Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui     22 Giugno 2020 - 30 Sivan 5780 
PAGINE EBRAICHE - DOSSIER CITTÀ DA RIPENSARE 

Fuksas: "Case e città come rifugi sicuri"

Rinchiusi nelle nostre case per diversi mesi abbiamo riscoperto – e siamo stati costretti a farlo – il significato di abitare uno spazio. “Ci ha fatto riscoprire nel profondo cosa vuol dire vivere la casa" spiega Massimiliano Fuksas, tra i più influenti nomi dell'architettura mondiale. "Abbiamo capito che così come l'abbiamo costruita, in molti casi non va bene, non è funzionale. Ed è un discorso che vale in particolare per la porzione della popolazione che in Italia ha superato i 60 anni. Una parte considerevole che andrà ad aumentare significativamente nei prossimi anni: se guardiamo i dati demografici, ci rendiamo conto che nei trent'anni a venire l'Italia perderà quattro milioni di persone e che quasi la metà della popolazione avrà oltre sessant'anni”. Con questi elementi in mano e una pandemia planetaria a scuotere le nostre sicurezze, per Fuksas il primo luogo da ripensare è la casa. “Deve diventare anche una difesa, un health shelter, un rifugio sanitario. Quando ho progettato a Gerusalemme ho previsto un rifugio antimissile e come sapete lì in ogni edificio c'è uno spazio di questo tipo. Partendo da questa idea sono arrivato all'idea di un luogo scudo per la salute”. Un luogo dove, spiega l'architetto, utilizzare la tecnologia per poter controllare “dalla cosa più semplice, la nostra temperatura corporea, all'ossigeno nel sangue, la pressione fino a dati più eleborati”, in modo da costituire un database a disposizione del sistema sanitario – con ogni tutela sulla privacy – che ci permetta di monitorare al meglio il nostro stato di salute. “In questo modo evitiamo di intasare i nostri ospedali. Eventuali malati vengono tenuti sotto controllo a distanza e gestiti in remoto da una struttura territoriale. Solo in casi estremi, se parliamo della pandemia, il paziente deve andare in un covid-hospital. Altrimenti la casa è intesa come un 'no-hospital'”.

A questa rimodulazione dell'abitazione, Fuksas suggerisce inoltre di aggiungere uno spazio intermedio: “Un piano, in una casa di tanti appartamenti, destinato a smart-working, smart-learning, ma anche alla socialità, in particolare al vivere insieme tra generazioni diverse. Un luogo ad esempio dove giovani e anziani si incontrano e dove i secondi aiutano i primi nelle questioni tecnologiche”. Un luogo di solidarietà intergenerazionale. 
Alcune di queste idee Fuksas le ha messe nero su bianco assieme alla moglie Doriana per poi inviarle, sotto forma di lettera, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Abbiamo pensato che sia la figura che rappresenta meglio l'unità nazionale e che può accogliere le proposte, superando le divisioni politiche”.

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IL MEMORIALE DELLA SHOAH DI GERUSALEMME 

Yad Vashem in attesa di una nuova guida,
Avner Shalev lascia la presidenza 

Dopo 27 anni Avner Shalev lascia la presidenza dello Yad Vashem, l'ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme. Lo ha annunciato lo stesso Shalev in una lettera ai dipendenti del Memoriale – punto di riferimento per lo studio della Shoah a livello mondiale – senza esplicitare i motivi ma parlando di una decisione maturata dopo “un approfondito autoesame”. Le sue dimissioni diventeranno ufficiali entro la fine dell'anno e non c'è al momento un nome per il suo successore. 
Durante il mandato di Shalev, lo Ya Vashem ha avuto diverse importanti trasformazioni tra cui la solenne Sala dei Nomi, che raccoglie 4,8 milioni di nomi di vittime della Shoah e rappresenta un oggi un luogo simbolo del Memoriale. Sotto la sua presidenza inoltre è nata la Scuola Internazionale per gli Studi sulla Shoah a Yad Vashem, che forma ogni anno centinaia di insegnanti provenienti da tutto il mondo, così come studenti, giovani e soldati. Durante il suo mandato sono stati aperti anche l'Istituto internazionale per la ricerca sulla Shoah e il nuovo Museo di Storia della Shoah.

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LA NUOVA PUNTATA DI "PAGINE DI LETTERATURA" CON ALBERTO CAVAGLION

Thomas Mann e l'ipnosi del mago dittatore

In Mario e il mago (pubblicato nel 1930) Thomas Mann (nell'immagine) fa “un apologo politico che dice moltissimo non solo in merito alla psicologia del dittatore, la sua capacità di incantare le persone” ma soprattutto racconta della “nostra disponibilità a rimanere incantati dal fascino del Mago Cipolla di turno, dell'imbonitore della politica”. Una lezione profondamente attuale, spiega il critico letterario e storico Alberto Cavaglion nella nuova puntata della rubrica audio “pagine di letteratura”. Soffermandosi sul breve testo di Mann, Cavaglion spiega il segno lasciato da quelle pagine nella cultura antifascista italiana, ricordando il ruolo di chi ebbe il merito di tradurre in italiano l'opera del celebre scrittore tedesco, la germanista Lavinia Mazzucchetti.

Ascolta qui la puntata

NEL VIDEOPILPUL DI QUESTA SERA, A COLLOQUIO CON MILENA SANTERINI

Lotta all’antisemitismo, si insedia la commissione

Avrà il compito di coadiuvare la coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, la professoressa Milena Santerini (nell’immagine), il gruppo tecnico di lavoro per la ricognizione sulla definizione di antisemitismo dell’Ihra che si insedia quest’oggi a Palazzo Chigi.
L’insediamento arriva dopo mesi di intenso lavoro durante i quali, portando il confronto anche in sede europea e internazionale, sono stati analizzati i principali temi su cui si focalizzerà l’attenzione del nuovo organismo.
Del tema si parlerà anche nel videopilpul che sarà trasmesso questa sera alle 22.30 sui canali social UCEI e Pagine Ebraiche e disponibile in audio nella sezione “Pagine Ebraiche da ascoltare”.

NEL VIDEOPILPUL ANDATO IN ONDA IERI SERA

Gli italiani e la fiducia nei leader:
Merkel in testa, Macron in recupero

A livello di leadership internazionali nessuna riscuote un’ampia fiducia tra gli italiani. Angela Merkel risulta essere la più popolare, ma con solo il 30% di fiducia. Segue Putin che supera Von der Leyen, la quale soffre l’impopolarità delle istituzioni europee di questo periodo. Accenna a un recupero d’immagine Macron, mentre Trump, Johnson e Xi Jinping rimangono a un livello molto basso. Sul piano delle alleanze, la preferenza rimane per l’Europa, ma non sono pochi gli italiani che vedrebbero di buon occhio legami più stretti con Stati Uniti, Cina o Russia.
È quanto rivela l’ultima indagine di Swg sugli italiani e la crisi socio-economica. Ne abbiamo parlato insieme al direttore di ricerca Riccardo Grassi nel videopilpul trasmesso ieri sera.

SUL NEW YORK TIMES IL PROGETTO DEL MUSICISTA FRANCESCO LOTORO

Una casa di musica e Memoria 

Da oltre trent’anni Francesco Lotoro ha una missione. Far rivivere la musica scritta nei lager nazisti e in altre esperienze di internamento e morte tra Europa, Asia, Africa. Una ricerca che l’ha portato ad accumulare un ingente archivio di materiale e a coltivare il progetto della cittadella della musica concentrazionaria che ha l’obiettivo di far sorgere nella sua Barletta.
Un progetto ambizioso sul quale continua ad essere alta l’attenzione mediatica. Ultimo in ordine di tempo a parlarne è il New York Times, con un lungo articolo dedicato al musicista pugliese e alla sua determinazione nel portare avanti questa sfida.

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Non tira una bella aria
Non tira una bella aria. Intanto, muoiono i giganti. Penso naturalmente a Sternhell. E noi restiamo soli, nella mediocrità. Poi dilaga il razzismo, gli episodi di violenze si susseguono naturalmente negli Stati Uniti, ma anche da noi, in Europa, in Italia. Ogni giorno un nuovo episodio, alla fine ci abitueremo e il razzismo ci sembrerà normale. I giornali sovranisti pubblicano lettere di odio verso “gli stranieri”. Si ripropone Malaparte e dietro di lui l’antisemita Telesio Interlandi. Mussolini e il regime fascista sono sempre più presenti. Attraggono. Rispetto al razzismo della società americana, queste sono sciocchezze. Ma provate a metterle tutte insieme e vi sentirete come quando sta per scatenarsi una tempesta. No, non tira una bella aria.
Anna Foa
Oltremare - Mancanze
Di tutte le cose che mi mancano in questa epoca pestilenziale (e sono molte, moltissime, non avrebbe senso farne una lista), una parecchio ovvia è il cinema. Cinema inteso come luogo fisico dotato di: entrata, casse, banconi con pop corn e altre nefandezze discutibilmente mangiabili, sale, sedie e soprattutto, altri umani. D'accordo, ci siamo abituati a tutto. Festival del cinema che saltano, produzioni che si interrompono, l'intero settore non solo del cinema, ma di tutta la cultura intesa come qualcosa che mette persone in uno stesso luogo dove possono fruire di una produzione artistica quale che sia, azzerato. Davanti alla Knesset si sono accampati i gestori dei club più importanti d'Israele e hanno anche tentato uno sciopero della fame. 
Daniela Fubini
Controvento - Terapie alternative
Sembra un’epoca remota, quella in cui lo spinello era fuorilegge, la cannabis considerata alla stregua delle droghe pesanti e il suo consumo punito severamente; almeno nelle intenzioni, perché nella realtà tra i giovani la marijuana è sempre circolata.
Ma la liberalizzazione ha prodotto un effetto di marketing che supera ogni previsione, e ora la canapa (da cui derivano sia la marijuana che l’hashish) viene venduta in farmacia come panacea per ogni sorta di malanno, creme contro la psoriasi, pillole e chewing gum per regolare il sonno e l’ansia, persino gocce per prevenire il mal d’auto nei gatti.
Viviana Kasam
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