Giuseppe Momigliano,
rabbino
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L‘accensione
dei lumi di Chanukkah ci ricorda, insieme al miracolo della
riaccensione della Menorah nel Santuario di Gerusalemme, anche lo
straordinario esito finale dello scontro, che si era svolto non solo
verso l’esterno – con le truppe del re siriano Antioco – ma anche
all’interno stesso del popolo ebraico, tra i fedeli della Torah,
guidati dai Maccabei e gli ebrei ellenizzanti, quelli cioè che vedevano
come logiche e opportune le manifestazioni di assimilazione verso i
valori e le forme di vita espressi dalla dominante civiltà ellenistica;
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Davide
Assael,
ricercatore
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Le
elezioni andaluse, con la sorprendente (ma fino a che punto?)
affermazione del partito di estrema destra Vox, la voce del popolo,
segna un’ulteriore escalation nel linguaggio e nei toni beceri di
questo fronte sovranista. Esplicitamente nostalgico del franchismo, il
leader Santiago Abascal ha utilizzato parole degne del peggior
Bolsonaro, che si pensava un apice non raggiungibile in Europa. Certo,
resta da chiedersi a cosa possano portare questi toni, visto che, alla
prova dei fatti, tutte queste aspirazioni neo-nazionaliste o localiste
s’infrangono sul muro della realtà.
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La minaccia da Nord
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L’operazione
“Scudo del Nord” realizzata dall’esercito israeliano è seguita con
attenzione dai quotidiani italiani. “Il disegno di Netanyahu va oltre
il Libano. Limitare le capacità di Hezbollah di colpire in territorio
israeliano, anche se la milizia sciita dispone di decine di migliaia di
razzi e missili, significa limitare l’Iran” spiega al riguardo La
Stampa. “Gli analisti – scrive il Corriere – sono convinti che per ora
Hassan Nasrallah, il leader del movimento libanese filosciita, non
voglia sfruttare l’operazione come pretesto per un guerra. Allo stesso
tempo è evidente che il confronto tra Israele e l’Iran, di cui
Hezbollah è il braccio armato e politico in Libano, si è spostato dalla
Siria”.
L’operazione ha permesso di arginare minacce considerevoli. “Il primo
tunnel – scrive Repubblica – è stato individuato a Metulla: lungo 200
metri, partiva da una casa del paesino libanese di Kafr Kila,
oltrepassava la ‘linea blu’ ed entrava per 40 metri in Israele”.
Venduta all’asta per quasi tre milioni di euro la “Lettera su Dio”
scritta da Albert Einstein nel 1954. “La notizia dell’asta – scrive il
Corriere – ha rilanciato la discussione sulla spiritualità di Einstein,
che di sé aveva detto: ‘Sono un religioso, non un credente’. In questa
stessa lettera lo scienziato cita ‘il nostro meraviglioso Spinoza’, il
filosofo ebreo olandese del diciassettesimo secolo che concepiva la
figura di Dio come un essere senza forma, impersonale: l’artefice
dell’ordine e della bellezza visibili nell’universo”.
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scudo del nord - le parole di rivlin "Tunnel del terrore individuati,
governo libanese responsabile"
Per molte settimane ancora, riflettono gli analisti, sarà probabilmente quello il fronte più caldo per Israele.
L’operazione “Scudo del nord” lanciata nelle scorse ore sta portando
alla scoperta e alla demolizione di una rete di tunnel che dal Libano
sconfinano in territorio israeliano. Un tentativo di infiltrazione che
costituisce una grave minaccia all’incolumità degli abitanti dei
villaggi di frontiera e su cui l’esercito sta intervenendo con
operazioni mirate, documentando il risultato di questa operazione
appena avviata con video e immagini: i filmati diffusi provano la
consistenza di una minaccia non lontana, secondo l’esercito, a
diventare effettiva.
“Una evidente violazione della sovranità israeliana e un ulteriore
prova del mancato rispetto da parte dei terroristi di Hezbollah delle
Risoluzioni Onu al riguardo” ha affermato il portavoce dell’esercito.
“Riteniamo il governo libanese responsabile e lanciamo un messaggio ad
Hezbollah: non si pieghi all’agenda iraniana o pensi di usare il Libano
come una base per attaccare Israele” ha sottolineato il presidente
Reuven Rivlin, incontrando soldati e soldatesse dell’aviazione in
occasione della terza accensione della Chanukkiah.
L’occasione, per il Capo dello Stato, di lanciare un messaggio
calibrato che ha unito significato storico della festa e impegno del
presente. “Ogni anno recitiamo una benedizione per ‘i miracoli, le
meraviglie, le azioni che furono compiute in quel tempo’. I Maccabei
furono gli eroi di allora. Voi, piloti e membri dell’equipaggio,
soldati e supporto tecnico, uomini e donne – ha detto Rivlin – siete i
nostri eroi di oggi”. Leggi
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qui roma - la mostra
Pollak, un protagonista riscoperto
Due
musei nel cuore di Roma, due allestimenti in dialogo per far rivivere
impegni e ideali di un protagonista della cultura europea tra la fine
dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La mostra “Ludwig Pollak.
Archeologo e mercante d’arte (Praga 1868 – Auschwitz 1943)” apre in
queste ore al pubblico romano svelando frammenti di vita inediti di un
personaggio unico, autore di scoperte archeologiche che hanno fatto
parlare il mondo intero, indelebilmente legato all’Italia, ma vittima
della ferocia del suo regime nel momento drammatico delle persecuzioni.
Un omaggio congiunto, frutto della sinergia tra Museo di Scultura
Antica Giovanni Barracco e Museo Ebraico capitolino, che ospitano
insieme oltre cento opere appartenute a Pollak tra dipinti, sculture
antiche, vasi greci, acquerelli, libri rari, fotografie d’epoca e
documenti d’archivio. Leggi
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qui firenze
Chanukkah, tra luce e creatività
Chanukkah, la festa delle luci…e della creatività!
Ugo Campanile, storico custode della Comunità ebraica fiorentina, ha
scelto questa strada. E dalla strada, fisicamente, ha salvato blocchi e
materiale di scarto per farne una Chanukkiah, il candelabro a otto
braccia (più shammash) che è il simbolo della festa.
Eccolo, dopo aver condiviso il suo lavoro con la Consigliera UCEI Sara Cividalli, nel giardino della sinagoga di via Farini.
Ugo, mazal tov! Leggi
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Ticketless - Guardando a Israele
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L’Italia
racconta Israele, il libro curato da Mario Toscano per le edizioni
Viella, sarà presentato il 9 dicembre prossimo a Roma, nell’ambito
della manifestazione “Più libri, più liberi”. Festeggia i 70 anni dello
Stato d’Israele, ma non è un saggio su Israele. È un viaggio “riflesso”
nell’Italia nel secondo dopoguerra filtrato attraverso i giudizi che
l’opinione pubblica ha dato di Israele nei decennali che si sono
succeduti: 1948, 1958, 1968, 1978…fino a oggi, 2018. Negli ultimi tempi
la questione delle migrazioni ha fatto passare in secondo piano quello
che per lungo tempo è stato considerato il peccato originale, la causa
scatenante di ogni tensione internazionale: un test di lunga durata che
non ha eguali con altre zone “calde” europee o extra-europee.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Un test
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Notevole
risonanza, su tutti i mass media (compresa questa testata, da sempre
molto sensibile al tema), hanno avuto le manifestazioni svolte
dovunque, la scorsa domenica 25 novembre, in occasione della Giornata
mondiale contro la violenza sulle donne. In Italia, in particolare, la
partecipazione è sembrata ampia, profonda, sincera, e le dichiarazioni
di impegno e di solidarietà sono state innumerevoli.
Non c’è stata nessuna voce dissonante, nessuno che abbia detto (tra i
politici, i giornalisti, gli artisti, che pure ne dicono spesso di
tutti i colori) che, forse, almeno in parte, le donne si meritano quel
che talvolta capita loro, che forse “se la vanno a cercare”.
Francesco Lucrezi, storico
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