IL PAESE IMPEGNATO A VACCINARE LA FASCIA TRA I 12 E I 15 ANNI
Israele, preoccupa la variante delta
“Valutiamo la chiusura dell'aeroporto”

La variante delta del coronavirus preoccupa le autorità sanitarie di tutto il mondo. Dall'Italia a Israele l'emergere di focolai viene tenuto sotto stretta osservazione. E in particolare in Israele, dove la situazione è sotto controllo, ma si pensa ad introdurre nuove restrizioni per prevenire la diffusione della variante. Il ministero della Salute israeliano ha spiegato in queste ore di aspettarsi un aumento dei positivi al covid-19 dai 300 attuali - già in crescita rispetto a pochi giorni fa - a 500-600 per la prossima settimana. L'impegno della autorità è concentrato sull'intensificare la vaccinazione dei minori come argine alla proliferazione del virus. L'obiettivo è raggiungere le 25mila vaccinazioni al giorno dei giovani tra i 12 e 15 anni. A loro si è rivolto il Primo ministro Naftali Bennett di recente. “So quanto volete godervi l'estate, e potrete farlo. Non vogliamo imporre alcun limite: né alle feste, né ai viaggi, né a niente. Ma proprio per questo, se non volete avere limitazioni, andate oggi stesso a farvi vaccinare. Parlate con i vostri genitori e fatevi vaccinare”, l'esortazione di Bennett. Per il momento però l'obiettivo dei 25mila non è stato raggiunto, e nelle ultime 24 ore sono state somministrate a quella fascia d'età circa 10mila dosi.
Intanto si pensa anche di agire sugli ingressi e le uscite dal paese, intervenendo sull'aeroporto Ben Gurion.
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IL PROGETTO IN AFRICA DEL TEAM DI CICLISMO ISRAEL START-UP NATION
“Da Israele al Ruanda, le nostre bici
per dare forza al cambiamento”

Per qualcuno la bicicletta è come una seconda casa, l’estensione del proprio domicilio: casse di ananas, pacchi, utensili. Un mezzo essenziale per la sopravvivenza.
Ma anche, o forse anche per quello, lo sport più amato nel Paese.
Racing for Change racconta la realtà del ciclismo in Ruanda da una prospettiva davvero speciale: quello della Israel Start-Up Nation, l’unica squadra del World Tour che nel maggio scorso ha partecipato alla corsa nazionale a tappe. Una delle competizioni sportive più importanti del continente africano, con centinaia di migliaia di persone sulle strade e un entusiasmo notevole, a tratti travolgente, anche in tempo di Covid.

La presenza del team israeliano, impegnato in queste settimane nel suo secondo Tour de France, aveva un significato ulteriore. Correre per un piazzamento in gara ma anche e soprattutto, come evoca già nel titolo questo intenso documentario, disponibile anche online, “per il cambiamento”.
Kwibuka scritto su ogni muro: l’equivalente dell’ebraico Zakhor, ricorda. E un numero accanto, 27. Quanti gli anni che sono trascorsi da una delle più gravi atrocità mai compiute.
“Entrambi i nostri popoli hanno subito un genocidio. Questa è una gara molto importante per noi. È anche un monito: ci ricorda che lo sport può e deve fare molto di più” sottolinea Sylvan Adams, il patron della Israel Start-Up Nation, durante una toccante visita a uno dei luoghi della memoria.
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IL DOCUMENTARIO IN ONDA QUESTA SERA SUA RAI3
L’ufficiale e l’ebrea perseguitata:
una storia d’amore e coraggio

Novembre 1942. Due destini si incrociano in un villaggio nel Sud-est della Francia occupato dall’esercito italiano. Tra l’ufficiale Federico Strobino e Rima Dridso Levin, un’ebrea di origine russa che accanto alla sorella Vera ha attraversato l’Europa per mettersi in salvo dai nazisti, è amore a prima vista. In quel contesto di relativa calma, al sicuro dai tedeschi e da Vichy, nasce un sentimento. E dopo nove mesi anche un bambino: Mario.
Arriva poi l’otto settembre: lo scenario cambia, gli eventi precipitano. Strobino è costretto al ritorno in Italia, a Borgosesia. Lo accompagnano le due donne e il loro figlioletto. Il pericolo incombe ovunque, ma l’ufficiale riesce nell’impresa di salvare tutte e tre le persone care. L’amore con Rima poi finirà. Ma senza nulla togliere alla forza e all’intensità di questa vicenda.

A raccontarla il documentario “Dove danzeremo domani?” della regista Audrey Gordon, prodotto da Zenit Arti Audiovisive e Nilaya Productions, con testi e consulenza scientifica dello storico Alberto Cavaglion.
In onda stasera alle 23.05 su Rai3, con proiezione in anteprima domenica alle 21.15 al Cinema Massimo di Torino, si basa sul carteggio messo a disposizione dal figlio. “Un testo meraviglioso, straordinariamente ricco di spunti”, commenta Cavaglion.
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QUI ROMA
Storia e tradizioni ebraiche,
l’esercito visita la sinagoga

Ha preso avvio quest’oggi un progetto che nelle prossime settimane condurrà i militari dell’esercito italiano impegnati a presidiare le istituzioni ebraiche in visita al Museo ebraico e al Tempio Maggiore di Roma. A dare il benvenuto ai militari accompagnati dal generale Liberato Amadio, comandante di brigata dei Granatieri di Sardegna che attualmente dirige l’operazione “Strade sicure”, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, l’assessore alla sicurezza della Comunità romana Alberto Ouazana, il responsabile nazionale per la sicurezza UCEI Gianni Zarfati e il responsabile a livello comunitario David Caimi.
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DEMENZA DIGITALE
L’odio contro Israele corre sui social
C'è chi tifa per il movimento terroristico di Hamas e chi sceglie di dipingersi sulla suola la bandiera israeliana per calpestarla. Sui social network si dà libero sfogo all'odio, con bersaglio Israele. Da una parte la scrittrice Michela Murgia, dall'altra l'influencer Tasnim Ali. La prima ha pubblicato su Instagram una propria conversazione privata: un utente le chiede il suo pensiero sul conflitto tra israeliani e palestinesi, premettendo di sapere che è una questione complicata. “Non è affatto complicato. La penso come Hamas”, la sconcertante replica della scrittrice. Sempre su Instagram, Tasnim Ali, figlia dell'imam della moschea della Magliana a Roma, descritta come stella di Tik Tok, ha invece pubblicato un video girato a Milano che la ritrae calpestare la bandiera israeliana disegnata sotto le scarpe. Sia Murgia sia Ali hanno cancellato i rispettivi post, duramente criticati dal mondo ebraico, da Milano e Roma, e da diversi giornali.
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Blinken a Roma
 Gli incontri che il Segretario di Stato americano Antony Bliken ha avuto a Roma nei giorni scorsi con vari esponenti politici hanno avuto una notevole importanza perché, tra l’altro, hanno chiarito quale sarà la politica USA verso il Medio Oriente nel prossimo futuro. In questo quadro particolare rilievo ha avuto l’incontro con il neo-ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid perché non solo è stata riaffermata la tradizionale garanzia americana verso la sicurezza di Israele, ma sono anche state pronunciate da parte israeliana parole non consuete in questo tipo di incontri. Lapid ha infatti detto, tra l’altro, che “negli ultimi anni sono stati commessi errori. La posizione bipartisan di Israele è stata colpita. Ripareremo insieme questi errori”.
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Spuntino - Di festa fuori posto
 L'abito fa il rabbino? Rabbi Yochanan diceva che i vestiti onorano chi li indossa (TB Bava Kama 91b). Rabbi Pinchas Horowitz Ba'al Ha-Haflaà di Francoforte, nella sua città di residenza usava vestirsi in maniera dozzinale ma quando viaggiava si distingueva per la sua impeccabile eleganza. Un giorno i suoi fedeli gli chiesero se non potessero anche loro godere della decorosa apparenza esteriore che il rabbino stesso adottava regolarmente altrove visto che certamente si addiceva meglio ad una persona rispettabile come lui.
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