Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui   16 Aprile 2023 - 25 Nissan 5783

DOPO LA DECISIONE DELL'AGENZIA DI RATING MOODY'S 

Israele e la riforma della Giustizia,
gli economisti chiedono un compromesso 

L'attesa è per fine aprile quando la Knesset tornerà ufficialmente al lavoro. Per allora il presidente d'Israele Isaac Herzog spera di riuscire a trovare un compromesso sulla riforma della giustizia del governo Netanyahu. Presso la sua residenza a Gerusalemme in queste settimane Herzog sta ospitando le diverse delegazioni dei partiti di maggioranza e opposizione con l'obiettivo di raggiungere un'intesa sulla contestata riforma. “È un potenziale momento costituzionale”, le sue parole in una recente intervista ai media internazionali. “Un momento in cui possiamo indirizzare Israele ad avere una struttura più forte e solida”. Al momento la maggioranza guidata dal Premier Netanyahu ha sospeso l'approvazione della revisione - volta in particolare a limitare il potere della Corte Suprema - dopo le proteste che hanno coinvolto realtà molto diverse della società israeliana. Proteste che proseguono a Tel Aviv dove nel fine settimana è andata in scena per la quindicesima volta un'altra manifestazione contro il governo. Quest'ultimo ha preparato il terreno per poter approvare in una giornata il pacchetto delle riforme e potrebbe accadere nel caso in cui i negoziati dovessero fallire. Herzog a riguardo ha detto di “non essere un ingenuo” e di essere dunque consapevole della fragilità dei negoziati. “Ma c'è ancora una possibilità”, la sua valutazione. 
Nel frattempo a preoccupare il mondo economico del paese è arrivata la decisione dell'agenzia di rating Moody's di abbassare l’outlook sul debito israeliano da “positivo” a stabile, affermando che le riforme previste potrebbero indebolire le istituzioni del paese. “Il modo in cui il il governo ha tentato di attuare una riforma ad ampio raggio senza cercare ampio consenso indica un indebolimento della sua solidità istituzionale e della prevedibilità politica”, si legge nel comunicato di Moody’s. “Di conseguenza, i rischi sul rating di Israele portano a un outlook stabile”. L'agenzia internazionale di valutazione del credito ha mantenuto però il rating ad A1. 

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IL DOSSIER "VARSAVIA 1943"

La Torah nei giorni più bui

Il rabbino Kalonymus Shapira, noto come il Rebbe di Piaseczno, nacque in Polonia nel 1889 in una famiglia di antica tradizione chassidica che poteva vantare fra i suoi antenati illustri Maestri fra cui Rabbi Elimelekh di Lizensk, il Veggente (Chozeh) di Lublino, il Magghid di Koznitz. Il padre, Rabbi Elimelekh di Grodzisk, autore di Imré Elimedi lekh e Divré Elimelekh, morì quando Shapira aveva appena tre anni. Pure la madre, Channah Berakhah, esercitò una notevole influenza nella comunità chassidica locale. Mondo in cui anche il figlio presto si sarebbe distinto per la qualità degli studi e l’intensità dell’azione educativa. Fondando ad esempio, in onore del suocero morto da poco, una yeshivah. La più grande scuola religiosa ebraica dell’intera Polonia nel periodo che precedette la seconda guerra mondiale. Un Maestro e una guida anche nell’abisso, nei giorni più bui dell’e braismo polacco ed europeo. Quando a Varsavia venne istituito il ghetto continuò infatti a guidare i suoi discepoli, adoperandosi sia spiritualmente che materialmente. Deportato nel “campo di lavoro” di Trawniki, fu poi fucilato insieme ad altri compagni di prigionia.
Nuovi responsi di Torà dagli anni dell’ira è il testo che contiene le sue omelie di quel drammatico periodo, pubblicato in Italia da Giuntina.

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IL DOSSIER "VARSAVIA 1943"

Arte e Memoria, le strade del ricordo

Tra annichilimento e impegno etico si pone, fin dal titolo, il libro che Laura Quercioli Mincer (A testimoni il cielo e la terra. Arte, nazione e memoria in Polonia e in Germania. 2002-2020, Genova University Press 2023, 263 pp., libro open access) dedica con rigore e passione al rapporto tra arte e memoria: è il richiamo a un passo del Deuteronomio che guida ad un agire benedetto dalla consapevolezza: “Io chiamo a testimoni per voi oggi il cielo e la terra; io ho posto davanti a voi la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli la vita, onde viviate tu e la tua discendenza”.
Sulle possibilità di questa proiezione etica verso il futuro vengono interrogati artisti (conbrevi incursioni in Italia e Israele) dei paesi dell’Europa centrale che sono stati irrimediabilmente segnati dalla violenza: terre “contaminate” – così le definisce Martin Pollack nel libro dedicato alla spettrale geografia del rimosso – da guerre logoranti, aggressioni sanguinose, conflitti e vittime, ma soprattutto regioni nelle quali si è consumata gran parte della esperienza centrale e traumatica della Shoah. Secondo la contestata definizione di Raul Hilberg polacchi e tedeschi hanno avuto atteggiamenti diversi rispetto alla carneficina: la Polonia si è voluta considerare con zelo autoassolutorio Paese dei testimoni, la Germania, inevitabilmente, il Paese dei perpetratori, ma in entrambi è stata forte la tentazione di dimenticare la vergogna dello sterminio.

Roberta Ascarelli

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L'INIZIATIVA DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI PISA ASSIEME ALL'ANPI LOCALE

Ricordando Carlo Cammeo,
giovane vita spezzata dal fascismo

Aveva 24 anni Carlo Cammeo quando una squadraccia fascista lo uccise nel cortile della scuola elementare di Pisa in cui insegnava. Segretario cittadino del partito socialista, nato a Tripoli ma formatosi nell’ateneo locale, Cammeo era ebreo. Sulla sua tomba una falce e martello su di un libro aperto commemorano, insieme a una targa, una delle prime vittime “per sicaria mano fascista” di quella drammatica stagione di violenza. Era il 13 aprile del 1921.
A farne memoria un evento promosso dalla Comunità ebraica pisana insieme alla sezione provinciale dell’Anpi. “Cammeo è stato assassinato 102 anni fa nel giardino della scuola dove insegnava, e nonostante sia trascorso più di un secolo il messaggio del suo sacrificio è oggi più che mai attuale e carico di significato”, la riflessione posta in apertura di cerimonia dal presidente della Comunità ebraica Maurizio Gabbrielli. Ad essere spezzata dai fascisti una vita che si era dedicata “ai valori dello studio” e che fu sacrificata “a quello della libertà, così come testimonia il suo epitaffio; a sintesi di questo tutt’oggi si possono vedere sulla sua tomba i simboli dei principi che ressero la sua esistenza: un libro aperto, che rappresenta l’amore per lo studio e per la sua professione di maestro, e una falce e martello, a testimonianza della sua fede politica”. Forse, è stato evidenziato, l’unica testimonianza in Italia “di questi simboli incisi su una pietra tombale in un cimitero ebraico”. 

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DAFDAF - IL GIORNALE EBRAICO DEI BAMBINI

La maratona del mare salato

Presentando il numero 139 di DafDaf scrivevamo, citando la rubrica che Adam Smulevich dedica allo sport: "Una maratona unica al mondo, che si corre nella depressione più profonda della Terra, circondati da un deserto arido e suggestivo e lambendo acque con una salinità da primato. La Maratona del Mar Morto è considerata una sorta di antipasto rispetto a un’altra corsa sempre più internazionale, la Maratona di Gerusalemme. Ogni mese di marzo essa richiama un gran numero di podisti in Israele (all’incirca 10mila), con un passaggio anche all’interno delle strade della Città Vecchia". Una felice tradizione confermata anche quest'anno. 
E un'ottima scusa per ricordare ai giovani lettori che il nome corretto sarebbe “corsa di maratona”, una gara che si disputa sulla distanza di 42,195 km, la cui origine è legata alla storia della battaglia di Maratona quando nel 490 AEV l’esercito persiano, sbarcato sulla costa greca per una spedizione contro Atene, si attestò nell'omonima località. Buona lettura!

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