Haim Korsia, Gran Rabbino
di Francia | L’unità
non è un dato di fatto, è da riconquistare, da ricomporre. Non è una
sola persona il volto di D. Tutti insieme possiamo esserlo, se lo
vogliamo.
| |
Anna
Foa,
storica |
Nelle
scorse ore abbiamo onorato il centenario della nascita di Tullia Zevi,
celebrato al Quirinale alla presenza del Presidente Mattarella con uno
straordinario concerto per arpa, lo strumento suonato da Tullia Zevi
nella sua giovinezza. Fra le tante cose dette da lei o intorno a lei
negli anni, una mi ha oggi, rileggendola, colpita in modo particolare.
Parlando del suo ritorno dagli Stati Uniti in Italia nel 1946, scriveva
di essere tornata per dare il suo contributo alla rinascita delle
comunità ebraiche, ma anche alla rinascita dell’Italia libera e
democratica.
|
|
Leggi
|
 |
Teheran e il super missile
|
Per
i 40 anni della Rivoluzione islamica, prova muscolare del regime
iraniano che ha sfoggiato un super missile in grado di colpire fino a
1300 chilometri di distanza. “Ciò significa – spiega La Stampa – che
sarebbe in grado di raggiungere facilmente diversi obiettivi in Europa,
oltre a quelli in Medio Oriente come Israele o Arabia Saudita”. Alta
l’attenzione della stampa italiana sul Medio Oriente, anche in
considerazione della visita di papa Bergoglio negli Emirati Arabi
Uniti. Si parla anche di Israele, in particolare per quanto concerne
l’ultima iniziativa del Premier Benjamin Netanyahu: una web tv
predisposta appositamente per la campagna elettorale. “Una tv creata
solo per parlare bene del premier e della sua azione di governo” scrive
Repubblica.
Nuovo intervento su La Stampa di Bernard-Henri Levy, impegnato in
queste settimane nella promozione della sua campagna per la difesa dei
valori europei cui hanno aderito diverse figure di spicco del panorama
intellettuale. “Un’Europa – si legge – che non è intimidita dai
mercenari di Putin, né dai venditori ambulanti della rivoluzione
trumpiana, né dalla voglia di ‘camicie brune’ che attraversa il
continente di Mozart ed Erasmo”.
“Papà era l’architetto di Hitler. Aiutare gli ebrei è la mia missione”.
Il Corriere racconta la storia di Hilde Schramm, figlia di Albert
Speer, appena premiata dalla Obermayer Foundation. L’organizzazione è
stata creata da un filantropo americano per insignire coloro che
mantengono viva l’eredità ebraica in Germania.
Sempre a proposito di seconda guerra mondiale, Paolo Mieli presenta il
saggio La liberazione di Roma di Gabriele Ranzato in uscita con Laterza
e focalizzato sul rapporto tra gli angloamericani e la Resistenza.
Il Corriere pubblica anche una fotonotizia del concerto in onore di
Tullia Zevi tenutosi ieri al Quirinale alla presenza del Capo dello
Stato Sergio Mattarella.
L’Accademia di Torino ha reintegrato i dieci medici espulsi nel ’38 con
l’entrata in vigore delle Leggi razziste. Iniziativa che, scrive La
Stampa, “ha un valore che va al di là dell’atto in sé e per sé: il
valore della memoria, il riscatto – benché tardivo – di una vergogna
che in quegli anni terribili coinvolse il mondo scientifico alla parti
degli apparati statali”.
Ancora cori razzisti dalla curva dell’Inter. Dopo che a fine dicembre
la vittima era stata il napoletano Koulibaly, ieri è toccato al
bolognese Mbaye. “Peraltro – segnala il Corriere dello Sport – prima
del fischio d’inizio, mentre Inter e Bologna hanno ricordato Arpad
Weisz, ex allenatore di entrambe le squadre e vittima dell’Olocausto
nel 1944, la curva aveva provveduto a diffondere la propria fanzine,
contenente una serie di attacchi: dai tribunali ai giornalisti,
passando per lo stesso Koulibaly, fino ad arrivare allo stesso club
nerazzurro, colpevole, a giudizio degli ultras, sia di non aver fatto
ricorso per la chiusura della stadio sia per la campagna ‘Buu’ contro
il razzismo, definita addirittura una pagliacciata”. A Weisz sarà
presto dedicata una mostra al Memoriale della Shoah di Milano,
presentata ieri.
|
|
Leggi
|
|
|
le parole del rabbino capo
“Venezuela, noi con Guaido”
Gli
ebrei venezuelani appoggiano la decisione del governo di Israele di
riconoscere Juan Guaido come nuovo leader ad interim del Paese, in
contrasto all’attuale presidente Nicolas Maduro. A dirlo, ai media
israeliani, è stato il rabbino capo del Paese sudamericano Isaac Cohen
(nell’immagine in basso). Parole che hanno rotto un silenzio
prudenziale che ha caratterizzato la stragrande maggioranza della
comunità ebraica venezuelana, più volte minacciata sia sotto Chavez che
sotto il suo successore.
Come recentemente raccontato a Pagine Ebraiche da David Kaufmann, un
giovane ebreo venezuelano, l’aria si è fatta particolarmente pesante
dal 2009, da quando cioè Chavez ha definito Israele “uno Stato
terrorista” e rotto i rapporti con lo Stato ebraico. “Ufficialmente –
sottolinea David – i suoi discorsi non erano antisemiti ma
antisionisti. Ma il clima per la comunità ebraica da allora si è fatto
sempre più pesante”. Non si contano gli episodi intimidatori, come
l’attacco di quattro poliziotti in borghese alla sinagoga di Caracas di
ormai qualche anno fa. Ma anche senza citare i fatti più eclatanti,
sono le costanti intimidazioni, in un paese economicamente e
socialmente allo sbando, a pesare nella quotidianità. C’è chi prova ad
adottare strategie di resilienza, anche attraverso il Centro Social
Cultural y Deportivo Hebraica di recente istituzione che è un punto di
riferimento per le diverse anime ebraiche di Caracas. Ma per molti,
come testimoniano i flussi migratori dell’ultima decade, che fanno di
questa comunità una realtà in significativo decremento demografico, in
Venezuela non sembra essere possibile intravedere un futuro. Leggi
|
l'evento a san siro e la mostra al memoriale
Una maglia per Arpad Weisz
Bologna e Inter unite nel ricordo
Uno
scambio di maglie particolare, per celebrare un grande allenatore dal
tragico destino. È quello andato in scena allo stadio San Siro di
Milano dove prima dell'incontro tra Inter e Bologna, le due società
hanno onorato la memoria di Arpad Weisz, allenatore ucciso dal nazismo
che vinse uno scudetto con l'Ambrosiana e due con il Bologna negli anni
'30. Lo hanno fatto scambiandosi una maglia con impresso il nome di
Weisz e il numero 18, che in ebraico – nella Ghematria - corrisponde
alla “vita”. A partecipare all'iniziativa, tra gli altri, i dirigenti
nerazzurri Alessandro Antonello e Giuseppe Marotta, Claudio
Fenucci, amministratore delegato del Bologna, alcuni ragazzi
dell'Hashomer Hatzair, il vicedirettore di Sky Sport Matteo Marani (che
ha ricostruito la storia di Weisz in un libro), e Ferruccio De Bortoli,
presidente onorario della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.
Proprio al Memoriale aprirà il prossimo 25 febbraio la mostra “Arpad
Weisz, se il razzismo entra in campo” a cura di Vinceza Maugeri,
direttrice del Museo ebraico di Bologna: ad annunciarlo un video,
lanciato allo stadio durante la partita. Leggi
|
(1921-2019)
Adolfo Aharon Croccolo
Si
è spento a La Spezia, all’età di 97 anni, Adolfo Aharon Croccolo, che
fu per moltissimi anni hazan, maestro e animatore di tutte le attività
ebraiche della locale piccola Sezione della Comunità di Genova. Una
vita lunga e intensa, che lo vide sempre impegnato nei più alti valori
ebraici e civili, con dedizione ed entusiasmo, all’interno e
all’esterno mondo ebraico. Fu attivo nella lotta partigiana,
partecipando alla liberazione della città di Carrara; in seguito,
trasferitosi a La Spezia, fu coinvolto intensamente, nella primavera
del 1946, nella vicenda dei profughi ebrei ,oltre un migliaio,
sopravvissuti alle persecuzioni, alcuni alla deportazione, che giunti a
La Spezia e imbarcatisi sulle due navi “Fede” e “Fenice” in partenza
verso la terra d’Israele erano stati bloccati in porto dalle autorità
inglesi; la popolazione spezzina solidarizzò vivacemente con i
profughi, visse con ansia lo sciopero della fame ad oltranza che questi
avevano adottato come estremo mezzo di rivendicazione, infine partecipò
ai festeggiamenti che precedettero l’agognata partenza.
Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova Leggi
|
Oltremare - Rumore |
Ecco
arrivato il rumore. Gantz ha parlato, ma è come l'Inter, che vince ma
non convince. Guarda apertamente il gobbo con il discorso da
centellinare frase per frase per dare il tempo alla claque di spellarsi
i palmi delle mani e lanciare urletti francamente più adatti a un
concerto rock degli anni Ottanta che ad una dichiarazione "io esisto"
fatta quando ormai tutti i politici vecchi e nuovi hanno giù detto più
o meno lo stesso. Gesticola chiaramente a comando e si insinua il
sospetto che ci fosse accanto al gobbo uno della produzione che gli
ricordava le mosse, come i coreografi che ballano a specchio dei vip
sui palcoscenici, non sia mai che si avventurino in una piroetta fuori
tempo.
Daniela Fubini, Tel Aviv
Leggi
|
Controvento - Piante intelligenti
|
Le
piante sono intelligenti? Il tema era già dibattuto dagli antichi, con
Aristotele che le catalogava poco al di sopra del mondo inorganico e
Democrito che invece tributava loro capacità di sentire e di reagire e
le paragonava ad esseri umani capovolti, le radici come capelli e i
rami come arti, ben piantati sulla colonna vertebrale del fusto..
L’Aristotelismo, che ha dominato per secoli la nostra cultura e il
nostro pensiero, ci ha impedito di considerare erbe, alberi e fiori
come esseri intelligenti. Ma da Darwin in poi le cose sono cambiate. Il
padre dell’evoluzionismo aveva grande ammirazione per le piante: “mi è
sempre piaciuto esaltarle nell’ordine dei viventi” scriveva. Ed in
effetti soffermandoci a considerarle con attenzione, scopriamo capacità
sorprendenti.
Viviana Kasam
Leggi
|
|
|