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14 febbraio 2019 - 9 Adar 5779
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav


Ephraim Mirvis, rabbino capo di Gran Bretagna
La libertà di parola è un diritto, ma solo se usata come forza per il bene la rendiamo una virtù.
 
Giorgio Berruto
Baffi e basettoni, gli occhiali tondi, la cravatta verde fosforescente. “Damen und Herren, cortesemente non buttatevi sotto il treno!” (nessuno in Germania direbbe mai una cosa del genere ma in Austria, in Austria sì). Il volto rubizzo, le gote scarlatte, uno scroscio di risa mentre batte sonoramente la mano sinistra sulla coscia e con la destra oblitera i biglietti. Ride e oblitera e ride ancora.
 
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Rapporti con Teheran,
l’Italia insieme agli Usa
Al via in queste ore la conferenza “Promuovere un futuro di pace e sicurezza in Medioriente” con delegazioni di 65 paesi riunite a Varsavia. La questione iraniana, ma anche Siria, Yemen e colloqui di pace israelo-palestinesi al centro del confronto. Il focus sarà comunque principalmente sulle relazioni con Teheran, anche se non con lo stesso livello di partecipazione tra le grandi potenze. Spiega infatti La Stampa: “Mentre le principali cancellerie europee hanno reagito con freddezza all’invito, a partire da Parigi e Berlino presenti con funzionari minori per marcare la distanza dalla decisione americana di rompere l’accordo sul nucleare iraniano, l’Italia ha scelto di esserci al top con il ministro degli Esteri Moavero che, unico rappresentante Ue insieme al collega britannico Hunt, compare nella lista degli alleati citati esplicitamente dal Dipartimento di Stato”. Dall’Iran arriva intanto la notizia di un nuovo attentato sunnita a un autobus “dei guardiani della rivoluzione” che ha fatto 30 morti tra i militari.

Importanti transazioni in vista tra Italia e Israele nella giornata odierna. Nelle prossime ore, come segnala Il Sole 24 Ore, Leonardo dovrebbe vendere alcuni elicotteri militari da addestramento al governo israeliano. “La commessa – si legge – rientra in un ampio accordo tra i due governi, da formalizzare, la formula G to G, che prevede anche la vendita al ministero della Difesa italiano di simulatori per addestrare i piloti italiani di elicotteri prodotti dall’israeliana Elbit Systems, per un valore sui 320 milioni di euro”.

“Frittelle gratis ai bambini. Ma solamente se italiani”. Indignazione trasversale per l’iniziativa (poi annullata) del Consigliere comunale mantovano di Fratelli d’Italia ed ex Casapound Luca De Marchi. Raggiunto telefonicamente dal Corriere, De Marchi ha provato a ridimensionare la portata delle sue parole. “La mia – sostiene – è una provocazione politica: da buon padre di famiglia ritengo valga la regola secondo cui prima gli italiani e poi, se ne avanza, vengono gli altri”.

La stop al cantiere al Monte Stella di Milano, sede del Giardino dei Giusti, arriva in Parlamento. A presentare una interrogazione nel merito, come scrive Repubblica, alcuni parlamentari del PD tra cui Emanuele Fiano e Lia Quartapelle. Il quotidiano segnala anche l’intervento del presidente di Gariwo Gabriele Nissim e la solidarietà della Comunità ebraica milanese.
 
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  davar
il vertice in polonia
A Varsavia, le nuove alleanze
per un Medio Oriente diverso

Nessun paese può permettersi di rimanere ai margini e non affrontare le sfide del Medio Oriente legate a Iran, Siria, Yemen e alla pace tra israeliani e palestinesi. È il messaggio lanciato da Varsavia dal Segretario di Stato Usa Mike Pompeo in occasione della Conferenza internazionale dedicata proprio al Medio Oriente, organizzata da Stati Uniti e Polonia. “Gli Stati Uniti cercano [di costruire] una nuova era di cooperazione tra tutti i nostri paesi per affrontare questi problemi”, ha detto Pompeo ai ministri degli Esteri – tra cui quello italiano Enzo Moavero Milanesi - e agli altri funzionari provenienti da oltre 60 paesi. “Nessuna delle sfide della regione si risolverà da sola. Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza. Nessun paese può permettersi di rimanere in disparte”. Il summit di Varsavia era esplicitamente nato come un incontro per formare un'alleanza internazionale in funzione anti-Iran, poi gli Stati Uniti hanno deciso di ammorbidire i toni parlando di “Conferenza per promuovere un futuro di pace e sicurezza in Medio Oriente”. Secondo il New York Times “l'incontro di Varsavia è stata una rara dimostrazione di cooperazione in Medio Oriente, che ha riunito Israele e i paesi arabi del Golfo, compresa l'Arabia Saudita”. Chi ha espresso un giudizio positivo sul vertice è stato il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha parlato di “punto di svolta storico”.
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il grande scienziato e il mondo ebraico
L’ammiratore di Charles Darwin
Il 12 febbraio, giorno in cui nacque Charles Darwin 210 anni fa, nel 1809, ricorre ogni anno il Darwin Day. Che impatto ebbe nel mondo ebraico la pubblicazione de L’origine delle specie, nel 1859, e delle altre opere del fondatore della teoria dell’evoluzione? Un suo grande ammiratore fu Naphtali Levi (Polonia-Inghilterra, 1840-1894), uno studioso che si destreggiava bene sia negli studi ebraici sia in quelli generali. Nel 1874 pubblicò sulla rivista Ha-Shachar (n. 6, pp. 3-60) un testo, scritto in ebraico, intitolato Toledot adam(La nascita dell’uomo) e lo mandò a Darwin con una lettera di accompagnamento, anch’essa scritta in ebraico. Darwin incaricò Henry Bradshaw, bibliotecario della Cambridge University, di far tradurre la lettera da un “learned Rabbi”. La lettera iniziava, nello stile ampolloso tipico dell’epoca, con le parole “al Signore, il Principe, che ‘si erge come un vessillo dei popoli’, l’Investigatore della generazione, ‘brillante figlio del mattino’, Charles Darwin, che possa vivere!”, parole che riecheggiano citazioni dal profeta Isaia (11:10 e 14:12). Parlando di Darwin, lo definisce come colui “la cui gloria riempie il mondo delle scienze”. Levi afferma di aver deciso di scrivere Toledot adam per mostrare ai propri correligionari che la teoria di Darwin è già contenuta nella Torah e nella dottrina ebraica tradizionale.

Gianfranco Di Segni, Collegio rabbinico italiano - Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del CNR
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Pagine Ebraiche - Dossier Comics&Jews
Theodor Herzl, maestro di libertà
È il 1882. Ilia Brodsky, ebreo in fuga e senza terra, orfano del mondo degli Shtetl e dei pogrom, attraversa l’Europa con sua sorella Olga. A Vienna incontra il giovane giornalista Theodor Herzl, un dandy che comincia ad avere successo nel mondo delle lettere. Questo incontro frettoloso con l’uomo che immaginerà qualche anno più tardi il futuro Stato ebraico cambierà la sua vita. Da Londra, dove Brodsky frequenta gli ambienti anarchici dell’East End, a Parigi, Ilia si mette a raccogliere informazioni su Herzl. Perché mai questo ebreo assimilato, colt
o, di successo, perfettamente integrato nella Vienna degli Asburgo, ha sposato la causa dei suoi fratelli diseredati e senza patria, di cui dice di avere vergogna? Quali sogni, quali ragioni intime, hanno condotto Herzl a lavorare sul progetto di un Paese declinato al futuro, una nazione in cui tutti sarebbero stati infine protetti dalle violenze della storia? In che cosa consiste questo sogno sionista nell’Europa all’alba del Ventesimo secolo che corre a testa bassa verso la propria distruzione? Attraverso il racconto di due destini opposti e stranamente simmetrici, Alexander Pavlenko e Caille De Toledo hanno realizzato un romanzo grafico potente e capace di mettere a confronto due versanti del pensiero ebraico: la tradizione dell’esilio contro l’aspirazione alla Terra promessa.
 
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segnalibro  - Il caso Kaufmann
Norimberga e l’amore proibito
Può un romanzo raccontare un periodo storico meglio di quanto facciano i libri di storia? È la domanda che è stata al centro della presentazione romana de Il caso Kaufmann, il libro di Giovanni Grasso pubblicato da Rizzoli e dedicato all’amore proibito tra un anziano ebreo e una giovane “ariana” nella Germania nazista delle Leggi di Norimberga del 1935.
La risposta, in questo caso, è sì. Perché attorno a questa relazione, ispirata a una vicenda realmente accaduta, si mostra la graduale degradazione di una società, il suo inesorabile precipitare nell’odio, nella violenza, nella morte. Un racconto rimasto a lungo in un cassetto e che Grasso, Consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e la comunicazione con un passato di giornalista parlamentare, ha scelto di riprendere in mano a vent’anni dalla sua prima scrittura.
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il progetto Fondamenti d’ebraismo
Verona, una giornata insieme
Domenica scorsa Verona ha ospitato un appuntamento intercomunitario parte del ciclo di lezioni del progetto Fondamenti d’ebraismo. La Comunità ebraica con il presidente Celu Laufer e chi scrive ha organizzato la giornata con la partecipazione attiva del rav Roberto Della Rocca, di Dario Calimani e Davide Saponaro dell’UCEI. Sale comunitarie gremite, con una folta presenza di varie Comunità italiane.
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jciak
Undici israeliani a Berlino
Quella fra Israele e la Berlinale è una lunga storia d'amore e quest'anno non fa eccezione. La lineup del festival, che si chiude domenica, schiera ben undici film israeliani. In concorso, Synonimes di Nadav Lapid (The Kindergarten Teacher), storia di un israeliano che va in Francia per scrollarsi di dosso la sua identità, e The Operative di Yuval Adler (Bethlehem) che vede Diane Kruger nel ruolo di recluta del Mossad impegnata sotto copertura a Teheran. Alla sezione Panorama partecipano invece The Day After I’m Gone di Nimrod Eldar, dedicato all'intricata relazione fra un padre e una figlia, Chained di Yaron Shani, seconda parte della sua trilogia sull'amore, e Skin di Guy Nattiv, con Jamie Bell e Vera Farmiga, che racconta la drammatica vicenda di uno skinhead pentito. Il film è stato tratto dall'omonimo corto appena stato nominato all'Oscar come best live-action short.

Daniela Gross
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  pilpul
Setirot - Cose da prof
Enrico Galiano è un professore di quelli che, malgrado la considerazione sempre più bassa e gli stipendi vergognosi con cui questo paese ricambia le fatiche e l’impegno di chi forma il nostro futuro, crede nel proprio lavoro (in una scuola alla periferia di Pordenone). E s’inventa un po’ di tutto: dai libri pubblicati con Garzanti alla webserie Cose da prof che supera i dieci milioni di visualizzazioni Facebook. Se lo cito qui è perché mi ha colpito molto una sua frase pronunciata in occasione dell’ultima Giornata della Memoria. Semplice, chiara, vera: "Per pensare che il passato si stia ripetendo identico bisogna essere un po’ miopi. Ma per non vedere pezzi di quel passato nel nostro presente, bisogna essere proprio ciechi".

Stefano Jesurum, giornalista
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In ascolto - I tanti nomi di Adam
Sono stata a vedere “Chi scriverà la nostra storia?”, docufilm uscito in Italia il 27 gennaio, diretto da Roberta Grossman e tratto dall’omonimo libro dello storico americano Samuel Kassow.
Il film è ambientato nella Seconda guerra mondiale in Polonia, più precisamente nel ghetto di Varsavia, all’ombra dell’alto muro eretto il 16 novembre 1940, per separare in modo netto e definitivo gli ebrei dal resto della popolazione.
In quel microcosmo, un gruppo di giornalisti, scrittori, artisti, economisti e intellettuali si riunisce sotto la guida di Emanuel Ringelblum, uno storico ebreo che qualche anno prima si era laureato all’Università di Varsavia proprio con una tesi sulla storia ebraica, per fondare un gruppo clandestino: Oyneg Shabbes, la gioia del Sabato.


Maria Teresa Milano
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Storia dell'antisemitismo
Si è tenuta lo scorso mercoledì 13 febbraio, in una gremita sala Servi della Comunità ebraica di Firenze, la presentazione di Breve storia della questione antisemita di Roberto Finzi, edita da Bompiani con un cospicuo aggiornamento ad oltre vent'anni dalla prima edizione, alla presenza delle storiche Marta Baiardi e Francesca Cavarocchi, dell'editore Daniel Vogelmann e dell'autore. A moderare l'incontro Ugo Caffaz, citato in apertura da Baiardi per il suo saggio Le nazionalità ebraiche (Vallecchi, 1974) volto a suggerire una pluralità di identità e di realtà ebraiche poco note al pubblico anche a causa di una crescente semplificazione mediatica, che con diverse forme di antisemitismo va d'amore e d'accordo.

Sara Valentina Di Palma
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Dove? In Israele
Il numero di febbraio della rivista Dove presenta un inserto speciale dedicato interamente a Israele. È un inserto ben fatto, con fotografie bellissime e testi non banali che mettono in evidenza i diversi aspetti che motivano un viaggio in questo Paese. È un ulteriore segno del crescente interesse verso Israele come meta turistica, dove non sono assenti, naturalmente, le tradizionali motivazioni religiose ma dove queste sono poste in secondo piano rispetto ad altri stimoli, ad altre indicazioni, quali il trekking nel deserto del Negev o la conoscenza dei centri di ricerca scientifica e dei luoghi dove si sviluppano tecnologie che sono all’avanguardia nel mondo, il relax lungo le rive del Mar Morto o l’immersione nella dimensione giovanile di Tel Aviv.

Valentino Baldacci
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