Ephraim Mirvis, rabbino capo di Gran Bretagna
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I
grandi leader non sono insostituibili. Ma fanno in modo di essere
sostituiti dalla persona migliore possibile. Questo è stato il segno
distintivo del più grande di tutti i nostri leader, Moshe Rabbenu.
(…) Moshe ha descritto il tipo di leader che voleva gli succedesse:
qualcuno che guidasse la nazione a livello globale, ma anche una
persona capace di preoccuparsi di ogni singolo individuo all'interno
della nazione stessa.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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Una
canzone cilena di qualche decennio diceva ossessivamente "Todo cambia".
La rese famosa Mercedes Sosa, una cantante argentina. E aveva ragione,
tutto cambia, sempre. Lo diceva persino Eraclito.
Il cambiamento è necessario, perché è attraverso il cambiamento che si
costruisce il progresso. E, tuttavia, il cambiamento può portare anche
qualche regresso, e ciò potrebbe preoccupare.
Fino a qualche tempo fa si credeva che lo spirito umanitario fosse un
valore, ora si apprende invece che si trattava solo di deleterio
buonismo. Abbiamo sbagliato tutto. Rivoluzione del pensiero.
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Iran, una minaccia reale
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L’Iran
potrebbe colpire all’estero? È la domanda che si pone Guido Olimpio,
grande esperto di terrorismo internazionale e intelligence del Corriere.
Un misterioso attentato sventato a Parigi, arresti, assassini senza
colpevoli in Medio Oriente. Tutti eventi riguardo ai quali, scrive, “si
sospetta la mano degli ayatollah”. Nell’articolo viene segnalato che lo
Shin Bet avrebbe messo in allarme l’ex premier israeliano Ehud Barak su
un possibile attacco all’estero. Stessa cosa per Ehud Olmert, che però
viene definito “meno attento del suo collega” visto che si reca in
Paesi “non troppo sicuri”.
“Abbassare i toni sulla giustizia e sui migranti”. Questa la richiesta
del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro
dell’Interno Matteo Salvini, incontrato ieri al Quirinale.
Scrive Repubblica a proposito del secondo punto: “Chiudere i porti
anche alle navi militari della missione Sophia, sogna l’uomo del
Viminale. L’inquilino del Colle però annota che è proprio l’Italia che
ha il comando e il coordinamento di queste operazioni. Se usciamo, è il
senso, quel controllo sul Mediterraneo lo perdiamo”.
“Un pool di magistrati dedicato e un’indicazione precisa: trattare come
‘prioritari’ tutti i procedimenti che riguardano discriminazione, odio
etnico, nazionale, razziale e religioso”. Così il Messaggero a
proposito delle direttive del procuratore capo di Torino, Armando
Spataro, per un più “efficace contrasto” di tali reati.
Da Torino arriva anche la notizia, segnalata tra gli altri da La
Stampa, che il Consiglio comunale ha votato a favore di una mozione di
solidarietà alla popolazione di Gaza in cui Israele è definito “paese
occupante” e in cui si chiede al governo italiano e all’Unione Europea
di sospendere la fornitura di armi e attrezzature militari, “come già
più volte richiesto dall’organizzazione umanitaria Amnesty
International”.
In una intervista con Repubblica Bari alla vigilia di un suo concerto
ad Alberobello, la cantante israeliana Noa (che a fine agosto riceverà
al Quirinale l’onorificenza di cavaliere della Repubblica italiana)
dice: “A volte, amo l’Italia ancor più del mio Israele. Specialmente
quando le cose vanno male a casa”.
Riprende in Germania la pubblicazione dei Quaderni neri di Martin
Heidegger, con il volume 98 delle opere complete curato da Peter
Trawny. A parlarne è Donatella Di Cesare sul Corriere. Il volume
include le annotazioni stese tra il 1948 e il 1951, compreso il primo
incontro dalla fine della guerra con Hannah Arendt.
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l'appello di rivlin e il lavoro della knesset
"Israele e la sua identità ebraica,
disegno di legge da cambiare"
La
proposta di legge sul carattere ebraico d'Israele, quella sulla leva
obbligatoria per il settore haredi, la chiusura del valico di Kerem
Shalom sul confine con Gaza. Sono i temi in queste ore al centro del
dibattito politico e mediatico in Israele. In particolare il primo
punto: il Presidente d'Israele Reuven Rivlin, in una mossa definita
insolita dai quotidiani locali, ha infatti inviato una lettera ai
membri della Knesset e al Primo ministro Benjamin Netanyahu invitandoli
a modificare il disegno di legge fondamentale dal titolo “Israele,
Stato nazionale del popolo ebraico”. Una norma che in questa forma
“potrebbe danneggiare il popolo ebraico, gli ebrei di tutto il mondo e
lo Stato di Israele”, ha scritto Rivlin. Il disegno di legge -
approvato in prima lettura diversi mesi fa e dalla prossima settimana
nuovamente al vaglio della Knesset – sancirebbe il riconoscimento in
una norma fondamentale della definizione di Israele come “casa
nazionale del popolo ebraico”, stabilendo l'“unico” diritto di
quest'ultimo all'autodeterminazione all'interno dello Stato di Israele,
e prevedendo una serie di misure costituzionali per definire la natura
ebraica del paese. La critica di Rivlin si concentra su di una clausola
che prevede che lo Stato possa “permettere ad una comunità composta da
persone della stessa fede o nazionalità di mantenere una comunità
esclusiva”. Leggi
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La mozione all’esame del Senato
Diritti umani, tutela istituzionale
Diciannovesima
seduta del Senato, nel pomeriggio, interamente dedicata
all’approfondimento di una mozione che prevede l’istituzione di una
commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti
umani. Con prima firmataria Emma Bonino, l’iniziativa ha tra i suoi
proponenti anche la senatrice a vita Liliana Segre, l’ex presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, l’ex presidente del Senato Pietro
Grasso e il ministro Danilo Toninelli e si sviluppa a partire dal
concetto che la tutela dei diritti umani “rappresenta uno degli
elementi fondanti dell’ordinamento nazionale, configurandosi altresì
quale patrimonio comune della comunità internazionale e dell’umanità
nel suo insieme”.
Tra i compiti della commissione studio, osservazione e presa di
contatto con istituzioni di altri paesi e con organismi internazionali,
se necessario anche allo scopo di stabilire intese “per la promozione
dei diritti umani o per favorire altre forme di collaborazione”.
Un impegno che nasce anche dall’elaborazione dei crimini del
nazifascismo e dalle strade intraprese nel solco di questa drammatica
consapevolezza già dall’immediato dopoguerra. A partire dalla
conclusione del secondo conflitto mondiale, si ricorda infatti nel
testo che andrà in discussione a Palazzo Madama, “gli Stati democratici
hanno elaborato complessi sistemi istituzionali di tutela e promozione
dei diritti, contribuendo a diffondere progressivamente la cultura e la
consapevolezza necessarie al loro sviluppo nella complessa società
contemporanea, che presenta continuamente nuove sfide sul piano della
dignità della persona”.. Leggi
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La maturità è tutto |
Se
gli intellettuali fossero sempre fedeli all’etimo della loro etichetta,
giunti alla frontiera fra la tribù degli epopti e quella dei logici,
dovrebbero rovistare nella loro catana, per vedere se vi sia qualche
opera di Martin Van Creveld. Se lo facessero, firmerebbero di meno e
studierebbero di più. Intanto, potrebbero abbeverarsi anche agli
insegnamenti non iniziatici: “if you are strong and fighting the weak,
then if you kill your opponent then you are a scoundrel... if you let
him kill you, then you are an idiot”: ecco il dramma dell’uomo, troppo
presto accantonato.
Emanuele Calò
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