
Elia Richetti,
rabbino
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“Non di solo pane vive l’uomo, bensì di
tutto ciò che esce dalla bocca di D.o vive l’uomo”.
Questo famoso verso della Torà apre lo spazio a molte riflessioni. Una
di queste è un interrogativo: se l’anima è puramente spirituale, come
può essere nutrita da un cibo materiale?
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Giorgio Berruto
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Molto è stato già scritto in queste
settimane sulla nuova frontiera del terrorismo arabo palestinese,
tollerato, incoraggiato o direttamente prodotto da Hamas a Gaza. Mi
riferisco al lancio sistematico sul territorio israeliano, spesso da
parte di bande di giovani e di minorenni, di aquiloni e palloni
incendiari per appiccare il fuoco oltre il confine. In circa dieci
settimane sono state distrutte migliaia di ettari di coltivazioni,
campi e foreste, con un conseguente colossale danno economico che
colpisce in primo luogo i kibbutzim che sorgono a nord e a est della
Striscia, a cui si aggiunge l’evidente tragedia ambientale.
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La UE sblocca gli aiuti
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L’Unione europea ha sbloccato 55 milioni di
euro per Madrid che ha avuto più sbarchi che Italia e Grecia da gennaio
a oggi. “Bruxelles – scrive Repubblica – condivide la ‘sensazione di
urgenza’ trasmessa dalla Spagna per l’improvviso incremento degli
sbarchi sulle coste andaluse e gli assalti ripetuti alle recinzioni di
frontiera in territorio africano, nelle enclave di Ceuta e Melilla”. Il
partito popolare accusa il premier socialista Sanchez di “aprirsi a
un’ondata di africani”. “Un allarmismo eccessivo – scrive Repubblica –
a cui l’esecutivo di Pedro Sánchez replica con la mano tesa in segno di
sfida: nel faccia a faccia in programma per oggi al palazzo della
Moncloa, il premier proporrà al leader dei popolari cinque acuerdos de
Estado, patti governo-opposizione su questioni vitali per il Paese.
Dall’immigrazione, appunto, alla Catalogna, alla violenza di genere, la
politica europea e le infrastrutture”. In Italia intanto la politica
dei rimpatri promessa dal ministro degli Interni Matteo Salvini, scrive
La Stampa, è ferma: “il Salvini ministro si è reso conto che c’è molto
poco da fare se i Paesi d’origine non collaborano a riprendersi i suoi
emigrati. E quasi nessuno collabora”.
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liliana
segre, l'interrogazione parlamentare
"Propaganda
fascista sul web,
il
governo si faccia sentire"
Nella
Repubblica italiana, fondata sulla Resistenza, la propaganda fascista e
nazista ha o non ha diritto di cittadinanza? E quindi è o non è da
contrastare con la piena attivazione di tutti gli strumenti offerti
dalla repressione penale?
Sono le domande che la senatrice a vita Liliana Segre ha rivolto al
ministro dell’Interno Matteo Salvini, al ministro dello Sviluppo
Economico Luigi Di Maio e al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
in una interrogazione parlamentare presentata alcuni giorni fa.
Una iniziativa, ancora senza risposta, che nasce dalla constatazione
che importanti di luoghi di acquisto online quali Ibs, Hoepli,
Feltrinelli e Amazon “ostentino nei propri siti libri di due case
editrici di chiara ideologia fascista e nazista, la Greco e Greco e la
Ritter”. Tra le varie nefandezze la prima, spiega Segre
nell’interrogazione, “ha pubblicato un volume dal titolo Ettore Muti,
un eroe dimenticato, mentre la Ritter ha pubblicato svariati titoli sul
nazismo inneggianti a Hitler stratega militare o agli ultimi eroici
difensori di Berlino”.
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un momento di gioia nell'antica sinagoga
Biella,
una storica cerimonia
Dall’ultima
volta è passato quasi mezzo secolo. Un momento quindi carico di
significato ed emozioni.
Domenica scorsa la sinagoga del Piazzo a Biella, gioiello
dell’architettura ebraica piemontese, ha aperto le porte per un
matrimonio. Non accadeva dal 1969.
Condotta
dal rav Elia Richetti e con la partecipazione del rav Alberto Somekh,
la cerimonia ha visto l’unione di Alberto e Angela Calò.
Numerosi gli invitati accorsi da Israele e dall’Italia, accompagnati in
sinagoga dalla presidente della Comunità ebraica vercellese Rossella
Bottini Treves.
Un grande momento di gioia e condivisione, nello stesso Tempio in cui
due anni fa fu accolto l’antico Sefer Torah di grafia ashkenazita
restaurato dal rav Amedo Spagnoletto per conto della Fondazione Beni
Culturali Ebraici in Italia. Databile attorno al 1250, è il più antico
al mondo, ancora adatto alla lettura, in possesso di una Comunità
ebraica. In queste settimane è esposto a Rouen, in Normandia,
protagonista alla mostra di respiro internazionale Savants &
Croyants. Les Juifs d’Europe du Nord au moyen âge.
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Jciak
Separati
alla nascita
Quando
a 19 anni arriva al college, Bobby si stupisce dell’accoglienza.
Saluti, sorrisi, inviti: come se tutti lo conoscessero già. Chi
conoscono, scopre alla svelta, è in realtà Eddy che ha studiato lì il
semestre precedente. I due, che si somigliano come gocce d’acqua, non
hanno mai sospettato l’esistenza l’uno dell’altro ma appena
s’incontrano capiscono di essere gemelli.
Finirebbe qui, se non fosse che la loro foto finisce sul giornale.
Quando la vede, il giovane David ha l’impressione di trovarsi davanti a
uno specchio: stessi occhi, stesso sorriso, stessi capelli ricci e
scuri. Un altro incontro e la realtà viene alla luce, più incredibile
di ogni fantasia. I gemelli separati alla nascita sono tre.
La loro storia, che negli anni Ottanta aveva affascinato l’America, è
ora un documentario intitolato Three Identical Strangers, da alcune
settimane con successo nelle sale statunitensi. Diretto da Tim Wardel,
il film ricostruisce la storia dei fratelli portando alla luce l’oscuro
retroscena della separazione, orchestrata dallo psicologo Peter
Neubauer tramite un’agenzia ebraica di adozioni basata a New York.
Daniela Gross
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qui
venezia - il lutto
Vittorio
Gesuà Sive Salvadori
(1931-2018)
Ci
sono persone che quando se ne vanno lasciano un vuoto percepibile nella
Comunità. Se è vero che ogni persona è un importante tassello di un
insieme di anime che danno vita e forza a una congregazione, è anche
vero che alcuni segnano più di altri, e la loro assenza si sente. Nella
comunità ebraica di Venezia, nel suo ambiente urbano che si muove fra i
campi e le calli dei ghetti, l’assenza di Vittorio Salvadori si
sentirà. Ne è stato uno dei più conosciuti interpreti dei passati
decenni, e ne conosceva ogni angolo. Un giorno mi indicò una rientranza
alla base del muro esterno della Schola Levantina, il suo Tempio. Mi
disse (in dialetto naturalmente, perché gli ebrei di Venezia sono parte
del patrimonio anche linguistico della città): “Vedi qui? Questo buco
l’abbiamo fatto noi ragazzi giocando con una grande boccia come a
bowling, prima del bowling”. Nella sua giovinezza, assieme al fratello
Marco a lui particolarmente legato e con il quale condivideva un
carattere appassionato e focoso, aveva partecipato a tratti ad azioni
di resistenza antifascista diffondendo la stampa clandestina. Subito
dopo la guerra aveva poi messo a disposizione – giovanissimo – le sue
competenze marinare e si era imbarcato per la Palestina a traghettare i
profughi che andavano a fondare il nuovo stato e a combattere. Tornato
a Venezia aveva preso in mano il negozio del padre conducendolo con il
fratello e poi con i figli e nipoti. Il suo Tempio era quello della
comunità Levantina, e le vicende della sua famiglia e di tutta la
comunità sono ora ben descritte nei libri del cugino Edoardo Gesuà Sive
Salvadori (l’ultimo, “L’albero del ghetto”, è edito da Giuntina nel
2016). Il suo servizio come Parnàs della comunità negli ultimi decenni
è stato prezioso e indispensabile. Una presenza attenta e costante, a
cura di un patrimonio rituale comunitario a cui Vittorio teneva
moltissimo. Era lui a coordinare le mitzwòth, a vestire i sefarìm e a
mettere al sicuro corone e rimmonìm dopo il digiuno di Kippùr. Una
presenza viva, che interpretava l’anima profonda della comunità. Un
amico che mancherà.
Gadi Luzzatto Voghera
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Israele
e l'Hasbara |
Fake
news, engagement e AI sono diventati termini di uso comune, ormai
abusati sia dai media mainstream che dagli utenti della rete. Poi
esistono altri termini e concetti come ad esempio black hat, digital
propaganda, SEO, dall’uso più limitato all’ambito degli addetti ai
lavori. Ciascuna di queste parole cela sterminati campi della
comunicazione digitale su cui Israele è chiamato a confrontarsi per
salvaguardare la propria sopravvivenza e futuro. L’Hasbarà è quindi a
sua volta sollecitata, giorno dopo giorno, non solo ad aggiornarsi
rispetto ai trend della comunicazione 3.0 ma anche ad anticiparli al
fine sostenere sempre con onestà ed etica ma soprattutto efficacia le
ragioni dello Stato d’Israele.
In Italia, cosi come in molti altri paesi in giro per il mondo, viviamo
un periodo storico particolarmente fluido a livello politico e che
potenzialmente nasconde insidie dietro ogni tweet. Equilibri una volta
considerabili certezze, ogni ora vengono destituite ed archiviate con
la stessa velocità con cui si beve un bicchiere d’acqua fresca.
In questo scenario l’informazione, quella seria, gioca un ruolo
fondamentale, così come i professionisti della comunicazione. Questi
però, da soli, possono incidere fisiologicamente in modo limitato e
nell’epoca dei social network e di piattaforme digitali che hanno
annullato praticamente ogni distanza, è impensabile non rivedere i
propri modelli di relazione con il mondo e ripensarli quindi con un
approccio partecipativo e integrato.
Gianluca Pontecorvo Leggi
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Setirot
- Toni pericolosi
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Manganellatori
da tastiera (per ora da pc, e speriamo che tali restiate) ebrei e non
ebrei, ma vi rendete conto dell’odio che trasuda dai vostri post e
commenti? Che si parli di Israele, di migranti, di Salvini o di
Netanyahu, di PD o di Rivlin riuscite a dire le cose più spregevoli,
offensive e spesso false su chi non la pensa come voi. Certi di avere
sempre e comunque ragione, date sfogo a quella rabbia plebea e
revanchista (non popolare, che invece è sacrosanta) riversata a piene
mani contro chi definite con disprezzo intellettuali. Come se fosse
auspicabile un mondo governato dalla ignoranza arrogante e portatrice
per antonomasia di pregiudizio e razzismo. Inutile chiedere se la
storia non vi ha insegnato qualcosa. No, non vi ha insegnato niente. E
il solo augurio/preghiera che posso rivolgere a non so chi è che non
dobbiate pentirvene. Perché insieme a voi la pagheremmo cara anche noi,
che dell’ingiuria e del “cattivismo” siamo acerrimi eppure non violenti
nemici.
Stefano Jesurum, giornalista
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In
ascolto - La Debka dell'asino
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Uno
degli aspetti più intriganti della musica israeliana è la sua capacità
di fondere i versetti e i topoi letterari biblici con la lingua e i
ritmi moderni. In alcuni casi il riferimento è esplicito, come in
Bereshit (Genesi) di Haim Heffer o Katonti di Yonatan Rezel, in cui
l’autore unisce due passi (Genesi 32 e il salmo 86) e li trasforma in
canzone popolare o ancora Sisu et Yerushalayim, una versione “marching
band” di due passi del profeta Isaia; in altri casi il versetto biblico
fa capolino, anche solo come suggestione, come immagine, e c’è chi si
diverte a scovare gli antichi riferimenti letterari in ogni canzone in
cui questa operazione sia possibile.
Maria Teresa Milano
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Matematica
italiana
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La
stampa italiana ha riportato in questi giorni la notizia del
conseguimento della prestigiosa medaglia Fields, principale premio
mondiale per la matematica, ad un ricercatore italiano, Alessio
Figalli, con cui si è subito complimentato il nostro presidente del
Consiglio, sottolineando le competenze italiane nella formazione di
brillanti ricercatori.
Sara Valentina Di Palma
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