Jonathan Sacks, rabbino | Nessuna
delle cose che apprezziamo - libertà, dignità umana, giustizia - è
stata raggiunta senza fatica. Niente può essere sostenuto senza una
vigilanza cosciente. Una società che non ha memoria è come un
viaggiatore senza mappa. Perdersi è fin troppo facile.
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Anna
Foa,
storica |
L’aberrante
lettera neonazista di minacce ed insulti inviata all’Associazione
Culturale “Arte in Memoria”, di cui Adachiara Zevi è Presidente, ha
suscitato un appello che ha raccolto finora oltre cinquecento firme,
nomi noti e nomi ignoti, ebrei e non ebrei, tante persone desiderose di
esprimere la loro solidarietà e di dar voce alla loro
preoccupazione.
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Aprilia, ronda mortale
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Ronda
di sangue e morte ad Aprilia, in provincia di Latina. Durante una
cosiddetta “passeggiata della legalità”, scrive tra gli altri il
Corriere, tre italiani si sono messi all’inseguimento di una vettura
“sospetta” con due immigrati a bordo. “Qualche curva ad alta velocità –
si legge – e la Renault tallonata è uscita di strada. Chi guidava è
scappato per i campi, chi gli sedeva a fianco, un marocchino di 43
anni, ferito, è sceso dalla vettura ma è stato colpito da un pugno e da
calci. Ed è morto”. Dietro all’omicidio – sottolinea La Stampa, che
titola “Ladro inseguito e picchiato a morte nell’estate del Far West
italiano” – potrebbe esserci l’ennesimo caso di intolleranza nei
confronti di extracomunitari.
“Tanti nemici, tanto onore”. Sta suscitando una miriade di reazioni lo
slogan pubblicato sul proprio profilo Twitter dal ministro dell’Interno
Matteo Salvini. Un messaggio che, scrive Repubblica, “suscita
l’indignazione dell’opposizione che sottolinea, e probabilmente non è
un caso, che il leader leghista per sdoganare il Duce sceglie proprio
il giorno dell’anniversario della nascita, il 29 luglio”.
È stata scarcerata Ahed Tamimi, la 17enne palestinese arrestata otto
mesi fa per aver aggredito alcuni soldati israeliani. “La resistenza
continuerà fino alla fine dell’occupazione” le sue prime parole,
segnalate tra gli altri da Repubblica. Che sottolinea: “La ragazza è
diventata un simbolo della resistenza palestinese, ma già da molto
piccola era stata protagonista di scontri con le forze di sicurezza
israeliane”. In generale la sua figura sembra riscuotere una certa
simpatia sulla stampa.
In un editoriale, sempre su Repubblica, Gigi Riva scrive: “Nel giorno
in cui si celebra la fine del carcere di Ahed sia concesso anche un
pensiero per quei soldati da lei presi a schiaffi senza reagire. Non
sempre nei Territori occupati i militari israeliani hanno mostrato
tanto autocontrollo. Nemmeno davanti a dei bambini”.
Da ieri libero anche l’artista napoletano Jorit Agoch, arrestato poche
ore prima per un graffito illegale (omaggio proprio alla Tamimi) sul
muro che divide Israele dai territori palestinesi. L’artista, al
Mattino, dice di aver provato paura ma di essere pronto a rifarlo.
Sollievo è stato tra gli altri espresso dal ministro degli Esteri Enzo
Moavero Milanesi.
Il dorso napoletano di Repubblica segnala inoltre la nota di protesta
della Comunità ebraica locale in risposta a un messaggio dai toni
inaccettabili del sindaco Luigi De Magistris precedentemente pubblicato
sui social network. Per Repubblica, la Comunità ebraica diventa però la
“comunità israeliana”.
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il presidente d'israele reuven rivlin
"Uguaglianza dei nostri cittadini
un principio da difendere"
Dopo
la difesa della Legge Fondamentale sull'identità ebraica d'Israele da
parte del Primo ministro Benjamin Netanyahu – che ha definito “assurde”
le critiche alla norma, che dimostrerebbero “l’abisso in cui è finita
la sinistra” israeliana - a parlare è stato il Presidente d'Israele
Reuven Rivlin. Incontrando i leader drusi – la minoranza più attiva
contro la norma, considerata discriminatoria – Rivlin ha ricordato la
sua contrarietà alla Legge votata dalla coalizione, secondo cui “Il
diritto di esercitare l’autodeterminazione nazionale nello Stato di
Israele è un diritto esclusivo del popolo ebraico” e in cui viene
riformulato lo status della lingua araba, passata da ufficiale a lingua
a statuto speciale. “Ho chiarito la mia posizione durante l'ultimo
ciclo di discussioni in seno alla Knesset, quando ho inviato una
lettera per esprimere la mia opinione sull'argomento... - ha detto
Rivlin ai rappresentati della Comunità drusa, ricordando la dura
lettera inviata prima della votazione della Legge - Non ho dubbi che
voi siate uguali a noi da un punto di vista legale e dobbiamo
assicurarci che anche voi vi sentiate uguali”. “Siamo venuti da lei per
esprimere il nostro dolore e la nostra angoscia, che è avvertita non
solo dai capi dei consigli locali, non solo dagli ufficiali e dai
leader religiosi, ma da tutta la popolazione araba e circassa di
Israele (che rappresentano in totale il 20 per cento della popolazione
israeliana). Ci sono professori, direttori di reparto... cosa dite
loro? Che non sono cittadini? Che non sono uguali? La legislazione
fondamentale dovrebbe applicarsi a tutti, non solo alla maggioranza”,
l'appello a Rivlin del capo del consiglio regionale di Daliyat
al-Karmel, Rafik Halabi. Leggi
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il nuovo pagine ebraiche in distribuzione
Cultura, identità e diritti
Una strada irrinunciabile
Il
numero di agosto di Pagine Ebraiche, attualmente in distribuzione, si
apre con il monito contro l’odio del Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella, pronunciato in occasione degli 80 anni dalla pubblicazione
del Manifesto della Razza. “Parole ferme e inequivocabili, che hanno
raggiunto l’opinione pubblica – si legge – in un momento
particolarmente delicato per la difesa di valori che ci si augurava
ormai parte del patrimonio civico della grande maggioranza dei
cittadini italiani”.
Valori cui si appella anche l’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi
Ebrei, da poco costituita, che ha aperto i suoi lavori con un
intervento del professor Giuliano Amato dedicato proprio a questi temi.
Identità, confronto e rispetto del prossimo, ma anche cultura come
risorsa strategica, con uno sguardo rivolto alla profonda
trasformazione sociale in corso, tra i filoni della decima edizione del
seminario Redazione Aperta che si è da poco concluso. Anche quest’anno
un significativo laboratorio di idee, con molti ospiti e numerosi
spunti. La parte alta del giornale prevede anche approfondimenti
dedicati alle nuove misure adottate in Parlamento in difesa dei diritti
umani fondamentali e un omaggio al regista Claude Lanzmann,
recentemente scomparso.
Protagonista dell’intervista del mese è Luna Alfòn Coriat, direttrice
del Centro Ibn Gabriol, che da Madrid rilancia un impegno educativo
ebraico di alto livello affidandosi anche al rav Pierpaolo Pinhas
Punturello. Leggi
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qui torino
Aldo Levi (1920-2018)
Con
la scomparsa di Aldo Levi, delegato locale per la Comunità di Torino,
classe 1920, si interrompe la storia della Chieri ebraica. Una vicenda
emblematica la sua, ultimo custode di vicende e memorie antiche, che
affondano le radici nel Medioevo, ma anche Testimone della barbarie
nazifascista, dell’indifferenza generale che lo colse quando nel ’38
furono approvate le Leggi razziste, ma anche del coraggio di chi anni
dopo si prodigò per salvare la sua famiglia dalle deportazioni.
“Cosa vuole, ci sono io, e basta. E sono molto attaccato anche alla mia
città, non solo alla mia identità ebraica, faccio quello che posso
perché non ci si dimentichi della storia della Comunità” ci aveva
raccontato nel 2014 a proposito del suo impegno in difesa delle radici
ebraiche di Chieri, che risalgono al Quattrocento, e in ricordo dei
suoi grandi personaggi. Leggi
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Oltremare - Hasbarà |
La
parola “Hasbarà” in sé significa spiegazione. E il fatto che la usiamo
per indicare quel nebuloso e spesso pericoloso mondo che sono le
pubbliche relazioni dello Stato di Israele con il resto del mondo la
dice lunga, lunghissima. Non è semantica, è weltanschauung. Israele non
può avere un normale ministero della comunicazione, no: noi siamo ebrei
e quindi comunicare non basta, noi dobbiamo "spiegare". Solo che il
numero delle cose inspiegabili è tenuto costantemente talmente alto che
ci vorrebbe un esercito di spiegatori professionisti che nessuno ha
pensato di addestrare. Il massimo che ci concediamo sono truppe per
nulla scelte, e di norma non israeliane, che inondano i social con
propaganda prodotta in quasi totale autonomia che ha come unico
risultato di polarizzare ancora di più il pubblico già non
informatissimo dei lettori online. Le ultime due notizie su Israele che
fanno titoli sulla stampa italiana sono esempi eccellenti.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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