È “blasfemo” associare il 156esimo anniversario della Breccia di Porta Pia a Kippur che avrà inizio, appunto, nella serata del 20 settembre?
Non direi, tenendo conto che la laicità, richiamata in teoria dall’appuntamento, non è, come invece talvolta si sostiene stravolgendola, “nemica” del sentimento religioso. Anzi, come avvenne a seguito di quell’avvenimento storico che sancì anche la fine del ghetto romano, è stata in democrazia garanzia di libertà religiosa per tutti, in reciproco rispetto e nel rispetto delle comuni leggi civili.
Laicità non di rado limitata, in verità, quella della vigente Repubblica, oggi messa in discussione anche dall’avanzare di nuove modalità del fare politica che sembrano tendere ad estromettere il cittadino quale attore, sostituendolo con rappresentanze a base religiosa o etnica (si vedano alcune liste presentate in recenti consultazioni elettorali). Un modello che si affaccia anche in Italia e che è già avanzato in altri paesi d’Europa.
Con lo “sguardo lungo” tipico del pensiero liberale, un libro recentemente uscito getta uno sguardo al 2043, con una “cronaca semiseria della nascita dell’Italia catto-islamica” . Eloquente il titolo: 2043. All’ombra della croce e della mezzaluna. Un futuro che penso ci riguardi doppiamente.
Buon 20 Settembre e Hatimà tovà.
Gadi Polacco