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29 Ottobre 2018 - 20 Cheshvan 5779
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Yosef Labi,
rabbino di Verona
Si terrà in sinagoga una preghiera e un momento di riflessione in ricordo delle vittime di Pittsburgh. Ci uniamo al dolore e rispondiamo con preghiera, unità e buone azioni.
 
Anna
Foa,
storica
Oggi a Pittsburgh, domani dove?
 
La minaccia dell'odio
Diversi approfondimenti sui quotidiani di oggi in merito alla strage compiuta nella sinagoga di Pittsburgh, in Pennsylvania, e alla minaccia sempre più senza confini dell’antisemitismo. Il Corriere
ricorda come alle prossime elezioni negli Stati Uniti ci siano diversi canditati apertamente razzisti, le cui dichiarazioni ricalcano quelle del responsabile della strage di Pittsburgh, che sui social network dell’estrema destra dichiarava “gli ebrei sono figli di Santana”. “Ora sarà più difficile considerare l’America terra di libertà: dalla paura”, sottolinea al Corriere Cobi Benatoff, vicepresidente del World Jewish Congress in rappresentanza dell’Europa, che si dice preoccupato per i toni sempre più violenti della politica Usa “dall’elezione di Trump in avanti” ma anche in Europa dove “i movimenti populisti e sovranisti hanno aggiornato, in peggio, il vocabolario pubblico”. Repubblica invece intervista lo scrittore Nathan Englander, che era a Pittsburgh il giorno prima della strage: “L’America è arrivata al collasso. Quando si incita alla violenza è questo che succede. – afferma Englander – L’odio non viene dal nulla. E si somma all’emergenza nazionale legata alla diffusione delle armi”. Parlando di Stati Uniti, Vittorio Zucconi (Repubblica) afferma che Trump è prigioniero “della trappola che è stata la rampa di lancio del suo successo, quella del populismo del rancore oggi rampante ovunque”. Sul Mattino invece si parla dell’antisemitismo in Europa e si guarda anche a quello proveniente da sinistra, mascherato da antisionismo.
 
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  davar
LA MOBILITAZIONE DOPO LA STRAGE DI PITTSBURGH
"Fermiamo le parole di odio"
Joyce Feinberg, Richard Gottfried, Daniel Leger, Rose Mallinger, i fratelli David Rosenthal e Cecil Rosenthal, Jerry Rabinowitz, i coniugi Bernice e Sylvan Simon, Daniel Stein, Melvin Wax, Irving Younger. Sono i nomi delle undici persone uccise sabato 27 ottobre nella strage antisemita compiuta contro la Tree of Life Congregation, sinagoga conservative di Pittsburgh. “Nulla in particolare li aveva riuniti in sinagoga, eccetto ovviamente la cosa più scontata: celebrare lo Shabbat. Come facevano ogni sabato – racconta il The Jewish Forward – E così, 11 ebrei che non avevano fatto nulla per meritare di morire, si sono trovati insieme quando Robert Bowers ha portato il suo odio perverso nella loro amata casa di culto”.
“Questo tipo di male mi fa pensare alla Shoah e a come la gente possa essere così crudele. C’è ancora così tanto male nel mondo”, il commento al New York Times di Moshe Taube, 91 anni, a lungo cantore della Beth Shalom Congregation di Pittsburgh e sopravvissuto alla Shoah. Diverse voci del mondo ebraico americano hanno denunciato il clima di rabbia e odio razzista e antisemita cresciuto negli ultimi anni negli Stati Uniti. “Fermate le parole d’odio”, l’appello di Jeffrey Myers, rabbino della sinagoga Tree of Life, durante una veglia di due ore organizzata al Soldiers and Sailors Memorial Hall and Museum davanti a leader politici e spirituali e a 2000 persone per ricordare le vittime e per dare un segnale positivo.
E momenti di raccoglimento e preghiera sono stata organizzati anche nell’Italia ebraica: questa sera infatti diverse Comunità ebraiche, come Milano, Firenze e Torino, si riuniranno per ricordare le vittime dell’attacco alla sinagoga conservative di Pittsburgh. In un messaggio al mondo ebraico italiano, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e l’assessore al Culto UCEI e vicepresidente dell’Assemblea rabbinica rav Giuseppe Momigliano hanno sottolineato l’importanza in questo momento “di riaffermare, con piena consapevolezza, i valori ebraici e i doveri di impegno e testimonianza che ci provengono dalla nostra storia sui quali intendiamo, con l’aiuto del Signore, continuare a svolgere, senza alcun cedimento, con convinzione e perseveranza le nostre attività".
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gerusalemme decide di intervenire
I social avvelenano il voto,

Israele tra i paesi a rischio
Attacchi informatici e uso di falsi profili social network per interferire nelle libere elezioni. È accaduto negli Stati Uniti, come hanno documentato Cia ed Fbi indicando la Russia come mandante. Può accadere anche in Israele. Per questo è stato creato un organismo governativo, la Direzione Nazionale Cyber, che possa confrontarsi con il problema: l’ente, che agisce sotto le direttive dell’Ufficio del Primo ministro, sta lavorando in collaborazione con i giganti dei social media per impedire che queste interferenze ci siano. Un problema urgente visto che domani milioni di israeliani saranno chiamati alle urne per le elezioni comunali.
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messaggi accolti con sollievo dall'ucei
Fondo pensione ai perseguitati,

il Governo assicura l'erogazione
Rassicurazioni dal Quirinale e dal Governo sono pervenute all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane riguardo al timore che il decreto fiscale prevedesse il taglio del fondo pensioni destinato alle vittime delle leggi razziste e ai perseguitati dal fascismo.
Secondo gli aggiornamenti ricevuti e accolti con sollievo dall’UCEI gli importi cancellati nel provvedimento fiscale fanno riferimento ad avanzi di bilancio derivanti dalla normale diminuzione del numero degli assistiti. Tali importi vengono così rimessi a disposizione del bilancio generale dello Stato.
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane prende atto di tali opportune precisazioni e prosegue nel proprio impegno per semplificare la procedura prevista oggi dalla legge e per la risoluzione dei casi tutt’ora pendenti e in attesa di riconoscimento di benemerenza dai perseguitati.
La giustizia nei confronti di coloro che ebbero a soffrire delle persecuzioni deve restare un cardine del nostro ordinamento e della nostra democrazia e il miglior modo di onorare una Memoria viva e consapevole.


l'iniziativa della società dante alighieri
1938, una targa per la Memoria
Guido Belforte, Aldo Levi, Giulio Mondolfo, Elio Morpurgo, Ida Morlenghi Montefiore. Sono alcuni dei membri della Società Dante Alighieri espulsi nel 1938 con l’entrata in vigore delle Leggi razziste. Da oggi una targa, affissa nella sede romana in Piazza San Firenze, li ricorda assieme a tutti coloro che subirono l’infame provvedimento e ne revoca l’atto di espulsione.
Lo svelamento della targa è avvenuto al termine della prima parte dei lavori del convegno “La cultura italiana, la Società Dante Alighieri e l’antisemitismo fascista”, organizzato assieme alla Comunità ebraica romana, che si è aperto stamane con i saluti del presidente della Società Andrea Riccardi, del rabbino capo rav Riccardo Di Segni e della presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello.


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il convegno a roma 
Bob Dylan, traccia ebraica
Si apre nel pomeriggio un convegno internazionale dedicato a Bob Dylan, che si svolgerà presso l’Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia e Lingue dell’Università degli Studi Roma Tre (via Ostiense 234) fino al 31 ottobre. Il convegno si intitola “Bob Dylan and the Arts. Masked and Anonymous: the Many Facets of the Art of Bob Dylan”. Sedici relatori, tra i quali accademici, artisti ed esperti di più discipline provenienti da Italia, Europa, Israele e Stati Uniti discuteranno della produzione poliedrica del Premio Nobel per la Letteratura 2016. Una sessione del pomeriggio odierno, moderata da Elèna Mortara, avrà per tema “Jewishness and Intertextuality”.
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qui casale - la mostra
Una luce per la spiritualità
Laura Fonovich e Giovanni Bonaldi sono entrambi artisti e lo si capisce al primo sguardo, poi il cognome di Laura tradisce le sue origini all’estremo Est della Pianura Padana, mentre Bonaldi è radicato nella sua Bergamo. Le opere di Laura sono una tavolozza dove guizzano rossi e arancioni accesi. Bonaldi tende a una monocromia dove appaiono minuziose descrizioni della natura.
In realtà sentendoli parlare si scoprono influenze reciproche molto profonde. L’incontro pubblico tra loro avviene nella Sala Carmi della Comunità ebraica di Casale dove Laura Fonovich espone fino al 4 novembre “L’esilio della Luce di Lalike”.
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informazione - international edition
"Unità risposta al terrore"
L’Italia ebraica e non si stringe ai familiari delle vittime dell’attentato id Pittsburgh dopo la tragedia che ha colpito la sinagoga Tree of Life. Ad aprire l’edizione internazionale di Pagine Ebraiche sono i messaggi di solidarietà e condoglianza della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e dell’ambasciatore Sandro De Bernardin, che guida l’International Holocaust Remembrance Alliance.
Una riflessione su Pittsburgh si trova anche nell’appuntamento con il Double Life di Daniela Fubini, che attraverso la sua personale esperienza di vita negli Stati Uniti e in Israele ricorda il problema della diffusione incontrollata delle armi e le sue conseguenze.
A ricordare il quotidiano elenco di azioni aberranti che sembra ormai parte della realtà dei nostri giorni, è stata la senatrice a vita Liliana Segre, che la scorsa settimana ha presentato un disegno di legge per istituire nel Parlamento italiana una Commissione di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo.


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pilpul
Oltremare - Abu Dhabi
Chi volesse cercare negli ultimi tempi tracce di buone notizie o addirittura di impercettibili miglioramenti dello stato del mondo farebbe parecchia fatica, ammettiamolo. In Europa prevalgono i populisti e a Predappio marciano i fascisti, in Brasile diventa presidente un leader di destra e populista a dir poco, in America bombaroli e assassini di ebrei seminano paura e morte. Viviamo appesi a una di quelle pagine della Storia che stanno subito prima di una immensa tragedia oppure (e speriamo) di una epocale svolta, un balzo avanti nella civiltá, che purtroppo però ancora non si vede. Perciò è nelle mini-notizie che a volte ci si può consolare, come ad esempio un inno nazionale suonato e cantato in un luogo che solo un anno fa considerava quell’inno una offesa ai propri principi nazionali e religiosi. Esattamente un anno fa, al Gran Slam di judo di Abu Dhabi, Tal Flicker aveva dovuto gareggiare e vincere senza bandiera israeliana e al momento dell’inno tutte le telecamere lo avevano ripreso mentre cantava da solo l’HaTikva e intanto gli altoparlanti diffondevano invece l’inno della federazione. E quando ieri Sagi Muki ha potuto cantare l’inno nazionale israeliano con il congruo accompagnamento musicale e con il simbolo della nazionale israeliana sul petto, la sensazione è stata che davvero a volte il mondo fa minuscoli passi in avanti ed è un peccato non vederli.

Daniela Fubini
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Controvento - Orgoglio
Quando ero bambina, mio padre amava ripetermi quanto ero fortunata di essere ebrea, di appartenere a un popolo così antico e glorioso, che aveva dato al mondo il monoteismo, il sabato e i dieci comandamenti. Arrivata all’età della ragione (e della contestazione), cominciai a ribattergli che non vedevo dov’era poi questa grande fortuna: ci discriminano, ci perseguitano, ci insultano, ci uccidono. Non sarebbe meglio essere nati come tutti gli altri e vivere tranquilli senza paure per il futuro? Non capisci, rispondeva papà.

Viviana Kasam
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