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David
Sciunnach,
rabbino
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“In quel momento ho ordinato ai vostri
giudici … prestate ascolto tra i vostri fratelli...” (Devarìm 1, 16).
Il grande commentatore Kedushàt Levi dice riguardo a questo verso: Solo
in quel tempo, nel momento in cui si è presenti, bisogna ascoltare le
argomentazioni delle parti in causa, per poter emettere una giusta
sentenza. Però in futuro nell'era messianica, sarà possibile emettere
una giusta sentenza solo grazie al senso dell’olfatto, come è scritto
(Isaia 11, 3): “Gli concederà la grazia del timor di Dio; non
giudicherà secondo quello che vedono i suoi occhi, né secondo quanto
odono i suoi orecchi”. I Maestri hanno detto a proposito di questo:
dall'olfatto sicuramente. Una delle spiegazioni che viene data dai
Kabalisti perché proprio dall'olfatto, è perché si verrà giudicati in
base alla propria anima, perché è scritto in Bereshìt (2, 7) “Il
Signore Dio formò l’uomo di polvere della terra, gli ispirò nelle
narici l’anima vitale, così l’uomo divenne un essere vivente”.
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David
Assael,
ricercatore
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Davvero inaccettabile il ricatto che viene
rivolto a Israele, che, come non avesse abbastanza di cui preoccuparsi,
dovrebbe smettere l’attacco a Gaza per interrompere il revanscismo
antisemita cui assistiamo in Europa. La responsabilità ai responsabili:
i governi dei Paesi europei, se vogliono mantenere un ultimo barlume di
credibilità, devono assicurare protezione ai propri cittadini, Israele
o non Israele. Ma, l’Europa è sempre pronta a scaricare sugli altri le
proprie colpe, così scopriamo che l’antisemitismo del Vecchio
Continente nasce dalla presenza islamica. Quando si dice aver fatto in
conti con la Shoà. Ultima parola sui manifestanti pro-Israele di questi
giorni, dal momento che ci leggono: grazie, in un momento come questo,
ogni parola che ricordi quale sia la natura di Hamas e ristabilisca un
minimo di ordine logico è preziosa. Se, poi, con lo stesso zelo si
ricordasse ai partiti politici di riferimento di non portare in
Parlamento dichiarati nostalgici, ex-fascisti mai pentiti e sostenitori
del firmatario delle leggi razziali Giorgio Almirante, l’iniziativa si
esporrebbe meno a critiche di strumentalizzazione.
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Germania, molotov
sulla sinagoga |
Si sono intensificati la scorsa notte le
operazioni israeliane su Gaza. Su La Stampa (Maurizio Molinari) sono
pubblicate le parole del portavoce dell’esercito Peter Lerner, che ha
parlato di “un graduale aumento della pressione su Hamas” a seguito
della decisione presa da Netanyahu di estendere le operazioni per
arrivare a neutralizzare razzi e tunnel. Un tentativo di infiltrazione
di Hamas nel Negev orientale è stato fermato da alcuni uomini delle
truppe scelte, e cinque miliziani sono morti. È inoltre fuori uso
l’unica centrale elettrica della Striscia, distrutta da un incendio
partito dai depositi di carburante, ma Israele non ha confermato la
paternità dell’attacco. Senza elettricità manca l’acqua, e il sistema
delle fognature è fuori uso. I raid hanno distrutto anche le stazioni
televisiva e radiofonica di Hamas, e la casa dell’ex primo ministro
della Striscia (Davide Frattini, Corriere). Sul Sole 24 Ore Roberto
Bongiorni – pur sottolineando che il prezzo più alto sono le vite umane
perdute – analizza i costi economici della guerra in corso. Secondo il
Fondo monetario internazionale il conflitto ha già sottratto a Israele
lo 0,2 per cento del Pil e i danni economici sono enormi.
L’Avvenire riporta le parole della Guida suprema iraniana, l’Ayatollah
Ali Khamenei, che ieri ha definito Israele “un cane rabbioso” che sta
commettendo “un genocidio”, ed ha incitato tutto il mondo islamico ad
armare il popolo palestinese.
Il ministro degli Esteri Federica Mogherini, nell’informativa sulla
crisi di Gaza presentata ieri alla Camera (Corriere), dopo aver
ricordato che la sua generazione aveva “sperato di poter vedere una
stagione di riconoscimento e rispetto reciproci, e di pace”, ha
aggiunto che “oggi il conflitto non si ferma e questo è inaccettabile
politicamente e umanamente”. Ha ribadito che “si devono offrire a
Israele garanzie di sicurezza nell’immediato sulla distruzione di razzi
e di tunnel, nel breve periodo sulla demilitarizzazione di Gaza e sul
controllo delle frontiere.”. “L’Italia ha valutato fin dall’inizio con
favore il governo di unità nazionale tra Fatah e Hamas, e – ha aggiunto
– è ora di riconoscerlo come interlocutore utile anche da parte
israeliana, per rafforzare il ruolo del presidente Abbas e garantire a
tutti i palestinesi un canale di rappresentanza istituzionale e
internazionale”.
Subito dopo l’informativa del ministro Mogherini il parlamentare del
Movimento Cinque Stelle Manlio Di Stefano (Corriere) ha sostenuto che
“a Gaza è in atto un genocidio”, e ha invocato il ritiro
dell’ambasciatore italiano da Israele. Immediata la risposta del
portavoce dell’Ambasciata israeliana in Italia, secondo cui le
dichiarazioni di Di Stefano, riportate anche dall’Avvenire, “riflettono
una totale mancanza di comprensione del contesto, una unilateralità
delle posizioni e una totale disconnessione dalla realtà dei fatti”,
negando il diritto fondamentale di Israele a esistere.
E numerose sono le domande che Dario Calimani pone a Corrado Augias in
una lettera a la Repubblica in cui scrive “Fino a ieri, da ebreo di
sinistra, cercavo di vedere la realtà a tre dimensioni, e potevo
passare per l’ebreo che odia se stesso, ora mi faccio solo domande.”,
per proseguire chiedendo “perché intellettuali e stampa si risveglino
soltanto quando Israele alza il pugno per difendersi, e non quando
Hamas scava tunnel e lancia i missili? Perché la stampa non apre a
certi interrogativi?
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#IsraeleDifendeLaPace Domande e risposte |
Domande chiare e risposte chiare e
autorevoli, punto per punto, ai complessi problemi della crisi
mediorientale. Aggiornamenti costanti ora per ora. L'impegno di fare
chiarezza sui diversi nodi del conflitto in corso tra lo Stato di
Israele e i terroristi di Hamas.
Sul portale dell'ebraismo italiano www.moked.it il lancio di una nuova
area informativa dedicata dalla redazione a notizie, schede,
dichiarazioni sugli ultimi sviluppi relativi all'operazione delle
forze di sicurezza israeliane nella Striscia di Gaza. Tutti i cittadini
che ritengono di poter aggiungere un contributo positivo per arricchire
il notiziario possono mettersi in contatto scrivendo a desk@ucei.it.
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#IsraeleDifendeLaPace
- informazione
"Gaza,
la strage dei bimbi
colpa dei razzi di Hamas"
“Confermo
ora che fuori da Gaza. La strage di bambini ieri a Shati non è colpa di
Israele. Comunicato Idf vero. È stato un razzo di Hamas”. Potenza di un
tweet, forza dirompente della verità contro ogni crimine e menzogna
propagandistica. Uscito dalla Striscia di Gaza, al sicuro dai
terroristi di Hamas, il giornalista di TgCom24 Gabriele Barbati affida
a un ‘cinguettio’ il racconto dell’uccisione dei bimbi nel campo
profughi di Shati, cui Hamas ha cercato – con un’operazione artificiosa
– di attribuire la responsabilità all’esercito israeliano (accuse
immediatamente respinte da Tsahal).
Mediaticamente un punto messo a segno da Hamas, che da sempre si fa
scudo della popolazione civile per compire i propri crimini e di cui è
noto il disprezzo per ogni singola vita umana: palestinese o israeliana
fa poca differenza. Non sorprende quindi che oltre un quinto dei razzi
lanciati verso Israele siano caduti all’interno della Striscia, ha
denunciato l’ambasciatore a Washington Ron Dermer. E non sorprende
neanche che il corrispondente di Liberation sia stato appena cacciato
da Gaza per i suoi articoli.
Il
tweet di Barbati, che in passato aveva più volte manifestato aperta
ostilità nei confronti di Israele, ha fatto il giro del mondo ed è
stato rilanciato, tra gli altri, dal portavoce di Tsahal Peter Lerner.
“Barbati – ha scritto Lerner – conferma che quello che dicevamo era
vero. Mi auguro che in futuro i media si occupino delle bugie di Hamas”.
Negli scorsi giorni, anche sul proprio profilo Facebook, Barbati si era
lasciato andare a considerazioni molto gravi. A chi lo criticava per le
sue posizioni, il 25 luglio aveva ad esempio risposto: “Fate pure. Io
non sarò più qui tra qualche anno, sarò in un’altra parte del mondo a
fare (bene) il mio lavoro. Voi, e mi dispiace sinceramente, sarete
ancora qui in quanto malatamente attaccati a questa terra che vi
appartiene solo in parte e che nonostante ciò tenete tutta per voi uccidendo
e terrorizzando con i mezzi potenti di uno Stato. Mi auguro che i
vostri figli non debbano vivere quello che hanno vissuto i vostri nonni
e i vostri padri. O che debbano vivere quello che ha vissuto la nostra
generazione. Due intifada e almeno quattro guerre serie. Mi auguro per
voi e per i vostri familiari che non parta, come sembra una vostra
Intifada. Perché a quel punto non avrete più solo i 40 soldati morti di
ora, ma una marea di giovani ragazzi in più sulla vostra coscienza”.
Lo stesso giorno, conversando con quello che definisce un “troll”,
Barbati scrive: “Visto che i soldati israeliani, della tua età, forse
non erano contenti ancora dei crimini commessi dai propri nonni, stanno
bombardando a tappeto una massa di gente che non può uscire dalla zona
di conflitto. Perché due stati fratelli come Israele e Egitto si sono
messi d’accordo per soffocare intere generazioni di Gaza. Ce l’hai
quasi fatta perché chi non è morto di embargo, sta morendo ora di
bombardamenti, alcuni ignobili su scuole e ospedali e commessi con
bombe a frammentazione”.
Adam Smulevich
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#IsraeleDifendeLaPace
"Lavorare
uniti contro l'oblio"
È in programma questa sera alle 21,
davanti alla sede del Foglio in Lungotevere Sanzio, una manifestazione
di solidarietà per Tsahal e i cristiani perseguitati. Di seguito il
messaggio di adesione inviato dal presidente dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Renzo Gattegna al direttore Giuliano Ferrara:
"Caro Giuliano,
aderisco con piacere e sarò presente questa sera alla veglia di
solidarietà da te indetta in difesa delle ragioni di Israele e per i
cristiani perseguitati.
Oggi più che mai è necessario essere uniti e portare all'attenzione
dell'opinione pubblica tematiche non sempre affrontate nella loro
complessità se non, a volte, manipolate e distorte.
L'oblio e il silenzio non sono strade praticabili. Serve invece il
contributo di tutti, ciascuno con le proprie competenze, ciascuno con
le proprie possibilità, per squarciare il velo dell'ipocrisia su chi
realmente lavora per la pace.
Sono tempi difficili, attraversati da molte insidie e ostacoli. Esporsi
personalmente e denunciare la minaccia oscurantista del fondamentalismo
deve essere l'impegno di tutte le persone di buona volontà affinché la
pace e la fratellanza prevalgano sull'odio, la violenza e la
discriminazione".
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Ticketless
- Scuola dei soliti noti |
Non
me ne voglia l’amico Paolo Di Stefano, ma dissento. Da qualche anno è
così, sotto il solleone (“Corriere”, 22 luglio scorso) parte la sua
battaglia contro le letture scolastiche imposte dall’alto da professori
di scuola privi di fantasia. Calvino, Sciascia, Primo Levi, La
coscienza di Zeno, Il fu Mattia Pascal, Il Gattopardo: “Ogni estate che
il Signore mandi benevolmente sulla Terra, le classifiche subiscono la
solita stanca respirazione bocca a bocca della scuola […] come se dagli
anni Sessanta non ci fosse stato nessun cambio generazionale (e
culturale) tra gli insegnanti”.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Manipolazione |
La
massiccia, scientifica, sistematica manipolazione dei dati relativi
alla guerra di Gaza da parte della grande maggioranza dei media
mondiali è stata reiteratamente denunciata, su queste e altre pagine, e
non è il caso di richiamarla ancora, tanto sono evidenti la falsità e
la malafede che grondano da tanti mezzi di informazione, su carta, web,
radio e televisione. Strettamente collegata a tale distorsione è quella
che emerge da molti, moltissimi dei commenti (anche in questo caso, la
grande maggioranza) dedicati alla situazione da 'esperti' di vario tipo.
Francesco Lucrezi, storico
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