rassegna stampa
Gli stranieri, stimolo e patrimonio per la scuola
"È
giusto iscrivere il proprio figlio, italiano, in una scuola con ampia
maggioranza di bambini stranieri, o di italiani di seconda o terza
generazione? Se lo staranno chiedendo molte famiglie, dal momento che
le iscrizioni si sono appena aperte e lo resteranno fino al 22
febbraio. La risposta è scontata: sì, è giusto. Perché il mondo sta
cambiando e perché la vera parola straniera, anzi la vera idea
straniera, è proprio la parola 'straniero'". In una intrvista
sull'edizione torinese dalla Repubblica (26 gennaio), Concetta Mascali,
dirigente scolastica di un plesso che ha una altissima concentrazione
di iscritti non italiani non ha dubbi:"Pensare che ci possano essere
ostacoli alla didattica è un pregiudizio. Non mandare uno scolaro in
istituti come questo è un errore educativo e una fuga dalla realtà.
Bisogna subito sgombrare il campo dal pregiudizio secondo cui un alto
numero di bambini o ragazzi stranieri significherebbe minor lavoro in
classe e inferiore grado di preparazione: nulla di più falso.
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