Una donna determinata, a tratti impulsiva, votata ad aiutare gli altri, anche nei momenti più bui della persecuzione. Elena Di Porto rappresenta una figura di grande fascino, a lungo rimasta nell'ombra, richiusa in una definizione negativa: “Elena la matta”. Ma “Elena era tutt'altro che folle. Era una donna coraggiosa, capace di prendersi la responsabilità di intervenire in soccorso delle vittime dell'ingiustizia fascista. Un personaggio che sta riemergendo, profondamente radicata nella realtà”, ha sottolineato Gaetano Petraglia, funzionario archivista presso l'Archivio Centrale dello Stato e soprattutto autore di La matta di piazza Giudia (Giuntina). Libro presentato in queste ore al Salone del Libro di Torino. Un evento a cura dell’editore Giuntina, in collaborazione con la Comunità ebraica della città e la redazione di Pagine Ebraiche con protagonisti Petraglia in colloquio con il giornalista Guido Vitale e la psicoterapeuta Caterina Di Chio.
Un'iniziativa partecipata, parte di un programma del Salone del Libro che come da tradizione tiene in grande considerazione le tematiche legate al mondo ebraico. Tra gli appuntamenti di giornata il confronto “Il discorso d'odio online. Antisemitismi, razzismi, forme di discriminazione e le Linee Guida per il contrasto all’antisemitismo”, a cura del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione con gli interventi della professoressa di pedagogia Milena Santerini, del vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni e Stefano Pasta, ricercatore e studioso di hate speech.
Oltre all’appuntamento organizzato con Pagine Ebraiche, la Comunità ebraica di Torino – nel solco del Salone – organizza poi la presentazione di Un posto sotto questo cielo di Daniele Scalise, romanzo dedicato al caso di Edgardo Mortara. A dialogare con l’autore nel centro sociale comunitario (ore 18.00, Piazzetta Primo Levi), Elèna Mortara, docente dell’Università di Roma Tor Vergata, il presidente della Comunità Dario Disegni e il presidente dell’Associazione Italia-Israele di Torino Dario Peirone.
Lo scorso 14 aprile l’agenzia di rating Moody’s ha annunciato di avere modificato negativamente la sua valutazione del merito di credito dello Stato di Israele e, più in generale, il suo giudizio sulle prospettive dell’economia israeliana: il rating del debito pubblico israeliano è rimasto al livello A1, che è elevato nel confronto internazionale, ma le “prospettive” del rating, che prefigurano possibili mosse future dell’agenzia, sono passate da “positive” a “stabili” (il gradino successivo è “prospettive negative”). L’agenzia ha motivato il provvedimento con l’indebolimento della “governance” del paese, ossia la “buona gestione”: a preoccupare l’agenzia vi è sia il contenuto della riforma del sistema giudiziario promossa da Netanyahu, che sottomettendo il potere giudiziario al Governo e al Parlamento renderebbe Israele meno affidabile e appetibile per gli investitori, sia la modalità non maggioritaria e non consensuale con cui la nuova legislazione è in corso di approvazione. Tale modalità “coercitiva” starebbe minando la solidità delle istituzioni e rendendo le politiche e l’azione del Governo meno prevedibile.
DAFDAF E LA COLLABORAZIONE CON IL GIORNALE LO SPUNK
Rileggere insieme la Costituzione
Continua sul numero 140 la collaborazione tra DafDaf e Lo Spunk, il giornale diretto da Milena Monti con cui il giornale ebraico dei bambini condivide anche l’attenzione a diritti e doveri.
La rubrica de Lo Spunk dedicata alla Costituzione è curata da Martina Brigandì e si intitola "Diritto a merenda". Spiega - un articolo per volta - i principi fondamentali di quella che è stata una delle più significative imprese dell’Italia democratica, entrata in vigore nel ‘48 e ancora oggi punto di riferimento irrinunciabile per la difesa dei valori di pace, libertà e progresso che vi sono affermati.
IL VETERANO USA CHE NEL 1944 AVEVA COMBATTUTO IN ITALIA
Martin Adler (1924-2023)
È scomparso all’età di 99 anni Martin Adler, veterano dell’esercito Usa che aveva combattuto per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. La sua storia, raccontata dal giornalista Matteo Incerti nel libro “I bambini del soldato Martin”, aveva emozionato tanti nel mondo.
Nell’ottobre del ’44, mentre si trovava nel Comune bolognese di Monterenzio, da una cesta erano sbucati tre bambini. L’incubo della guerra, almeno per loro, era finito. A esprimere questa speranza anche una foto, scattata negli istanti successivi: un momento rimasto indelebile nella memoria di tutti e quattro. Settantasette anni dopo, nell’agosto del 2021, i fratelli Bruno, Giuliana e Mafalda Naldi e il loro liberatore erano tornati a incontrarsi per la prima volta da quando avevano fatto reciproca conoscenza in tempo di guerra. Una giornata speciale il cui artefice era stato proprio Incerti, prematuramente mancato lo scorso anno. “Oggi – il commento di Adler – ho realizzato un sogno”.