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5 Marzo 2018 - 18 Adar 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
Chanukkah e Purim sono chiamati Feste dell’Esilio: sono le uniche due feste di origine interamente rabbinica, sono il sostegno spirituale durante l’esilio.
Purim ci insegna che D-o interviene nella Storia del Popolo Ebraico anche in Diaspora durante il tempo dell’Ester Panim.
Chanukkah ci insegna che possiamo essere in Esilio anche risiedendo in Eretz Israel.
 
Anna
Foa,
storica
“Paiono traversie ma sono opportunità”, disse Giambattista Vico.
Diventeranno opportunità se sapremo ripartire di qui per ricostruire e soprattutto ricostruirci: reimparando l’amore per la politica come bene comune, il rispetto dell’altro, la necessità dello studio, la forza dell’esempio, l’amore verso i più deboli. Tutte cose dimenticate che si possono ritrovare. Solo così potremo trovare le forze per combattere una battaglia degna, in questa Italia dove dovremo fare i conti, fra l’altro, con una destra sovranista e razzista e con l’ignoranza resa padrona. Compiti che possiamo assumerci da subito, in quanto ebrei che hanno conosciuto la forza distruttrice del razzismo, in quanto cittadini di un’Italia che amiamo anche e soprattutto nei tempi più oscuri.
 
Trionfo a 5 Stelle
Sono i movimenti populisti e antisistema ad essere i vincitori di queste elezioni politiche italiane, raccontano i quotidiani nazionali e internazionali. “Volano i 5 Stelle, il centrodestra prima coalizione. Exploit Lega, superata Forza Italia. Renzi pronto a lasciare”, la sintesi sul sito del Corriere mentre Repubblica parla di “Trionfo dei 5stelle. La Lega vola, crolla il Pd” e ricorda però che “Nessuna coalizione ha maggioranza”. Anche Il Fatto Quotidiano, storicamente vicino ai Cinque Stelle, parla del loro risultato come di un trionfo mentre parla di disastro Pd. Sui social l’ex direttore del Corriere Feruccio de Bortoli sintetizza così il quadro politico italiano: “Il Nord a Salvini, il Sud ai Cinquestelle, il mezzo polo di sinistra duramente sconfitto, come se avesse fatto le primarie, peraltro inutili. Il centrodestra a trazione leghista e sovranista aspetta i ‘nuovi responsabili’. Il Parlamento è appeso. Il Paese pure”. Guardando alle analisti dall’estero, per il New York Times, domenica gli italiani hanno manifestato la loro rabbia contro “l’establishment politico europeo”, consegnando la maggioranza “a forze di destra e populiste che hanno condotto una campagna alimentata dalla rabbia antiimmigrati”.
 
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  davar
gli opinionisti a confronto sul voto in italia
'Populismo, avanzata inquietante

Vigilanza dovrà essere massima'
Di fronte all’avanzata di forze populiste bisognerà restare vigili, senza mai distogliere l’attenzione da fatti e parole. È una lettura comune agli opinionisti di Pagine Ebraiche e del portale dell’ebraismo italiano www.moked.it che abbiamo sentito per un pensiero sugli esiti del voto e sugli scenari post-elettorali.
“È sbagliato parlare di questo voto come di un fatto rivoluzionario. Si tratta piuttosto di un adeguamento a tendenze già in atto da tempo in Europa” afferma David Bidussa, storico sociale delle idee. “La divisione essenziale che io vedo è tra riformatori e conservatori. I riformatori sono coloro che hanno un’idea di responsabilità che va oltre la propria specifica natura, mentre i conservatori agiscono in una direzione opposta. Oggi – spiega lo studioso – questi ultimi sono la maggioranza”. Per Bidussa la tendenza antieuropeista attuale non è così dissimile, nel metodo, al timido europeismo di un tempo. ”Sempre di assenza di responsabilità parliamo, nell’attesa di un salvatore della patria che in un caso o nell’altro venga a risolvere i nostri problemi”. Urgente, per Bidussa, che la sinistra ripensi il proprio modello ma che lo stesso faccia anche chi si richiama, su fronti diversi, ai valori del liberalismo. “Lo spazio liberal-democratico, di fronte al populismo crescente, è in grave crisi. Serve un cambio di rotta, ma il tempo per agire è poco”.
Urgente, per lo storico Claudio Vercelli, una riformulazione del campo antifascista. “Non può essere – afferma – quello che grida all’arrivo delle camicie nere, ma deve anzi reimpostarsi prestando bene attenzione ai nuovi e diversi episodi di odio. C’è infatti un nesso molto forte tra il lascito del fascismo e le aggressività e i disagi che si esprimono oggi attraverso atteggiamenti razzistici”. Nel Movimento Cinque Stelle lo studioso vede principalmente un rischio: l’assenza di una cultura politica alle spalle che possa orientare in modo adeguato le decisioni strategiche. “Dall’Europa a questioni di bilancio, per arrivare all’eterogeneità crescente della società italiana. Temi complessi – afferma – su cui gravi errori possono essere dietro l’angolo”. E il pericolo di un antisemitismo più marcato nella società, in ragione della consistente affermazione populista? “Non strappiamoci i capelli sin da adesso – osserva Vercelli – ma la situazione va chiaramente seguita con attenzione. Sia nel campo dei Cinque Stelle, che non hanno ammortizzatori sufficienti, che in quello della Lega, che ha candidato diversi esponenti con idee radicali”.
“Nonostante il grande impatto mediatico – dice Gadi Luzzatto Voghera, direttore del Cdec di Milano – è risultato che gruppi dichiaratamente neofascisti non hanno presa di nessun tipo in Italia. Un segnale confortante, almeno questo. Certo è che alcune istanze ‘suprematiste’ saranno comunque rappresentate in Parlamento da chi oggi può rivendicare un successo…”. Luzzatto Voghera concorda con la lettura di molti sul fatto che, con il voto di ieri, si sia chiusa definitivamente l’epoca della Seconda Repubblica. “Resta da capire – sospira – cosa ci sarà nella Terza…”.
Cita Giambattista Vico (“Paiono traversie ma sono opportunità”) la storica Anna Foa, che di elezioni parla oggi nel suo aleftav settimanale. “Diventeranno opportunità – sostiene la studiosa – se sapremo ripartire di qui per ricostruire e soprattutto ricostruirci: reimparando l’amore per la politica come bene comune, il rispetto dell’altro, la necessità dello studio, la forza dell’esempio, l’amore verso i più deboli. Tutte cose dimenticate che si possono ritrovare”. Solo così, il suo messaggio, “potremo trovare le forze per combattere una battaglia degna, in questa Italia dove dovremo fare i conti, fra l’altro, con una destra sovranista e razzista e con l’ignoranza resa padrona”.
Grande la preoccupazione di Anna Segre, insegnante. “La terribile propaganda anti-immigrati cavalcata da un certo tipo di destra non ha prodotto nessun effetto di argine e di paura, neanche nella sinistra e in chi, a destra, ha un approccio diverso. Vien proprio da dire – commenta – che in Italia la moderazione non paga”.
Motivo di angoscia numero uno, per Segre, è costituito dalla Lega di Salvini. “L’idea che possa essere a capo di un governo è davvero inquietante. Perché la sua – afferma Segre – è una destra estrema, coccolata da una figura come Marine Le Pen”.


Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

il voto visto da israele
"Italia, un incubo per l'Europa"
Un terremoto, “un incubo per l’Europa”, la vittoria del populismo antisistema. Sono le parole usate da diversi siti di informazione israeliani per definire il risultato delle elezioni italiane. Su di loro, come era inevitabile, si focalizza l’attenzione dei media: “Un blocco di destra guidato dall’ex primo ministro Silvio Berlusconi – spiega Yedioth Ahronot – ha ottenuto la maggioranza dei voti, ma non abbastanza per controllare il parlamento. Il partito anti-establishment Movimento Cinque Stelle è infatti il più grande partito in Parlamento, e il partito di estrema destra Lega, che ha promesso di espellere 600.000 immigrati, ha ottenuto un grande risultato". Secondo le analisi, si legge ancora, "un governo non verrà formato nel prossimo futuro” perché "nessun partito o coalizione ha ottenuto i numeri necessari per guidare il Paese".
Per il quotidiano progressista Haaretz tra i motivi del successo a Cinque Stelle, la proposta del reddito di cittadinanza, “che ha attratto molti voti nel Sud depresso” e dove il movimento ha effettivamente ottenuto un consenso travolgente. In un altro articolo di Haaretz, firmato da Ariel David, si mette invece in connessione la vittoria di Lega e Cinque Stelle con le presunte influenze russe sui due partiti: il titolo dell’editoriale è “Vladimir Putin ha appena vinto le elezioni in Italia”.
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a berlino la cerimonia ufficiale
Ihra, al via la presidenza italiana

La Memoria è anche una questione di Senso civico. Questo il messaggio che l’Italia lancia al mondo con l’emissione di un francobollo speciale per commemorare l’assunzione da parte del nostro paese della guida dell’International Holocaust Remembrance Alliance. È stato lo stesso ambasciatore Sandro De Bernardin, subito prima di imbarcarsi per Berlino per raccogliere il testimone dalla presidenza elvetica uscente, a convalidare il primo francobollo emesso della serie speciale che le Poste italiane dedicheranno all’impegno italiano nell’ambito dell’organizzazione internazionale per la Memoria della Shoah. Assieme a lui, nello spazio Filatelia della centrale delle Poste italiane di piazza San Silvestro a Roma, il capo di gabinetto del ministero della Sviluppo economico Ernesto Somma.


Guido Vitale, Pagine Ebraiche marzo 2018
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ihra - la presidenza italiana al via
Un francobollo per la Memoria
Uno sfondo tricolore, che richiama la bandiera italiana. E dei fili spinati, che si trasformano in farfalle a simboleggiare che niente può comunque fermare la vita dell’uomo ma neanche il flusso delle coscienze. A destra in alto una Stella di Davide, simbolo dell’identità che il più alto prezzo ha pagato all’odio nazifascista.
Carica di significati la cerimonia di presentazione, nello Spazio Filatelia di Roma in Piazza San Silvestro, dell’emissione del francobollo dedicato alla presidenza italiana dell’International Holocaust Remembrance Alliance.

Grande l’apprezzamento espresso dal capo delegazione italiana all’Ihra, l’ambasciatore Sandro De Bernardin, che ha sottolineato l’importanza di questa vicinanza istituzionale e parlato di iniziativa “che lascerà il segno”. Ad essere trattate, nel suo intervento, anche le principali sfide che attenderanno l’Italia nell’assunzione dell’impegno.
“Dal simbolismo di questo francobollo deve partire e ripartire la nostra riflessione sul senso della Memoria” ha osservato il responsabile per la filatelia di Poste italiane Fabio Gregori.
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il convegno ucei a parma
Tefillah, la preghiera al centro
Una giornata di studio dedicato al significato della preghiera, della Tefillah, quello organizzato dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane a Parma per il prossimo 11 marzo. Un appuntamento che vedrà confrontarsi rabbini e studiosi sul concetto di preghiera nell'ebraismo e prenderà il via dalla mattina (ore 10.30) per proseguire nel pomeriggio di domenica. Ad organizzare il convegno il comitato scientifico formato da rav Roberto Della Rocca, direttore Area Cultura e Formazione UCEI; David Meghnagi, assessore alla cultura dell'Unione; Riccardo Joshua Moretti, coordinatore della Commissione Cultura UCEI e vicepresidente della Comunità di Parma, e rav Gadi Piperno, responsabile UCEI Progetto Meridione e rabbino di riferimento della Comunità di Casale Monferrato. "Perché un convegno sulla Tefillàh? In una società mediatica e planetaria ognuno ha l'impressione, per non dire l'illusione, di essere contemporaneamente in rapporto con l'umanità tutta intera. Ma il 'tutti in relazione con tutti...' significa spesso 'anonimato', essere soli e persi" spiega il rav Della Rocca.


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il viola club cambia nome 
Tel Aviv, l'omaggio ad Astori
La decisione è stata presa all'unanimità dai soci, a poche ore dalla notizia che ha scosso il mondo del calcio. Il Viola Club Tel Aviv da ieri sera è intitolato a Davide Astori, il capitano della Fiorentina tragicamente mancato nelle scorse ore.
Da Israele un gesto di attenzione e vicinanza, nel nome di un vero campione. In campo e fuori.


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pilpul
Oltremare - Insonnia
C’erano almeno due buoni motivi per perdere il sonno la notte appena passata: la notte degli Oscar iniziava intorno alle tre locali e in contemporanea in Italia iniziava la notte delle stelle ( solo cinque ma fan tanto rumore e parecchio male quando ti cadono tutte insieme sulla testa). Sul palco degli Oscar il comico di casa parlava quasi seriamente di abusi sulle donne nel mondo del cinema, mentre su palchi italiani parvenu della politica si congratulavano con se stessi per aver portato una ventata di ignoranza, pregiudizio e insensatezza in Parlamento.
Ad un certo punto i due palchi si sono brevemente unificati, quando il film di Guadagnino ha preso l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, difficile però dire se sia un Oscar italiano o internazionale. E siccome sul palco di sicuro italiano le cose stavano andando davvero bene per i seguaci dell’altro comico, quello del “vaffa”, ho deciso di spegnere tutto, tv cellulare o radio che fosse, e tornare a dormire. Svegliatemi quando ci sarà un Oscar davvero italiano o davvero israeliano (per me pari son), e quando l’Italia avrà dei governanti che sanno distinguere fra la democrazia e un episodio di Friends.


Daniela Fubini, Tel Aviv



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