28 febbraio 2018 - 13 Adar 5778

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5 Dicembre 2018 - 27 Kislev 5779
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL


alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
L‘accensione dei lumi di Chanukkah ci ricorda, insieme al miracolo della riaccensione della Menorah nel Santuario di Gerusalemme, anche lo straordinario esito finale dello scontro, che si era svolto non solo verso l’esterno – con le truppe del re siriano Antioco – ma anche all’interno stesso del popolo ebraico, tra i fedeli della Torah, guidati dai Maccabei e gli ebrei ellenizzanti, quelli cioè che vedevano come logiche e opportune le manifestazioni di assimilazione verso i valori e le forme di vita espressi dalla dominante civiltà ellenistica;
 
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Davide
Assael,
ricercatore
Le elezioni andaluse, con la sorprendente (ma fino a che punto?) affermazione del partito di estrema destra Vox, la voce del popolo, segna un’ulteriore escalation nel linguaggio e nei toni beceri di questo fronte sovranista. Esplicitamente nostalgico del franchismo, il leader Santiago Abascal ha utilizzato parole degne del peggior Bolsonaro, che si pensava un apice non raggiungibile in Europa. Certo, resta da chiedersi a cosa possano portare questi toni, visto che, alla prova dei fatti, tutte queste aspirazioni neo-nazionaliste o localiste s’infrangono sul muro della realtà.
 
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La minaccia da Nord
L’operazione “Scudo del Nord” realizzata dall’esercito israeliano è seguita con attenzione dai quotidiani italiani. “Il disegno di Netanyahu va oltre il Libano. Limitare le capacità di Hezbollah di colpire in territorio israeliano, anche se la milizia sciita dispone di decine di migliaia di razzi e missili, significa limitare l’Iran” spiega al riguardo La Stampa. “Gli analisti – scrive il Corriere – sono convinti che per ora Hassan Nasrallah, il leader del movimento libanese filosciita, non voglia sfruttare l’operazione come pretesto per un guerra. Allo stesso tempo è evidente che il confronto tra Israele e l’Iran, di cui Hezbollah è il braccio armato e politico in Libano, si è spostato dalla Siria”.
L’operazione ha permesso di arginare minacce considerevoli. “Il primo tunnel – scrive Repubblica – è stato individuato a Metulla: lungo 200 metri, partiva da una casa del paesino libanese di Kafr Kila, oltrepassava la ‘linea blu’ ed entrava per 40 metri in Israele”.

Venduta all’asta per quasi tre milioni di euro la “Lettera su Dio” scritta da Albert Einstein nel 1954. “La notizia dell’asta – scrive il Corriere – ha rilanciato la discussione sulla spiritualità di Einstein, che di sé aveva detto: ‘Sono un religioso, non un credente’. In questa stessa lettera lo scienziato cita ‘il nostro meraviglioso Spinoza’, il filosofo ebreo olandese del diciassettesimo secolo che concepiva la figura di Dio come un essere senza forma, impersonale: l’artefice dell’ordine e della bellezza visibili nell’universo”.
 
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  davar
scudo del nord - le parole di rivlin
"Tunnel del terrore individuati,

governo libanese responsabile"
Per molte settimane ancora, riflettono gli analisti, sarà probabilmente quello il fronte più caldo per Israele.
L’operazione “Scudo del nord” lanciata nelle scorse ore sta portando alla scoperta e alla demolizione di una rete di tunnel che dal Libano sconfinano in territorio israeliano. Un tentativo di infiltrazione che costituisce una grave minaccia all’incolumità degli abitanti dei villaggi di frontiera e su cui l’esercito sta intervenendo con operazioni mirate, documentando il risultato di questa operazione appena avviata con video e immagini: i filmati diffusi provano la consistenza di una minaccia non lontana, secondo l’esercito, a diventare effettiva.
“Una evidente violazione della sovranità israeliana e un ulteriore prova del mancato rispetto da parte dei terroristi di Hezbollah delle Risoluzioni Onu al riguardo” ha affermato il portavoce dell’esercito.
“Riteniamo il governo libanese responsabile e lanciamo un messaggio ad Hezbollah: non si pieghi all’agenda iraniana o pensi di usare il Libano come una base per attaccare Israele” ha sottolineato il presidente Reuven Rivlin, incontrando soldati e soldatesse dell’aviazione in occasione della terza accensione della Chanukkiah.
L’occasione, per il Capo dello Stato, di lanciare un messaggio calibrato che ha unito significato storico della festa e impegno del presente. “Ogni anno recitiamo una benedizione per ‘i miracoli, le meraviglie, le azioni che furono compiute in quel tempo’. I Maccabei furono gli eroi di allora. Voi, piloti e membri dell’equipaggio, soldati e supporto tecnico, uomini e donne – ha detto Rivlin – siete i nostri eroi di oggi”.
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qui roma - la mostra 
Pollak, un protagonista riscoperto
Due musei nel cuore di Roma, due allestimenti in dialogo per far rivivere impegni e ideali di un protagonista della cultura europea tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La mostra “Ludwig Pollak. Archeologo e mercante d’arte (Praga 1868 – Auschwitz 1943)” apre in queste ore al pubblico romano svelando frammenti di vita inediti di un personaggio unico, autore di scoperte archeologiche che hanno fatto parlare il mondo intero, indelebilmente legato all’Italia, ma vittima della ferocia del suo regime nel momento drammatico delle persecuzioni.
Un omaggio congiunto, frutto della sinergia tra Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco e Museo Ebraico capitolino, che ospitano insieme oltre cento opere appartenute a Pollak tra dipinti, sculture antiche, vasi greci, acquerelli, libri rari, fotografie d’epoca e documenti d’archivio.
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qui firenze 
Chanukkah, tra luce e creatività
Chanukkah, la festa delle luci…e della creatività!
Ugo Campanile, storico custode della Comunità ebraica fiorentina, ha scelto questa strada. E dalla strada, fisicamente, ha salvato blocchi e materiale di scarto per farne una Chanukkiah, il candelabro a otto braccia (più shammash) che è il simbolo della festa.
Eccolo, dopo aver condiviso il suo lavoro con la Consigliera UCEI Sara Cividalli, nel giardino della sinagoga di via Farini.
Ugo, mazal tov!
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otto giorni otto lumi 
La fonte della nostra vita
Il collegamento con il patriarca Giacobbe fa sì che Chanukkah sia ancor di più un tempo propizio per lo studio della Torà. Infatti, nel libro del profeta Michea è scritto (7:20): “Concedi la verità a Giacobbe…” nel senso che Giacobbe possiede quella forza spirituale necessaria per raggiungere l’essenza della Torà. Questa capacità che è predominante in questo periodo. Per destarla, insieme all’attività di studio, bisogna unire la qualità fondamentale dell’umiltà come ci viene indicato proprio dal nostro patriarca.


Rav Adolfo Locci, rabbino capo di Padova
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il ciclo di incontri al centro bibliografico
Alla scoperta del Jewish Jazz
Ultimo appuntamento del ciclo di incontri sul “Jewish Jazz” coordinato da Gisele Levy e con protagonista Gabriele Coen, sassofonista, clarinettista e compositore leader dei “Klezroym”.
Un percorso tra suoni e suggestioni che è ospitato dal Centro Bibliografico UCEI. Ospite dell’incontro conclusivo, in programma domani alle 18.15, il coordinatore della Commissione Cultura dell’Unione Riccardo Moretti.
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pilpul
Ticketless - Guardando a Israele
L’Italia racconta Israele, il libro curato da Mario Toscano per le edizioni Viella, sarà presentato il 9 dicembre prossimo a Roma, nell’ambito della manifestazione “Più libri, più liberi”. Festeggia i 70 anni dello Stato d’Israele, ma non è un saggio su Israele. È un viaggio “riflesso” nell’Italia nel secondo dopoguerra filtrato attraverso i giudizi che l’opinione pubblica ha dato di Israele nei decennali che si sono succeduti: 1948, 1958, 1968, 1978…fino a oggi, 2018. Negli ultimi tempi la questione delle migrazioni ha fatto passare in secondo piano quello che per lungo tempo è stato considerato il peccato originale, la causa scatenante di ogni tensione internazionale: un test di lunga durata che non ha eguali con altre zone “calde” europee o extra-europee.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Un test
Notevole risonanza, su tutti i mass media (compresa questa testata, da sempre molto sensibile al tema), hanno avuto le manifestazioni svolte dovunque, la scorsa domenica 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In Italia, in particolare, la partecipazione è sembrata ampia, profonda, sincera, e le dichiarazioni di impegno e di solidarietà sono state innumerevoli.
Non c’è stata nessuna voce dissonante, nessuno che abbia detto (tra i politici, i giornalisti, gli artisti, che pure ne dicono spesso di tutti i colori) che, forse, almeno in parte, le donne si meritano quel che talvolta capita loro, che forse “se la vanno a cercare”.


Francesco Lucrezi, storico
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