
Elia Richetti,
rabbino
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Dopo
la morte improvvisa dei due figli di Aharòn, D.o dice a Moshè “Parla ad
Aharòn tuo fratello”. Ovviamente,noi (e a maggior ragione Moshè)
sapevamo già che Aharòn ea fratello di Moshè. Che bisogno c’era di
sottolinearlo?
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Giorgio Berruto, Hatikwà
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"Il
fascismo non esiste perché Israele alleato dell’Europa non spara con i
cecchini ai palestinesi”, scandisce sarcasticamente tale Leonardo
Baroni, “rappresentante dei giovani antifascisti”, sul palco che a
Torino celebra il 25 aprile. A simili amenità ormai ci stiamo
abituando, direbbe qualcuno.
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25 aprile, le iniziative
tra festa e polemiche |
“Non
era, quella fascista, la Patria che aveva meritato il sacrificio eroico
di tanti soldati italiani. La Patria, che rinasceva dalle ceneri della
guerra, si ricollegava direttamente al Risorgimento, ai suoi ideali di
libertà, umanità, civiltà e fratellanza”, ha ricordato dal sacrario
della brigata Maiella, in Abruzzo, il Capo dello Stato Sergio
Mattarella, celebrando il 25 aprile. In Abruzzo, ha sottolineato
Mattarella, “pastori, cacciatori, guide locali accompagnavano
generosamente soldati alleati e italiani, ebrei, fuggiaschi e
perseguitati al di là della Linea Gustav, mettendoli in salvo. Tra
questi ci fu anche il mio illustre predecessore, Carlo Azeglio Ciampi,
in fuga con un suo amico ebreo, Beniamino Sadùn” (La Stampa). A Milano,
a guidare il corteo nazionale c’erano anche i gonfaloni dell’Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane e della Brigata Ebraica, insignita
della Medaglia d’Oro, ricorda il Corriere Milano, ma contestata,
scrivono i quotidiani oggi, dal solito gruppo di militanti
propalestinesi. “Chi offende i 5.000 soldati della Brigata Ebraica,
protagonisti del decisivo sfondamento della linea gotica, offende
l’intero patrimonio della Resistenza italiana”, le parole del
presidente dell’Anpi Milano Roberto Cenati, che assieme al sindaco
Beppe Sala ha invitato le migliaia di persone presenti a firmare il
manifesto contro i nuovi fascismi. “Stop ai nuovi fascisti, stop ai
nuovi razzismi striscianti, che speculano sulle paure. Il razzismo e il
fascismo non sono opinioni: sono crimini contro l’umanità”, le parole
di Sala (Corriere Milano). A Roma, sia il sindaco Virginia Raggi sia il
governatore Nicola Zingaretti si sono recati davanti al Museo della
Liberazione di via Tasso, dove la Comunità ebraica capitolina, che ha
scelto di non sfilare al corteo organizzato dall’Anpi per la presenza
delle bandiere palestinesi, ha celebrato gli eroi della Brigata
Ebraica. Riguardo alle bandiere palestinesi, Raggi ha invitato a
“lasciare fuori dei temi che non hanno a che fare con il 25 aprile” e,
contestata a Porta San Paolo, ha sottolineato che “I fischi non
cancelleranno la storia” (Repubblica Roma). A Trieste, i vertici della
Comunità ebraica hanno scelto di abbandonare la cerimonia di
celebrazione del 25 aprile nel campo di sterminio della Risiera di San
Sabba, contestando la presenza di alcune bandiere palestinesi che
venivano esposte da attivisti dell’ultrasinistra (Corriere).
Germania contro l’antisemitismo. Migliaia di persone ieri in diverse
città tedesche sono scese in piazza portando sul capo una kippah per
dimostrare solidarietà alla comunità ebraica. Una manifestazione nata
dopo l’avvertimento del leader del Consiglio ebraico tedesco di
“nascondere la kippah” in pubblico a causa degli episodi di
antisemitismo (Corriere). “Alcuni rabbini europei hanno detto che loro
a girare a capo scoperto non ci pensano nemmeno, e che l’invito ad
altri ebrei a celare la propria identità equivale a fare il gioco degli
antisemiti”, ricorda il Foglio che sottolinea però come le istituzioni
debbano intervenire affinché gli ebrei d’Europa possano sentirsi sicuri
nelle proprie città.
Torino, cartoon contro razzismo e antisemitismo. All’ex carcere “Le
Nuove” di Torino fino al Primo giugno di scena le opere di 160
disegnatori e animatori italiani, da Bozzetto a Cavazzano, per
ricordare gli ottant’anni dalle Leggi razziste e mandare un messaggio
contro antisemitismo e razzismo. “I fumetti e i cartoons sono generi
capaci di parlare a tutti a partire dai più giovani. Per questo
all’epoca furono arruolati dalla macchina della propaganda antisemita”,
le parole del presidente della Rai Monica Maggioni nella prefazione del
catalogo della mostra, riportate da Avvenire. “Una sfida avvincente mai
tentata finora” aggiunge Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione
comunità ebraiche italiane che patrocina la mostra insieme alle
comunità ebraiche di Torino e Roma, il centro di cultura ebraico
Pitigliani e la Fondazione Museo della Shoah.
Libro delle benedizioni. Su Repubblica, un ampio articolo a firma di
Alberto Melloni sul Talmud e sulla nuova traduzione di Berakhòt, il
“Libro delle benedizioni”, a cura di rav Gianfranco Di Segni. “Riguarda
tutte le benedizioni – scrive Melloni – che punteggiano la vita
dell’uomo che, benedicendo, sa assumere quella postura di gratitudine
verso il Benedicente che è la sola sapienza beatifica data alle
creature. Ed è una traduzione difficile, perché non è la prima
traduzione italiana del trattato”.
Francia, l’Islam e l’antisemitismo. “Dobbiamo combattere la
radicalizzazione del pensiero, ogni parte della società deve assumersi
questa responsabilità, noi compresi”, così scrivono trenta imam
francesi rispondendo all’appello di oltre 300 intellettuali transalpini
che denunciavano l’antisemitismo di matrice islamica. “Il fenomeno
esiste e va affrontato”, scrivono gli imam (Giornale).
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Leggi
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il premier sarà alla partenza da gerusalemme
Giro in Israele, Netanyahu al via
Cresce
l’attesa per il Giro d’Italia a Gerusalemme, da dove il 4 maggio
scatterà la 101esima edizione della corsa rosa. E mentre proseguono i
preparativi per accogliere l’evento sportivo, il più importante mai
ospitato dal paese nei suoi 70 anni di vita, la Israel Cycling Academy,
la prima squadra professionistica israeliana di ciclismo al via della
corsa con una wild card, conquista un nuovo tifoso.
Anche il premier Benjamin Netanyahu, in uno scherzoso video girato
assieme a Sylvan Adams, presidente onorario del comitato della Grande
Partenza e co-proprietario del team, ha scelto infatti di farsi
coinvolgere da quella che è ormai una passione collettiva a due ruote.
Il 4 maggio, alla partenza della cronometro con cui si apriranno i
giochi, ci sarà anche lui. Lo rivela in anteprima a Pagine Ebraiche lo
stesso Adams. E saranno in tanti ad unirsi al premier, tra ministri e
rappresentanti diplomatici di Israele e d’Italia.
Ieri intanto la Academy ha reso nota la composizione della squadra che
parteciperà al Giro. Due gli israeliani in rosa, Guy Niv e Guy Sagiv. E
tra gli otto fortunati anche un italiano, l’empolese Kristian Sbaragli.
Il suo obiettivo è una vittoria di tappa in volata.
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qui roma
1938, le vite spezzate
Una
nuova tappa del percorso di ampio respiro sviluppato dalla Fondazione
Museo della Shoah per riflettere, nell’ottantesimo anniversario dalla
loro promulgazione, sulle Leggi antiebraiche del 1938.
Con “1938, l’anno della vergogna”, inaugurata lo scorso settembre, ci
si proponeva di parlare sulle Leggi su un piano più strettamente
“scientifico” attraverso fotografie, manifesti, documenti, giornali,
oggetti e filmati, in gran parte inediti, che raccontavano l’iter di
questa infamia dalla parte del regime.
In “1938. Vite spezzate”, inaugurata ieri pomeriggio alla Casina dei
Vallati, la ferita delle Leggi viene raccontata dal punto di vista di
chi ne pagò le conseguenze. E quindi, nell’accurata ricostruzione di
Marcello Pezzetti e Sara Berger, curatori dell’allestimento, lo spazio
questa volta è per le biografie di alcune decine di ebrei italiani,
suddivisi per professioni o gruppo di appartenenza, che furono
allontanati dal lavoro, dalla scuola, dalla società. Leggi
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le manifestazioni in tutto il paese
25 aprile, Italia ebraica in marcia
“La
Resistenza fu un movimento corale, ampio e variegato. A lungo è stata
rappresentata quasi esclusivamente come sinonimo di guerra partigiana”,
ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo
discorso per il 25 aprile a Casoli in cui ha paragonata la Resistenza
al Risorgimento, definendo i resistenti patrioti. “Da una parte i
massacratori, gli aguzzini, i persecutori di ebrei; dall'altra la
civiltà, la libertà, il rispetto dei diritti inviolabili di ogni
persona”. E nel nome di chi ha combattuto per la civiltà, la libertà,
per il rispetto dei diritti dell'uomo, in tutta Italia hanno sfilato e
manifestato i rappresentanti delle Comunità ebraiche italiane. A
partire da Milano, dove in testa al corteo nazionale hanno sfilato il
gonfalone dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e quello della
Brigata Ebraica ma anche - all'interno della manifestazione - lo
striscione della Comunità ebraica milanese.
Nonostante
i soliti pochi contestatori, la posizione delle istituzioni in merito
alla partecipazione dei vessilli della Brigata sono stati chiari: “Chi
offende i 5000 soldati della Brigata Ebraica resisi protagonisti del
decisivo sfondamento della Linea Gotica, offende l'intero patrimonio
della Resistenza italiana che è stata un grande moto unitario di
popolo e di Combattenti per la Libertà”, le parole di Roberto Cenati,
presidente AnpI provinciale di Milano, che dal palco in Duomo ha
invitato le migliaia di persone presenti ad aderire alla petizione
contro i nuovi fascismi.
“La
festa della liberazione è , prima di tutto, una festa di memoria: serve
a ricordare che solo 73 anni fa non c'era libertà, non c'erano i
diritti fondamentali, non c'era la democrazia e che, grazie a molte
persone coraggiose, siamo riusciti a riconquistarle. Non c'è futuro
senza memoria, nessun popolo può avere un futuro senza una sua
memoria”, ha ricordato da Firenze il sindaco della città Dario
Nardella, con a fianco i diversi stendardi, tra cui quello della
Brigata (nell'immagine in alto).
A
Torino, come ogni anno, la Comunità ebraica ha partecipato alle
manifestazioni ufficiali, con la cerimonia al Cimitero Monumentale ad
aprire la giornata. A recitare il kaddish davanti alla lapide con
i nomi degli oltre 400 ebrei torinesi deportati e mai più tornati dai
campi di sterminio, il rabbino capo Ariel Di Porto (nell'immagine
nell'immagine in alto).
A
Livorno la Comunità ha sfilato serenamente dietro a un grande
striscione dedicato alla Brigata Ebraica (nell'immagine in alto).
“Il
tradizionale corteo per ricordare la Liberazione dell’Italia, il 25
aprile di 73 anni fa, si è snodato per il centro di Verona in
un clima festoso e colorato. Dopo l’alzabandiera in Piazza Bra, di
fronte all’Arena, alla presenza di numerose autorità civili e militari
tra le quali il Prefetto Mulas ed il Sindaco Sboarina, il corteo si è
avviato preceduto dai gonfaloni di Comune, Provincia, Anpi e della
Brigata ebraica che è stata applaudita più volte”, racconta il
presidente della Comunità ebraica veronese Bruno Carmi (nell'immagine
in alto).
Rispetto,
invece, a quanto accaduto ieri alla Risiera di San Sabba (nell'immagine
l'attivista triestino Giorgio Stern 85 anni, che assieme alla figlia ha
esposto una delle due bandiere palestinesi che sono apparse in fondo
alla folla alla cerimonia della Risiera) è intervenuto il Presidente
dell'Assemblea dei rabbini d'Italia rav Alfonso Arbib. Ecco di seguito
il testo.
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jciak Ex Libris, tutti in biblioteca
Si
fa prima a dire cosa non è. Non un deposito di libri, luogo di sussurri
e reverenza, regno di studiosi e studenti. Negli Stati Uniti la
biblioteca è l’anima delle comunità. E se i tempi cambiano, tiene il
passo. Ormai più che per leggere ci si va a compilare moduli, fare
ripetizioni, usare i pc, seguire una lezione, incontrare spiriti affini
o suonare in gruppo l’ukulele. I libri sono sullo sfondo, motori sempre
più invisibili ma tanto più necessari, di cultura e aggregazione. È un
stacco dalla tradizione ancora più impressionante quando, come in Ex
Libris – l’ultimo lavoro del regista ebreo-americano Frederick Wiseman
oggi nelle sale – l’occhio si posa sulla New York Public Library, una
delle biblioteche più celebri del mondo dove Andy Warhol era di casa
insieme allo scrittore E.L. Doctorow.
Daniela Gross
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Setirot
- I Diari di Artom |
Ieri,
25 aprile, mi chiedevo quanti, soprattutto tra noi ebrei, conoscessero
i Diari di Emanuele Artom (Bollati Boringhieri a cura di Guri Schwarz).
Spero siano noti a molti, e mi permetto di consigliare, a chi non lo
avesse fatto, di leggerli. Pagine ricche di vita ebraica e di vita
partigiana. Tanto per capirci: il Primo dicembre 1943, riferendo
dell’ordine di arresto di tutti gli ebrei emanato il giorno precedente
dal governo fascista, il giovane ebreo piemontese scrive: «Che cosa ne
sarà della mia famiglia? Forse non vedrò più né mio padre né mia madre.
In questo caso chiederò al comandante di essere mandato in una missione
tale da essere ucciso».
Stefano Jesurum, giornalista
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In ascolto - Tradizioni intrecciate |
La
volta scorsa ho raccontato di Shlomo Gronich, che suonando al
pianoforte il klezmer ereditato dal padre polacco, trillava con la voce
alla maniera araba, profondamente convinto di eseguire autentica musica
zingara. Le tradizioni si mescolano con l’intreccio delle identità e
nascono nuove forme musicali, idee e generi etichettati come “musica
israeliana”.
Shlomo Gronich nasce ad Hadera, figlio di Geula e Aharon Otto Gronich,
clarinettista, insegnante di musica e direttore d’orchestra. Gli inizi
di Shlomo sono piuttosto comuni: lo studio della musica fin da bambino,
il percorso accademico, l’esperienza con le band dell’IDF e le
collaborazioni con gli artisti emergenti degli anni ’70, come Matti
Caspi, Yoni Rechter e Avner Kanner.
Maria Teresa Milano
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Percorso senza fine
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Gli
accordi privati tra nascituro e madre per ora stanno funzionando, il
bambino sembra aver recepito che alcune circostanze richiedono un
atteggiamento consono e responsabile, ed ha acconsentito tacitamente ad
aspettare a venire al mondo almeno sino a dopo lo scorso Shabbat,
quando abbiamo potuto ascoltare in Tempio l'aftarà di Metsorà - che
ormai conosco quasi a memoria per averla ascoltata, sentita, risentita,
corretta...
Sara Valentina Di Palma
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L'Aravà
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L’arrivo
a Hazeva dopo i tortuosi tornanti lungo i ripidi fianchi dell’Aravà si
rivela, malgrado il buio notturno, sorprendente: le stelle in cielo
sono brillanti come non mai, mentre l’aria ha un che di pesante. Siamo
a 400 metri sotto il livello del mare. Il dormitorio della scuola che
ci ospita è perfettamente confortevole, ma senza i fronzoli del moderno
lusso alberghiero: ci riporta, senza imporci i relativi disagi ai
tempi, che sembrano lontanissimi, dei chalutzim.
La mattina dopo il panorama è abbagliante. Il sole intenso splende su
un panorama lunare: sabbia e pietre e rari cespugli di acacia del
deserto. Connesso all’albergo c’è il Centro ricerche dell’Aravà
centro-settentrionale, con una moderna sala proiezioni per illustrare i
risultati raggiunti nella zona.
Roberto Jona
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Falso storico
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Ho
letto con attenzione l’ultimo articolo pubblicato su Il Manifesto di
Moni Ovadia a proposito della polemica sul 25 aprile. Bè devo dire che
il primo giudizio che mi sento di esprimere è che Moni Ovadia
rappresenti la prova che essere ebreo non è un’etichetta. Essere ebreo
significa amare il proprio popolo, tutelare la storia e ricordare le
sofferenze che quel popolo ha dovuto passare per ritrovarsi dopo più di
duemila anni ancora a testa alta.
Daniele Regard
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