I RAPPORTI TRA LA LEADERSHIP ISRAELIANA E AMERICANA
Netanyahu e l'atteso invito di Biden,
mentre Herzog vola a Washington
Dopo una lunga attesa - sette mesi - è arrivato l'invito al Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per un incontro negli Usa con il Presidente americano Joe Biden. Il vertice tra i due dovrebbe essere organizzato in autunno e, secondo speculazioni giornalistiche, potrebbe avvenire a New York a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Non alla Casa Bianca, dove invece è atteso nelle prossime ore il Presidente d'Israele Isaac Herzog. Per lui sarà la seconda volta al 1600 Pennsylvania Avenue, dopo la visita dell'ottobre scorso. Oltre a incontrare i vertici dell'amministrazione Biden, Herzog parlerà al Congresso che si riunirà per celebrare il 75esimo anniversario della nascita d'Israele. Alla vigilia della partenza per Washington, l'ufficio del Presidente ha spiegato che il viaggio ha lo scopo di “rafforzare le relazioni e la partnership tra Stati Uniti e Israele e di rispecchiare i profondi legami tra i Paesi che vanno al dii là di ogni controversia”. Il riferimento è ai complicati rapporti dell'attuale amministrazione Usa con l'ultimo governo Netanyahu, descritto dallo stesso Biden come uno dei “più estremisti” nella storia d'Israele. Dalla riforma giudiziaria alla questione dello sviluppo degli insediamenti, l'inquilino della Casa Bianca negli scorsi mesi ha espresso posizioni preoccupate e critiche rispetto all'azione della coalizione guidata da Netanyahu. Da qui il trascinarsi dell'invito a un incontro di persona con il Premier, ora arrivato per telefono. Una conversazione definita “lunga e calorosa” dall'ufficio del leader del Likud.
(Nell'immagine l'incontro alla Casa Bianca tra Biden ed Herzog nell'ottobre del 2022)
Itinerari ebraici d’Europa, rinnovata la certificazione
Dalle tracce lasciate dagli imperatori di Roma lungo il Danubio ai segni più recenti della Liberazione da nazisti e fascisti, dai pilastri del patrimonio industriale al percorso volto a evidenziare i più significativi giardini storici. Sono 47 in totale gli itinerari culturali sotto la tutela del Consiglio d’Europa. Una rete che ha preso avvio nel 1987 e che si è gradualmente estesa con l’obiettivo di valorizzare il “patrimonio condiviso e vivo” prodotto da popoli e identità. Uno dei 47 itinerari, istituito nel 2004, riguarda il patrimonio ebraico. Un insieme articolato di “siti archeologici, sinagoghe storiche, cimiteri, vasche per le abluzioni, quartieri ebraici, monumenti e memoriali”, affidato alle cure della European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage (AEPJ), l’associazione referente, tra tante iniziative, anche della Giornata Europea della Cultura Ebraica.
(Nell’immagine: la celebrazione della scorsa edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, nella città alsaziana di Schirmeck)
Sami Modiano, mazal tov!
“Impegno instancabile di Memoria”
“I ragazzi devono sapere. Quando io non ci sarò, ci saranno loro. E loro faranno in modo che questo non succeda mai più”. Inesauribile voce di Memoria, tra gli ultimi Testimoni della Shoah ancora in vita, Sami Modiano compie oggi 93 anni. Nato a Rodi nel 1930, fu l’unico della sua famiglia a sopravvivere alla deportazione in campo di sterminio.
A felicitarsi per il traguardo di queste ore è tra le altre la Comunità ebraica di Roma, che in un messaggio a lui dedicato scrive: “Sempre presente con i suoi sorrisi e con i suoi profondi occhi che si illuminano quando incontra i bambini, è considerato il ‘nonno’ di tutta la Comunità. Mazal Tov, buon compleanno Sami”. A ringraziarlo “per l’instancabile impegno con cui si dedica a testimoniare la sua storia, incontrando ogni anno moltissimi giovani” è la Fondazione Museo della Shoah. Sulla stessa lunghezza d’onda l’Associazione Figli della Shoah, che sottolinea: “Sempre accompagnato dall’inseparabile moglie Selma, ha incontrato centinaia di migliaia di giovani per raccontare la sua storia e mantenere vivo il ricordo della Shoah”.
LA STORIA DI NICLA PIPERNO, ESPULSA DA SCUOLA NEL 1938
Di generazione in generazione,
una testimonianza per la Memoria
Nonna e nipote, nelle scuole, per raccontare insieme una storia di famiglia e lasciare un segno vivo di Memoria. È l’esperienza che hanno vissuto nel corso dell’anno scolastico da poco conclusosi Paola Samaia e suo nipote Nicola, uno studente di dodici anni del litorale toscano. Tutto è nato sfogliando una testimonianza della madre di Paola, vittima a Livorno delle leggi razziste, estratta dal classico cassetto in cui era conservata con cura da tempo. Da lì sono partiti per ricostruirne, per sommi capi, la storia. Preparandosi poi a illustrarla in pubblico, in una “restituzione” di grande significato etico e pedagogico. Nel liceo dove la donna fu espulsa per effetto dei provvedimenti antisemiti del ’38 e poi, a seguire, in una scuola media della provincia “dove giovani dell’età di mio nipote, curiosi e molto ben preparati, ci hanno fatto un sacco di domande: un’esperienza gratificante”. Nicla Piperno, questo il suo nome. O “Nonna chicca”, come la chiama con affetto il nipote in un elaborato che è stato discusso davanti a tanti giovani, attenti e partecipi. Il racconto parte dalla storia del padre Vittorio, che aveva combattuto nella prima guerra mondiale “per la difesa della patria”, ricevendo per questo un diploma di benemerenza da parte di Mussolini e in precedenza una medaglia dall’allora ministro della guerra.
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