Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui        25 Giugno 2019 - 22 Sivan 5779
IL VERTICE A GERUSALEMME TRA I CONSIGLIERI ALLA SICUREZZA

Israele, Stati Uniti e Russia a confronto
sul futuro del Medio Oriente

Il Consigliere statunitense per la sicurezza nazionale John Bolton, il suo omologo russo Nikolai Petrushev e Meir Ben-Shabat, consigliere per la sicurezza nazionale di Israele, si sono incontrati per la prima volta nelle scorse ore all'Orient Hotel di Gerusalemme per discutere di questioni chiave per la regione, con particolare attenzione all'Iran e alla Siria. Secondo Bolton, “questo incontro non potrebbe essere più opportuno. Ci riuniamo in un momento particolarmente critico per il Medio Oriente, mentre il regime radicale in Iran e i suoi surrogati terroristici si impegnano in un'altra serie di violente provocazioni all'estero”. “Le provocazioni dell'Iran .... sono le manifestazioni esterne della minaccia centrale che l'Iran rappresenta, vale a dire la sua continua ricerca di armi nucleari”, ha affermato il Consigliere Usa. Come sottolinea un'analisi di Bloomberg, Israele, Stati Uniti e Russia hanno interesse a limitare l'influenza di Teheran sulla regione ma le strade che vogliono percorrere sono diverse.
LA MOSTRA A FIRENZE E IL BILANCIO DELLE INIZIATIVE DELLA FONDAZIONE

“Beni culturali ebraici in Italia,
un lavoro che ha lasciato il segno”

Beni culturali ebraici ancora protagonisti nel segno di nuove e prestigiose progettualità. Domani mattina a Firenze, nella Galleria degli Uffizi, l’inaugurazione della mostra “Tutti i colori dell’Italia ebraica. Tessuti preziosi e stoffe dall’antica Gerusalemme al prêt-à-porter moderno”. Un percorso alla scoperta del rapporto tra il mondo ebraico e i tessuti, sia per uso religioso che profano fino alla moda e all’imprenditoria del Novecento, curato da Dora Liscia Bemporad e Olga Melasecchi (direttrici rispettivamente dei Musei ebraici di Firenze e Roma). Sfida che sarà al centro di un appuntamento in programma questa sera nei locali comunitari fiorentini, dedicata al restauro di un Aron pisano cinquecentesco, restituito nell’occasione a nuova vita e al suo splendore originario.
A fare il punto sul lavoro svolto in diversi ambiti nel triennio 2016-2019 è la Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia, presieduta da Dario Disegni, con una relazione di fine mandato in cui si riconosce come il triennio sia stato segnato da “un intenso lavoro al quale si è dedicato con grande impegno e professionalità il Consiglio della Fondazione” e da “risultati significativi nel lungo percorso per una piena valorizzazione dei beni culturali ebraici del Paese”.

IL PROGETTO DELLA CITTADELLA IN PUGLIA

“Musica, linguaggio di libertà”

“Purtroppo non abbiamo potuto salvare la vita di uomini e donne, ma abbiamo salvato la loro musica e ciò equivale ad avergli comunque salvato la vita nel suo significato metaforico e metafisico”.
Sono parole che, per il pianista, compositore e direttore d’orchestra Francesco Lotoro, racchiudono il senso di uno sforzo di 30 anni inteso a raccogliere, tutelare e valorizzare la musica prodotta nei campi di concentramento e sterminio. Oltre 8mila le partiture recuperate, insieme a 10mila documenti concernenti la produzione musicale nei campi. Un patrimonio unico, che sarà protagonista della Cittadella della musica concentrazionaria che sorgerà a Barletta, la sua città, come ulteriore suggello a questo intenso lavoro di riscoperta dedicato a vent'anni di storia europea e mondiale: dal 1933, l’anno in cui Hitler andò al potere in Germania, al 1953, anno della morte di Stalin.
“Un sogno fatto storia”, così viene definito, che è stato oggi presentato al Senato della Repubblica con gli interventi dello stesso Lotoro, del senatore Ruggiero Quarto cui si deve l’organizzazione di questo momento istituzionale, dell’architetto progettista della cittadella Nicolangelo Dibitonto e del presidente del Consiglio comunale della città pugliese Sabino Dicataldo, moderati dal giornalista Francesco Zagaria. In sala, tra gli altri, la Presidente UCEI Noemi Di Segni..

ELEZIONI COMUNITARIE

Mantova ebraica, Emanuele Colorni
confermato alla presidenza

Per i prossimi quattro anni, la Comunità ebraica di Mantova sarà governata ancora da Emanuele Colorni. Questa la decisione del nuovo Consiglio comunitario, eletto domenica e riunitosi ieri sera. Accanto a Colorni, nelle funzioni di Consigliere segretario, agirà Aldo Norsa. Completa l’organico consiliare Lea Platero.
Commenta Colorni: “Ci aspettano quattro anni di lavoro decisivi. Perché se da una parte la nostra percezione nella città è alta, lo stesso non mi pare si possa dire della nostra relazione con il resto dell’ebraismo italiano. Ci sentiamo isolati”. L’ambizione è di avere, per i prossimi anni, “una maggior presenza di rabbini ed esponenti laici”.

ENTRO IL 30 AGOSTO IL TERMINE PER INVIARE LE DOMANDE

Comunità di Torino, il bando per il nuovo segretario

Laureato in discipline giuridiche o economiche o ingegneria gestionale o titolo equipollente, con esperienza lavorativa di almeno tre anni in posizione di responsabilità. Completano il profilo inoltre la predisposizione al lavoro in team, competenze relazionali, flessibilità, capacità di mettersi in gioco.
È questo il profilo ricercato dalla Comunità ebraica di Torino per la figura di nuovo segretario della stessa, che dovrà operare a supporto della Giunta e del Consiglio comunitario. Nel bando (clicca qui) pubblicato dalla Comunità, tutte le norme per la partecipazione alla procedura di selezione, le modalità della stessa e i documenti da presentare. È richiesta, si legge, la buona conoscenza della lingua inglese mentre costituisce titolo preferenziale la conoscenza anche dell’ebraico. Necessaria inoltre la buona padronanza degli strumenti informatici.



Rassegna stampa

Nuove sanzioni all'Iran
Non si placano le tensioni tra Usa e Iran. Delle scorse ore l’approvazione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Teheran, che mette nel mirino anche la Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e il ministro degli Esteri Zarif. “Misure punitive che – spiega il Corriere – dovrebbero, nell’intento della Casa Bianca, indurre Teheran a cambiare corso. Come ha detto Trump gli avversari sono ad un bivio: possono scegliere tra II negoziato e vivere, in eterno, con un’economia disastrata”.
Sul fronte militare, intanto, “il Segretario di Stato Mike Pompeo ha presentato alcune novità nella sua missione in Arabia Saudita ed Emirati: gli Usa lavorano alla formazione di una alleanza navale ‘con almeno 20 Stati’ che assicuri la libertà di navigazione nel Golfo” (Repubblica).
“Esorcizzato, per ora, lo spettro d’una guerra guerreggiata – l’analisi del Sole 24 Ore – la Casa Bianca ha alzato il tiro dell’offensiva economica nei confronti di Teheran. Una nuova offensiva che segnala quanto l’evoluzione della crisi resti incerta e che solleva lo spettro di contagi in Medio Oriente e non solo”. 
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QUI MILANO 

Primo Levi, il Testimone

Il racconto dell'umanità ritratta da Primo Levi nel suo I sommersi e salvati è stato protagonista dell'incontro al Memoriale della Shoah di Milano in occasione della rassegna La Milanesiana. Un momento organizzato per celebrare il centenario dalla nascita del grande scrittore torinese rendendo omaggio a uno dei suoi capolavori attraverso una maratona di letture. A salire sul palco per leggere il primo brano di Levi, la senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz che spesso nei suoi interventi ha ricordato la capacità di Levi di dare forma letteraria ai suoi pensieri. “Levi scrive ogni cosa, anche i racconti di fantasia, anche le poesie, nel ruolo del testimone", ha spiegato Mauro Covacich, autore del prologo della serata al Memoriale organizzata da Andrea Kerbaker e Marco Vigevani.
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QUI ROMA - IL FESTIVAL EBRAICA

"Kubrick, un padre geniale"

In un’edizione che invita a guardare verso l’alto, il principale protagonista non poteva che essere lui: Stanley Kubrick, il grande regista, sceneggiatore e produttore statunitense che nel ’68 scrisse e diresse quello che è ancora oggi considerato un capolavoro della storia del cinema: “2001: Odissea nello spazio”.
A vent’anni dalla morte e a cinquant’anni dallo sbarco sulla luna, i ricordi della figlia Katharina hanno segnato una delle attrazioni della terza serata di Ebraica, il festival culturale organizzato dalla Comunità ebraica di Roma e curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella, che in questa dodicesima edizione hanno scelto di declinare, attraverso diverse proposte, il tema “Space. The final frontier”.
 

 

QUI TRIESTE

Ullmann e Rilke, le note della Memoria

Sarà la Terrazza del Museo Ebraico di Trieste ad ospitare stasera alle 21 un nuovo appuntamento della rassegna estiva Erev/Laila, giunta alla tredicesima edizione e organizzata in collaborazione con la Comunità ebraica triestina, il suo museo, il Festival Viktor Ullmann e l’Associazione Musica Libera.
Una serata che avrà al centro l’esecuzione di “Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke”, l’ultimo brano che Viktor Ullmann compose nel campo di concentramento di Terezin prima di essere condotto ad Auschwitz, dove sarebbe morto nell’ottobre del 1944.
Fare qualcosa
L’assalto alla carovana dell’ebraismo italiano è iniziato e prosegue imperterrito. Finalmente i rabbanim hanno cominciato a ‘dialogare’ fra di loro, purtroppo nel modo sbagliato, con accuse e contro-accuse, esibendo personalismi accentuati e, fortunatamente, senza alcun frutto per le sorti del nostro ebraismo già disastrato.
Qualcuno ha gettato il sasso nello stagno, ma forse non era il sasso giusto, o lo stagno non era il più adatto. Fatto sta che ora, anche in rete, le prese di posizione pro e contro si sprecano, animate e focose. Abbiamo un altro argomento forte su cui accapigliarci. E se non prendi parte alla diatriba con frasi incendiarie ti si accusa di genericità. Come se la nostra salvezza stesse nel prendere posizione, da una parte o dall’altra, anziché darsi da fare per spingere le parti – tutte le nostre parti – a impegnarsi e a studiare possibili soluzioni.
Dario Calimani, Università di Venezia
Il mattino dei maghi
Nel 1960, Louis Pauwels e Jacques Bergier pubblicano, con Gallimard, Le Matin de magiciens (in Italia: Il Mattino dei Maghi). Un libro affascinante (uno degli autori era un ebreo di Odessa, che francesizzò il cognome Berger) che ebbe una larghissima diffusione nel mondo. Si sosteneva che vi fosse stata sulla terra una civiltà assai avanzata e assai (diciamo) scomparsa. Sull’enciclopedia Treccani, un grande divulgatore italiano (Piero Angela) replicò a queste tesi, sostenendo che se così fosse stato, negli scavi si sarebbe trovato qualche ammennicolo moderno al posto di utensili rudimentali. Chissà perché, mi vien da pensare al Portrait of Jennie, di Robert Nathan, che ebbe anche una fortunata trasposizione cinematografica con Jennifer Jones e Joseph Cotten, dove dominano il mistero e la magia.
Emanuele Calò
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Stücke
Ormai non sono più persone: uomini, donne, giovani, anziani, bambini diversi, con tante storie e provenienze diverse alle spalle fatte di guerre, fughe, fame, pericoli, violenze, morte, ricerche di salvezza e di speranza. Ormai – per l’Europa alle prese con problemi di spazio, di strutture, di organizzazione, di efficienza, di lavoro, di equilibrio sociale, di sovranismo politico, di populistico esclusivismo nazionale – sono solo numeri, anzi solo masse umane indifferenziate e pesanti causa di problemi e pericoli (quali?); per essere storicamente più chiari e precisi: ormai non sono più uomini, sono “Stücke”, pezzi. E a differenza degli Stücke di altra epoca non sono utili al sistema, quindi non sono neppure schiavi. Sono un rifiuto umano, che come i rifiuti solidi la società dei nostri giorni non sa in quale modo eliminare.
David Sorani
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