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30 luglio 2014 - 3 Av 5774
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
“In quel momento ho ordinato ai vostri giudici … prestate ascolto tra i vostri fratelli...” (Devarìm 1, 16). Il grande commentatore Kedushàt Levi dice riguardo a questo verso: Solo in quel tempo, nel momento in cui si è presenti, bisogna ascoltare le argomentazioni delle parti in causa, per poter emettere una giusta sentenza. Però in futuro nell'era messianica, sarà possibile emettere una giusta sentenza solo grazie al senso dell’olfatto, come è scritto (Isaia 11, 3): “Gli concederà la grazia del timor di Dio; non giudicherà secondo quello che vedono i suoi occhi, né secondo quanto odono i suoi orecchi”. I Maestri hanno detto a proposito di questo: dall'olfatto sicuramente. Una delle spiegazioni che viene data dai Kabalisti perché proprio dall'olfatto, è perché si verrà giudicati in base alla propria anima, perché è scritto in Bereshìt (2, 7) “Il Signore Dio formò l’uomo di polvere della terra, gli ispirò nelle narici l’anima vitale, così l’uomo divenne un essere vivente”.
 
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David
Assael,
ricercatore
Davvero inaccettabile il ricatto che viene rivolto a Israele, che, come non avesse abbastanza di cui preoccuparsi, dovrebbe smettere l’attacco a Gaza per interrompere il revanscismo antisemita cui assistiamo in Europa. La responsabilità ai responsabili: i governi dei Paesi europei, se vogliono mantenere un ultimo barlume di credibilità, devono assicurare protezione ai propri cittadini, Israele o non Israele. Ma, l’Europa è sempre pronta a scaricare sugli altri le proprie colpe, così scopriamo che l’antisemitismo del Vecchio Continente nasce dalla presenza islamica. Quando si dice aver fatto in conti con la Shoà. Ultima parola sui manifestanti pro-Israele di questi giorni, dal momento che ci leggono: grazie, in un momento come questo, ogni parola che ricordi quale sia la natura di Hamas e ristabilisca un minimo di ordine logico è preziosa. Se, poi, con lo stesso zelo si ricordasse ai partiti politici di riferimento di non portare in Parlamento dichiarati nostalgici, ex-fascisti mai pentiti e sostenitori del firmatario delle leggi razziali Giorgio Almirante, l’iniziativa si esporrebbe meno a critiche di strumentalizzazione.
 
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Germania, molotov
sulla sinagoga
Si sono intensificati la scorsa notte le operazioni israeliane su Gaza. Su La Stampa (Maurizio Molinari) sono pubblicate le parole del portavoce dell’esercito Peter Lerner, che ha parlato di “un graduale aumento della pressione su Hamas” a seguito della decisione presa da Netanyahu di estendere le operazioni per arrivare a neutralizzare razzi e tunnel. Un tentativo di infiltrazione di Hamas nel Negev orientale è stato fermato da alcuni uomini delle truppe scelte, e cinque miliziani sono morti. È inoltre fuori uso l’unica centrale elettrica della Striscia, distrutta da un incendio partito dai depositi di carburante, ma Israele non ha confermato la paternità dell’attacco. Senza elettricità manca l’acqua, e il sistema delle fognature è fuori uso. I raid hanno distrutto anche le stazioni televisiva e radiofonica di Hamas, e la casa dell’ex primo ministro della Striscia (Davide Frattini, Corriere). Sul Sole 24 Ore Roberto Bongiorni – pur sottolineando che il prezzo più alto sono le vite umane perdute – analizza i costi economici della guerra in corso. Secondo il Fondo monetario internazionale il conflitto ha già sottratto a Israele lo 0,2 per cento del Pil e i danni economici sono enormi.
L’Avvenire riporta le parole della Guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, che ieri ha definito Israele “un cane rabbioso” che sta commettendo “un genocidio”, ed ha incitato tutto il mondo islamico ad armare il popolo palestinese.
Il ministro degli Esteri Federica Mogherini, nell’informativa sulla crisi di Gaza presentata ieri alla Camera (Corriere), dopo aver ricordato che la sua generazione aveva “sperato di poter vedere una stagione di riconoscimento e rispetto reciproci, e di pace”, ha aggiunto che “oggi il conflitto non si ferma e questo è inaccettabile politicamente e umanamente”. Ha ribadito che “si devono offrire a Israele garanzie di sicurezza nell’immediato sulla distruzione di razzi e di tunnel, nel breve periodo sulla demilitarizzazione di Gaza e sul controllo delle frontiere.”. “L’Italia ha valutato fin dall’inizio con favore il governo di unità nazionale tra Fatah e Hamas, e – ha aggiunto – è ora di riconoscerlo come interlocutore utile anche da parte israeliana, per rafforzare il ruolo del presidente Abbas e garantire a tutti i palestinesi un canale di rappresentanza istituzionale e internazionale”.
Subito dopo l’informativa del ministro Mogherini il parlamentare del Movimento Cinque Stelle Manlio Di Stefano (Corriere) ha sostenuto che “a Gaza è in atto un genocidio”, e ha invocato il ritiro dell’ambasciatore italiano da Israele. Immediata la risposta del portavoce dell’Ambasciata israeliana in Italia, secondo cui le dichiarazioni di Di Stefano, riportate anche dall’Avvenire, “riflettono una totale mancanza di comprensione del contesto, una unilateralità delle posizioni e una totale disconnessione dalla realtà dei fatti”, negando il diritto fondamentale di Israele a esistere.
E numerose sono le domande che Dario Calimani pone a Corrado Augias in una lettera a la Repubblica in cui scrive “Fino a ieri, da ebreo di sinistra, cercavo di vedere la realtà a tre dimensioni, e potevo passare per l’ebreo che odia se stesso, ora mi faccio solo domande.”, per proseguire chiedendo “perché intellettuali e stampa si risveglino soltanto quando Israele alza il pugno per difendersi, e non quando Hamas scava tunnel e lancia i missili? Perché la stampa non apre a certi interrogativi?
 
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#IsraeleDifendeLaPace Domande e risposte
Domande chiare e risposte chiare e autorevoli, punto per punto, ai complessi problemi della crisi mediorientale. Aggiornamenti costanti ora per ora. L'impegno di fare chiarezza sui diversi nodi del conflitto in corso tra lo Stato di Israele e i terroristi di Hamas.
Sul portale dell'ebraismo italiano www.moked.it il lancio di una nuova area informativa dedicata dalla redazione a notizie, schede, dichiarazioni  sugli ultimi sviluppi relativi all'operazione delle forze di sicurezza israeliane nella Striscia di Gaza. Tutti i cittadini che ritengono di poter aggiungere un contributo positivo per arricchire il notiziario possono mettersi in contatto scrivendo a desk@ucei.it.
 
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  davar
#IsraeleDifendeLaPace - informazione
"Gaza, la strage dei bimbi
colpa dei razzi di Hamas"

“Confermo ora che fuori da Gaza. La strage di bambini ieri a Shati non è colpa di Israele. Comunicato Idf vero. È stato un razzo di Hamas”. Potenza di un tweet, forza dirompente della verità contro ogni crimine e menzogna propagandistica. Uscito dalla Striscia di Gaza, al sicuro dai terroristi di Hamas, il giornalista di TgCom24 Gabriele Barbati affida a un ‘cinguettio’ il racconto dell’uccisione dei bimbi nel campo profughi di Shati, cui Hamas ha cercato – con un’operazione artificiosa – di attribuire la responsabilità all’esercito israeliano (accuse immediatamente respinte da Tsahal).
Mediaticamente un punto messo a segno da Hamas, che da sempre si fa scudo della popolazione civile per compire i propri crimini e di cui è noto il disprezzo per ogni singola vita umana: palestinese o israeliana fa poca differenza. Non sorprende quindi che oltre un quinto dei razzi lanciati verso Israele siano caduti all’interno della Striscia, ha denunciato l’ambasciatore a Washington Ron Dermer. E non sorprende neanche che il corrispondente di Liberation sia stato appena cacciato da Gaza per i suoi articoli.
Il tweet di Barbati, che in passato aveva più volte manifestato aperta ostilità nei confronti di Israele, ha fatto il giro del mondo ed è stato rilanciato, tra gli altri, dal portavoce di Tsahal Peter Lerner. “Barbati – ha scritto Lerner – conferma che quello che dicevamo era vero. Mi auguro che in futuro i media si occupino delle bugie di Hamas”.
Negli scorsi giorni, anche sul proprio profilo Facebook, Barbati si era lasciato andare a considerazioni molto gravi. A chi lo criticava per le sue posizioni, il 25 luglio aveva ad esempio risposto: “Fate pure. Io non sarò più qui tra qualche anno, sarò in un’altra parte del mondo a fare (bene) il mio lavoro. Voi, e mi dispiace sinceramente, sarete ancora qui in quanto malatamente attaccati a questa terra che vi appartiene solo in parte e che nonostante ciò tenete tutta per voi
uccidendo e terrorizzando con i mezzi potenti di uno Stato. Mi auguro che i vostri figli non debbano vivere quello che hanno vissuto i vostri nonni e i vostri padri. O che debbano vivere quello che ha vissuto la nostra generazione. Due intifada e almeno quattro guerre serie. Mi auguro per voi e per i vostri familiari che non parta, come sembra una vostra Intifada. Perché a quel punto non avrete più solo i 40 soldati morti di ora, ma una marea di giovani ragazzi in più sulla vostra coscienza”.
Lo stesso giorno, conversando con quello che definisce un “troll”, Barbati scrive: “Visto che i soldati israeliani, della tua età, forse non erano contenti ancora dei crimini commessi dai propri nonni, stanno bombardando a tappeto una massa di gente che non può uscire dalla zona di conflitto. Perché due stati fratelli come Israele e Egitto si sono messi d’accordo per soffocare intere generazioni di Gaza. Ce l’hai quasi fatta perché chi non è morto di embargo, sta morendo ora di bombardamenti, alcuni ignobili su scuole e ospedali e commessi con bombe a frammentazione”.

Adam Smulevich

#IsraeleDifendeLaPace
"Lavorare uniti contro l'oblio"
È in programma questa sera alle 21, davanti alla sede del Foglio in Lungotevere Sanzio, una manifestazione di solidarietà per Tsahal e i cristiani perseguitati. Di seguito il messaggio di adesione inviato dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna al direttore Giuliano Ferrara:

"Caro Giuliano,
aderisco con piacere e sarò presente questa sera alla veglia di solidarietà da te indetta in difesa delle ragioni di Israele e per i cristiani perseguitati.
Oggi più che mai è necessario essere uniti e portare all'attenzione dell'opinione pubblica tematiche non sempre affrontate nella loro complessità se non, a volte, manipolate e distorte.
L'oblio e il silenzio non sono strade praticabili. Serve invece il contributo di tutti, ciascuno con le proprie competenze, ciascuno con le proprie possibilità, per squarciare il velo dell'ipocrisia su chi realmente lavora per la pace.
Sono tempi difficili, attraversati da molte insidie e ostacoli. Esporsi personalmente e denunciare la minaccia oscurantista del fondamentalismo deve essere l'impegno di tutte le persone di buona volontà affinché la pace e la fratellanza prevalgano sull'odio, la violenza e la discriminazione". 

#IsraeleDifendeLaPace
Hamas respinge un'altra tregua
Il Gabinetto di Israele per la sicurezza si è riunito nelle scorse ore per fare il punto sull’andamento dell’Operazione Margine Protettivo e ha annunciato un cessate il fuoco umanitario di quattro ore a partire dalle 3 ora locale (a eccezione delle aree di Gaza dove stanno attualmente operando le Forze di difesa israeliane). E pochi minuti dopo le 3, razzi sono stati sparati dalla Striscia contro le città di Ashdod e Ashkelon, mentre il portavoce di Hamas Abu Zuhri rigettava la tregua, accusando Israele di averla proposta “per ragioni mediatiche”.
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lotta all'Antisemitismo
Germania, sinagoga vandalizzata
Ha spaventato e suscitato indignazione negli scorsi giorni in Germania il susseguirsi di episodi di matrice antisemita: slogan intrisi di odio e nostalgie naziste, insulti, tentativi di attacchi contro obiettivi ebraici che hanno portato l’ambasciatore di Israele a Berlino Yakov Hadas-Handelsman a parlare di un clima simile a quello degli anni più bui della storia d’Europa. Nella notte tra lunedì e martedì è stata poi attaccata con bombe incendiarie la sinagoga di Wuppertal nella Renania settentrionale-Vestfalia. Secondo quanto riportato dalla stampa, la polizia avrebbe arrestato un diciottenne di origine palestinese. In Germania e non solo, l’intensificarsi dell’espressione di antisemitismo ha cavalcato l’onda e la scusa della protesta contro la crisi tra Israele e Hamas.
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#IsraeleDifendeLaPace
STRATEGIE / Cosa finanzia
chi commercia con il Qatar?

Il Qatar possiede Porsche, Volkswagen, Barcellona (la squadra di calcio), Paris Saint-Germain (sempre calcio), la compagnia petrolifera Total e la catena di supermercati Sainsbury’s… In pratica è uno dei paesi più ricchi del pianeta, e – secondo Jonathan Schanzer, della Foundation for Defense of Democracies, anche uno dei principali finanziatori di Hamas. E Hamas, sempre più isolato, ha spese annuali che secondo le ultime stime si aggirano intorno al miliardo di dollari.
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pilpul
Ticketless - Scuola dei soliti noti
Non me ne voglia l’amico Paolo Di Stefano, ma dissento. Da qualche anno è così, sotto il solleone (“Corriere”, 22 luglio scorso) parte la sua battaglia contro le letture scolastiche imposte dall’alto da professori di scuola privi di fantasia. Calvino, Sciascia, Primo Levi, La coscienza di Zeno, Il fu Mattia Pascal, Il Gattopardo: “Ogni estate che il Signore mandi benevolmente sulla Terra, le classifiche subiscono la solita stanca respirazione bocca a bocca della scuola […] come se dagli anni Sessanta non ci fosse stato nessun cambio generazionale (e culturale) tra gli insegnanti”.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Manipolazione
La massiccia, scientifica, sistematica manipolazione dei dati relativi alla guerra di Gaza da parte della grande maggioranza dei media mondiali è stata reiteratamente denunciata, su queste e altre pagine, e non è il caso di richiamarla ancora, tanto sono evidenti la falsità e la malafede che grondano da tanti mezzi di informazione, su carta, web, radio e televisione. Strettamente collegata a tale distorsione è quella che emerge da molti, moltissimi dei commenti (anche in questo caso, la grande maggioranza) dedicati alla situazione da 'esperti' di vario tipo.

Francesco Lucrezi, storico
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