19 Ottobre 2016 - 17 Tishri 5777

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  2 Agosto 2017 - 10 Av 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
A partire dallo shabbat successivo al digiuno del nove di Av ha inizio una serie di sette sabati definiti con il termine “shiv’à denechamatà” ovvero “sette Sabati di consolazione”, che si contrappongono ai “tre Sabati di punizione”, legati al ricordo della distruzione del Santuario, quasi a stabilire emblematicamente il prevalere della misura della misericordia divina rispetto a quella della giustizia punitiva. Questi sette sabati, che ci accompagnano fino alla fine dell’anno nel calendario ebraico, sono caratterizzati.
 
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Davide
Assael,
ricercatore
Anni fa furono i tempi della Missione Arcobaleno e gli italiani si contendevano il primato della solidarietà, offrendo aiuto ai rifugiati della guerra del Kosovo. A distanza di anni, con l’11 settembre e una crisi economica in mezzo, la situazione sembra essere ribaltata. E la cosa che più segna questa differenza è la legittimazione di un linguaggio razzista, mascherato da formule di convenienza non a caso coniate dall’estrema destra europea. Slogan come “aiutiamoli a casa loro”, o distinzioni come quella fra migranti economici e rifugiati politici rientrano a pieno titolo in questo imbarbarimento del linguaggio, che è anzitutto un imbarbarimento della nostra civiltà europea.
 
Italia, missione in Libia "Sovranità non lesa"
Il Parlamento italiano si esprimerà oggi sulla missione di supporto alla guardia costiera libica. “Con la missione navale non si profila alcuna lesione alla sovranità libica. Il nostro obiettivo è anzi quello di rafforzarla” ha detto ieri il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nella informativa alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Sul tema dei migranti, La Stampa scrive che sono “tempi duri” per le Ong refrattarie al Codice di condotta. “Chi non firmerà il documento non si vedrà riconoscere la garanzia di attraccare nei porti italiani” ha affermato tra gli altri il portavoce per Migrazione e Affari interni dell’Unione Europea. Nel frattempo, viene spiegato, anche il Viminale sta mettendo a punto un piano contro le Ong ribelli: l’attracco sarà garantito nel porto più sicuro “ma non in quello più vicino”. Inoltre, nelle operazioni di salvataggio, avranno priorità “le Ong che firmano il regolamento”.

Novantasei stranieri controllati, trentotto portati in questura per la verifica dell’identità. È durato due ore, scrive Repubblica Milano, il blitz di controlli ai migranti di fronte alla Stazione Centrale del capoluogo lombardo, il secondo in due settimane. Identificazioni e perquisizioni si sono svolte senza incidenti. “Alcuni degli uomini controllati, quasi tutti africani – si legge – hanno lamentato il fatto di essere stati lasciati per oltre un’ora seduti al sole senz’acqua, esposti agli obiettivi di macchine fotografiche e telecamere”.
 
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  davar
preoccupazione nella comunità ebraica
Venezuela, è crisi democratica

Israele accoglie diverse famiglie
Sono diverse le famiglie ebraiche che nelle ultime ore hanno lasciato il Venezuela per emigrare in Israele. Un dato significativo, che desta preoccupazione e che dà il polso come tante altre volte in passato di quanto sia grave il livello di precarietà democratica che investe il paese sudamericano e quanto destabilizzante sia nel complesso la sua situazione politica/sociale/economica.
Già in calo demografico da tempo, la comunità ebraica venezuelana è tra le più indigenti al mondo. Molteplici, riporta la stampa israeliana, le famiglie che hanno bisogno di assistenza quotidiana. In ragione della crescente povertà, un quarto degli iscritti è stato dispensato dal pagamento delle tasse comunitarie. La sfida per molti, il più delle volte, è quella di mettere insieme il pranzo con la cena.
“Aiutiamo gli ebrei venezuelani ad emigrare in Israele per iniziare una nuova vita. In Venezuela oggi la situazione è catasfrofica: violenza in crescita nelle strade e carenza di cibo, medicine, materie prime” ha sottolineato tra gli altri il rabbino Yechiel Eckstein, uno dei protagonisti della rete di assistenza a chi compie questa scelta.
Tra i principali motivi di preoccupazione, anche un antisemitismo difficile da scalfire. Già riconosciuto come il paese più pregiudizialmente antiebraico del continente durante il lungo mandato di Chavez, che non ha mai mancato di mostrare aperta ostilità nei confronti di Israele e vicinanza a leader sanguinari come l’iraniano Ahmadinejad, il Venezuela sembra aver fatto pochi passi in direzione opposta durante la presidenza Maduro. In particolare ha fatto discutere, nel gennaio scorso, la nomina a vicepresidente del controverso Tareck Zaidan El Aissami Maddah. Già ministro dell’Interno e della Giustizia, El Aissami ha sempre attirato su di sé sospetti di cattive frequentazioni (in primis i terroristi di Hezbollah) tanto da portare gli Stati Uniti a inserirlo in una black list che, da febbraio, gli preclude l’ingresso sul suolo americano.
Appare inoltre significativo che, nel suo populismo più estremo, a seguito di alcune contestazioni il presidente Maduro abbia dichiarato in maggio: “Noi chavisti siamo i nuovi ebrei del XXI secolo che Hitler ha perseguitato. Non portiamo la stella di David, ma abbiamo i cuori rossi pieni di desiderio di combattere per la dignità umana. E li sconfiggeremo, i nazisti di questo secolo”.
L’impegno per la dignità umana di Maduro prosegue in queste ore con il fermo dei leader delle opposizioni, prelevati nella notte dai loro appartamenti (dove erano già ai domiciliari) e condotti in carcere.
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appuntamento al 10 settembre
Giornata della Cultura Ebraica

In rete le prime anticipazioni
Ottantuno località, sette in più dello scorso anno, distribuite su quattordici regioni italiane, dalla Sicilia al Trentino, dal Piemonte alla Puglia. In attesa di decine di migliaia di visitatori, che ci si augura come ogni anno scelgano di passare una domenica di cultura e svago, visitando una sinagoga o un museo ebraico, assistendo a un concerto di musica klezmer o di origine sefardita, a uno spettacolo, a una conferenza a tema ebraico. Esprimendo amicizia e voglia di conoscere meglio una cultura antica e presente in Italia da oltre due millenni, in una occasione di incontro, di confronto, di scambio.
Come ha scritto la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, la Giornata Europea della Cultura Ebraica è “un appuntamento importante, in un periodo nel quale la necessità di costruire percorsi di dialogo tra le diverse fedi che compongono il mosaico culturale della nostra società è sempre più stringente”. E quest’anno si preannuncia un’edizione decisamente piena di occasioni e momenti di incontro.
La manifestazione, ormai da diciotto anni un appuntamento fisso del calendario culturale nazionale di fine estate, si terrà domenica 10 settembre 2017. E all’UCEI, che da sempre coordina e promuove l’evento in Italia, fervono i lavori in corso.
Il sito internet è già ricco di contenuti: cliccando su www.ucei.it/giornatadellacultura, è possibile consultare il materiale sul tema che unirà idealmente tutti gli eventi (“La Diaspora. Identità e dialogo”), visionare contenuti e foto sulla Sicilia ebraica e su Palermo, che quest’anno saranno al centro della manifestazione, e scorrere decine di programmi, in continuo aggiornamento, delle tante località grandi e piccole che aderiscono all’iniziativa. Per i giornalisti, è stata allestita anche un’apposita Area stampa, dalla quale scaricare testi, grafica, materiali e foto.
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italia ebraica agosto 2017
Accoglienza, Dialogo, Memoria

Nuovi progetti guardano al futuro
“Memoriale, torna l’accoglienza”. Il numero del giornale di cronache comunitarie Italia Ebraica di agosto apre con un’immagine del servizio di assistenza fornito dal Memoriale della Shoah di Milano ai profughi che transitano dalla vicina stazione centrale. Un’iniziativa che si rinnova, per il terzo anno consecutivo, nel segno della solidarietà.
In prima pagina anche la notizia della costituzione di un comitato di amicizia per l’associazione Beresheet LaShalom, che avrà sede a Roma e avrà alla guida l’ex presidente UCEI Renzo Gattegna.
Alle pagine 2 e 3 un ricordo personale di Simone Veil da parte di Piero Dello Strologo, presidente del Centro Primo Levi di Genova, che nel 2010 volle premiarla per il suo impegno al servizio dell’umanità. Alle pagine 4 e 5 invece un approfondimento dedicato alla casa della musica concentrazionaria che sorgerà a Barletta, in Puglia, nel segno dell’azione di Francesco Lotoro.
Tante le Comunità e situazioni locali che trovano spazio all’interno del giornale.
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pilpul
Ticketless - Libri da salvare
Capita sempre più spesso, in anni di crisi editoriale, di vedere buoni libri messi in rete da autori stanchi di cercare una via di pubblicazione oltre che refrattari a dare un contributo all’editore. La rete ha mille difetti, ma questa è un’opportunità che consente a molti di far conoscere il proprio lavoro, che è spesso eccellente, e di prendersi una rivincita contro i no ripetuti. Dal sito www.ebraismi.it vorrei segnalare la biografia che Marilì Cammarata ha dedicato al padre Ermanno, filosofo del diritto, legato per ragioni non solo universitarie sia a Max Ascoli sia ad Alessandrino Levi (Appunti per una biografia del filosofo). Il libro è ricco di informazioni e anche di belle fotografie. Su Sandrino Levi dice molte cose interessanti del periodo veneziano – e non solo. L’ombra del 1938 si estende dalla prima pagina all’ultima, la scrittura è agile, i giudizi schietti e sinceri, anche su personaggi illlustri. Un lavoro nemico dell’agiografia, scrupoloso e documentato, che merita di essere conosciuto.

Alberto Cavaglion

Periscopio - La pace
Il mio articoletto di mercoledì scorso, intitolato Il conflitto inesistente, ha sollecitato, in diversi luoghi, un numero particolarmente alto di reazioni, molto superiore alla media, e ciò sembrerebbe dimostrare che ho toccato un punto tanto importante quanto rimosso delle problematiche mediorientali. Ringrazio tutti dell’attenzione, soprattutto chi mi ha rivolto delle garbate critiche, accusandomi di eccessivo pessimismo. Spero di tutto cuore che costoro abbiano ragione. D’altronde, negare la speranza vorrebbe dire negare l’inno nazionale d’Israele, intitolato proprio, com’è noto, ha-tikva, “la speranza”. Lungi da me.

Francesco Lucrezi, storico
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Un po' di luce
È il giorno di Tishà Be Av. Sto digiunando, in ricordo di due grandi santuari cancellati. In ricordo di Gerusalemme in fiamme. Dell’odio gratutito che causò conflitti e distruzione. Ripenso agli eventi degli ultimi giorni, altro odio, altra violenza, proprio lì.

Angelica Edna Calò Livne
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