Roberto
Della Rocca,
rabbino
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Alla
vigilia di ogni competizione elettorale si riaffaccia con forza la
questione del ghiùr, la conversione all’ebraismo, in particolare
quella dei bambini di padre ebreo e di madre non ebrea. La questione
del ghiur è un problema dell’ebraismo italiano, anche se non solo
dell’ebraismo italiano. Ma il nostro, a differenza di altri paesi, è un
ebraismo ormai ai minimi termini, e ogni crisi può esserci letale. La
questione del ghiùr è stata affrontata troppo spesso da un'angolazione
altamente influenzata dal vissuto personale, anzi, influenzata dai
molteplici vissuti personali, sfociando spesso in una contrapposizione
fortemente personalizzata fra singolo candidato gher e il singolo
rabbino a cui è demandato di rappresentare e riconoscere al candidato
l’identità ebraica.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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Il
vice capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, Yair
Golan, critica certe tendenze violente e intolleranti all’interno della
società israeliana e dell’esercito israeliano in particolare,
assimilandole alla situazione della Germania prenazista, nella
Repubblica di Weimar.
Yair Golan sbaglia, naturalmente, a creare paralleli storici
improponibili, perché ogni parallelo storico è falsante. Le situazioni
storiche, le loro cause, i loro contesti e i loro processi non sono mai
uguali ad altri. Non si possono appiattire le differenze. Lo fanno i
malintenzionati, di solito, gli ideologizzati in mala fede.
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Da Vienna a Bolzano, l'ombra nera avanza
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Di
terremoto politico parlano oggi i quotidiani dopo le dimissioni in
Austria del cancelliere socialdemocratico Werner Faymann: “travolto da
migranti e ultradestra”, come titola il Corriere. Ed è proprio la
destra nazionalista e xenofoba del Partito della libertà a preoccupare
l'Europa: tra dodici giorni si vota e il suo candidato, Norbert Hofer,
arriva alle urne forte del 36 per cento ottenuto al primo turno contro
il 21 dell'indipendente ecologista Alexander Van der Bellen. I due
partiti attualmente al governo, i socialdemocratici e i conservatori,
sono rimasti fuori, bocciati dall'elettorato soprattutto a causa della
gestione dell'emergenza migranti che ha portato alla ribalta la destra
più estrema. Repubblica racconta come anche nella “rossa Vienna”
l'ombra nera si stia rafforzando, riflesso di quanto accade nel paese
dove “le aggressioni e i crimini di gruppi di estrema destra e
neonazisti sono aumentati del 40% in un solo anno”. I neonazisti
avanzano grazie anche ai fallimenti delle politiche di integrazioni:
nella sola Vienna, secondo un'indagine governativa, ci sono circa 150
asili islamisti. “Diecimila bambini vengono educati da gruppi di
salafiti, dai Fratelli musulmani e da altre organizzazioni simili, ad
introiettare i precetti dell'Islam più radicale”.
L'exploit di CasaPound a Bolzano. Al di qua del Brennero, a preoccupare
è il boom dell'estrema destra in Alto Adige: a Bolzano, dove si vota
per le comunali, l'estrema destra di CasaPound ha triplicato i voti e
sfiora il 7 per cento. “'Prima i bolzanini' è uno degli slogan-mantra
sui quali i caporioni di CasaPound – spiega Repubblica - hanno
costruito la muscolosa campagna elettorale tutta strada, sicurezza e
occupazioni simboliche dell'istituto per l'edilizia sociale”. Tra i più
votati all'interno di CasaPound, il consigliere di
circoscrizione Davide Brancaglion che il 20 gennaio scorso,
racconta Repubblica, ha pestato un ragazzo di 17 anni. A Bolzano, in
ogni caso, al ballottaggio andranno il candidato Pd Renzo Caramaschi,
che ha ottenuto il 22,32%, e Mario Tagnin, esponente del centrodestra,
con il 18,39% (Corriere).
Gaza, Israele non vuole un'escalation. No a nuove violenze con la
Striscia di Gaza, ma Israele agirà “se serve per mantenere la
sicurezza”. A dichiararlo il premier israeliano, Benjamin Netanyahu,
dopo alcuni giorni di alta tensione, riporta l'Osservatore Romano.
“Continueremo a fare quanto necessario per combattere la minaccia dei
tunnel segreti” ha spiegato il Premier, riferendosi ai tunnel costruiti
dai terroristi di Hamas per infiltrarsi in Israele.
17 milioni all'asta per Him. Hitler in ginocchio, assorto
nella preghiera e con gli occhi lucidi. La provocatoria scultura di
Maurizio Cattelan intitolata Him, cioè Lui, ha sbancato l'altra sera
l'asta di Christie's a New York stabilendo un doppio record, per
l'incanto e per l'artista, con un cartellino del prezzo finale da
17.189.000 dollari, circa 15 milioni di euro (Corriere della Sera).
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pagine ebraiche al salone del libro di torino
Tradurre? Questione di sensibilità
Per
la prima versione serve lavorare in solitudine, in quello che è un
corpo a corpo con il testo, un impegno silenzioso e tenace che si
sofferma su ogni piega del testo per recuperarne il senso più profondo.
Ma il lavoro del traduttore, come racconta il dossier Lingue e
linguaggi, pubblicato sul numero di maggio di Pagine Ebraiche (clicca qui
per sfogliarlo) e curato da Ada Treves, è anche una danza, in cui
l’autore è il cavaliere, e meglio sa condurre più è semplice il compito
di chi non deve limitarsi a seguire, rendendo parola per parola il
senso del testo originale, ma deve essere capace di ascoltare, capire,
interpretare, per poi scrivere nella propria lingua quello che l’autore
ha voluto dire. Ma non solo dire, anche suggerire, sussurrare,
implicare con immagini, metafore, suggestioni e sonorità che sarebbe
impossibile restituire in italiano se non si conoscesse benissimo la
propria lingua. Che va amata, rispettata e tenuta viva frequentandone
la letteratura, la storia, la poesia, in un arricchimento continuo che
permette poi di rendere le opere di scrittori che arrivano da mondi
anche profondamente differenti dal nostro. Perché per tradurre non
serve solo sapere molto bene un’altra lingua ma, come raccontano le
quattro traduttrici che molto sono responsabili di come in Italia viene
vissuta e percepita una buona parte della letterature israeliana ed
ebraica, bisogna soprattutto avere sensibilità, voglia di capire e
grande cultura. E paradossalmente allora la competenza nella lingua di
partenza è solo una piccola parte del bagaglio di un professionista che
oggi deve tenere conto anche delle moltiplicate possibilità delle
esplorazioni informatiche (nell’immagine un grafico dei riferimenti
incrociati fra testi tradizionali ebraici del laboratorio Sefaria). Leggi
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i due attacchi in germania e in israele
Da Monaco a Gerusalemme,
l'odio non risparmia nessuno
Hanno
80 e 86 anni le due donne accoltellate questa mattina nel quartiere
Armon HaNatziv, nel sud di Gerusalemme. Ad aggredirle, due palestinesi
poi fuggiti verso il quartiere di Jabel Mukaber, riportano i media
israeliani. Le due donne stavano passeggiando con altre tre persone
quando gli aggressori le hanno attaccate alle spalle. Sono state
immediatamente ricoverate al Shaare Tsedek Medical Center e non sono in
pericolo di vita. Due sospetti sono stati arrestati ma, informa la
polizia, le ricerche non sono ancora concluse.
Poche ore prima l'attentato terroristico a Gerusalemme, un'altra
aggressione si è verificata a Monaco dove un uomo armato di coltello ha
ucciso una persona e ne ha ferite altre tre nei pressi della stazione
della S-Bahn. Secondo i testimoni, l'attentatore, prima di colpire, ha
urlato la frase in arabo “Allah Akhbar”. Ora l'uomo è sotto la custodia
delle autorità tedesche.
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qui parma - la grande fiera alimentare
A Cibus con il marchio K.it,
il Casher torna protagonista
"È
importante essere qui per far conoscere la certificazione casher come
marchio di qualità”. Lo spiega Jacqueline Fellus, assessore alla
casherut dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e responsabile di
K.it, il marchio di certificazione dell’UCEI, mentre percorre la
sezione speciale dedicata all’alimentazione secondo la Legge ebraica a
Cibus, la grande fiera internazionale dedicata all’alimentazione in
corso a Parma, dove sono presenti anche diversi operatori e rabbini addetti alla casherut.
Anche quest’anno K.it è dunque protagonista, insieme alle molte aziende
coinvolte nella sua rete, in un nuovo spazio nato in collaborazione con
il Ministero dello Sviluppo Economico che è volto a promuovere la
diffusione delle certificazioni agroalimentari presso le aziende
italiane come strategia di valorizzazione e internazionalizzazione del
Made in Italy.
“Ai produttori è necessario far capire che la certificazione casher
apre orizzonti – prosegue Fellus – diventando una leva per entrare in
tutti quei mercati in cui i controlli sono un valore aggiunto”. Al fine
di diffondere la conoscenza della casherut come sinonimo di qualità
anche tra gli utenti, Fellus presenterà inoltre questo pomeriggio
un’applicazione promossa insieme al Ministero grazie alla quale –
sottolinea – “sarà possibile informare e mettere in ordine il mercato
italiano, segnalando tutti i prodotti già certificati, che si possono
già trovare nei supermercati e magari non tutti lo sanno”.
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identità - precisazione di cobi benatoff
Legge, Ghiur e regolarizzazioni
"Le parole di rav Haim Korsia"
Il candidato al Consiglio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Cobi Benatoff ha fatto pervenire il seguente messaggio:
Chiamato in causa per una citazione di Rav Korsia, Gran rabbino di
Francia, non volendo passare per uno che si inventa le cose, vi prego
pubblicare il link dell'intervista a cui mi riferisco.
"Et bien qu’il affirme
que le processus que ces personnes doivent subir avant de pouvoir se
marier avec des Juifs devrait rester inchangé, Korsia rejette
l’utilisation du mot « conversion » pour le décrire. Sur la question
des mariages mixtes, Korsia se montre plus accueillant que ses
prédécesseurs. Ceux qu’il appelle «la semence d’Israël » doivent être
amenés dans «la bergerie », même si ces enfants ne sont pas considérés
comme juifs selon la loi juive orthodoxe [halakha].
«Dans de tels cas, nous
parlons de régularisation, pas de conversion, parce que cela
reviendrait à dire qu’ils ne sont pas juifs, ce qui n’est pas tout à
fait vrai», a déclaré le rabbin".
"In questi casi, parliamo di regolarizzazione, non di conversione,
perché altrimenti sarebbe come dire che non sono ebrei, cosa che non è
del tutto vera", ha dichiarato il rabbino".
Io nel programma ho riportato il testo virgolettato.
Con rispetto e modestia, solo per la precisione.
Cobi Benatoff
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qui pisa
Giorgio Nissim, un eroe normale
Un
eroe “normale”, che nel momento più difficile non perse la calma e si
adoperò con passione, altruismo e coraggio, a rischio della propria
vita, per la salvezza di centinaia di fratelli perseguitati.
È stato un omaggio carico di significati quello svoltosi ieri a Pisa,
nel palazzo del Comune, in ricordo di Giorgio Nissim, che per la
Toscana e il Centro Italia fu punto di riferimento della rete di
assistenza clandestina – la Delasem – che operò per mettere al sicuro
gli ebrei perseguitati dal nazifascismo. Un omaggio ispirato dalla
recente pubblicazione del volume Giorgio Nissim. Una vita al servizio
del bene (ed. Giuntina) di Alfredo De Girolamo, attorno cui sono
ruotati i diversi interventi.
Tra i protagonisti dell’iniziativa, oltre all’autore, il sindaco Marco
Filippeschi, il presidente della Comunità ebraica Maurizio Gabbrielli,
il giornalista UCEI Adam Smulevich, lo scrittore e giornalista Davide
Guadagni, lo storico Michele Battini, l’artista Piero Nissim.
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una testimonianza inedita
Friuli, a 40 anni dal terremoto
In ricordo di Aldo Rosselli
“Il
terremoto nel Friuli di 40 anni fa si portò via anche la piccola
biblioteca annessa alla scuola di Timau che Amelia Rosselli, con Carlo
e Nello, avevano voluto costituire per ricordare il figlio e fratello
Aldo caduto cento anni fa sul Pal Piccolo il 27 marzo 1916, nel corso
della Prima Guerra Mondiale, e seppellito nel cimitero del Paese
friulano”.
Una memoria riportata alla luce dall’onorevole Valdo Spini
(nell’immagine), presidente della Fondazione Circolo Rosselli, nel
corso di un convegno ospitato dalla fondazione negli scorsi giorni di
cui ha parlato tra gli altri il Messaggero Veneto.
Al centro del convegno la figura di Aldo Rosselli, di famiglia ebraica,
che – come è stato ricordato nel corso dell’incontro, cui ha preso
parte Alberto Rosselli (figlio di Nello) – andò volontario in guerra
nonostante fosse studente di medicina e fu impegnato direttamente come
sottotenente in zona di guerra. Dopo il suo sacrificio, riconosciuto
con una medaglia d’argento, la famiglia volle continuare a intrattenere
un continuo rapporto col territorio, sia con visite che con la
costituzione della biblioteca per ragazzi. Leggi
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qui milano
Israele e il rapporto con gli altri
“Non
siamo condannati a vivere insieme, siamo destinati a farlo”. È una
frase che il Presidente d'Israele Reuven Rivlin ha ripetuto spesso,
parlando alle varie anime del Paese che rappresenta. Ai laici e ai
religiosi, agli arabi e alle altre minoranze, alle correnti di destra e
di sinistra, Rivlin ha più volte ribadito che l'unica strada per
mantenere salda la democrazia dello Stato ebraico è la coesistenza. Ma
come raggiungerla? Questa e altre sono state le domande al centro
dell'incontro tenutosi ieri a Milano attorno al libro della giornalista
Anna Momigliano Israele e gli altri: un dissidio irrisolto,
pubblicato da LaZisa. Con Momigliano, a parlare della complessità di
Israele nel corso dell'incontro organizzato da Sinistra per Israele,il
deputato Pd Emanuele Fiano (segretario nazionale del gruppo), Lia
Quartapelle, membro della commissione Esteri della Camera, e Tobia
Zevi, presidente associazione di cultura ebraica Hans Jonas e autore
della prefazione del libro. Leggi
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qui roma
Il dovere civico di ricordare
Era
ottant’anni fa quando è stato costruito il campo di concentramento di
Sachsenhausen, quello che, poco lontano da Berlino, per i nazisti
doveva essere “il campo perfetto”. Ed era 75 anni fa quando nel campo
di Riga Kaiserwald e nella foresta di Rumbula, in Lettonia, si
consumarono due stragi che videro la morte di venticinquemila ebrei, la
gran parte lettoni provenienti dalla Germania. In occasione di questi
due anniversari, Giunti Editore ha riproposto in una nuova edizione il
romanzo La lista di carbone, scritto dalla giornalista Christiana
Ruggeri e già finalista del Premio Bancarella nel 2008, presentato ieri
alla libreria Feltrinelli di piazza Colonna a Roma. Oltre all’autrice,
a proporre spunti di riflessione legati ai temi proposti nel libro,
sono intervenuti il vice capo redattore degli Esteri e vaticanista del
Tg2 Giovan Battista Brunori e David Meghnagi, direttore del Master in
Didattica della Shoah dell’Università di Roma Tre. Leggi
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qui verona
Gino, una pista per la Memoria
Domenica
mattina a Verona è stato inaugurato un tratto di una nuova pista
ciclabile intitolandola a Gino Bartali. La nuova opera è stata
realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’azienda
Siof, che ha consentito a due giovani artisti veronesi – Michele De
Mori, architetto e writer per passione e al designer, grafico ed
esperto in walldesigner ILPIER (Pier Paolo Spinazzè), di utilizzare il
muro esterno del proprio stabilimento, per disegnarvi un gigantesco
murales arancio, grigio e rosa che ricorda il campione e le sue gesta
umane e sportive.
Gino Bartali nel 2005 fu insignito dalla Stato italiano con la medaglia
d’oro al valor civile perché si adoperò per il salvataggio di numerosi
ebrei. Nel 2013 fu riconosciuto dallo Yad Vashem come Giusto tra le
nazioni con questa motivazione: “Un cattolico devoto, nel corso
dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di
salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan
Cassuto e l’arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa”,
anch’egli riconosciuto come Giusto tra le Nazioni.
Bruno Carmi, presidente Comunità ebraica di Verona Leggi
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Ora di scegliere |
Sadiq
Kahn è il nuovo sindaco di Londra. Figlio di immigrati pakistani, è il
primo musulmano ad accedere, in Europa, a una carica così importante.
Votato da molti ebrei londinesi, aveva per avversario un
correligionario conservatore, che non ha rinunciato, senza successo, a
giocare la carta della minaccia islamica. Il nostro mondo sta cambiando
velocemente, occorre scegliere la parte giusta. Anche per influenzarla.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - Chi trovò Eichmann |
La
cattura di Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili della
soluzione finale, non fu opera solo del Mossad. Un altro protagonista
misconosciuto di quell’arresto clamoroso fu il procuratore generale
Fritz Bauer, ebreo tedesco fuggito in Danimarca durante le persecuzioni
e tornato in Germania, a Francoforte, dopo la guerra. Fu lui a scoprire
che Eichmann si nascondeva a Buenos Aires.
Lo racconta il film uscito nei giorni scorsi in Italia intitolato “Lo
Stato contro Bauer”, del regista tedesco Lars Kraume, co-sceneggiato
dallo scrittore francese Olivier Guez, che si era già occupato della
vicenda nel libro “L’impossibile ritorno, storia degli ebrei in
Germania dopo il 1945”.
La storia del tenace e coraggioso Bauer, omosessuale dichiarato che sin
dal suo ritorno dall'esilio in Danimarca cercò di portare in tribunale
gli autori dei crimini di guerra perpetrati durante il Terzo Reich, è
di grande interesse.
Mario Avagliano
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