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10 maggio 2016 - 2 Iyar 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
Alla vigilia di ogni competizione elettorale si riaffaccia con forza la questione  del ghiùr, la conversione all’ebraismo, in particolare quella dei bambini di padre ebreo e di madre non ebrea. La questione del ghiur è un problema dell’ebraismo italiano, anche se non solo dell’ebraismo italiano. Ma il nostro, a differenza di altri paesi, è un ebraismo ormai ai minimi termini, e ogni crisi può esserci letale. La questione del ghiùr è stata affrontata troppo spesso da un'angolazione altamente influenzata dal vissuto personale, anzi, influenzata dai molteplici vissuti personali, sfociando spesso in una contrapposizione fortemente personalizzata fra singolo candidato gher e il singolo rabbino a cui è demandato di rappresentare e riconoscere al candidato l’identità ebraica.
 
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
Il vice capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, Yair Golan, critica certe tendenze violente e intolleranti all’interno della società israeliana e dell’esercito israeliano in particolare, assimilandole alla situazione della Germania prenazista, nella Repubblica di Weimar.
Yair Golan sbaglia, naturalmente, a creare paralleli storici improponibili, perché ogni parallelo storico è falsante. Le situazioni storiche, le loro cause, i loro contesti e i loro processi non sono mai uguali ad altri. Non si possono appiattire le differenze. Lo fanno i malintenzionati, di solito, gli ideologizzati in mala fede.
 
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Da Vienna a Bolzano, l'ombra nera avanza
Di terremoto politico parlano oggi i quotidiani dopo le dimissioni in Austria del cancelliere socialdemocratico Werner Faymann: “travolto da migranti e ultradestra”, come titola il Corriere. Ed è proprio la destra nazionalista e xenofoba del Partito della libertà a preoccupare l'Europa: tra dodici giorni si vota e il suo candidato, Norbert Hofer, arriva alle urne forte del 36 per cento ottenuto al primo turno contro il 21 dell'indipendente ecologista Alexander Van der Bellen. I due partiti attualmente al governo, i socialdemocratici e i conservatori, sono rimasti fuori, bocciati dall'elettorato soprattutto a causa della gestione dell'emergenza migranti che ha portato alla ribalta la destra più estrema. Repubblica racconta come anche nella “rossa Vienna” l'ombra nera si stia rafforzando, riflesso di quanto accade nel paese dove “le aggressioni e i crimini di gruppi di estrema destra e neonazisti sono aumentati del 40% in un solo anno”. I neonazisti avanzano grazie anche ai fallimenti delle politiche di integrazioni: nella sola Vienna, secondo un'indagine governativa, ci sono circa 150 asili islamisti. “Diecimila bambini vengono educati da gruppi di salafiti, dai Fratelli musulmani e da altre organizzazioni simili, ad introiettare i precetti dell'Islam più radicale”.

L'exploit di CasaPound a Bolzano. Al di qua del Brennero, a preoccupare è il boom dell'estrema destra in Alto Adige: a Bolzano, dove si vota per le comunali, l'estrema destra di CasaPound ha triplicato i voti e sfiora il 7 per cento. “'Prima i bolzanini' è uno degli slogan-mantra sui quali i caporioni di CasaPound – spiega Repubblica - hanno costruito la muscolosa campagna elettorale tutta strada, sicurezza e occupazioni simboliche dell'istituto per l'edilizia sociale”. Tra i più votati all'interno di CasaPound, il consigliere di circoscrizione Davide Brancaglion che il 20 gennaio scorso, racconta Repubblica, ha pestato un ragazzo di 17 anni. A Bolzano, in ogni caso, al ballottaggio andranno il candidato Pd Renzo Caramaschi, che ha ottenuto il 22,32%, e Mario Tagnin, esponente del centrodestra, con il 18,39% (Corriere).

Gaza, Israele non vuole un'escalation. No a nuove violenze con la Striscia di Gaza, ma Israele agirà “se serve per mantenere la sicurezza”. A dichiararlo il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo alcuni giorni di alta tensione, riporta l'Osservatore Romano. “Continueremo a fare quanto necessario per combattere la minaccia dei tunnel segreti” ha spiegato il Premier, riferendosi ai tunnel costruiti dai terroristi di Hamas per infiltrarsi in Israele.

17 milioni all'asta per Him. Hitler in ginocchio, assorto nella preghiera e con gli occhi lucidi. La provocatoria scultura di Maurizio Cattelan intitolata Him, cioè Lui, ha sbancato l'altra sera l'asta di Christie's a New York stabilendo un doppio record, per l'incanto e per l'artista, con un cartellino del prezzo finale da 17.189.000 dollari, circa 15 milioni di euro (Corriere della Sera).
 
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  davar
pagine ebraiche al salone del libro di torino
Tradurre? Questione di sensibilità
Per la prima versione serve lavorare in solitudine, in quello che è un corpo a corpo con il testo, un impegno silenzioso e tenace che si sofferma su ogni piega del testo per recuperarne il senso più profondo. Ma il lavoro del traduttore, come racconta il dossier Lingue e linguaggi, pubblicato sul numero di maggio di Pagine Ebraiche (
clicca qui per sfogliarlo) e curato da Ada Treves, è anche una danza, in cui l’autore è il cavaliere, e meglio sa condurre più è semplice il compito di chi non deve limitarsi a seguire, rendendo parola per parola il senso del testo originale, ma deve essere capace di ascoltare, capire, interpretare, per poi scrivere nella propria lingua quello che l’autore ha voluto dire. Ma non solo dire, anche suggerire, sussurrare, implicare con immagini, metafore, suggestioni e sonorità che sarebbe impossibile restituire in italiano se non si conoscesse benissimo la propria lingua. Che va amata, rispettata e tenuta viva frequentandone la letteratura, la storia, la poesia, in un arricchimento continuo che permette poi di rendere le opere di scrittori che arrivano da mondi anche profondamente differenti dal nostro. Perché per tradurre non serve solo sapere molto bene un’altra lingua ma, come raccontano le quattro traduttrici che molto sono responsabili di come in Italia viene vissuta e percepita una buona parte della letterature israeliana ed ebraica, bisogna soprattutto avere sensibilità, voglia di capire e grande cultura. E paradossalmente allora la competenza nella lingua di partenza è solo una piccola parte del bagaglio di un professionista che oggi deve tenere conto anche delle moltiplicate possibilità delle esplorazioni informatiche (nell’immagine un grafico dei riferimenti incrociati fra testi tradizionali ebraici del laboratorio Sefaria).
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i due attacchi in germania e in israele
Da Monaco a Gerusalemme,
l'odio non risparmia nessuno 

Hanno 80 e 86 anni le due donne accoltellate questa mattina nel quartiere Armon HaNatziv, nel sud di Gerusalemme. Ad aggredirle, due palestinesi poi fuggiti verso il quartiere di Jabel Mukaber, riportano i media israeliani. Le due donne stavano passeggiando con altre tre persone quando gli aggressori le hanno attaccate alle spalle. Sono state immediatamente ricoverate al Shaare Tsedek Medical Center e non sono in pericolo di vita. Due sospetti sono stati arrestati ma, informa la polizia, le ricerche non sono ancora concluse.
Poche ore prima l'attentato terroristico a Gerusalemme, un'altra aggressione si è verificata a Monaco dove un uomo armato di coltello ha ucciso una persona e ne ha ferite altre tre nei pressi della stazione della S-Bahn. Secondo i testimoni, l'attentatore, prima di colpire, ha urlato la frase in arabo “Allah Akhbar”. Ora l'uomo è sotto la custodia delle autorità tedesche.
 

qui parma - la grande fiera alimentare
A Cibus con il marchio K.it,
il Casher torna protagonista

"È importante essere qui per far conoscere la certificazione casher come marchio di qualità”. Lo spiega Jacqueline Fellus, assessore alla casherut dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e responsabile di K.it, il marchio di certificazione dell’UCEI, mentre percorre la sezione speciale dedicata all’alimentazione secondo la Legge ebraica a Cibus, la grande fiera internazionale dedicata all’alimentazione in corso a Parma, dove sono
presenti anche diversi operatori e rabbini addetti alla casherut.
Anche quest’anno K.it è dunque protagonista, insieme alle molte aziende coinvolte nella sua rete, in un nuovo spazio nato in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico che è volto a promuovere la diffusione delle certificazioni agroalimentari presso le aziende italiane come strategia di valorizzazione e internazionalizzazione del Made in Italy.
“Ai produttori è necessario far capire che la certificazione casher apre orizzonti – prosegue Fellus – diventando una leva per entrare in tutti quei mercati in cui i controlli sono un valore aggiunto”. Al fine di diffondere la conoscenza della casherut come sinonimo di qualità anche tra gli utenti, Fellus presenterà inoltre questo pomeriggio un’applicazione promossa insieme al Ministero grazie alla quale – sottolinea – “sarà possibile informare e mettere in ordine il mercato italiano, segnalando tutti i prodotti già certificati, che si possono già trovare nei supermercati e magari non tutti lo sanno”.
 

identità - precisazione di cobi benatoff
Legge, Ghiur e regolarizzazioni
"Le parole di rav Haim Korsia" 

Il candidato al Consiglio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Cobi Benatoff ha fatto pervenire il seguente messaggio:

Chiamato in causa per una citazione di Rav Korsia, Gran rabbino di Francia, non volendo passare per uno che si inventa le cose, vi prego pubblicare il link dell'
intervista a cui mi riferisco.

"Et bien qu’il affirme que le processus que ces personnes doivent subir avant de pouvoir se marier avec des Juifs devrait rester inchangé, Korsia rejette l’utilisation du mot « conversion » pour le décrire. Sur la question des mariages mixtes, Korsia se montre plus accueillant que ses prédécesseurs. Ceux qu’il appelle «la semence d’Israël » doivent être amenés dans «la bergerie », même si ces enfants ne sont pas considérés comme juifs selon la loi juive orthodoxe [halakha].
«Dans de tels cas, nous parlons de régularisation, pas de conversion, parce que cela reviendrait à dire qu’ils ne sont pas juifs, ce qui n’est pas tout à fait vrai», a déclaré le rabbin".
"In questi casi, parliamo di regolarizzazione, non di conversione, perché altrimenti sarebbe come dire che non sono ebrei, cosa che non è del tutto vera", ha dichiarato il rabbino".

Io nel programma ho riportato il testo virgolettato.
Con rispetto e modestia, solo per la precisione.

Cobi Benatoff

qui pisa
Giorgio Nissim, un eroe normale
Un eroe “normale”, che nel momento più difficile non perse la calma e si adoperò con passione, altruismo e coraggio, a rischio della propria vita, per la salvezza di centinaia di fratelli perseguitati.
È stato un omaggio carico di significati quello svoltosi ieri a Pisa, nel palazzo del Comune, in ricordo di Giorgio Nissim, che per la Toscana e il Centro Italia fu punto di riferimento della rete di assistenza clandestina – la Delasem – che operò per mettere al sicuro gli ebrei perseguitati dal nazifascismo. Un omaggio ispirato dalla recente pubblicazione del volume Giorgio Nissim. Una vita al servizio del bene (ed. Giuntina) di Alfredo De Girolamo, attorno cui sono ruotati i diversi interventi.
Tra i protagonisti dell’iniziativa, oltre all’autore, il sindaco Marco Filippeschi, il presidente della Comunità ebraica Maurizio Gabbrielli, il giornalista UCEI Adam Smulevich, lo scrittore e giornalista Davide Guadagni, lo storico Michele Battini, l’artista Piero Nissim. 

una testimonianza inedita 
Friuli, a 40 anni dal terremoto
In ricordo di Aldo Rosselli

“Il terremoto nel Friuli di 40 anni fa si portò via anche la piccola biblioteca annessa alla scuola di Timau che Amelia Rosselli, con Carlo e Nello, avevano voluto costituire per ricordare il figlio e fratello Aldo caduto cento anni fa sul Pal Piccolo il 27 marzo 1916, nel corso della Prima Guerra Mondiale, e seppellito nel cimitero del Paese friulano”.
Una memoria riportata alla luce dall’onorevole Valdo Spini (nell’immagine), presidente della Fondazione Circolo Rosselli, nel corso di un convegno ospitato dalla fondazione negli scorsi giorni di cui ha parlato tra gli altri il Messaggero Veneto.
Al centro del convegno la figura di Aldo Rosselli, di famiglia ebraica, che – come è stato ricordato nel corso dell’incontro, cui ha preso parte Alberto Rosselli (figlio di Nello) – andò volontario in guerra nonostante fosse studente di medicina e fu impegnato direttamente come sottotenente in zona di guerra. Dopo il suo sacrificio, riconosciuto con una medaglia d’argento, la famiglia volle continuare a intrattenere un continuo rapporto col territorio, sia con visite che con la costituzione della biblioteca per ragazzi.
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qui milano
Israele e il rapporto con gli altri 
“Non siamo condannati a vivere insieme, siamo destinati a farlo”. È una frase che il Presidente d'Israele Reuven Rivlin ha ripetuto spesso, parlando alle varie anime del Paese che rappresenta. Ai laici e ai religiosi, agli arabi e alle altre minoranze, alle correnti di destra e di sinistra, Rivlin ha più volte ribadito che l'unica strada per mantenere salda la democrazia dello Stato ebraico è la coesistenza. Ma come raggiungerla? Questa e altre sono state le domande al centro dell'incontro tenutosi ieri a Milano attorno al libro della giornalista Anna Momigliano Israele e gli altri: un dissidio irrisolto, pubblicato da LaZisa. Con Momigliano, a parlare della complessità di Israele nel corso dell'incontro organizzato da Sinistra per Israele,il deputato Pd Emanuele Fiano (segretario nazionale del gruppo), Lia Quartapelle, membro della commissione Esteri della Camera, e Tobia Zevi, presidente associazione di cultura ebraica Hans Jonas e autore della prefazione del libro.
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qui roma 
Il dovere civico di ricordare
Era ottant’anni fa quando è stato costruito il campo di concentramento di Sachsenhausen, quello che, poco lontano da Berlino, per i nazisti doveva essere “il campo perfetto”. Ed era 75 anni fa quando nel campo di Riga Kaiserwald e nella foresta di Rumbula, in Lettonia, si consumarono due stragi che videro la morte di venticinquemila ebrei, la gran parte lettoni provenienti dalla Germania. In occasione di questi due anniversari, Giunti Editore ha riproposto in una nuova edizione il romanzo La lista di carbone, scritto dalla giornalista Christiana Ruggeri e già finalista del Premio Bancarella nel 2008, presentato ieri alla libreria Feltrinelli di piazza Colonna a Roma. Oltre all’autrice, a proporre spunti di riflessione legati ai temi proposti nel libro, sono intervenuti il vice capo redattore degli Esteri e vaticanista del Tg2 Giovan Battista Brunori e David Meghnagi, direttore del Master in Didattica della Shoah dell’Università di Roma Tre.
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qui verona
Gino, una pista per la Memoria
Domenica mattina a Verona è stato inaugurato un tratto di una nuova pista ciclabile intitolandola a Gino Bartali. La nuova opera è stata realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’azienda Siof, che ha consentito a due giovani artisti veronesi – Michele De Mori, architetto e writer per passione e al designer, grafico ed esperto in walldesigner ILPIER (Pier Paolo Spinazzè), di utilizzare il muro esterno del proprio stabilimento, per disegnarvi un gigantesco murales arancio, grigio e rosa che ricorda il campione e le sue gesta umane e sportive.
Gino Bartali nel 2005 fu insignito dalla Stato italiano con la medaglia d’oro al valor civile perché si adoperò per il salvataggio di numerosi ebrei. Nel 2013 fu riconosciuto dallo Yad Vashem come Giusto tra le nazioni con questa motivazione: “Un cattolico devoto, nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l’arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa”, anch’egli riconosciuto come Giusto tra le Nazioni.

Bruno Carmi, presidente Comunità ebraica di Verona 
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qui torino
Medio Oriente, futuro incerto
Il direttore de La Stampa Maurizio Molinari torna al Circolo dei lettori per parlare di Medio Oriente, scenario più che mai in frenetico cambiamento, dove il fattore tempo viene schiacciato dagli eventi, dove la geopolitica è destinata all’instabilità perenne, dove ogni cambiamento genera un effetto domino con esiti difficili da prevedere in entità e durata.
Tema dell’incontro, organizzato tra gli altri da Emanuel Segre Amar (Gruppo Sionistico Piemontese) assieme alle Comunità ebraiche di Torino e di Vercelli e all’Agenzia Ebraica per Israele e a cui ha partecipato anche Ariela Piattelli, “l’integrazione delle minoranze”.
La chiave di lettura secondo Molinari va ricercata nel pensiero del presidente dello Stato ebraico Reuven Rivlin, fondato sul concetto di democrazia israeliana radicata che si traduce in pienezza di diritti a tutte le minoranze.

Alice Fubini
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pilpul
Ora di scegliere
Sadiq Kahn è il nuovo sindaco di Londra. Figlio di immigrati pakistani, è il primo musulmano ad accedere, in Europa, a una carica così importante. Votato da molti ebrei londinesi, aveva per avversario un correligionario conservatore, che non ha rinunciato, senza successo, a giocare la carta della minaccia islamica. Il nostro mondo sta cambiando velocemente, occorre scegliere la parte giusta. Anche per influenzarla. 

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas


Storie - Chi trovò Eichmann
La cattura di Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili della soluzione finale, non fu opera solo del Mossad. Un altro protagonista misconosciuto di quell’arresto clamoroso fu il procuratore generale Fritz Bauer, ebreo tedesco fuggito in Danimarca durante le persecuzioni e tornato in Germania, a Francoforte, dopo la guerra. Fu lui a scoprire che Eichmann si nascondeva a Buenos Aires.
Lo racconta il film uscito nei giorni scorsi in Italia intitolato “Lo Stato contro Bauer”, del regista tedesco Lars Kraume, co-sceneggiato dallo scrittore francese Olivier Guez, che si era già occupato della vicenda nel libro “L’impossibile ritorno, storia degli ebrei in Germania dopo il 1945”.
La storia del tenace e coraggioso Bauer, omosessuale dichiarato che sin dal suo ritorno dall'esilio in Danimarca cercò di portare in tribunale gli autori dei crimini di guerra perpetrati durante il Terzo Reich, è di grande interesse.


Mario Avagliano
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