzzatto Voghera,
direttore del Cdec di Milano – è risultato che gruppi dichiaratamente
neofascisti non hanno presa di nessun tipo in Italia. Un segnale
confortante, almeno questo. Certo è che alcune istanze ‘suprematiste’
saranno comunque rappresentate in Parlamento da chi oggi può
rivendicare un successo…”. Luzzatto Voghera concorda con la lettura di
molti sul fatto che, con il voto di ieri, si sia chiusa definitivamente
l’epoca della Seconda Repubblica. “Resta da capire – sospira – cosa ci
sarà nella Terza…”.
Cita Giambattista Vico (“Paiono traversie ma sono opportunità”) la
storica Anna Foa, che di elezioni parla oggi nel suo aleftav
settimanale. “Diventeranno opportunità – sostiene la studiosa – se
sapremo ripartire di qui per ricostruire e soprattutto ricostruirci:
reimparando l’amore per la politica come bene comune, il rispetto
dell’altro, la necessità dello studio, la forza dell’esempio, l’amore
verso i più deboli. Tutte cose dimenticate che si possono ritrovare”.
Solo così, il suo messaggio, “potremo trovare le forze per combattere
una battaglia degna, in questa Italia dove dovremo fare i conti, fra
l’altro, con una destra sovranista e razzista e con l’ignoranza resa
padrona”.
Grande la preoccupazione di Anna Segre, insegnante. “La terribile
propaganda anti-immigrati cavalcata da un certo tipo di destra non ha
prodotto nessun effetto di argine e di paura, neanche nella sinistra e
in chi, a destra, ha un approccio diverso. Vien proprio da dire –
commenta – che in Italia la moderazione non paga”.
Motivo di angoscia numero uno, per Segre, è costituito dalla Lega di
Salvini. “L’idea che possa essere a capo di un governo è davvero
inquietante. Perché la sua – afferma Segre – è una destra estrema,
coccolata da una figura come Marine Le Pen”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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il voto visto da israele "Italia, un incubo per l'Europa"
Un
terremoto, “un incubo per l’Europa”, la vittoria del populismo
antisistema. Sono le parole usate da diversi siti di informazione
israeliani per definire il risultato delle elezioni italiane. Su di
loro, come era inevitabile, si focalizza l’attenzione dei media: “Un
blocco di destra guidato dall’ex primo ministro Silvio Berlusconi –
spiega Yedioth Ahronot – ha ottenuto la maggioranza dei voti, ma non
abbastanza per controllare il parlamento. Il partito anti-establishment
Movimento Cinque Stelle è infatti il più grande partito in Parlamento,
e il partito di estrema destra Lega, che ha promesso di espellere
600.000 immigrati, ha ottenuto un grande risultato". Secondo le
analisi, si legge ancora, "un governo non verrà formato nel prossimo
futuro” perché "nessun partito o coalizione ha ottenuto i numeri
necessari per guidare il Paese".
Per il quotidiano progressista Haaretz tra i motivi del successo a
Cinque Stelle, la proposta del reddito di cittadinanza, “che ha
attratto molti voti nel Sud depresso” e dove il movimento ha
effettivamente ottenuto un consenso travolgente. In un altro articolo
di Haaretz, firmato da Ariel David, si mette invece in connessione la
vittoria di Lega e Cinque Stelle con le presunte influenze russe sui
due partiti: il titolo dell’editoriale è “Vladimir Putin ha appena
vinto le elezioni in Italia”. Leggi
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il convegno ucei a parma Tefillah, la preghiera al centro Una
giornata di studio dedicato al significato della preghiera, della
Tefillah, quello organizzato dall'Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane a Parma per il prossimo 11 marzo. Un appuntamento che vedrà
confrontarsi rabbini e studiosi sul concetto di preghiera nell'ebraismo
e prenderà il via dalla mattina (ore 10.30) per proseguire nel
pomeriggio di domenica. Ad organizzare il convegno il comitato
scientifico formato da rav Roberto Della Rocca, direttore Area Cultura
e Formazione UCEI; David Meghnagi, assessore alla cultura dell'Unione;
Riccardo Joshua Moretti, coordinatore della Commissione Cultura UCEI e
vicepresidente della Comunità di Parma, e rav Gadi Piperno,
responsabile UCEI Progetto Meridione e rabbino di riferimento della
Comunità di Casale Monferrato. "Perché un convegno sulla Tefillàh? In
una società mediatica e planetaria ognuno ha l'impressione, per non
dire l'illusione, di essere contemporaneamente in rapporto con
l'umanità tutta intera. Ma il 'tutti in relazione con tutti...'
significa spesso 'anonimato', essere soli e persi" spiega il rav Della
Rocca.
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Oltremare - Insonnia
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C’erano
almeno due buoni motivi per perdere il sonno la notte appena passata:
la notte degli Oscar iniziava intorno alle tre locali e in
contemporanea in Italia iniziava la notte delle stelle ( solo cinque ma
fan tanto rumore e parecchio male quando ti cadono tutte insieme sulla
testa). Sul palco degli Oscar il comico di casa parlava quasi
seriamente di abusi sulle donne nel mondo del cinema, mentre su palchi
italiani parvenu della politica si congratulavano con se stessi per
aver portato una ventata di ignoranza, pregiudizio e insensatezza in
Parlamento.
Ad un certo punto i due palchi si sono brevemente unificati, quando il
film di Guadagnino ha preso l’Oscar per la migliore sceneggiatura non
originale, difficile però dire se sia un Oscar italiano o
internazionale. E siccome sul palco di sicuro italiano le cose stavano
andando davvero bene per i seguaci dell’altro comico, quello del
“vaffa”, ho deciso di spegnere tutto, tv cellulare o radio che fosse, e
tornare a dormire. Svegliatemi quando ci sarà un Oscar davvero italiano
o davvero israeliano (per me pari son), e quando l’Italia avrà dei
governanti che sanno distinguere fra la democrazia e un episodio di
Friends.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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