Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui       27 marzo 2019 - 20 Adar II 5779
LA REAZIONE DEL SUD DI ISRAELE AI RAZZI LANCIATI DALLA STRISCIA DI GAZA

Il sindaco di Sderot: "Noi resistiamo.
È Hamas che sta perdendo"

Nel Sud d'Israele hanno riaperto le scuole ma molti genitori hanno deciso di non mandarvi per il momento i propri figli. Almeno il 30 per cento dei ragazzi del Consiglio regionale di Eshkol, tra le aree più colpite dai razzi di Hamas, sono infatti rimasti a casa a causa delle tensioni e scontri degli ultimi giorni tra Israele e Gaza. “È comprensibile e legittimo che dopo due giorni di tensione i genitori scelgano quello che pensano sia la cosa giusta per i loro figli” ha commentato Gadi Yarkoni, capo del Consiglio Regionale di Eshkol. “D'altra parte, molti genitori hanno mandato i bambini a scuola. La cosa importante è che almeno ci sia una possibilità di scelta per i genitori di mandare o meno i figli”. Yarkoni ha sottolineato che “i residenti nelle vicinanze di Gaza sono vittime di una guerra di logoramento, il governo di Israele deve prendersi cura dei suoi cittadini, capirne l'angoscia qui e fare tutto il possibile per porre fine a questa situazione”. 
L'emittente televisiva Kan, intanto, spiega che fonti palestinesi a Gaza hanno riferito che i servizi segreti egiziani sono ancora impegnati a garantire un cessate il fuoco e per stabilire intese per una tregua tra Israele e Hamas. Il movimento terroristico sarebbe disposto solo a bloccare il lancio di razzi e non, come chiede Israele, a fermare anche le infiltrazioni oltre la barriera di confine. 
Intanto un messaggio a Hamas lo ha voluto lanciare Alon Davidi, sindaco di Sderot, tra le città più bersagliate dai lanci dei terroristi di Gaza.
DOPO L'ATTACCO TERRORISTICO NELLE DUE MOSCHEE A CHRISTCHURCH

Nuova Zelanda, un aiuto alla comunità islamica 
La mobilitazione del mondo ebraico

“Come ebrei, come esseri umani, sentiamo di dover far qualcosa per i familiari delle vittime e per tutta la comunità islamica neozelandese colpita dal terrorismo”. A due settimane dagli attentati suprematisti nelle moschee di Christchurch, il mondo ebraico continua a mobilitarsi. E oltre alle parole di solidarietà espresse a tutti i livelli, ha scelto di intervenire con una raccolta fondi promossa dall’American Jewish Committee insieme alla rappresentanza ebraica locale.
“La risposta ai trafficanti di odio che colpiscono persino nei luoghi di culto – ha detto nelle scorse ore David Harris, direttore esecutivo di Ajc – non possono che essere l’unità, la solidarietà, le braccia tese contro il male”.
Nelle sue parole la riconoscenza è andata anche a quanti, negli scorsi mesi, si sono mobilitati con iniziative di solidarietà per le vittime dell’attentato alla sinagoga Tree of Life di Pittsburgh. “Ci sentiamo in dovere di venire in aiuto alla comunità islamica, con la stessa intensità con cui il mondo ebraico è stato sostenuto soltanto pochi mesi fa da persone di tutto il mondo di molte fedi”. A tal proposito Harris ha ricordato “l’immediato e travolgente sostegno ricevuto dai nostri fratelli e dalle nostre sorelle musulmane a Pittsburgh".


Rassegna stampa

“Meloni, parole aberranti"
Continua a tener banco l’oscena etichetta di “usuraio” attribuita dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni al filantropo ungherese George Soros, da tempo nel mirino della peggior feccia antisemita per le sue iniziative contro il razzismo e per la difesa dei valori comuni europei.
“Una definizione aberrante, quella dell’onorevole Meloni, che richiama il peggior complottismo antiebraico su cui si sono basati i più feroci regimi della storia nel corso dei secoli. È grave che si soffi in questo modo sul pregiudizio facendo leva sui peggiori istinti di una parte dell’elettorato” sottolinea la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni.

Le pagine fiorentine di Repubblica ospitano una lettera di Daniela Misul, presidente della Comunità ebraica locale, sugli insulti antisemiti a Gad Lerner nel corso del raduno dell’estrema destra a Prato. Scrive Misul: “Ci appelliamo a tutti i cittadini che credono nella democrazia affinché facciano sentire la loro voce nel condannare queste manifestazioni e confidiamo che le istituzioni non permettano più, in nome di una falsa libertà di espressione, che vengano violati i principi fondanti della nostra Costituzione”.

Su Repubblica il bilancio di un anno alla presidenza dell’Unar da parte di Luigi Manconi: “II mio mandato – afferma l’ex senatore – si è concluso sabato 23 marzo, ho chiuso la porta e, diciamo così, chi s’è visto s’è visto. E questo al termine di un’intera settimana dedicata alla mobilitazione contro le discriminazioni di natura etnico-razziale. A queste manifestazioni non ha preso parte un solo rappresentante del governo”. Per Manconi, in questi dodici mesi di guida dell’Unar, il governo è stato “indifferente o insofferente”. E si sarebbe palesato solo in occasione della ricorrenza della Dichiarazione universale dei diritti umani con Giovanni Maria Flick e Liliana Segre. 

Leggi
 

LA NUOVA MOSTRA SULLE CHANNUKIOT 

Da Casale a Matera, i lumi accendono la cultura

La collezione dei Lumi di Chanukkah raccolti dalla Comunità ebraica di Casale Monferrato si appresta a ricoprire nuovamente il ruolo di ambasciatrice della sua città e del Monferrato nel mondo, questa volta diventando protagonista di una mostra organizzata dalla Fondazione Sassi a Matera in occasione degli eventi legati a Matera Capitale Europea della Cultura 2019.
Non è la prima volta che le Chanukkiot escono dal museo da loro dedicato nel forno delle azzime della sinagoga di Casale. Molti pezzi sono stati già al centro di importanti eventi culturali europei in contesti di grande visibilità: nel 2010 in mostra al Musée d’Art et d’Histoire du Judaïsme, nel 2011 al museo Museu d’Història dels Jueus di Girona, nel 2012 al Jewish Historical Museum Amsterdam, e al museo della Ceramica di Mondovì. Nel 2015 per la prima volta il Castello di Casale Monferrato, in occasione di Expo 2015, ha ospitato l’intera collezione, e nell’ultimo triennio le lampade sono state anche al Palazzo Ducale di Mantova, alla Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Transnazionale Sacra delle Religioni e dell’Umanità di Palermo e in uno straordinario allestimento nell’atrio della Triennale di Milano. 
 
QUI MILANO

Chabad Italia, 60 anni di storia


“A rav e rebetzin Garelik. Grazie per essere stati i pionieri. Per aver tracciato il sentiero ieri che oggi noi affrontiamo e con certezza percorriamo”. “A Rav Moshe Lazar, che ha insegnato a migliaia di allievi, tra i fondatori della Scuola del Merkos e ha influenzato generazioni di ebrei italiani. Alla signora Judy Lazar, che ha aperto la sua casa mostrando la bellezza della vita ebraica”. Sono alcuni dei ringraziamenti compiuti ieri in occasione della festa a Milano per i 60 anni dall'arrivo dei primi shlichim (inviati) del movimento chassidico Chabad-Lubavitch in Italia. Una festa che ha visto oltre 350 ospiti, con rappresentanti dei Chabad da tutta Italia e da diverse parti del mondo, oltre al saluto iniziale anche del governatore della Lombardia Attilio Fontana, che ha sottolineato l'importanza della comunità ebraica per il territorio.
 
QUI PISA - L'INIZIATIVA ALL'UNIVERSITÀ

Primo Levi, tra sacro e profano

Fioco e profano sono aggettivi che ritornano spesso nell’opera di Primo Levi. “Fioco non significa debole o fiacco, quanto piuttosto mite; ma anche tenue, sommesso, difficile da intercettare. Profano è l’inesperto, chi non ha una lunga pratica in certe cose, il non-specialista. Il profano è vagamente imparentato con il dilettante, colui che fa le cose per gioco. Il dilettante si diletta ovunque, il profano soltanto davanti al Tempio, ‘invece di penetrarvi’ (Sp, I, 904).
In questo senso ‘fioca e un po’ profana’ si può definire la voce di Levi quando si confronta con la Scrittura biblica e, in generale, con le tradizioni del popolo ebraico” sottolinea Alberto Cavaglion, professore di Storia dell’Ebraismo presso l’Università di Firenze e tra i massimi studiosi del grande intellettuale e Testimone di cui ha sviscerato, assieme a Paola Valabrega, gli spunti più interessanti in questo senso nella recente nona Lezione Primo Levi. Nel centenario della nascita, Cavaglion e Valabrega sono stati invitati a ripercorrere i temi di quello studio presso l’Aula Magna dell’Università di Pisa, nel corso di un incontro organizzato dallo stesso ateneo d’intesa con il Centro Primo Levi di Torino.
Conoscere il limite
Il Signore parlò a Mosè e ad Aharon dicendo loro: Parlate ai figli d’Israele dicendo loro – Questi sono gli animali che potrete mangiare tra tutti i quadrupedi che sono sulla terra… Questi potrete mangiare tra tutti gli animali che stanno nell’acqua…E questi considererete come abominevoli tra i volatili….” (Lev. 28, 1-2;9; 13)
Nechama Leibowitz (grande figura di donna nel mondo ebraico contemporaneo, che non ebbe bisogno di fregiarsi di alcun presunto titolo rabbinico per essere riconosciuta e ricordata come interprete autorevole, profonda e sensibile dei testi biblici), dopo aver presentato diversi approcci esegetici riguardanti le norme della Torà sugli animali di cui è proibito cibarsi, si orienta invece verso un tipo di interpretazione in cui non si va alla ricerca di spiegazioni legate alla tipologia o all’indole degli animali oggetto di divieto, quanto si propone una spiegazione che cerca di dare significato al fatto stesso di trovare nella Torà prescrizioni e limitazioni nell’ambito della alimentazione. 
Giuseppe Momigliano, rabbino
Leggi
 
Le strategie sul Golan
Il riconoscimento della sovranità israeliana sulle pianure del Golan viene da molti interpretato come un altro gesto «storico» di Donald Trump. Del resto, sono parole usate dallo stesso Netanyahu. La posizione prevalente da parte degli osservatori è che si tratta, così come è stato per lo spostamento dell’ambasciata a Gerusalemme, di un gesto simbolico, da interpretare come un aiuto all’amico Bibi che ha bisogno di rivendicare successi nella sua campagna elettorale permanente.
Davide Assael, ricercatore
Leggi
 
Ticketless - Divulgare la storia
L’ultimo numero della rivista Clio92 disponibile in rete raccoglie un buon numero di interventi dedicati al problema della divulgazione storica. L’argomento è di non poco interesse, in una realtà come la nostra, in cui sempre più di frequente si confezionano ad hoc casi editoriali intorno a libri che in quarta di copertina si autodefiniscono di storia, ma sempre meno lo sono. Il problema è antico.
Alberto Cavaglion
Leggi
 
Periscopio - Il tunnel di Yehoshua
L'ultimo romanzo di Abraham B. Yehoshua, Il tunnel, rivela, ancora una volta, la mirabile capacità dell'autore di fare entrare il lettore all'interno della trama del racconto, in un un'atmosfera creata con la consueta perizia e forza di suggestione. Anche stavolta, lo scrittore ci rende partecipi in modo intimo e ravvicinato della vita quotidiana del protagonista, di cui condividiamo i gesti, i pensieri, la vita minuta, il modo di agire e di sentire.
Francesco Lucrezi, storico
Leggi
 
Il genio di Arno Nadel
Un giorno la letteratura universale dovrà rendere un grande tributo al geniale compositore, direttore d'orchestra, arrangiatore, pittore, poeta, drammaturgo e traduttore ebreo lituano Arno Nadel. 
Nato nella Vilnius zarista il 5 ottobre 1878 presso una famiglia di tradizione chassidica, immenso conoscitore e cultore di musica ebraica, nel 1895 si iscrisse presso lo Jüdische Lehrerbildungsanstalt di Berlino studiando composizione con Max Julius Loewengard e Ludwig Mendelsohn.
Francesco Lotoro
Leggi
 
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo comunicazione@ucei.it Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: comunicazione@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.