Giuseppe Momigliano,
rabbino
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A
partire dallo shabbat successivo al digiuno del nove di Av ha inizio
una serie di sette sabati definiti con il termine “shiv’à denechamatà”
ovvero “sette Sabati di consolazione”, che si contrappongono ai “tre
Sabati di punizione”, legati al ricordo della distruzione del
Santuario, quasi a stabilire emblematicamente il prevalere della misura
della misericordia divina rispetto a quella della giustizia punitiva.
Questi sette sabati, che ci accompagnano fino alla fine dell’anno nel
calendario ebraico, sono caratterizzati.
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Davide
Assael,
ricercatore
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Anni
fa furono i tempi della Missione Arcobaleno e gli italiani si
contendevano il primato della solidarietà, offrendo aiuto ai rifugiati
della guerra del Kosovo. A distanza di anni, con l’11 settembre e una
crisi economica in mezzo, la situazione sembra essere ribaltata. E la
cosa che più segna questa differenza è la legittimazione di un
linguaggio razzista, mascherato da formule di convenienza non a caso
coniate dall’estrema destra europea. Slogan come “aiutiamoli a casa
loro”, o distinzioni come quella fra migranti economici e rifugiati
politici rientrano a pieno titolo in questo imbarbarimento del
linguaggio, che è anzitutto un imbarbarimento della nostra civiltà
europea.
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Italia, missione in Libia "Sovranità non lesa"
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Il
Parlamento italiano si esprimerà oggi sulla missione di supporto alla
guardia costiera libica. “Con la missione navale non si profila alcuna
lesione alla sovranità libica. Il nostro obiettivo è anzi quello di
rafforzarla” ha detto ieri il ministro della Difesa, Roberta Pinotti,
nella informativa alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Sul tema dei migranti, La Stampa scrive che sono “tempi duri” per le
Ong refrattarie al Codice di condotta. “Chi non firmerà il documento
non si vedrà riconoscere la garanzia di attraccare nei porti italiani”
ha affermato tra gli altri il portavoce per Migrazione e Affari interni
dell’Unione Europea. Nel frattempo, viene spiegato, anche il Viminale
sta mettendo a punto un piano contro le Ong ribelli: l’attracco sarà
garantito nel porto più sicuro “ma non in quello più vicino”. Inoltre,
nelle operazioni di salvataggio, avranno priorità “le Ong che firmano
il regolamento”.
Novantasei stranieri controllati, trentotto portati in questura per la
verifica dell’identità. È durato due ore, scrive Repubblica Milano, il
blitz di controlli ai migranti di fronte alla Stazione Centrale del
capoluogo lombardo, il secondo in due settimane. Identificazioni e
perquisizioni si sono svolte senza incidenti. “Alcuni degli uomini
controllati, quasi tutti africani – si legge – hanno lamentato il fatto
di essere stati lasciati per oltre un’ora seduti al sole senz’acqua,
esposti agli obiettivi di macchine fotografiche e telecamere”.
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preoccupazione nella comunità ebraica
Venezuela, è crisi democratica
Israele accoglie diverse famiglie
Sono
diverse le famiglie ebraiche che nelle ultime ore hanno lasciato il
Venezuela per emigrare in Israele. Un dato significativo, che desta
preoccupazione e che dà il polso come tante altre volte in passato di
quanto sia grave il livello di precarietà democratica che investe il
paese sudamericano e quanto destabilizzante sia nel complesso la sua
situazione politica/sociale/economica.
Già in calo demografico da tempo, la comunità ebraica venezuelana è tra
le più indigenti al mondo. Molteplici, riporta la stampa israeliana, le
famiglie che hanno bisogno di assistenza quotidiana. In ragione della
crescente povertà, un quarto degli iscritti è stato dispensato dal
pagamento delle tasse comunitarie. La sfida per molti, il più delle
volte, è quella di mettere insieme il pranzo con la cena.
“Aiutiamo gli ebrei venezuelani ad emigrare in Israele per iniziare una
nuova vita. In Venezuela oggi la situazione è catasfrofica: violenza in
crescita nelle strade e carenza di cibo, medicine, materie prime” ha
sottolineato tra gli altri il rabbino Yechiel Eckstein, uno dei
protagonisti della rete di assistenza a chi compie questa scelta.
Tra i principali motivi di preoccupazione, anche un antisemitismo
difficile da scalfire. Già riconosciuto come il paese più
pregiudizialmente antiebraico del continente durante il lungo mandato
di Chavez, che non ha mai mancato di mostrare aperta ostilità nei
confronti di Israele e vicinanza a leader sanguinari come l’iraniano
Ahmadinejad, il Venezuela sembra aver fatto pochi passi in direzione
opposta durante la presidenza Maduro. In particolare ha fatto
discutere, nel gennaio scorso, la nomina a vicepresidente del
controverso Tareck Zaidan El Aissami Maddah. Già ministro dell’Interno
e della Giustizia, El Aissami ha sempre attirato su di sé sospetti di
cattive frequentazioni (in primis i terroristi di Hezbollah) tanto da
portare gli Stati Uniti a inserirlo in una black list che, da febbraio,
gli preclude l’ingresso sul suolo americano.
Appare inoltre significativo che, nel suo populismo più estremo, a
seguito di alcune contestazioni il presidente Maduro abbia dichiarato
in maggio: “Noi chavisti siamo i nuovi ebrei del XXI secolo che Hitler
ha perseguitato. Non portiamo la stella di David, ma abbiamo i cuori
rossi pieni di desiderio di combattere per la dignità umana. E li
sconfiggeremo, i nazisti di questo secolo”.
L’impegno per la dignità umana di Maduro prosegue in queste ore con il
fermo dei leader delle opposizioni, prelevati nella notte dai loro
appartamenti (dove erano già ai domiciliari) e condotti in carcere. Leggi
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appuntamento al 10 settembre Giornata della Cultura Ebraica
In rete le prime anticipazioni
Ottantuno
località, sette in più dello scorso anno, distribuite su quattordici
regioni italiane, dalla Sicilia al Trentino, dal Piemonte alla Puglia.
In attesa di decine di migliaia di visitatori, che ci si augura come
ogni anno scelgano di passare una domenica di cultura e svago,
visitando una sinagoga o un museo ebraico, assistendo a un concerto di
musica klezmer o di origine sefardita, a uno spettacolo, a una
conferenza a tema ebraico. Esprimendo amicizia e voglia di conoscere
meglio una cultura antica e presente in Italia da oltre due millenni,
in una occasione di incontro, di confronto, di scambio.
Come ha scritto la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Noemi Di Segni, la Giornata Europea della Cultura Ebraica è
“un appuntamento importante, in un periodo nel quale la necessità di
costruire percorsi di dialogo tra le diverse fedi che compongono il
mosaico culturale della nostra società è sempre più stringente”. E
quest’anno si preannuncia un’edizione decisamente piena di occasioni e
momenti di incontro.
La manifestazione, ormai da diciotto anni un appuntamento fisso del
calendario culturale nazionale di fine estate, si terrà domenica 10
settembre 2017. E all’UCEI, che da sempre coordina e promuove l’evento
in Italia, fervono i lavori in corso.
Il sito internet è già ricco di contenuti: cliccando su www.ucei.it/giornatadellacultura,
è possibile consultare il materiale sul tema che unirà idealmente tutti
gli eventi (“La Diaspora. Identità e dialogo”), visionare contenuti e
foto sulla Sicilia ebraica e su Palermo, che quest’anno saranno al
centro della manifestazione, e scorrere decine di programmi, in
continuo aggiornamento, delle tante località grandi e piccole che
aderiscono all’iniziativa. Per i giornalisti, è stata allestita anche
un’apposita Area stampa, dalla quale scaricare testi, grafica,
materiali e foto. Leggi
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italia ebraica agosto 2017
Accoglienza, Dialogo, Memoria
Nuovi progetti guardano al futuro
“Memoriale,
torna l’accoglienza”. Il numero del giornale di cronache comunitarie
Italia Ebraica di agosto apre con un’immagine del servizio di
assistenza fornito dal Memoriale della Shoah di Milano ai profughi che
transitano dalla vicina stazione centrale. Un’iniziativa che si
rinnova, per il terzo anno consecutivo, nel segno della solidarietà.
In prima pagina anche la notizia della costituzione di un comitato di
amicizia per l’associazione Beresheet LaShalom, che avrà sede a Roma e
avrà alla guida l’ex presidente UCEI Renzo Gattegna.
Alle pagine 2 e 3 un ricordo personale di Simone Veil da parte di Piero
Dello Strologo, presidente del Centro Primo Levi di Genova, che nel
2010 volle premiarla per il suo impegno al servizio dell’umanità. Alle
pagine 4 e 5 invece un approfondimento dedicato alla casa della musica
concentrazionaria che sorgerà a Barletta, in Puglia, nel segno
dell’azione di Francesco Lotoro.
Tante le Comunità e situazioni locali che trovano spazio all’interno del giornale. Leggi
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Ticketless - Libri da salvare
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Capita
sempre più spesso, in anni di crisi editoriale, di vedere buoni libri
messi in rete da autori stanchi di cercare una via di pubblicazione
oltre che refrattari a dare un contributo all’editore. La rete ha mille
difetti, ma questa è un’opportunità che consente a molti di far
conoscere il proprio lavoro, che è spesso eccellente, e di prendersi
una rivincita contro i no ripetuti. Dal sito www.ebraismi.it vorrei
segnalare la biografia che Marilì Cammarata ha dedicato al padre
Ermanno, filosofo del diritto, legato per ragioni non solo
universitarie sia a Max Ascoli sia ad Alessandrino Levi (Appunti per
una biografia del filosofo). Il libro è ricco di informazioni e anche
di belle fotografie. Su Sandrino Levi dice molte cose interessanti del
periodo veneziano – e non solo. L’ombra del 1938 si estende dalla prima
pagina all’ultima, la scrittura è agile, i giudizi schietti e sinceri,
anche su personaggi illlustri. Un lavoro nemico dell’agiografia,
scrupoloso e documentato, che merita di essere conosciuto.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - La pace
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Il
mio articoletto di mercoledì scorso, intitolato Il conflitto
inesistente, ha sollecitato, in diversi luoghi, un numero
particolarmente alto di reazioni, molto superiore alla media, e ciò
sembrerebbe dimostrare che ho toccato un punto tanto importante quanto
rimosso delle problematiche mediorientali. Ringrazio tutti
dell’attenzione, soprattutto chi mi ha rivolto delle garbate critiche,
accusandomi di eccessivo pessimismo. Spero di tutto cuore che costoro
abbiano ragione. D’altronde, negare la speranza vorrebbe dire negare
l’inno nazionale d’Israele, intitolato proprio, com’è noto, ha-tikva,
“la speranza”. Lungi da me.
Francesco Lucrezi, storico
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Un po' di luce
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È
il giorno di Tishà Be Av. Sto digiunando, in ricordo di due grandi
santuari cancellati. In ricordo di Gerusalemme in fiamme. Dell’odio
gratutito che causò conflitti e distruzione. Ripenso agli eventi degli
ultimi giorni, altro odio, altra violenza, proprio lì.
Angelica Edna Calò Livne
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