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Israele, progressi nei colloqui con Gaza
La priorità è assicurare i confini

Schermata 2018-08-02 alle 13.50.49Gli sviluppi diplomatici con Hamas richiedono la presenza del Primo ministro Benjamin Netanyahu. Per questo motivo, l’ufficio del capo di governo israeliano ha annunciato che Netanyahu non partirà come previsto per la Colombia. Secondo i media israeliani, ci sono stati dei progressi nei colloqui che hanno coinvolto i diplomatici di Gerusalemme, i rappresentanti del movimento terroristico nella Striscia di Gaza, i mediatori delle Nazioni Unite e dell’Egitto. Sul tavolo, il tentativo di raggiungere un accordo per una tregua duratura. Le condizioni di Israele sono chiare: ogni violenza sul confine deve cessare. Negli ultimi mesi migliaia di ettari di terreno, nelle aree limitrofe all’enclave palestinese, sono stati dati alle fiamme dagli aquiloni inciendiari partiti da Gaza, decine di missili sono stati sparati contro la popolazione civile israeliana e un soldato, Aviv Levi, è stato ucciso da cecchini palestinesi. Nessun cessate il fuoco stabile, avvertono da Gerusalemme, sarà possibile se queste violenze non finiranno. Intanto in queste ore il ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha annunciato che Israele fermerà le spedizioni di carburante e gas verso la Striscia di Gaza in risposta al protrarsi del lancio di aquiloni incendiari da parte palestinese. Un mese fa l’esercito aveva suggerito di chiudere momentaneamente il valico di frontiera di Kerem Shalom, consentendo solo forniture umanitarie, tra cui cibo e medicinali. Un provvedimento che era stato poi approvato da Netanyahu e Lieberman. “Hamas usa i residenti di Gaza e continua a lanciare aquiloni e bombe incendiarie contro Israele. – aveva avvertito allora l’esercito – Hamas non consente che la vita nella regione torni alla normalità”. I nuovi negoziati sono diretti a riportare una calma stabile proprio nel sud d’Israele e garantire la sicurezza dei cittadini di queste aree. Intanto è a nord che l’esercito si è mosso per proteggere i confini: sette terroristi di Daesh sono stati uccisi in un attacco israeliano sulle alture siriane del Golan. A renderlo noto l’esercito d’Israele, che ha spiegato che i terroristi sono arrivati a quasi 200 metri dal confine che divide Israele e Siria. “Li abbiamo seguiti a lungo, si stavano dirigendo verso la recinzione, non sapevamo se volessero attaccare ma costituivano una minaccia. E noi agiamo contro chiunque riteniamo essere una minaccia”, ha affermato Ronen Manelis, portavoce dell’esercito.

d.r.