Giuseppe Momigliano,
rabbino
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"Se
una singola persona del popolo peccherà involontariamente, facendo una
delle cose che il Signore ha comandato di non fare e si accorgerà di
essere in colpa…” (Levitico 4,27). Il testo della Torà
prosegue specificando tipologia e norme per il sacrificio di espiazione
previsto per tale trasgressione involontaria.
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Davide
Assael,
ricercatore
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L’intervento
di Rivlin a difesa del carattere democratico di Israele riportato anche
da «Pagine ebraiche» ricorda molto da vicino quelli del Presidente
Mattarella, o del verde Alexander Van Der Bellen a capo della
repubblica austriaca. Sono queste le figure istituzionali che ricordano
a tutti quanto sia stupido affrontare in ottica nazionale problemi che
per natura sono di matrice globale.
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No a Piazza Almirante
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Proteste
contro la decisione del Comune di Ladispoli di dedicare una piazza a
Giorgio Almirante, fondatore del Msi e, durante il fascismo, segretario
di redazione de “La Difesa della Razza”. Di “provocazione” parlano – in
una nota richiamata dai giornali (Repubblica Roma e Corriere Roma) –
l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Comunità ebraica di
Roma: “Le valutazioni storiche non possono tralasciare una parte
considerevole dell’attività di una persona in cui spicca un ruolo
centrale nella propaganda antisemita e razzista del tempo. – si legge
nella nota- È arrivato il momento per una riflessione vera sulle
responsabilità del fascismo e dei suoi protagonisti che impedisca atti
che non fanno bene al Paese”. “Giorgio Almirante – ricorda l’Anpi – era
un personaggio non secondario della repubblica di Salò. Chiamiamo alla
mobilitazione perché il fascismo e il razzismo non trovino più
legittimazione”.
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il video del primo ministro Netanyahu, caffè in casa Coen
"Italia il mio secondo Paese"
Tra
qualche giorno sarà Purim. E i fratelli romani Daniel e Michael Coen,
da poco immigrati in Israele, hanno ricevuto per l’occasione una visita
davvero particolare. Alla porta del loro appartamento di Tel Aviv si è
infatti presentato il Primo ministro Benjamin Netanyahu.
In compagnia dei genitori Dario e Veronica, Daniel e Michael hanno
raccontato la loro storia, il loro rapporto con la città d’origine, il
futuro che si immaginano in Israele (dove vive anche la sorella Ghila,
che tra qualche mese si arruolerà nell’esercito).
Durante la visita, da cui lo staff di comunicazione del Premier ha
ricavato un video postato sui profili social ufficiali, Netanyahu si è
soffermato sul suo legame con l’Italia (”È un po’ il mio secondo
paese”, ha detto) e prima di lasciare l’appartamento ha voluto gustare
un espresso. Leggi
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Ticketless - La città di Miriam
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Cade
quest’anno il ventesimo anniversario della morte di Fulvio Tomizza. La
biblioteca cantonale di Lugano, che conserva le carte del suo archivio,
annuncia per maggio un importante convegno. Altre iniziative spero
verranno promosse in Italia e segnatamente a Trieste. Il pensiero di
ricordarlo qui mi è venuto da un toccante articolo di Sofri apparso sul
“Foglio” di venerdì scorso dedicato alla città di Saba, di Svevo e,
aggiungo io, anche di Miriam. Rileggo volentieri in questi giorni La
città di Miriam, romanzo autobiografico del 1972 che precede i
capolavori, La miglior vita e Materada. Sulle orme di Una vita di
Svevo, Tomizza descrive la non semplice integrazione del giovane
istriano di campagna nella città della borghesia ebraica. Dietro il
velo di una tenue finzione si nasconde la appassionata storia d’amore
dell’autore.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Le parole di Macron
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Merita
davvero grande apprezzamento l’intervista rilasciata dal Presidente
Emmanuel Macron a Fabio Fazio, andata in onda domenica sera alla
trasmissione “Che tempo che fa”, per il modo fermo, lucido e sereno con
cui sono stati affrontati alcuni tra i principali problemi che
affliggono le società europee e, segnatamente, quella francese. I
preoccupanti rigurgiti di odio, razzismo e antisemitismo che
intossicano la Francia sono stati fatti oggetto di una denuncia netta e
senza alibi, come segno di una malattia che va combattuta senza
quartiere, e che richiede un impegno convergente, capillare e costante
di tutte le forze sane del corpo sociale.
Tre cose, in particolare, emergenti dalle sue parole, mi sono sembrate degne di apprezzamento.
Francesco Lucrezi, storico
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Leopoli ebraica
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Janowska
era un Campo di lavoro coatto, transito e concentramento aperto dal
Reich nel settembre 1941 presso la periferia nordoccidentale di
Leopoli, il controllo del Campo fu affidato ai famigerati
Trawnikimänner e a prigionieri di guerra sovietici volontari; nel
novembre 1941 fu istituito un Ghetto presso la zona settentrionale di
Leopoli, nel marzo 1942 iniziarono i trasferimenti della popolazione
ebraica di Leopoli – 330.000 residenti dei quali oltre 150.000
rifugiati da altre regioni della Polonia occupata dal Reich – presso il
Campo di sterminio di Bełżec.
Migliaia di essi caddero nel luglio 1941 durante i pogrom antisemiti
perpetrati da militanti nazionalisti ucraini istigati dai reparti
militari tedeschi; ai primi di giugno 1943 i tedeschi liquidarono il
Ghetto, gli ebrei idonei al lavoro furono trasferiti a Janowska, gli
altri furono deportati a Bełżec o scaraventati nel burrone Piaski a
nord del Campo; il 19 novembre 1943 i prigionieri insorsero e tentarono
una fuga di massa ma la maggior parte di essi fu catturata, circa 6.000
ebrei insorti furono uccisi.
Francesco Lotoro
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