CANDIDATURE DA PRESENTARE ENTRO IL 16 GIUGNO

Direttore delle testate editoriali, il bando UCEI

L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha lanciato un bando, con scadenza al 16 giugno per la presentazione delle candidature, dedicato alla ricerca e selezione di un direttore per le testate editoriali UCEI. La figura ricercata, si annuncia, "ha una solida e comprovata esperienza nel campo del giornalismo e delle pubblicazioni editoriali, unita a una profonda conoscenza della cultura ebraica". E ricoprirà "il ruolo di responsabile diretto della pianificazione e del coordinamento della comunicazione editoriale dell’Ente UCEI, nonché della gestione delle testate giornalistiche dell’Ente, inclusi notiziari, riviste e pubblicazioni online; avrà inoltre il compito di organizzare e garantire i servizi di rassegna stampa dei quotidiani e quelli dell’Ufficio Stampa UCEI".

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LA GRANDE ESERCITAZIONE MILITARE IN ISRAELE

“Da Nord a Sud, siamo pronti su ogni fronte”

Non è inusuale che in Israele si tengano grandi esercitazioni militari. A volte capita di vedere incolonnati veicoli dell'esercito che si spostano da un luogo all'altro del paese. Operazioni normali in uno Stato in cui il tema della sicurezza è in cima all'agenda. E in questo quadro rientra la grande esercitazione su larga scala - una delle più complesse degli ultimi anni - lanciata in questi giorni della durata di due settimane, che simula una potenziale guerra su più fronti. Un'indicazione di quale sia la preoccupazione per il futuro dei vertici militari e di governo israeliani. L'esercitazione generale, iniziata la scorsa settimana, simula il combattimento in aria, in mare, via terra e nel cyberspazio. Le forze regolari e di riserva, di tutti i comandi, vi stanno prendendo parte, “il tutto per aumentare la competenza e la prontezza per una campagna prolungata”.

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IL CONVEGNO PROMOSSO DA UCEI E FONDAZIONE BENI CULTURALI EBRAICI IN ITALIA

Ebrei di Libia, le storie da ricostruire
e le ingiustizie da sanare

Il 5 giugno del 1948 prendevano il via in Libia tumulti e disordini antiebraici drammaticamente intensi. L’atto da cui avrebbe avuto inizio il progressivo esodo degli ebrei dal Paese, conclusosi poi in modo definitivo nel giugno del ’67. A 75 anni da quei fatti Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia hanno organizzato un pomeriggio di approfondimento nella sede della Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano a Roma.
Il primo tassello di un percorso, ha evidenziato Saul Meghnagi, coordinatore della Commissione Cultura UCEI, che ha tra gli obiettivi quello di contribuire a rafforzare la consapevolezza generale e di essere un punto di riferimento anche rispetto “alle azioni giuridico-politiche” da compiere. Molteplici infatti le questioni aperte, come spiegato dallo stesso Meghnagi e dai vari relatori intervenuti alla conferenza. Al cui centro sono stati posti i principali problemi storici e giuridici intrecciati a “diritti di cittadinanza ancora negati”. 

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L'INIZIATIVA NELLA CAPITALE

Pietre d’inciampo, un itinerario di Memoria per Roma

Avviato a Milano con vari itinerari di Memoria, il progetto “Due dentro ad un foco” sulle pietre d’inciampo arriva anche a Roma. Un modo diverso e più consapevole di guardare alle Stolpersteine, diffuse in gran numero anche nella Capitale. Non a caso la prima città italiana ad averle accolte già nel 2010 grazie all’associazione Arte in Memoria. Nel percorso ideato dall’attore e regista Rosario Tedesco, in collaborazione con Rossella Tansini e Alberta Bezzan dell’associazione Tracce, a congiungersi sono due poli. Quello rappresentato dall’ex collegio militare di via della Lungara dove furono reclusi gli oltre mille ebrei romani catturati il 16 ottobre prima della deportazione ad Auschwitz-Birkenau e il quartiere che fece da sfondo (anche se non l’unico in cui agirono i nazifascisti) ai rastrellamenti. Un viaggio “al contrario”, con una passeggiata di Memoria con più soste che da via della Lungara è arrivata fino al Portico d’Ottavia, a Largo 16 Ottobre. Tra i partecipanti l’ambasciatore israeliano Alon Bar e quello tedesco Viktor Elbling.

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IL CONFRONTO SUL FILM "RAPITO" DEL REGISTA MARCO BELLOCCHIO

Il caso Mortara e i riflessi nel presente

Quella che era una vicenda conosciuta dagli storici e da un pubblico relativamente ristretto, è ora nota a un largo pubblico. Per il quale il nome di Edgardo Mortara è uscito finalmente dall’ombra, diventando argomento di confronto e dibattito. È uno dei frutti più concreti di “Rapito”, l’ultimo film di Marco Bellocchio. Da giorni se ne parla sui giornali, ma anche durante tavole rotonde e incontri volti a sviscerarne i contenuti. L’ultimo dei quali si è tenuto a Roma, presso la Fondazione Ernesta Besso. Un’occasione per discutere di “battesimi forzati in margine al film di Bellocchio”, con la partecipazione del regista stesso, del rabbino capo rav Riccardo Di Segni e degli storici Marina Caffiero e Alberto Melloni. In apertura un saluto di Caterina De Mata, presidente della Fondazione.

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IL CONGRESSO ANNUALE DELL'AEJM

Berlino, musei ebraici a confronto

Si concludono in queste ore a Berlino i lavori del Congresso Annuale dell'Associazione dei musei ebraici d'Europa (Aejm), cui partecipano un centinaio di delegati in rappresentanza delle principali istituzioni museali del Continente. Per l'Italia sono presenti il presidente e il direttore del Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah – Meis Dario Disegni e Amedeo Spagnoletto e la direttrice del Museo ebraico di Roma Olga Melasecchi. Molteplici i temi affrontati nel corso di tre dense giornate di lavoro, che si sono svolte allo Jüdisches Museum di Berlino e al Centro ebraico della Sinagoga di Oranienburger Strasse.

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