
Paolo Sciunnach,
insegnante
|
Forse
non tutti sanno che il sette di Adàr è il giorno in cui nacque Moshé
Rabbénu, e il giorno in cui scomparve, centoventi anni dopo. D-o
“completa gli anni del giusto” al giorno e al minuto, come afferma il
verso (Shemòt 23: 26): Io completerò il numero dei vostri giorni. Il
sette di Adàr alcuni usano digiunare e recitare un tikkùn per il
giorno, che si trova in alcuni siddurìm. La morte dei Giusti è
considerata una fonte di espiazione, così come il digiuno, la preghiera
e il pentimento.
|
Anna
Foa,
storica
|
Scopro
da un'intervista rilasciata da Marek Halter su La Lettura del Corriere
di ieri che davanti alla sinagoga di Sarcelles, a difenderla in
occasione delle manifestazioni antiebraiche l'estate scorso, durante i
bombardamenti a Gaza, c'erano non solo ebrei, ma anche musulmani
francesi, insieme allo stesso Halter, e che tutti cantavano La
Marsigliese. Avevo visto il filmato di quel giorno, che mi aveva
impressionata molto. Ancor più mi impressiona sapere che a cantare
l'inno nazionale francese c'erano anche degli imam, e leggere
nell'intervista di Halter, che quegli stessi imam, recatisi con lui a
Gerusalemme, hanno osato fare una pubblica preghiera in arabo alla
memoria dei sei milioni di ebrei assassinati nella Shoah. E che sono
poi stati accusati di tradimento non tanto dai fondamentalisti
islamici, quanto dagli amici francesi dell'Islam. Halter fa da anni
un'opera assolutamente meritoria in favore del dialogo tra ebrei,
cristiani e musulmani. Il suo ultimo libro, Réconciliez vous, sta per
uscire in Francia e ci auguriamo verrà presto tradotto in Italia. Ma è
vero che la maggior parte delle persone, sia in Francia che in Italia,
preferisce vedere tutti i musulmani come nemici che lavorare accanto a
quelli che, con rischi gravissimi, cercano il dialogo. Tutti tacciono
su di loro, nessuno li aiuta. Che diavolo, e se no come si fa a
dividere tra buoni e cattivi?
|
 |
Pio XII, una fiction
riscrive la storia |
Oggi
l'anteprima mondiale di “Sfumature di verità”, il controverso film che
la regista Liana Marabini ha dedicato alla figura di Pio XII. Un'opera
in chiave agiografica che vuole farne lo “Schindler del Vaticano” (si
parla addirittura di 800mila ebrei salvati dalla persecuzione) e che
non manca di suscitare non solo perplessità ma anche ironie.
Sul Corriere della Sera si riporta la stroncatura di Pagine Ebraiche.
“Gli archivi restano chiusi – si legge sul numero di marzo del giornale
dell'ebraismo italiano, in distribuzione in questi giorni – ma in
compenso la cinematografia cattolica ci regala ancora una fiction per
riscrivere la storia”.
E il direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah di Roma
Marcello Pezzetti spiega: “Ci troviamo di fronte a un falso storico. E
nemmeno dobbiamo troppo stracciarci le vesti, vista l'assoluta
evidenza”.
Bibi alla Casa Bianca.
Parlerà fra poche ore al Congresso degli Stati Uniti d’America il
premier israeliano Benjamin Netanyahu. L'intervento, accolto con
freddezza dalla Casa Bianca, arriva nelle ultime settimane
dell'infuocata campagna elettorale israeliana, in vista del voto del 17
marzo. Tra i temi che verranno toccati da Netanyahu c’è il pericolo
nucleare iraniano (il Giornale). Sempre sul tema delle elezioni da
segnalare l'intervista di Repubblica al leader del centro-sinistra
israeliano Yitzhak Herzog, che lancia l'affondo: “Quella del primo
ministro è una giostra mediatica. Va ristabilito il rapporto con gli
Usa”.
Germania, torna il Mein Kampf.
La Germania è pronta a ripubblicare il Mein Kampf, si legge sul Sunday
Telegraph. “I tedeschi di oggi devono poter conoscere cosa scrisse
Hitler in quelle 700 pagine per rendersi conto di quanto fosse pazzo”,
sottolinea oggi il Corriere. La nuova edizione sarà curata dallo
Institut für Zeitgeschichte di Monaco, con un ricco apparato di note
critiche a piè pagina.
Il re nazista. È
appena uscita un biografia di Edoardo VIII che, come riporta il
Giornale, “presenta una serie di nuovi documenti sulle simpatie
hitleriane del sovrano". A scriverla è Andrew Morton, l'autore della
più famosa biografia su Lady Diana, "che ha passato anni a studiare
migliaia di documenti segreti che all'epoca re Giorgio VI, Churchill e
persino Eisenhower avevano chiesto di far sparire”. Ne esce un ritratto
inquietante dell'ex sovrano, che si sarebbe prestato a tornare sul
trono come “fantoccio” della Germania se Hitler avesse vinto.
I carnefici italiani.
Furio Colombo, sul Fatto Quotidiano, presenta il nuovo libro di Simon
Levis Sullam I carnefici italiani (Feltrinelli) scrivendo: “Ecco il
libro che mancava e che gli insegnanti dovrebbero portare in classe.”
Un libro che, continua, “affronta con coraggio, e sfuggendo del tutto
alla ‘pacificazione’, il tema del fascismo e della Shoah come delitto
italiano”.
|
|
Leggi
|
|
|
qui torino - rinnovato il consiglio
Punto e a capo in Comunità
Dario Disegni il più votato
Il
presidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici Dario Disegni è
largamente in testa nelle preferenze espresse dagli iscritti alla
Comunità ebraica di Torino che nelle scorse ore hanno eletto il nuovo
Consiglio della realtà ebraica piemontese puntando a un profondo
rinnovamento. Oltre a Disegni, che si era presentato come candidato
indipendente dagli schieramenti di lista e ha tenuto a lungo il timone
della Fondazione bancaria San Paolo, l’esito del voto vede entrare in
Consiglio l’intero blocco dei candidati della lista di ispirazione
progressista Beiachad, riunitasi attorno allo storico Gruppo di studi.
Con l’elezione di Franco Segre, Daniel Fantoni, Lidia Krieger, Alda
Guastalla, Carola Ovazza, Danila Franco e Guido Anau Montel la
formazione acquisisce la maggioranza assoluta nell’ambito del
Consiglio. Cinque, invece, gli eletti della formazione Anavim
(Alessandra Coen Disegni, Giuseppe Di Chio, Giacomo Emilio Ottolenghi,
David Sorani, Alessandro Rimini), che era maggioritaria nel Consiglio
uscente. Entrambe le formazioni, Beiachad e Anavim, avevano annunciato
all’elettorato prima del voto di vedere in Dario Disegni la figura
ideale per ricoprire il ruolo di presidente.
|
perplessità e indignazione nel mondo ebraico
"Odio e fascismo in piazza,
la Lega prenda le distanze"
Perplessità
e indignazione nel mondo ebraico per la manifestazione che, a Roma, ha
visto la saldatura tra la Lega Nord e gli estremisti di destra di Casa
Pound. Saluti romani, omaggi al Duce, slogan neofascisti e xenofobi a
comporre il quadro di un’iniziativa che ha colpito l’opinione pubblica
per i rigurgiti di odio e di intolleranza che l’hanno caratterizzata.
Una ferma nota di condanna arriva dal gruppo Binah e dalle sue
consigliere in seno all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che in
una nota esprimono “forte preoccupazione per quanto avvenuto”. Nel
ricordare che tali espressioni politiche sono contrarie a quanto
previsto dalla Legge Scelba, il cui articolo 4 sancisce il reato
commesso da chiunque ‘faccia propaganda per la costituzione di
un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le
caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del
disciolto partito fascista’, oppure da chiunque ‘pubblicamente esalti
esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue
finalità antidemocratiche’, il gruppo chiede che la Lega Nord e il suo
segretario Matteo Salvini “prendano le distanze e condannino
inequivocabilmente tali espressioni politiche”. “Mai – si conclude la
nota – ci si poteva aspettare che un partito della Repubblica che è
stato, ed ancora aspira ad essere forza di governo, avallasse tali
gravissimi comportamenti durante una sua manifestazione”. Leggi
|
Oltremare - Missing Kashua |
Il
New York Times del weekend è una delle cose in cui ho lasciato il cuore
a New York. Un cliché finchè si vuole, ma con i ritmi della grande
città, il giornale si ha tempo di leggerlo davvero solo nei giorni non
lavorativi, e io la domenica mi allungavo spesso e volentieri su un
prato (mica uno a caso: la Great Lawn in Central Park), con intorno
tutte le sezioni sparpagliate per il raggio di due metri: lettrice
felice.
Dal mio arrivo in Israele, ho adottato la versione internazionale
dell'Herald Tribune, che di recente è stata rilevata proprio dal Times,
e contiene al venerdì la parte internazionale, quella israeliana
ricavata da traduzioni abbastanza tempestive di Haaretz, oltre alla
fondamentale "The Guide", compendio dei programmi culturali della
settimana a venire. Ora l'allungo avviene in spiaggia: paese che vai...
Daniela Fubini, Tel Aviv
Leggi
|
|
|