Giuseppe Momigliano,
rabbino
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Il
quinto Libro della Torah – Devarim, Deuteronomio - contiene
essenzialmente gli ultimi discorsi di Mosè al popolo d’Israele. La
prima Parashà viene sempre letta nel Sabato che precede il digiuno del
Nove di Av, giorno di lutto in cui si ricorda la distruzione del primo
e del secondo Santuario di Gerusalemme; tali eventi segnarono in
maniera definitiva la storia e l’identità ebraica, anche
attraverso l’affermarsi della diaspora quale condizione di vita della
maggior parte del popolo d’Israele.
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Davide
Assael,
ricercatore
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Buone
nuove dall’Ungheria. Nelle ultime settimane si è attivata una campagna
mediatica contro George Soros e sono comparsi sulle strade delle città
poster con slogan aggressivi nei confronti del finanziere ebreo. Ce ne
rende molto bene conto direttamente da Budapest la giovane analista
politica Giulia Stefano su www.lechlecha.me. Una campagna che ha messo
in allarme la comunità ebraica locale, che si è espressa con toni molto
duri, considerando anche la storia del Paese.
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Parla di “razza italiana”
Bufera sulla dirigente dem
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Molto
clamore mediatico attorno alle dichiarazioni di Patrizia Prestipino,
responsabile del dipartimento mamme del Partito democratico, che ieri
ha invocato sostegno a politiche per dare continuità alla “nostra
razza”. Un inciampo grossolano, evocativo di un assai triste passato e
subito stigmatizzato da numerosi membri del suo stesso partito. “La pd
Prestipino nella bufera” titola il Corriere della sera. “Gaffe della
dirigente pd” scrive Repubblica. “Che razza di gaffe per la pasionaria
dem” ironizza La Stampa.
Dare un nome alle vittime della medicina nazista nei campi di
sterminio. Tra le 15mila e 27 mila persone, in parte ebrei ma anche
moltissimi zingari. Un impegno internazionale, promosso dallo storico
della medicina Paul Weindling e finanziato da Wellcome Trust, si
prefigge di colmare questa lacuna. “Un compito molto difficile ma
cruciale per restituire dignità individuale a una memoria che
altrimenti giacerebbe dimenticata in una fossa comune” sottolinea il
Corriere.
Sul codice di condotta in mare non si chiude ancora l’accordo tra
Viminale e Ong. Due, riporta Repubblica, i punti contestati dalle
organizzazioni impegnate nel Mediterraneo centrale: l’obbligo di
accogliere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria e il divieto di
trasbordo di migranti su altre navi. “Su questo, soprattutto le Ong più
piccole si compattano in un fronte unitario. Tanto – si legge – da
costringere il Viminale a fissare un nuovo incontro per venerdì
prossimo”.
Su La Stampa si racconta il restauro di un manoscritto del 1202, che ha
rivisto la luce all’archivio storico della Comunità ebraica romana e
che in passato è sfuggito a diversi tentativi di esproprio distruzione.
L’ultimo dei quali per mano dei nazisti.
“Con il restauro, grazie al quale si è rivelata la storia del volume,
si è scoperto che c’è un altro manoscritto in archivio, un prezioso
‘Chumash’ (che contiene i cinque libri della Torà), oltre 15 chili di
sapienza, scritto dallo stessa persona e protagonista della stessa
avventura” scrive La Stampa. L’articolo registra la soddisfazione degli
artefici del recupero.
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Qui Trieste – dario disegni a Redazione Aperta
Futuro: "La sfida per le risorse
si vince investendo sulla cultura"
Il
presidente del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di
Ferrara, della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e della
Comunità ebraica di Torino Dario Disegni in visita a Redazione Aperta,
il laboratorio giornalistico della redazione UCEI che prosegue in
questi giorni a Trieste.
Primo incontro nel Castello di Miramare con la neo direttrice della
struttura Andreina Contessa (giunta da poco da Gerusalemme), che negli
scorsi giorni ha ricevuto la visita del ministro della Cultura Dario
Franceschini. Contessa e Disegni si sono intrattenuti nell’affascinante
residenza che fu di Massiliano d’Asburgo per una prima presa di
contatto su alcuni temi e su alcuni possibili progetti futuri. Il
confronto è quindi proseguito sul tema delle risorse a disposizione
dell’ebraismo italiano.
“I dati delle ultime raccolte Otto per Mille UCEI sono preoccupanti e
si inscrivono in una più generale disaffezione e sfiducia verso le
istituzioni, dalla Chiesa ai partiti tradizionali. Una matrice cui sono
ugualmente riconducibili la crescita della quota inespressa e l’aumento
dell’astensionismo. Il fenomeno è allarmante – la riflessione di
Disegni – perché indica che la popolazione ha preso le distanze dalle
sfere dell’impegno civile e politico”.
Come
invertire, allora, questa tendenza? Per Disegni, ponendosi due
priorità: assicurare un futuro ebraico alle generazioni che verranno,
investendo in cultura ed educazione, e far conoscere la realtà ebraica
ai non ebrei, per dialogare con le altre componenti della società.
Obiettivi sostenibili e praticabili solo con il contributo delle
comunità e dei maggiori soggetti culturali. “Le prime, in particolare,
minate da numeri sempre più esigui – ha affermato Disegni – dovrebbero
imparare a superare i personalismi, la difesa dei piccoli interessi,ed
elaborare una visione condivisa. Che non significa omogeneità, ma una
sana e serrata dialettica tra le differenti posizioni, lavorando in
squadra”.
La
ricerca di una nuova ricetta, in grado di risollevare le sorti della
raccolta fondi, implica che qualche ingrediente, prima, mancasse o non
fosse ben dosato. Questa l’opinione del presidente del Meis: “I
risultati ci dicono che è profondamente sbagliato contare solo
sull’Otto per mille e ci impongono di individuare fonti economiche
alternative, se vogliamo evitare il collasso”. Quindi, ha esortato,
“oltre a rivolgerci al nostro interno, dobbiamo attirare le grandi
istituzioni culturali e museali dell’ebraismo italiano, le fondazioni
nazionali e internazionali, ebraiche e non, che già in passato hanno
fortemente sostenuto il recupero, la tutela e la valorizzazione del
patrimonio ebraico e le iniziative via via promosse”.
(Nelle immagini, dall’alto in basso, la redazione UCEI con Dario
Disegni; il presidente del Meis con Andreina Contessa; Disegni con il
sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e la direttrice del Meis Simonetta
Della Seta insieme negli scorsi giorni nella città estense) Leggi
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la sentenza sull'organizzazione terroristica
Corte di Giustizia Ue: "Hamas nella lista nera dei terroristi"
II
movimento di Hamas è un'organizzazione terroristica e il Tribunale
dell'Ue non avrebbe dovuto toglierlo dalla lista che lo riconosce come
tale. Lo ha sancito la Corte di Giustizia dell'Unione europea nelle
scorse ore, annullando quanto deciso dal Tribunale nel 2014 che aveva
cancellato l’iscrizione del movimento palestinese Hamas dalla lista
delle organizzazioni terroristiche per un vizio di forma ma aveva
mantenuto il congelamento dei suoi beni all’interno dell’Unione.
Per i giudici del secondo organo giurisdizionale dell’Ue, l’iscrizione
di Hamas nella lista nera non si basava sull’analisi delle azioni del
movimento, ma su accuse tratte dai mezzi d’informazione e da internet.
La Corte di Giustizia ha spiegato che il Tribunale “non avrebbe dovuto
annullare il mantenimento di Hamas dall'elenco europeo delle
organizzazioni terroristiche”.
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la campionessa esclusa dai giochi del 1936
Gretel Bergmann (1914-2017)
Berlino
1936. I Giochi dell'odio e della propaganda nazista ai suoi massimi.
C'era bisogno di purezza, per dar vita a una celebrazione del Terzo
Reich che fosse perfetta in ogni meccanismo. E così Margaret (detta
"Gretel") Bergmann fu esclusa dalla squadra tedesca, per volere della
federazione, a un mese dalle Olimpiadi. Poco conta che fosse la più
grande saltatrice in alto dell'epoca e che con ogni probabilità avrebbe
trionfato nella sua disciplina. La sua macchia, purtroppo, indelebile:
era ebrea.
Aveva 22 anni allora e quella, per Gretel, fu una ferita destinata a
restare insanabile. Tanto che dal 1937, l'anno della sua fuga dalla
Germania, non tornò per oltre 60 anni nel paese in cui era nata,
cresciuta e si era affermata a certi livelli. Troppo forti il dolore e
la rabbia per quell'occasione perduta.
Gretel se ne è andata nelle scorse ore, l'ultima protagonista in vita
(suo malgrado) di quei Giochi che tanto hanno fatto parlare per le
imprese di Jesse Owens, l'atleta nero capace di demolire l'impalcatura
ariana sotto gli occhi imbarazzati di Hitler. Partita dalla Germania
con quattro dollari in tasca, si è rifatta una vita negli Stati Uniti.
Una strada in salita la sua, ma che non le ha impedito di ottenere
delle soddisfazioni agonistiche importanti. In particolare con la
vittoria dei campionati nazionali di salto in alto e di getto del peso,
ultimi trionfi prima dell'addio alla carriera di sportiva annunciato
alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Leggi
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Ticketless - Un’eredità scomoda |
“Una
Comunità ebraica può costituirsi soltanto sulla base di quanto previsto
dall’Intesa firmata nel 1987 tra l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane e la Repubblica italiana, che ha trovato applicazione con la
legge 8 marzo 1989, n. 101 (Norme per la regolazione dei rapporti tra
lo Stato e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane), che sostituisce
la Legge Falco del 1930 (Norme sulle Comunità israelitiche e
sull’Unione delle Comunità medesime) e sulla base dello Statuto
dell’Ebraismo Italiano approvato dall’UCEI stessa”. Ineccepibile, ma
che malinconia il cenno alla Legge Falco superata solo in apparenza
(come l’articolo 7 solo in apparenza superò il Concordato). Firmata con
Mussolini nel 1930, con modifiche che illiberali sembrarono finanche al
Guardasigilli Rocco e irritarono Francesco Ruffini, lo storico della
libertà religiosa, sarebbe bello non parlarne più.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Conflitto inesistente
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C'è
un motivo molto semplice per il quale, come ho più volte detto e
scritto, ritengo che il conflitto israelo-palestinese non arriverà mai
a una soluzione pacifica e negoziata tra le parti. Mi dispiace molto
pensarla così, e sarei la persona più felice del mondo se i fatti, già
domani mattina, mi smentissero. Ma purtroppo è questo che penso. Forse
la parola "mai" è eccessiva, ma, se proprio volessi evitare tale
termine, dovrei scegliere un'espressione che gli somiglia molto. Io,
certamente, non vedrò quel giorno, le mie figlie neanche, il mio
nipotino di otto mesi nemmeno, e forse neanche i suoi figli e nipoti.
Ma quale il motivo di questo disperante pessimismo? È semplice. Io
credo, che, in realtà, il conflitto israelo-palestinese non esista, non
sia che un trucco, una finzione di scena per isolare un piccolo
elemento di uno scenario immensamente più vasto, in modo da trasformare
il Davide Israele in un protervo Golia.
Francesco Lucrezi, storico
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Come un grande Kaddish
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“O fai di tutto per vivere o fai di tutto per morire”.
È questa la fatidica frase che Andy Dufresne, dopo due mesi in cella
d’isolamento nella prigione di Shawshank, pronuncia al suo amico Ellis
Boyd ‘Red’ Redding nel mitico film The Shawshank Redemption (conosciuto
in Italia con il titolo Le ali della libertà).
La musica sosteneva lo spirito laddove il fisico cedeva pesantemente a
causa del lavoro coatto o di punizioni esemplari o del generale disagio
collettivo nei Campi; nell’immediato, adrenalizzava il deportato e il
gruppo sociale che lo circondava nel Block, rinfocolando speranze di
sopravvivere o di assistere in vita alla fine della Guerra.
Francesco Lotoro
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Musolino e il Risorgimento
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Benedetto
Musolino (1809-1885) fu una figura importante del Risorgimento
italiano. Calabrese di nascita, partecipò alla difesa della Repubblica
romana nel 1848. Dopo la caduta della Repubblica si rifugiò all'estero.
David Meghnagi, Università Roma Tre
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In radio
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"Possiamo
intervistarti lunedì mattina verso le 10:00 italiane? Vorremmo sentire
dalla tua voce qualcosa di più su ciò che sta accadendo in Israele.
Come al solito si sentono solo messaggi negativi".
Angelica Edna Calò Livne
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