
Paolo Sciunnach,
insegnante
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Se
uno cammina per strada mentre studia, e interrompe lo studio per
contemplare e dire: come è bello questo albero, come è bello questo
campo. La Scrittura lo considera come uno che mette a repentaglio la
propria vita. (Avoth 3, 7)
Perché viene considerato un peccato così grave contemplare la bellezza del creato?
Prima del dono della Torah, Avraham raggiunse la consapevolezza del
Creatore attraverso la speculazione intellettuale e l'osservazione di
quanto lo circondava.
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Anna
Foa,
storica
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Non
sapevo che dal 2011 un pianetino collocato tra Marte e Giove sia stato
chiamato Primolevi, dal nome di Primo Levi. La cosa mi ha emozionata e
commossa. Penso a Primo Levi, ai suoi giorni ad Auschwitz, alla volontà
nazista di annientare lui e tutti gli ebrei del mondo. Quando, fra
migliaia di anni, se questa nostra Terra ancora esisterà e sarà ancora
abitata dagli esseri umani, nessuno più ricorderà il nome di Hitler e
nemmeno la distruzione degli ebrei, ebbene il pianeta Primolevi
continuerà ad esistere lassù in cielo, anche se forse nessuno saprà più
chiamarlo. "Finché il sole - come diceva Ugo Foscolo - risplenderà
sulle sciagure umane".
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QUI
ROMA - Stasera alle 20, al Centro ebraico Il Pitigliani, presentazione
del libro "Il Califfo e l'Ayatollah" di Fiamma Nirenstein. Intervengono
con l'autrice Giancarlo Loquenzi, Andrea Manciulli, Carlo Panella e
Carlo Rossella, moderati da Fabio Perugia.
L'evento è organizzato dal Centro di Cultura della Comunità ebraica insieme a Delet-Assessorato ai giovani.
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Livni: "Alla guida dell'Onu
si nomini una donna"
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"La
nomina, il prossimo anno, di una donna al ruolo di Segretario generale
aprirà simbolicamente un milione di finestre per donne e ragazze in
tutto il mondo”. È la battaglia dell’ex ministro di Giustizia
israeliano Tzipi Livni che ha inviato, in vista delle elezioni del
prossimo anno all’Onu, una lettera-appello a 30 leader donne del mondo
perché promuovano la nomina di una guida al femminile per l’ente
internazionale. Intervista da Mara Carfagna sul Tempo, Livni tocca
diversi argomenti, dal contrasto dell’antisemitismo in Europa – “è un
problema che non riguarda soltanto gli ebrei. Mi aspetto che tutti i
livelli di leadership combattano tale fenomeno” -, al terrorismo fino
al significato della visita di Bergoglio al Tempio Maggiore di Roma –
“l’invito del papa alla comprensione e alla tolleranza è il messaggio
più importante che il mondo ha bisogno di sentire nel nostro tempo”-.
Siria, la nuova carneficina dell’Isis. Oltre 130 i morti causati dai
quattro attentati che ieri hanno colpito Damasco e Homs. A rivendicare
i sanguinosi attacchi, le milizie di Daesh. E intanto continuano le
mediazioni sull’altro fronte tra i ribelli e il dittatore Bashar Al
Assad. Il Segretario di Stato Usa John Kerry si dice fiducioso sulla
possibilità di una tregua (Corriere della Sera) mentre Assad in persona
(di cui compare su Repubblica la traduzione dell’intervista rilasciata
a El Pais) dice di essere pronto a trattare. “Bisogna innanzitutto
smettere di sparare, ma anche impedire che i terroristi ne approfittino
per rafforzare le loro posizioni. – afferma Assad che nell’itntervista
apre a una sua possibile futura uscita di scena – Bisogna poi impedire
ad altri paesi, in particolare alla Turchia, di inviare uomini, armi e
ogni sostegno logistica ai terroristi”.
Samuel Willenberg (1923-2016). È morto a 93 anni a Tel Aviv Samuel
Willenberg, l’ultimo sopravvissuto al campo di sterminio nazista di
Treblinka. A ricordarlo, diversi quotidiani italiani tra cui la
Gazzetta del Mezzogiorno che riporta le parole della figlia, “era una
persona ottimista, vedeva l’aspetto positivo in tutto. Ma Treblinka non
lo abbandonava mai”.
Usa-Italia, la crisi di Sigonella e la “vittoria di Craxi”. La Stampa
torna sull’attacco terroristico dell’Achille Lauro – la nave
sequestrata nel 1985 da un commando palestinese che uccise un
passeggero ebreo americano in sedia a rotelle – riportando la
valutazione dell’allora ambasciatore John Holmes sulla gestione del
caso da parte del Premier italiano Bettino Craxi. Per gli americani,
spiega La Stampa, Craxi fu il vincitore di Sigonella – gli Usa chiesero
la consegna dei terroristi dell’Achille Lauro e del mediatore Abbas, ma
a Sigonella i carabinieri impedirono ai marines di intervenire -,
almeno sul piano della politica interna, perché si presentò come il
difensore della sovranità e dell’orgoglio nazionale. Il quotidiano
torinese racconta inoltre il piano delle autorità italiane, poi
all’ultimo saltato, per salvare gli ostaggi dell’Achille Lauro.
I triti stereotipi di Dario Fo. “L’equazione non fa una piega. Per via
del vitello d’oro Mosè ordinò l’esecuzione di donne e bambini e per
ovvia conseguenza gli ebrei usano ‘la loro brutalità contro chi segue
altre religioni’. Il semplice ragionamento si articola in una
intervista che Dario Fo ha rilasciato a Repubblica, quasi alla vigilia
dei suoi più che rispettabili novant’anni”, racconta Lea Luzzati su La
Stampa. “L’equazione di Dario Fo racchiude il più trito paradigma dello
stereotipo – prosegue Luzzati – che fa del popolo ebraico un
improbabile miscuglio di potere e meschinità. E allora, al venerando
‘laureato’, un timido consiglio, leggersi un poco di Bibbia a tempo
perso”.
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l'incontro in italia tra le diverse correnti
Rabbini d’Europa a confronto
“Serve un progetto comune”
Ortodossi e riformati, conservative e massortì. Ashkenaziti, sefarditi, chabad. Diverse correnti, diverse anime in dialogo.
Si sono conclusi con l’intenzione di lavorare a un testo programmatico
comune i lavori dell’intenso think tank sul futuro dell’ebraismo
europeo organizzato alle porte di Roma dall’associazione filantropica
Matanel.
Al centro dell’iniziativa, distribuita su quattro giornate, le sfide e
le prospettive di più stretta attualità che investono le Comunità della
Diaspora e i punti di convergenza per l’elaborazione di una strategia
di futuro il più possibile condivisa. “The Europe to come”, “European
Jewry to come”, “To be a jew Today”, “A strategy for European Jewry”.
Questi alcuni degli argomenti discussi e analizzati in una prospettiva
orientata al massimo pragmatismo.
“Sono temi che presuppongono un impegno concreto. Non parole di
circostanza quindi, ma l’avvio di un percorso di coscienza e azione che
deve portarci lontano. Conforta il fatto che il livello e la serietà
degli interventi sono stati tali che nessun minuto di questa riunione è
stato sprecato” dice a Pagine Ebraiche il rav Eliahu Birnbaum, ideatore
e animatore dell’incontro.
Tra i protagonisti del think tank, cui hanno partecipato rabbini e
leader comunitari da molti paesi – dalla Germania all’Inghilterra,
dalla Francia all’Ungheria – il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni
e quello di Trieste Eliezer Di Martino, insieme alla presidente della
Comunità romana Ruth Dureghello.
Caloroso inoltre il saluto rivolto dal presidente dell’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna nell’accogliere i
partecipanti all’ingresso del Tempio Maggiore della Capitale assieme al
consigliere comunitario Giacomo Moscati. Leggi
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IL FESTIVAL DEL MUSEO ARCHEOLOGICO VIRTUALE
Umberto Eco, perché ricordare
“La memoria è la nostra anima”
Noi,
nella misura in cui possiamo dire io, siamo la memoria. La memoria è
l’anima”. Fin dalle prime parole che Umberto Eco pronunciava nella
videointervista intitolata “Umberto Eco: Sulla memoria”, realizzata da
Davide Ferrario, è chiaro il ruolo indispensabile che ricordare ha per
l’uomo. Per questo la videoinstallazione sarà allestita il 22 marzo al
Festival della Memoria organizzato dal Museo Archeologico Virtuale di
Ercolano, il cui scopo è proprio mettere in luce questa centralità.
Attraverso le varie iniziative della manifestazione, ricca di dialoghi,
interviste, interventi, eventi speciali, “il tema verrà analizzato da
molti punti di vista diversi, da quello dell’archeologia fino quello
della tecnologia e dell’innovazione, per dimostrare che il concetto
riguarda il passato ma anche il futuro”, ha spiegato a Pagine Ebraiche
il direttore del Mav Ciro Cacciola. Leggi
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qui livorno
"I grandi Maestri sempre con noi"
Significativa
partecipazione di pubblico a Livorno per una Hillulà (celebrazione)
dedicata ai rabbini del XVII e XVIII secolo organizzata dal Benè Berith
“Isidoro Kahn” con il sostegno della Comunità ebraica livornese.
L’iniziativa ha visto infatti confluire nei due cimiteri ebraici
cittadini un folto gruppo di persone provenienti anche da Londra,
Milano, Pisa e Firenze.
Per quasi tre ore, prima di trasferirsi in sinagoga, preghiere, notizie
e aneddoti hanno accompagnato la visita alle varie sepolture onorando
Maestri del tenore del Chidà (del quale resta da restaurare a lapide,
trovandosi le spoglie in Israele), Malachi Hacoen, Ashkenazi, Coriat,
Costa, Nunes Vais, Benamozegh e molti altri.
A guidare il gruppo inglese, ma ormai “di casa” a Livorno dove si è
conquistato le simpatie di quanti hanno avuto l’onore di conoscerlo,
rav Aaron Bassous, punto di riferimento per il mondo sefardita, che ha
coinvolto tutti i presenti con entusiasmo, simpatia e disponibilità.
(Foto di Dafne e Yaakov Stella)
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MEMORIA OFFESA - L'INIZIATIVA DI UN SINDACO
"A Fermo non vogliamo idioti"
"Tra
noi si nascondono pochi idioti”. È il messaggio che il sindaco della
città di Fermo, Paolo Calcinaro (nell’immagine), ha voluto fosse
trascritto su un cartello apposto sul luogo – la palestra di una scuola
comunale – imbrattato poche ore prima da ignoti con un riprovevole
slogan negazionista che offendeva la memoria di Anna Frank.
“La nostra città non vuole questa gente. Non vogliamo questo degrado. Senza se e senza ma”, ha inoltre affermato Calcinaro.
Apprezzamento per la ferma e tempestiva iniziativa del sindaco è stato
espresso tra gli altri dal Consigliere UCEI Marco Ascoli Marchetti.
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Oltremare - Giochi d'azzardo |
Le
vie dei politici per evitare i problemi reali sono infinite, e su
questo ci si può mettere un bell'amen anche nella nostra santissima
terra. Ma stavolta, l'invenzione di una Las Vegas israeliana è davvero
un po' grossa per passare inosservata. A parte il fatto che il gioco
d'azzardo è giusto un filo problematico da un punto di vista
strettamente ebraico, qualcuno deve spiegarmi come esattamente Eilat
potrebbe trasformarsi nella città dei casinò senza che ci si possa
arrivare nemmeno in treno.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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