Paolo Sciunnach, insegnante | Essere liberi significa necessariamente identificarsi con il nostro prossimo.
Per quale motivo era previsto e necessario che il Popolo Ebraico
soffrisse la schiavitù in Egitto prima di essere pronto per ricevere la
Torah ed essere libero nella Terra di Israele?
Perché è necessario l’Esilio?
| |
Leggi
|
Anna
Foa,
storica |
Steven
Spielberg, la notizia è del Corriere di ieri, farà un film sull’esodo
di una giovane siriana riuscita a scampare al naufragio di un barcone
al largo dell’Italia salvando due bambine che erano con lei. La storia
è stata raccontata in un libro che sta uscendo in italiano per Piemme,
Più profondo del mare, da Melissa Fleming, capo comunicazione
dell’Unhcr. “L’esodo dei siriani è tragico e crudele quanto le
persecuzioni degli ebrei. Che lo si racconti sui libri e al cinema è
importante per sensibilizzare l’opinione pubblica” scrive la Fleming.
Voglio sperare che non ci sarà nessuno che protesterà per questo
accostamento fra la Shoah e il genocidio in Siria. Fleming accosta la
tragedia siriana alla Shoah sotto l’aspetto della crudeltà, non le
identifica. Ma, potremmo aggiungere, c’è un altro aspetto che rende
possibile l’accostamento: l’indifferenza con cui il mondo guarda oggi
alla Siria come guardava ieri alla Shoah. Grazie, Steven Spielberg, per
aver visto anche questo genocidio di oggi.
|
|
 |
Afrin in mano turca
|
Domenica
mattina l’esercito turco è entrato ad Afrin, la città a maggioranza
curda nel nord della Siria che era sotto assedio da due mesi, e dalla
quale sono scappate circa 150mila persone. “Le bandiere turche, rosse
con la mezzaluna, sono spuntate ovunque – racconta Giordano Stabile su
La Stampa – a partire dal balcone del municipio, mentre quelle gialle,
rosse e verdi dei curdi finivano stracciate e calpestate. II presidente
Recep Tayyip Erdogan già alle 8 e 30 del mattino annunciava la
‘vittoria’. E arrivata anche prima del previsto, dopo meno di due mesi
dal lancio dell’operazione Ramoscello di ulivo”. Sul Corriere, Lorenzo
Cremonesi sottolinea come ora si aprano diverse domande sul futuro del
conflitto e il ruolo turco: “Cosa farà adesso Erdogan? Allargherà
l’offensiva a Est verso Manbij, dove si trovano anche le unità Usa
impegnate con gli alleati curdi nella guerra all’Isis? Lancerà le sue
truppe a oriente dell’Eufrate verso Kobane e il cuore dell’enclave
autonoma curda? Ma come reagirà il regime di Assad, alleato di Russia e
Iran, che un mese fa aveva inviato unità irregolari al fianco dei curdi
ad Afrin? E come replicheranno gli americani, da una parte impegnati a
garantire i curdi, dall’altra desiderosi di limitare gli attriti con
uno degli eserciti più importanti della Nato? Sono questioni chiave”.
|
|
Leggi
|
|
|
israele e il terrorismo palestinese
"Non cederemo all'odio"
Centinaia
di persone hanno partecipato nelle scorse ore ai funerali di Adiel
Kolman, il trentaduenne ucciso da un terrorista palestinese nel
quartiere arabo della Città Vecchia di Gerusalemme. “Cosa posso dire di
una persona così retta che ha affrontato momenti così difficili e li ha
superati?”, le parole della madre di Kolman, Yael, durante la cerimonia
funebre tenutasi a Kochav Hashahar, insediamento israeliano in
Cisgiordania. “Eri il nostro gioiello. Per anni siamo stati vicini al
tuo cuore ma ora te l’hanno portato via. Avremmo voluto essere al tuo
fianco più a lungo” il ricordo della madre di Adiel, padre di quattro
bambini e dipendente del Museo della città di Davide. “Il dolore è
insopportabile – ha affermato il presidente israeliano Reuven Rivlin –
Il 32enne Adiel Kolman, che ha lavorato devotamente negli scavi della
città di David, è stato ucciso ieri nella Città Vecchia in un terribile
attacco. Il terrore nelle strade di Gerusalemme, la nostra capitale,
dove ebrei e arabi vivono insieme da centinaia di anni, è una grande
disgrazia per tutti i suoi abitanti e non permetteremo che si trasformi
in una realtà”. Leggi
|
il paese raccontato dalle minoranze "Cristiani, drusi e beduini
parte integrante di Israele"
Stati
Uniti, Norvegia, Inghilterra, Scozia e ora Italia. Il viaggio di
Jonathan, Muhammad e Lorene per raccontare Israele attraverso gli occhi
delle sue minoranze prosegue nel nostro paese con quattro tappe che da
oggi a giovedì coinvolgeranno altrettante città: Torino, Milano,
Bologna e Roma. “Vogliamo raccontare quello che il pubblico fuori da
Israele non conosce”, racconta a Moked.it Jonathan Nizar Elkhoury,
coordinatore per le minoranze dell’organizzazione no profit Reservists
on Duty, cristiano e di origine libanese. Leggi
|
Oltremare - Buoni |
Ci
sono manifestazioni della cultura israeliana che anche dopo dieci anni
tondi tondi faccio fatica a spiegarmi e di sicuro a spiegare a chi non
vive qui. Ad esempio la febbre del “tlush”, oggetto a forma di
simil-assegno o simil-carta di credito ricaricabile, che ogni
israeliano che si rispetti riceve sotto Pesach e sotto Rosh HaShana
(feste comandate, in occasione delle quali si spendono cifre
esorbitanti in cibarie e accessori per la casa, sopra a tutto per la
cucina). Trattasi di banale bonus minimo annuale più che logico in un
mondo del lavoro che non conosce la tredicesima, ma viene percepito
come qualcosa che si colloca fra il diritto inalienabile e il simbolo
di status faticosamente raggiunto. I buoni sono legati a supermercati e
catene di negozi e producono l’ebbrezza del comperare senza pagare alla
cassa: sogno di chiunque non abbia mai vissuto in un kibbutz.
Daniela Fubini, Tel Aviv
Leggi
|
|
|