
Rassegna stampa
Libano senza governo
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Disonestà istituzionalizzata

Sia chiaro, la richiesta e la riscossione del bonus da seicento euro da parte di alcuni parlamentari – tre o cinque che siano ha poca importanza – sono, a quanto sembra, assolutamente lecite e a termini di legge. Nessuno rischia il processo, nessuno andrà in galera. Eppure, lo scalpore che la notizia ha suscitato non appare del tutto ingiustificato. Lo scandalo riportato dalla stampa dice, quanto meno, che l’opinione pubblica non è ancora assuefatta al malcostume e alla mancanza di etica rappresentata da certa politica. E questa è una buona notizia. Siamo ancora capaci di indignazione. Ma non basta.
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Doppia lettura

Giorni addietro, la presidentessa di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che si distingue per originalità e spirito d’iniziativa, si è pronunciata sulla canzone ‘Imagine’ di John Lennon, definendola “un inno all’omologazione mondialista”, il cui testo, invero, auspica che non vi siano più religioni, Paesi e proprietà, affinché non vi sia nulla che porti ad uccidere oppure a morire. Il testo da una parte è immaginifico, perché totalmente staccato dalla realtà, dall’altra è crudamente realistico, perché cita le ragioni principali della violenza e dell’odio. Indica, inoltre, uno scopo, che è quello di disinnescare le motivazioni che portano a morire oppure ad uccidere.
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Israele, democrazia viva

È da tempo sotto gli occhi preoccupati di noi tutti la difficile situazione di Israele, alle prese con la seconda ondata di una pandemia non più sotto controllo e con le continue, pesanti proteste popolari contro un governo non in grado di fornire direttive sicure utili a favorire una diminuzione del contagio. Le risposte dell’esecutivo appaiono ondivaghe e incerte, incapaci di scegliere tra una chiusura decisa, volta a ridurre drasticamente i contatti interpersonali, e qualche misura mirata per evitare i danni economici che deriverebbero da un nuovo lockdown.
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L’Unione e le risposte ai giovani

A proposito di sinagoghe aperte solo nel periodo estivo, quella di Anzio, come scriveva Giulio Disegni, è forse una delle più importanti, storica direi. Da ormai svariati decenni poco meno di un centinaio di ebrei, tra uomini, donne e bambini, possono quindi fare tefillah tutti i giorni in un’atmosfera davvero festiva ed allegra. Età media forse la più bassa in assoluto, non più di trenta, minhag strettamente sefardita/libico, ma frequentato naturalmente dai romani e quei pochi ashkenaziti presenti sul posto. Ricco il kiddush che, pur rispettando le norme del covid con il necessario distanziamento e mascherina obbligatoria, non poteva mancare. Sefer Torah dedicato “agli ebrei americani caduti durante lo sbarco di Anzio del 22 gennaio 1944”.
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