
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
|
Dante Lattes zl scriveva commentando la
Meghillat Ester: “L’ambiente in cui vivono gli eroi del libro è un
ambiente di assimilazione".
|
|
Leggi
|
Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
|
Ricordo una stanza con dei tavoli bassi di
fòrmica verde, alcune seggioline per noi bambini, dei bei mattoni
colorati con cui facevamo costruzioni fantasiose. E ricordo il sorriso
e l’accoglienza della maestra, la “morà Sara”, la moglie del rabbino
Viterbo. La scelta di offrire un asilo ai bambini della comunità era
coraggiosa e faticosa, ma la sua importanza veniva compresa tanto che
noi arrivavamo a Padova da venti chilometri pur di partecipare. In una
comunità piccola è necessario concentrare gli sforzi organizzativi
soprattutto sull’infanzia. Sono questi che lasciano il segno, che
creano legami sociali e amicizie che dureranno tutta la vita e che
assicureranno la continuità. Poi naturalmente c’erano le canzoncine, le
prime lettere ebraiche disegnate, le prime benedizioni imparate. Per me
(ma siamo un “noi”, perché sono stati parecchi i ragazzi che hanno
avuto la stessa esperienza) Sara Viterbo Colombo è sempre stata la mia
“morà”, come mia prozia Alberta Levi era stata la sua maestra nella
Ferrara negli anni ’30. Una sorta di continuità familiare che è un po’
il segno della storia dell’ebraismo italiano. La dolorosa recente
scomparsa di Sara lascia un grande vuoto, e impone nel contempo una
riflessione sull’importanza fondamentale di quel che Sara
rappresentava. Era lei la “rebbetzin”, la moglie del rabbino, che in
una piccola comunità rappresentava molto: punto di riferimento
dell’universo femminile, animatrice delle attività educative, autorità
riconosciuta in tema di cucina, confidente in tema di purità. E così la
comunità si è mossa, e ha organizzato un pullman per poterle accordare
l’ultimo saluto a Trieste, dove aveva scelto di vivere i suoi ultimi
anni. E’ un bel segno di vitalità (un paradosso di fronte alla morte)
di una comunità piccola ma coesa e attiva, che è così anche grazie al
lavoro decennale di Sara e di suo marito rav Achille Viterbo.
Nell’accompagnarla nel suo viaggio verso Eretz Israel risuonano come
giuste e appropriate le parole dell’Eshet chàil nei Proverbi: “Apre la
sua bocca con saggezza ed insegnamento di bontà vi è sulla sua lingua”
(Pr. 31, 26). Che il suo ricordo sia di benedizione.
|
|
 |
Un ciclo di incontri
sull'etica medica |
Un ciclo di incontri sull’etica medica
patrocinato dal Dipartimento Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei
locali del Tempio dei Giovani sull’Isola Tiberina con cadenza
settimanale. Appuntamento ogni lunedì alle 20. Tra i rabbinim coinvolti
Roberto Colombo, Roberto Della Rocca, Riccardo Di Segni, Cesare Efrati,
Gianfranco Di Segni, Benedetto Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo
Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto Piperno.
|
|
Leggi
|
 |
Europa, Crimea, MO
Il ministro fa il punto |
“Abbiamo sempre avuto un rapporto stretto,
non solo diplomatico ma di amicizia, con il popolo palestinese e con lo
Stato israeliano, e di ricerca testarda di una soluzione al conflitto.
Ne ho parlato con Kerry a Roma. L’ultimo lancio di razzi da Gaza è
molto preoccupante”. Così Federica Mogherini esprime la posizione
dell’Italia rispetto alla questione israelo-palestinese, in
un’intervista al Messaggero che affronta i dossier più caldi sul tavolo
del nuovo ministro degli Esteri, dall’alta tensione tra Russia e
Ucraina, alla disputa con l’India sul destino dei Marò. Prosegue il
colloquio: “Meglio il filo-israeliano Berlusconi o il filo-hezbollah
D’Alema?” domanda il giornalista. “Andrò in visita sia in Israele sia a
Ramallah come segno del sostegno italiano allo sforzo in particolare
americano per il processo di pace, e per portare la vicinanza totale al
popolo e all’Autorità palestinese come allo Stato israeliano” la
risposta del ministro che parla anche di una immagine circolata sul web
che la ritrae in compagnia dello storico leader palestinese Yasser
Arafat. “Era una quindicina d’anni fa, feci anche una foto con
l’israeliano Peres: mi occupo di queste cose da un po’ di tempo. Non
sono andata a rivedere il virgolettato ma dubito di aver concepito il
post nei termini che mi riferisce”.
Ancora il razzismo nel mondo dello sport in primo piano sui giornali.
Folle risposta degli ultra juventini a Mariella Scirea, vedova della
bandiera bianconera Gaetano, che dopo i cori antisemiti aveva avuto
parole di condanna, ipotizzando di togliere il nome del marito alla
curva dello Juventus Stadium “Smetti tu di usare il nome Scirea” dicono
i tifosi in un comunicato. L’epidosodio ha suscitato anche
l’indignazione dallo storico portiere juventino e della nazionale Dino
Zoff (Gazzetta dello Sport).
Repubblica propone in prima pagina la storia del Casablanca, squadra di
calcio del campionato Unione italiana sport per tutti, che ha deciso di
ritirarsi dalla competizione per i continui insulti razzisti.
Sul Corriere Roma, una vicenda triste, quella denunciata da Elena,
figlia dei partigiani Rosario Bentivegna e Carla Capponi, medaglia
d’oro al valor militare (tra gli autori dell’attentato di via Rasella
contro i nazisti). Malata, non ha i soldi per mantenere le tombe dei
suoi cari ed è stata lasciata sola a occuparsene, mentre la sua casa è
stata ripetutamente oggetto di atti vandalici. “E pensare che per
Priebke si sono fatti tutti in quattro, per trovare soluzioni…”
commenta amara.
Su Corriere Sette, Stefano Jesurum commenta la vicenda della (finora
mancata) concessione degli spazi per una moschea a Milano.
Israele. Dopo la pioggia di missili lanciati dalla Striscia contro il
sud del paese, la notizia della tregua con Gaza (Avvenire). Fiamma
Nirenstein sul Giornale denuncia l’odio contro lo Stato ebraico che
continua a persistere in Giordania nonostante l’accordo di pace.
Israele e l’eccellenza agricola verso Expo in un breve articolo sul
Sole 24 Ore.
Aprirà a Gerusalemme nel 2015 un museo dedicato alle radici del
cristianesimo (Osservatore romano).
I conti con il passato. Pubblicati i quaderni che svelano fino in fondo
l’antisemitismo e l’adesione al nazismo del filosofo Martin Heidegger
(Corriere). In Giappone la popolarissima figura di Anna Frank diventa
un meccanismo di rimozione degli orrori e delle responsabilità del
paese durante la seconda guerra mondiale (Repubblica). Sulla Stampa la
notizia del ritrovamento e dell’esposizione al Museo del campo di
sterminio di Auschwitz, di alcuni strumenti utilizzati per marchiare
gli ebrei.
|
|
Leggi
|
|
|
purim
5774
Dentro
i segreti della Meghillah con la guida del Rabbino capo
Suddiviso
in dieci capitoli, la Meghillat Ester (Rotolo di Ester) è un testo
biblico che racconta la storia di Ester, giovane donna ebrea che –
divenuta moglie del re Assuero – salverà il popolo dall’annientamento
voluto dal consigliere del re persiano, il perfido e violento Haman. La
lettura della Meghillah segna il momento fondamentale della festa di
Purim, che avrà inizio domani sera al termine dello Shabbat. Scritta
originariamente in ebraico, la sua stesura definitiva – a opera di
ignoti – è collocata verso la fine del II secolo prima dell’era volgare
in Mesopotamia.
Ricca
di simbologie, la Meghillah – unico testo biblico assieme al Cantico
dei Cantici in cui non compare il nome di Dio – contiene al suo interno
segreti e riferimenti allegorici non facilmente intuibili senza una
guida esperta che possa esplicarne i significati più reconditi. “La
ricerca delle millot mafteach, di quelle parole che aiutano a fare i
collegamenti serve a una comprensione più esaustiva” spiega il rabbino
capo di Roma, Riccardo Di Segni, accettando di svelare per i nostri
lettori alcuni segreti di un testo profondo, affascinante, radicato
nella storia ma ancora straordinariamente attuale.
Leggi
|
purim
5774
Il
ritorno di Pagine Ebbraiche
Con
il Purim alle porte la redazione condivide con tutti i lettori lo
speciale dossier Pagine Ebbraiche che appare sul numero di marzo del
mensile dell'ebraismo italiano. Otto pagine tra serio e faceto. La
grande lezione del witz. Un gioco di parole che, deformando il nome
della testata, vuole richiamare già dalla sua titolazione l'ebbrezza di
una festività tradizionalmente segnata da momenti di gioia e
spensieratezza nel ricordo del pericolo scampato nella Persia del re
Assuero e del suo perfido consigliere Haman.
Scarica il dossier
completo
|
israele
Ancora
alta tensione con Gaza
Alla
calma rispondiamo con la calma, facevano sapere ieri i vertici
dell'esercito israeliano. Da Gaza però il cessate il fuoco è stato
violato, con il lancio di missili anche dopo l'annuncio della tregua. E
così nel sud di Israele sono tornate giovedì a risuonare le sirene che
avvisavano i cittadini di mettersi al riparo, dopo che il giorno prima
oltre sessanta razzi avevano costretto l'intera zona alla paralisi. Gli
attacchi, grazie anche al sistema di difesa antimissili israeliano Iron
Dome (nell'immagine), non hanno causato feriti, provocando però alcuni
danni. Se tuttavia l'offensiva dalla Striscia – a cui Israele a
risposto colpendo 29 obiettivi dell'area sotto il dominio di Hamas –
era stato rivendicato dalla Jihad islamica, il secondo (di ieri con
sette missili lanciati su territorio israeliano) non sembra essere
della stessa mano. In ogni caso la tensione nella zona è altissima,
poche ore fa colpi di mortaio sono partiti dalla Striscia verso
Israele. Una risposta da parte dei militanti palestinesi all'attacco
israeliano della notte scorsa che, secondo le autorità, ha colpito una
base di Hamas a Rafah.
Leggi
|
Qui
Milano - scienza
Brainforum,
talenti a raccolta
“Cinquanta
relatori italiani, uno più bravo dell'altro, molti giovani, molte
donne, due ricercatori israeliani dell’Università di Gerusalemme, Amir
Amedi (nell'immagine) creatore di una tecnologia per far vedere i
ciechi attraverso la musica, Eilon Vaadia che dirige il centro di
ricerca sul cervello dell’istituto e presenta un nuovissimo studio
sulla possibilità di controllare le onde gamma del cervello, che
implicano la possibilità di autoguarire da malattie neurologiche. Un
evento davvero unico, molto divulgativo, due giornate di conferenze,
dibattiti, film e spettacoli teatrali commentati da neuroscienziati”.
Così Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia racconta il grande
appuntamento di BrainForum 2014, dedicato quest’anno a “Brain in Italy.
I cervelli che non fuggono”.
Leggi
|
Una
domanda inquietante |
Il
libro “La legalità del male” di Saverio Gentile espone una tale mole di
fatti sconcertanti relativi all’applicazione delle leggi antiebraiche
in Italia (giuristi e intellettuali che si profondevano in parole di
consenso, docenti e professionisti ansiosi solo di prendere il posto
dei colleghi licenziati, circolari che peggioravano la vita degli ebrei
in ogni ambito) che Guido Neppi Modona in coda alla presentazione di
lunedì scorso ha sentito la necessità di una nota più positiva e, “per
non uscire da questo incontro troppo pessimisti”, ha invitato i
presenti a ricordare i Giusti che hanno aiutato gli ebrei durante la
persecuzione, senza i quali molti di noi ebrei italiani oggi non
sarebbero qui, o non sarebbero mai nati. Una domanda dal pubblico ha
però steso un velo di inquietudine anche su questa doverosa precisazione.
Anna Segre, insegnante
Leggi
|
|
Oylem
Goylem |
Oylem
Goylem (in yiddish, “il mondo è scemo”). Non sto citando il disco
omonimo del discusso Moni Ovadia, ma le numerose contraddizioni e
anomalie, che occorrono puntualmente nella realtà quotidiana.
Ultimamente in Europa, come una vera e propria sindrome, la
macellazione rituale ebraica (shechitah) e islamica (dhabibhah) è
divenuta oggetto di critiche e attacchi, sferrati da autorevoli
veterinari e politici i quali ne richiedono il bando definendola
“crudele, assurda, e indegna nei confronti degli animali”. Così che a
un tratto, tutti si riscoprono impavidi e illuminati animalisti.
Francesco Moises Bassano, studente
Leggi
|
|
La
grande bellezza |
Sia
il film vincitore del Premio Oscar di Paolo Sorrentino che la Meghillah
di Ester ci parlano in fondo di bellezza, di corti reali, nobili o
borghesi che siano, di identità, valori e conformismo. Ma nel primo
caso la bellezza mette in crisi l'identità; nel secondo diventa una via
per raggiungerla.
Ilana Bahbout
|
|
Sensazioni
dalla Crimea |
Sui
disastri della contemporaneità, da molti anni preferisco sentire le
opinioni dei testimoni comuni (magari soggettive e casuali) piuttosto
che leggere sui giornali quelle di cronisti e analisti indifferenti,
oppure di politici disinteressati all’unica cosa che interessa me (la
gente). Ieri, di ritorno dal suo Paese, uno studente ucraino mi ha
raccontato a lungo le sue impressioni. L’ho ascoltato con grandissima
attenzione, come se (dopo tanti giorni di notizie filo-russe e
anti-russe) sentissi finalmente qualcosa di assolutamente credibile,
qualcosa che si avvicinava al dubbio.
Laura Salmon, slavista
Leggi
|
|
|