Paolo Sciunnach, insegnante |
Hillel
soleva dire: Sii discepolo di Aronne, ama la pace, persegui la pace,
ama le creature e avvicinale alla Torah. (Avoth 1, 12)
Avvicinare le creature alla Torah senza avvicinare la Torah alle
creature: Aronne, i cui compiti di Sommo Sacerdote vengono illustrati
in queste settimane, era noto per il suo amore per ciascuna creatura.
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Anna
Foa,
storica |
“Roma
oramai è il centro della politica mondiale. Quello che sta accadendo
qui è straordinario. Non c’è mai stato in tempi moderni un vero governo
populista. Ora c’è. Perciò voglio essere qui, voglio esserne parte”
dice, durante uno dei suoi sempre più frequenti soggiorni romani, Steve
Bannon, l’ex guru di Donald Trump. Ora visto che il nume ispiratore di
Bannon è Julius Evola, c’è forse spazio per qualche preoccupazione.
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"L'Iran va fermato"
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Prende
il via oggi la missione in Europa del Primo ministro israeliano
Benjamin Netanyahu. Obiettivo dichiarato, raccogliere il sostegno di
Germania, Francia e Gran Bretagna per modificare l’accordo nucleare con
l’Iran e per spingere le forze del regime di Teheran fuori dalla Siria.
Nel corso della riunione di gabinetto di domenica, Netanyahu ha
spiegato che incontrerà “Angela Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May.
Mentre discuterò con loro degli sviluppi nella regione, l’accento sarà
posto sull’Iran, in primo luogo rispetto alla necessità di continuare a
bloccare il programma nucleare iraniano”. Secondo punto, “bloccare i
piani di espansione e di aggressione dell’Iran in tutto il Medio
Oriente, specialmente in Siria. Insisterò inoltre su un principio
fondamentale: Israele mantiene – e continuerà a mantenere – la libertà
d’azione contro l’istituzione di una presenza militare iraniana in
Siria”, ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo che “di recente ho
discusso di questi temi con il Presidente russo Vladimir Putin e con il
Segretario di Stato americano Mike Pompeo. Questi colloqui sono molto
importanti per la sicurezza di Israele”. Del tour europeo del Primo
ministro Netanyahu in Europa, i quotidiani italiani non parlano. Il
Messaggero riferisce in una breve del lancio di colpi di mortaio da
Gaza contro Israele: “gli incidenti – scrive il quotidiano – sono
cominciati nel pomeriggio di ieri al termine dei funerali di Razan
Ashraf al-Najjar, la 21enne palestinese volontaria nelle ambulanze
uccisa durante gli scontri con l’esercito israeliano nel corso della
Marcia del Ritorno e su cui i militari hanno annunciato di aver aperto
un’inchiesta”. Intanto i vigili del fuoco israeliani hanno dovuto
combattere in diversi punti sul confine con Gaza contro le fiamme degli
incendi provocati da molotov e aquiloni incendiari lanciati dai
palestinesi. Ingenti i danni provocati dalle fiamme: oltre 6mila,
riferiscono le autorità, gli acri distrutti.
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pagine ebraiche giugno 2018 - il ritratto Pekerman, il "Jewish hero"
che fa sognare la Colombia
Formidabile
in campo, un po’ meno nei pronostici, Edson Arantes do Nascimento
meglio noto come Pelè aveva tracciato un futuro di gloria per la
compagine sudamericana. Ai Mondiali in Usa del ’94, poi vinti dal suo
Brasile, il mito carioca l’aveva addirittura indicata come possibile
pretendente al titolo. E invece le cose andarono diversamente assai:
girone disastroso, due sconfitte nei primi due match; inevitabile
eliminazione e – qualche giorno dopo, ombra indelebile – l’assassinio
in un locale di Medellin del difensore Andrés Escobar “colpevole” di
aver infilato il proprio portiere nella decisiva gara con- tro la
squadra statunitense (la seconda del girone) persa per 2 a 1.
Non c’è Mondiale cui partecipi in cui la Colombia non venga indicata
come possibile sorpresa. E in effetti, nel 2014 in Brasile, fece
piuttosto bene: furono anche allora i padroni di casa a estrometterla
dal torneo. Ma stavolta nei quarti di finale, al termine di un incontro
equilibrato conclusosi con lo stesso risultato: 2 a 1. Una sconfitta
comunque dal sapore ben diverso. Tanto che, al ritorno in Colombia, la
squadra fu accolta da una folla oceanica colma di gratitudine.
I venti anni passati dal ’94 al ’14 sono stati però assai modesti.
Appena una qualificazione alla fase finale, in Francia nel ’98, e anche
in questo caso eliminazione al primo turno. Colombia non pervenuta
invece nelle successive tre edizioni. Un grande e sofferto vuoto.
In Russia, dove a partire dal 14 giugno si disputerà la ventunesima
edizione della manifestazione sportiva più amata e seguita, la Colombia
proverà a sfatare il suo tabù. E ad alzare finalmente l’asticella non
solo delle proprie ambizioni ma anche dei risultati effettivamente
conseguiti sul campo. Una rosa piena di talento che attende di
sbocciare sul palcoscenico più atteso.
In panchina la guida sapiente di un esperto poliglotta: l’argentino con cuore ashkenazita Jose Pekerman. Leggi
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la cerimonia
"Terezin, monito sempre attuale"
Un
monumento in ricordo della barbarie consumata a Terezin, il “ghetto
modello” in cui il regime nazista cercò di dissimulare i propositi di
sterminio, è stato posto quest’oggi dallo European Jewish Congress. Un
monito contro l’odio e contro l’indifferenza. E un ricordo attraverso
le generazioni della straordinaria produzione di artisti, musicisti e
intellettuali che vi furono internati e che seppero dare forma al loro
talento anche in quella drammatica condizione.
“Il monumento – ha sottolineato il presidente del Congresso ebraico
europeo Moshe Kantor – simboleggia l’esperienza di questa identità
attraverso i secoli. Una storia di persecuzione violenta, ma anche di
resilienza e responsabilità”.
Ha poi aggiunto: “Nonostante il nostro percorso travagliato, siamo
sopravvissuti. Come popolo, come nazione, come ebrei liberi oggi di
scegliere tra uno Stato ebraico oppure di vivere come cittadini liberi
nella Diaspora”.
Kantor ha poi espresso un pensiero commosso nel ricordo delle decine di
migliaia di persone che a Terezin persero la vita e sottolineato la
necessità di un impegno fermo contro l’odio.
Presenti alla cerimonia, tra gli altri, la Presidente UCEI Noemi Di
Segni (che partecipa a una sessione di lavoro del World Jewish Congress
a Praga), l’esponente dell’esecutivo europeo (e osservatore ospite del
Congresso mondiale) Roberto Jarach, il presidente della Comunità
milanese Milo Habsnai in qualità di osservatore di entrambe le riunioni
in corso nella capitale ceca.
Sul tema dell’antisemitismo, ricordiamo che c’è tempo fino al 9 giugno
per partecipare alla nuova indagine promossa dall’Agenzia dei Diritti
Fondamentali dell’Unione Europea (Fra), focalizzata sulla percezione
del fenomeno da parte del mondo ebraico.
Per partecipare vai sul sito http://www.eurojews.eu
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Oltremare
- Mercato libero
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Ogni
venerdì mattina il mio Facebook si riempie di foto di amici in visita
al mercato di Machane Yehuda a Gerusalemme, luogo per me di nostalgie
impossibili, perché nel breve periodo in cui ho vissuto nelle sante
alture a quel mercato andavo solo per fare la spesa, una spesa bella e
colorata, mentre oggi sembra che tutti ci vadano a passarci la giornata
fra ristorantini e caffé seminascosti e deliziosi. E in un inizio
d’estate infuocato, con ettari ed ettari di parchi naturali e di
coltivazioni poco sotto Ashkelon che vanno in fumo colpiti da aquiloni
incendiari (ma spiccatamente pacifisti, si intenda), il confine con la
Siria sempre più instabile, accuse al Primo Ministro di aver ordinato
intercettazioni di generali e altissimi comandi, e altre emergenze
assortite, giunge la notizia che il ministro della salute Yaakov
Litzman ha dichiarato guerra agli eccessi di divertimento a Machane
Yehuda. Il tempismo è meraviglioso, tanto quanto l’evidente distanza
del ministro, leader del partito religioso Agudat Israel, dalla realtà.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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