Pietre d’inciampo, l’itinerario romano
Avviato a Milano con vari itinerari di Memoria, il progetto “Due dentro ad un foco” sulle pietre d’inciampo arriva anche a Roma. Un modo diverso e più consapevole di guardare alle stolpersteine, diffuse in gran numero anche nella Capitale. Non a caso la prima città italiana ad averle accolte già nel 2010 grazie all’associazione Arte in Memoria. Nel percorso ideato dall’attore e regista Rosario Tedesco, in collaborazione con Rossella Tansini e Alberta Bezzan dell’associazione culturale Tracce, a congiungersi sono due poli. Quello rappresentato dall’ex collegio militare di via della Lungara dove furono reclusi gli oltre mille ebrei romani catturati il 16 ottobre prima della deportazione ad Auschwitz-Birkenau e il quartiere che fece da sfondo (anche se non l’unico in cui agirono i nazifascisti) ai rastrellamenti. Un viaggio “al contrario”, con una passeggiata di Memoria con più soste che da via della Lungara è arrivata fino al Portico d’Ottavia, a Largo 16 Ottobre. Tra i partecipanti l’ambasciatore israeliano Alon Bar e quello tedesco Viktor Elbling.
Ad essere ripercorse tra queste due tappe storie di vittime “diverse”, ebrei e antifascisti, in un itinerario che ha fatto memoria tra gli altri dei nomi di Paskvala Blazevic, Jean Bourdet, Giuseppe Giusti, Teresa Campagnano, Amadio Sabato Fatucci, Angelo Fatucci, Attilio Fatucci, Cesira Della Torre, David Limentani, Angelo Tagliacozzo, Angelo Limentani, Settimio Limentani, con interventi musicali a cura del dipartimento musicale della Scuola Germanica di Roma e del Coro delle Scuole ebraiche diretto da Josef Anticoli. Il progetto, che vede intrecciate le biografie di vittime e carnefici, “perché è essenziale che si faccia luce su chi rese possibile tutto quel che è avvenuto, collaborando attivamente allo sterminio”, è realizzato grazie al sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia e del Goethe-Institut Roma, in collaborazione con la Scuola Germanica Roma – Deutsche Schule Rom e le Scuole Ebraiche di Roma e col patrocinio di Arte in memoria, dell’Associazione Figli della Shoah, del Centro Alti Studi per la Difesa, del Centro di Cultura Ebraica di Roma, della Comunità ebraica di Roma, della Fondazione CDEC di Milano, della Fondazione Museo della Shoah e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.