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  26 Aprile 2018 - 11 Iyar 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
Dopo la morte improvvisa dei due figli di Aharòn, D.o dice a Moshè “Parla ad Aharòn tuo fratello”. Ovviamente,noi (e a maggior ragione Moshè) sapevamo già che Aharòn ea fratello di Moshè. Che bisogno c’era di sottolinearlo?
 
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Giorgio Berruto, Hatikwà
"Il fascismo non esiste perché Israele alleato dell’Europa non spara con i cecchini ai palestinesi”, scandisce sarcasticamente tale Leonardo Baroni, “rappresentante dei giovani antifascisti”, sul palco che a Torino celebra il 25 aprile. A simili amenità ormai ci stiamo abituando, direbbe qualcuno.
 
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25 aprile, le iniziative
tra festa e polemiche
“Non era, quella fascista, la Patria che aveva meritato il sacrificio eroico di tanti soldati italiani. La Patria, che rinasceva dalle ceneri della guerra, si ricollegava direttamente al Risorgimento, ai suoi ideali di libertà, umanità, civiltà e fratellanza”, ha ricordato dal sacrario della brigata Maiella, in Abruzzo, il Capo dello Stato Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile. In Abruzzo, ha sottolineato Mattarella, “pastori, cacciatori, guide locali accompagnavano generosamente soldati alleati e italiani, ebrei, fuggiaschi e perseguitati al di là della Linea Gustav, mettendoli in salvo. Tra questi ci fu anche il mio illustre predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, in fuga con un suo amico ebreo, Beniamino Sadùn” (La Stampa). A Milano, a guidare il corteo nazionale c’erano anche i gonfaloni dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Brigata Ebraica, insignita della Medaglia d’Oro, ricorda il Corriere Milano, ma contestata, scrivono i quotidiani oggi, dal solito gruppo di militanti propalestinesi. “Chi offende i 5.000 soldati della Brigata Ebraica, protagonisti del decisivo sfondamento della linea gotica, offende l’intero patrimonio della Resistenza italiana”, le parole del presidente dell’Anpi Milano Roberto Cenati, che assieme al sindaco Beppe Sala ha invitato le migliaia di persone presenti a firmare il manifesto contro i nuovi fascismi. “Stop ai nuovi fascisti, stop ai nuovi razzismi striscianti, che speculano sulle paure. Il razzismo e il fascismo non sono opinioni: sono crimini contro l’umanità”, le parole di Sala (Corriere Milano). A Roma, sia il sindaco Virginia Raggi sia il governatore Nicola Zingaretti si sono recati davanti al Museo della Liberazione di via Tasso, dove la Comunità ebraica capitolina, che ha scelto di non sfilare al corteo organizzato dall’Anpi per la presenza delle bandiere palestinesi, ha celebrato gli eroi della Brigata Ebraica. Riguardo alle bandiere palestinesi, Raggi ha invitato a “lasciare fuori dei temi che non hanno a che fare con il 25 aprile” e, contestata a Porta San Paolo, ha sottolineato che “I fischi non cancelleranno la storia” (Repubblica Roma). A Trieste, i vertici della Comunità ebraica hanno scelto di abbandonare la cerimonia di celebrazione del 25 aprile nel campo di sterminio della Risiera di San Sabba, contestando la presenza di alcune bandiere palestinesi che venivano esposte da attivisti dell’ultrasinistra (Corriere).

Germania contro l’antisemitismo. Migliaia di persone ieri in diverse città tedesche sono scese in piazza portando sul capo una kippah per dimostrare solidarietà alla comunità ebraica. Una manifestazione nata dopo l’avvertimento del leader del Consiglio ebraico tedesco di “nascondere la kippah” in pubblico a causa degli episodi di antisemitismo (Corriere). “Alcuni rabbini europei hanno detto che loro a girare a capo scoperto non ci pensano nemmeno, e che l’invito ad altri ebrei a celare la propria identità equivale a fare il gioco degli antisemiti”, ricorda il Foglio che sottolinea però come le istituzioni debbano intervenire affinché gli ebrei d’Europa possano sentirsi sicuri nelle proprie città.

Torino, cartoon contro razzismo e antisemitismo. All’ex carcere “Le Nuove” di Torino fino al Primo giugno di scena le opere di 160 disegnatori e animatori italiani, da Bozzetto a Cavazzano, per ricordare gli ottant’anni dalle Leggi razziste e mandare un messaggio contro antisemitismo e razzismo. “I fumetti e i cartoons sono generi capaci di parlare a tutti a partire dai più giovani. Per questo all’epoca furono arruolati dalla macchina della propaganda antisemita”, le parole del presidente della Rai Monica Maggioni nella prefazione del catalogo della mostra, riportate da Avvenire. “Una sfida avvincente mai tentata finora” aggiunge Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane che patrocina la mostra insieme alle comunità ebraiche di Torino e Roma, il centro di cultura ebraico Pitigliani e la Fondazione Museo della Shoah.

Libro delle benedizioni. Su Repubblica, un ampio articolo a firma di Alberto Melloni sul Talmud e sulla nuova traduzione di Berakhòt, il “Libro delle benedizioni”, a cura di rav Gianfranco Di Segni. “Riguarda tutte le benedizioni – scrive Melloni – che punteggiano la vita dell’uomo che, benedicendo, sa assumere quella postura di gratitudine verso il Benedicente che è la sola sapienza beatifica data alle creature. Ed è una traduzione difficile, perché non è la prima traduzione italiana del trattato”.

Francia, l’Islam e l’antisemitismo. “Dobbiamo combattere la radicalizzazione del pensiero, ogni parte della società deve assumersi questa responsabilità, noi compresi”, così scrivono trenta imam francesi rispondendo all’appello di oltre 300 intellettuali transalpini che denunciavano l’antisemitismo di matrice islamica. “Il fenomeno esiste e va affrontato”, scrivono gli imam (Giornale).
 
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  davar
il premier sarà alla partenza da gerusalemme
Giro in Israele, Netanyahu al via
Cresce l’attesa per il Giro d’Italia a Gerusalemme, da dove il 4 maggio scatterà la 101esima edizione della corsa rosa. E mentre proseguono i preparativi per accogliere l’evento sportivo, il più importante mai ospitato dal paese nei suoi 70 anni di vita, la Israel Cycling Academy, la prima squadra professionistica israeliana di ciclismo al via della corsa con una wild card, conquista un nuovo tifoso.
Anche il premier Benjamin Netanyahu, in uno scherzoso video girato assieme a Sylvan Adams, presidente onorario del comitato della Grande Partenza e co-proprietario del team, ha scelto infatti di farsi coinvolgere da quella che è ormai una passione collettiva a due ruote. Il 4 maggio, alla partenza della cronometro con cui si apriranno i giochi, ci sarà anche lui. Lo rivela in anteprima a Pagine Ebraiche lo stesso Adams. E saranno in tanti ad unirsi al premier, tra ministri e rappresentanti diplomatici di Israele e d’Italia.
Ieri intanto la Academy ha reso nota la composizione della squadra che parteciperà al Giro. Due gli israeliani in rosa, Guy Niv e Guy Sagiv. E tra gli otto fortunati anche un italiano, l’empolese Kristian Sbaragli. Il suo obiettivo è una vittoria di tappa in volata.
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qui roma
1938, le vite spezzate
Una nuova tappa del percorso di ampio respiro sviluppato dalla Fondazione Museo della Shoah per riflettere, nell’ottantesimo anniversario dalla loro promulgazione, sulle Leggi antiebraiche del 1938.
Con “1938, l’anno della vergogna”, inaugurata lo scorso settembre, ci si proponeva di parlare sulle Leggi su un piano più strettamente “scientifico” attraverso fotografie, manifesti, documenti, giornali, oggetti e filmati, in gran parte inediti, che raccontavano l’iter di questa infamia dalla parte del regime.
In “1938. Vite spezzate”, inaugurata ieri pomeriggio alla Casina dei Vallati, la ferita delle Leggi viene raccontata dal punto di vista di chi ne pagò le conseguenze. E quindi, nell’accurata ricostruzione di Marcello Pezzetti e Sara Berger, curatori dell’allestimento, lo spazio questa volta è per le biografie di alcune decine di ebrei italiani, suddivisi per professioni o gruppo di appartenenza, che furono allontanati dal lavoro, dalla scuola, dalla società.
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le manifestazioni in tutto il paese
25 aprile, Italia ebraica in marcia
“La Resistenza fu un movimento corale, ampio e variegato. A lungo è stata rappresentata quasi esclusivamente come sinonimo di guerra partigiana”, ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso per il 25 aprile a Casoli in cui ha paragonata la Resistenza al Risorgimento, definendo i resistenti patrioti. “Da una parte i massacratori, gli aguzzini, i persecutori di ebrei; dall'altra la civiltà, la libertà, il rispetto dei diritti inviolabili di ogni persona”. E nel nome di chi ha combattuto per la civiltà, la libertà, per il rispetto dei diritti dell'uomo, in tutta Italia hanno sfilato e manifestato i rappresentanti delle Comunità ebraiche italiane. A partire da Milano, dove in testa al corteo nazionale hanno sfilato il gonfalone dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e quello della Brigata Ebraica ma anche - all'interno della manifestazione - lo striscione della Comunità ebraica milanese.
Nonostante i soliti pochi contestatori, la posizione delle istituzioni in merito alla partecipazione dei vessilli della Brigata sono stati chiari: “Chi offende i 5000 soldati della Brigata Ebraica resisi protagonisti del decisivo sfondamento della Linea Gotica, offende l'intero patrimonio della Resistenza italiana che è stata un grande moto unitario di popolo e di Combattenti per la Libertà”, le parole di Roberto Cenati, presidente AnpI provinciale di Milano, che dal palco in Duomo ha invitato le migliaia di persone presenti ad aderire alla petizione contro i nuovi fascismi.
“La festa della liberazione è , prima di tutto, una festa di memoria: serve a ricordare che solo 73 anni fa non c'era libertà, non c'erano i diritti fondamentali, non c'era la democrazia e che, grazie a molte persone coraggiose, siamo riusciti a riconquistarle. Non c'è futuro senza memoria, nessun popolo può avere un futuro senza una sua memoria”, ha ricordato da Firenze il sindaco della città Dario Nardella, con a fianco i diversi stendardi, tra cui quello della Brigata (nell'immagine in alto).
A Torino, come ogni anno, la Comunità ebraica ha partecipato alle manifestazioni ufficiali, con la cerimonia al Cimitero Monumentale ad aprire la giornata. A recitare il kaddish davanti alla  lapide con i nomi degli oltre 400 ebrei torinesi deportati e mai più tornati dai campi di sterminio, il rabbino capo Ariel Di Porto (nell'immagine nell'immagine in alto).
A Livorno la Comunità ha sfilato serenamente dietro a un grande striscione dedicato alla Brigata Ebraica (nell'immagine in alto).
“Il tradizionale corteo per ricordare la Liberazione dell’Italia, il 25 aprile di 73 anni fa, si è snodato per il centro di Verona in un clima festoso e colorato. Dopo l’alzabandiera in Piazza Bra, di fronte all’Arena, alla presenza di numerose autorità civili e militari tra le quali il Prefetto Mulas ed il Sindaco Sboarina, il corteo si è avviato preceduto dai gonfaloni di Comune, Provincia, Anpi e della Brigata ebraica che è stata applaudita più volte”, racconta il presidente della Comunità ebraica veronese Bruno Carmi (nell'immagine in alto).
Rispetto, invece, a quanto accaduto ieri alla Risiera di San Sabba (nell'immagine l'attivista triestino Giorgio Stern 85 anni, che assieme alla figlia ha esposto una delle due bandiere palestinesi che sono apparse in fondo alla folla alla cerimonia della Risiera) è intervenuto il Presidente dell'Assemblea dei rabbini d'Italia rav Alfonso Arbib. Ecco di seguito il testo.
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qui roma - università tor vergata
Archeologia, un percorso ebraico
Un corso di formazione in Archeologia giudaica. È quello realizzato dall'Università di Tor Vergata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma. Il corso, che prenderà il via il prossimo 2 maggio e terminerà il 18, è “aperto sia a studenti che intendono implementare il loro percorso formativo nelle discipline archeologiche che a studiosi impegnati in ambito universitario o negli istituti di ricerca nella ricerca archeologica, a funzionari archeologi preposti alla musealizzazione, tutela e valorizzazione dei beni archeologici dello Stato e degli Enti Locali, nonché a responsabili e/o operatori nel settore della tutela e valorizzazione dei beni archeologici in ambito privato, o a semplici appassionati”.
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jciak
Ex Libris, tutti in biblioteca
Si fa prima a dire cosa non è. Non un deposito di libri, luogo di sussurri e reverenza, regno di studiosi e studenti. Negli Stati Uniti la biblioteca è l’anima delle comunità. E se i tempi cambiano, tiene il passo. Ormai più che per leggere ci si va a compilare moduli, fare ripetizioni, usare i pc, seguire una lezione, incontrare spiriti affini o suonare in gruppo l’ukulele. I libri sono sullo sfondo, motori sempre più invisibili ma tanto più necessari, di cultura e aggregazione. È un stacco dalla tradizione ancora più impressionante quando, come in Ex Libris – l’ultimo lavoro del regista ebreo-americano Frederick Wiseman oggi nelle sale – l’occhio si posa sulla New York Public Library, una delle biblioteche più celebri del mondo dove Andy Warhol era di casa insieme allo scrittore E.L. Doctorow.

Daniela Gross
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  pilpul
Setirot - I Diari di Artom
Ieri, 25 aprile, mi chiedevo quanti, soprattutto tra noi ebrei, conoscessero i Diari di Emanuele Artom (Bollati Boringhieri a cura di Guri Schwarz). Spero siano noti a molti, e mi permetto di consigliare, a chi non lo avesse fatto, di leggerli. Pagine ricche di vita ebraica e di vita partigiana. Tanto per capirci: il Primo dicembre 1943, riferendo dell’ordine di arresto di tutti gli ebrei emanato il giorno precedente dal governo fascista, il giovane ebreo piemontese scrive: «Che cosa ne sarà della mia famiglia? Forse non vedrò più né mio padre né mia madre. In questo caso chiederò al comandante di essere mandato in una missione tale da essere ucciso».

Stefano Jesurum, giornalista
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In ascolto - Tradizioni intrecciate
La volta scorsa ho raccontato di Shlomo Gronich, che suonando al pianoforte il klezmer ereditato dal padre polacco, trillava con la voce alla maniera araba, profondamente convinto di eseguire autentica musica zingara. Le tradizioni si mescolano con l’intreccio delle identità e nascono nuove forme musicali, idee e generi etichettati come “musica israeliana”.
Shlomo Gronich nasce ad Hadera, figlio di Geula e Aharon Otto Gronich, clarinettista, insegnante di musica e direttore d’orchestra. Gli inizi di Shlomo sono piuttosto comuni: lo studio della musica fin da bambino, il percorso accademico, l’esperienza con le band dell’IDF e le collaborazioni con gli artisti emergenti degli anni ’70, come Matti Caspi, Yoni Rechter e Avner Kanner.


Maria Teresa Milano
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Percorso senza fine
Gli accordi privati tra nascituro e madre per ora stanno funzionando, il bambino sembra aver recepito che alcune circostanze richiedono un atteggiamento consono e responsabile, ed ha acconsentito tacitamente ad aspettare a venire al mondo almeno sino a dopo lo scorso Shabbat, quando abbiamo potuto ascoltare in Tempio l'aftarà di Metsorà - che ormai conosco quasi a memoria per averla ascoltata, sentita, risentita, corretta...

Sara Valentina Di Palma
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L'Aravà
L’arrivo a Hazeva dopo i tortuosi tornanti lungo i ripidi fianchi dell’Aravà si rivela, malgrado il buio notturno, sorprendente: le stelle in cielo sono brillanti come non mai, mentre l’aria ha un che di pesante. Siamo a 400 metri sotto il livello del mare. Il dormitorio della scuola che ci ospita è perfettamente confortevole, ma senza i fronzoli del moderno lusso alberghiero: ci riporta, senza imporci i relativi disagi ai tempi, che sembrano lontanissimi, dei chalutzim.
La mattina dopo il panorama è abbagliante. Il sole intenso splende su un panorama lunare: sabbia e pietre e rari cespugli di acacia del deserto. Connesso all’albergo c’è il Centro ricerche dell’Aravà centro-settentrionale, con una moderna sala proiezioni per illustrare i risultati raggiunti nella zona.


Roberto Jona
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Falso storico
Ho letto con attenzione l’ultimo articolo pubblicato su Il Manifesto di Moni Ovadia a proposito della polemica sul 25 aprile. Bè devo dire che il primo giudizio che mi sento di esprimere è che Moni Ovadia rappresenti la prova che essere ebreo non è un’etichetta. Essere ebreo significa amare il proprio popolo, tutelare la storia e ricordare le sofferenze che quel popolo ha dovuto passare per ritrovarsi dopo più di duemila anni ancora a testa alta.

Daniele Regard
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