Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui      7 Luglio 2020 - 15 Tamuz 5780
OGGI L'AUDIZIONE DELL'AMBASCIATORE EYDAR ALLA CAMERA

Israele tra crisi sanitaria e fragili equilibri geopolitici

Per il momento non rallenta la presa il coronavirus in Israele: la curva dei contagi continua a salire di giorno in giorno. Nelle scorse 24 ore sono stati superati i 1000 casi quotidiani e il governo sta cercando di correre ai ripari prendendo nuove severe misure. E vista la gravità della situazione la Knesset ha votato per depotenziare i suoi stessi poteri, abbreviando il processo legislativo e dando la possibilità all’esecutivo di aggirare la necessità di un’approvazione parlamentare preventiva sulle decisioni relative al Covid. Secondo la nuova norma - valida fino al 6 agosto - il governo può dichiarare lo stato di emergenza senza l’approvazione della Knesset quando ritiene “che ci sia un rischio reale che il virus si diffonda e ponga gravi danni alla salute pubblica se non si interviene”. La legge può essere cancellata da una maggioranza parlamentare e si prevede l’obbligo per il governo di annullare lo stato di emergenza se le circostanze che lo giustificano cessano di sussistere. L’auspicio è che la situazione torni nel breve periodo sotto controllo ma la politica al momento è sotto accusa.
Intanto sul fronte internazionale - dalla Gran Bretagna all’Italia, con l’audizione odierna alla Camera dell’ambasciatore israeliano Dror Eydar - continua la discussione in merito al piano di annessione di alcuni territori della Cisgiordania promosso dal Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Un piano per il momento sospeso e criticato, tra gli altri, da Egitto, Francia, Germania e Giordania che in un comunicato congiunto hanno definito ogni annessione “una violazione del diritto internazionale” e dichiarato che non la riconosceranno. Anche il Premier britannico Boris Johnson in queste ore ha ribadito le sue riserve parlando con telefonicamente con Netanyahu. Da parte israeliana, l’ufficio del capo del governo di Gerusalemme ha fatto sapere che “il premier Netanyahu ha chiarito che Israele è pronto a condurre i negoziati sulla base del piano di pace del presidente Trump, che è creativo e realistico e non tornerà alle formule fallite del passato”.

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LA CONVERSAZIONE CON LO SCRITTORE FRANCESCO CATALUCCIO 

"L'ebraismo ce lo insegna: la miglior difesa è l'ironia"

Chiuso nella sua casa di Milano durante il lockdown, lo scrittore Francesco Cataluccio ha osservato con attenzione l’Italia e gli italiani alla prova con questa sfida. Ne è nato un saggio, In occasione dell’epidemia (ed. Casagrande), che è molto più di un diario dalla crisi. Un testo profondo ricco di riferimenti autobiografici e letterari. In copertina un emblematico disegno di Franz Kafka.

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PAGINE DI STORIA CON ANNA FOA 

Scholem e il misticismo di Shabbatai Zevi

La capacità di fare scelte scomode, di studiare personaggi considerati controversi o realtà lontane dalla propria visione del mondo per poter andare a fondo delle questioni, per poter comprendere la complessità dell’animo umano. Gershom Scholem aveva questa capacità, spiega la storica Anna Foa nell’ultima puntata di “pagine di storia” incentrato sulla celebre opera dedicata a Shabbatai Zevi dal grande studioso e filosofo israeliano. Zevi è una figura controversa nella storia ebraica: considerato da alcuni contemporanei il messia, viene analizzato da Scholem – figlio della scuola razionalista – con occhi critici e allo stesso con empatia e mai disprezzo.

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IL CONFRONTO ORGANIZZATO DALL'AMERICAN JEWISH COMMITTEE 

Dal negoziato con Israele ai rapporti con l'ebraismo:
impegni e sviste della diplomazia vaticana

“Stiamo attraversando un momento di grandi conflitti, anche in Medio Oriente. Tutto questo sta creando un’atmosfera in cui diverse forme di discriminazione potrebbero imporsi. Dobbiamo lavorare per cambiare i cuori, ad ogni livello”. È l’opinione del “ministro degli Esteri” della Santa Sede, il segretario per i Rapporti con gli Stati Paul Gallagher. L’arcivescovo inglese è stato ospite di un dietro le quinte sulla diplomazia vaticana organizzato dall’American Jewish Committee con la partecipazione del rabbino David Rosen, direttore internazionale degli affari interreligiosi dell’Ajc, e la moderazione della giornalista Lisa Billig, rappresentante Ajc in Italia e di collegamento presso la Santa Sede. 
Deludenti alcune risposte dell'esponente vaticano. In particolare sulla cooperazione con Israele, ancora a un livello non soddisfacente. E inoltre sulla mancata adozione, ad oggi, della definizione operativa di antisemitismo formulata dall’International Holocaust Remembrance Alliance.

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Rassegna stampa

Guerra a distanza
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Se l'Anpi abbraccia il populismo
Si sapeva, con strazio, che l’Anpi romana non coltivava nei riguardi della situazione israelo-palestinese il senso della misura. E ce ne siamo sempre rammaricati. Ora, a condividere quello strabismo ci si mette anche l’Anpi nazionale, con le parole per nulla equidistanti e pacificatrici della sua presidente, Carla Nespolo.
Come spesso accade, nelle prese di posizione di troppa sinistra manca il senso dell’imparzialità, o quanto meno dell’obiettività, che forse potrebbe moderare le posizioni delle parti e stimolarle verso un incontro dialogico e politico.
Dario Calimani
La legge francese contro l'odio sul web
Con la cosiddetta “Loi Avia” (dal nome della proponente Laetitia Avia) promulgata quale Legge n° 2020-766 del 24 giugno 2020 mirante a lottare contro i contenuti d’odio su Internet, la Francia raccoglie il testimone di un’analoga disciplina tedesca, la Netzwerkdurchsetzungsgesetz, e compie dei passi concreti per uscire dalla mera retorica per tentare di difendere i soggetti oltraggiati sul web. 
Emanuele Calò
Istantanee di un periodo difficile
I quattro mesi e mezzo che per liete vicende familiari (la nascita del mio primo nipote) ho trascorso con mia moglie in Israele dalla metà di febbraio all’inizio di luglio sono coincisi con il periodo più drammatico dell’epidemia di Covid-19 in Italia e in Europa: un’occasione non comune per osservare gli eventi italiani sottoposti al vaglio della popolazione e dei media israeliani, e contemporaneamente per cogliere alcuni elementi significativi della situazione e delle reazioni che il contagio ha provocato in Israele.
David Sorani
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