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13 marzo 2018 -  26 adar 5778
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eventi

Libri a Milano, un tempo di festa

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“Volevamo fosse una festa del libro e così è stato, siamo felicissimi”. Così Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, in riferimento alla conclusione della seconda edizione di Tempo di Libri, la rassegna andata in scena a Milano dall’8 al 12 marzo. “Milano ha parlato e ha detto ad alta voce: ‘Tempo di Libri ci è piaciuta e la vogliamo ancora’. Adesso – ha aggiunto Levi – parte il lavoro per la prossima edizione: sarà in questi stessi giorni e vorremmo che comprendesse la giornata delle donne, che ci ha portato fortuna. Il nastro color fucsia dell’inaugurazione, tagliato da una bambina, è tra le immagini più belle di questa Fiera”. Ci sarà quindi una terza edizione per Tempo di Libri, andato decisamente meglio rispetto allo scorso anno: nei quattro giorni di fiera sono stati venduti 97.240 biglietti, il 60 per cento in più rispetto alla prima edizione. Luogo e date diverse hanno attirato un numero maggiore di visitatori, e ampio spazio ha avuto anche la cultura ebraica, come raccontato sul Portale dell'ebraismo italiano negli scorsi giorni (oltre a Talmud, si è parlato ad esempio delle leggi razziste con l'incontro organizzato dal Centro di documentazione ebraica di Milano che ha visto protagonisti gli storici Michele Sarfatti e Liliana Picciotto, moderati dal direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera).
 

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narrativA

La tragedia del pagliaccio di Kaniuk

img headerYoram Kaniuk / ADAMO RISORTO / Giuntina

Arad, Israele. Una città nel cuore del Negev. In questo luogo desertico, implacabile, sorge un avveniristico Istituto di riabilitazione e terapia. Tutto è pulito e accogliente. Ma dietro la perfetta facciata si nascondono terribili sofferenze: l’Istituto è infatti un manicomio per reduci della Shoah.
È questa l’ambientazione di Adamo risorto di Yoram Kaniuk, un classico della letteratura israeliana, uscito per la prima volta in Israele nel 1971 e ora riproposto da Giuntina (titolo originale Adam ben kelev, traduzione di Elena Loewenthal).
Un libro non privo di una disperata, tragica e surreale comicità, in cui si racconta la storia di uno dei pazienti, Adam Stein, sopravvissuto allo sterminio grazie al suo talento di clown: il suo ruolo nel campo di concentramento era infatti di fare la parte del cane per il comandante del campo. Adam infatti sarebbe sicuramente stato ucciso insieme ai suoi familiari, se non fosse stato in grado di stupire e divertire il comandante con le sue abilità circensi.

mdp 

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poesia

Melodie ebraiche di Heine  

narrativa

Parigi, tra felicità, e abisso

Heinrich Heine /
MELODIE EBRAICHE
/
Giuntina

E dove sennò? A mezz'aria, piantato «su pilastri colossali», il giardino è fitto di «cipressi, aranci, aiole». Lussureggia di statue, di fontane, di ponti pensili dalla graziosa curvatura. Un orto di delizie, insomma, che farebbe l'invidia di qualsiasi cavaliere medievale, per non parlare delle immancabili dame, belle e senza pietà. Anche qui potrete trovare, se ci riuscite, una regina dal fascino irresistibile. Ma attenti, Semiramide - perché lei è la padrona - non è signora di feudi. Regna sulle parole, sulle pergamene, sull'inchiostro. I suoi castelli hanno torri che s'innalzano sulla pagina e fossati scavati tra una frase e l'altra. Il giardino di Semiramide l'ha inventato Heinrich Heine, in una delle sue ballate più belle, dedicata a Giuda Levita, il grande poeta ebreo vissuto nella Spagna del medioevo.

Giulio Busi,
Il Sole 24 Ore Domenica, 11 marzo 2018


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Ernst Lothar / UNA VIENNESE A PARIGI / Edizioni e/o

Oscuri presentimenti lasciavano avvertire da un pezzo l'incedere di una sciagura inesorabile, l'avverarsi di un incubo. Ma negli occhi di lei, giovane, romantica, innamoratissima, tutto sembrava un sogno. E sì che lei — Franziska, Franzi, ben presto Françoise — era tutt'altro che un'ingenua. Fiera, ribelle, impegnata, consapevole, quando se n'era andata tempestivamente dalla sua Vienna era partita sapendo bene di sfuggire alla minaccia della barbarie. Non era stata una fuga la sua, solo una trasferta professionale, un'occasione d'oro colta al volo al momento giusto, con buon anticipo sui tempi della storia, ben prima che i tedeschi nazificassero la sua Austria e l'annettessero al Terzo Reich.



Alessandra Iadicicco, Corriere La Lettura,
11 marzo 2018


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