ORE DECISIVE PER L'EVENTUALE COALIZIONE 

Bennett-Lapid, l'ipotesi di governo si fa concreta

La lista dei ministri di un governo a guida Yair Lapid e Naftali Bennett è pronta da tempo. I due leader, rispettivamente alla guida di Yesh Atid e del partito di destra Yamina, dovrebbero alternarsi nella premiership. Primo nella rotazione, Bennett, poi Lapid che nel frattempo ricoprirebbe il ruolo di ministro degli Esteri d’Israele. A ciascun partito poi, in questa eventuale grossa coalizione, il suo ruolo e ministero. All’ex Likud e strenuo avversario di Benjamin Netanyahu, Gideon Saar (Nuova Speranza), andrebbe la Giustizia. Alle Finanze un altro ex alleato di Netanyahu, Avigdor Lieberman (Yisrael Beytenu). Accontentato Benny Gantz (Kachol Lavan) che non dovrebbe fare le valigie, rimanendo dov’è al ministero della Difesa. La sinistra tornerebbe nell’esecutivo con posti non di primissimo piano, ma comunque significativi: ai laburisti ad esempio i Trasporti, affidati alla nuova leader leader Merav Michaeli, mentre al Meretz, con Nitzan Horowitz, il ministero della Salute. E così via, con la recalcitrante Ayelet Shaked possibile ministro dell’Interno per convincerla a dire sì all’intesa, che per il momento rimane però sospesa. Il Premier ad interim Netanyahu è infatti intenzionato a farla saltare in tutti i modi e le sue ultime controfferte hanno trovato orecchie pronte ad ascoltare.

Leggi

IL FIGLIO DI SARAH HALIMI A PAGINE EBRAICHE

"La ricerca di giustizia ci dà forza per andare avanti,
nel nome di mia madre un centro per l'integrazione"

La speranza di ottenere giustizia non è tramontata. Un conforto nei momenti difficili. La cura contro il senso di solitudine determinato da una sentenza scandalosa. 
Nelle ultime settimane Yonathan Halimi, il figlio di Sarah, si è esposto più volte in prima persona. L’ha fatto con grande coraggio e determinazione. Alla Francia, il suo Paese, continua a chiedere una cosa soltanto: che l’assassino di sua madre abbia un processo e paghi per il suo orrendo crimine. Dovrebbe essere la regola, in una società civile. 
“Lo so, c’è già stata una sentenza. Ma non possiamo smettere di crederci. Per la Francia c’è ancora una possibilità di riscatto” dice a Pagine Ebraiche. È passato poco più di un mese dalla grande mobilitazione internazionale che ha portato migliaia di persone a protestare a Parigi e in altre piazze d’Europa e del mondo. Altre iniziative si sono aggiunte. Altre ancora sono in arrivo. Di una l’artefice è proprio lui. 
“In questi anni mi son chiesto più volte quale fosse il modo migliore per onorare la memoria di mia madre. Adesso ho la risposta: un centro comunitario. Un luogo in cui incontrarsi, confrontarsi, crescere anche ebraicamente. Mia madre ha sempre avuto a cuore l’educazione, specie dei più giovani. Questo – sottolinea – è quello cui sto lavorando”. 
Un’iniziativa rivolta alla comunità francofona d’Israele, dove Yonathan vive da una ventina d’anni. In particolare quella che orbita attorno alla città di Haifa. “Parliamo di una trentina di famiglie con figli e di qualche centinaio di studenti del Technion. Non per tutti l’integrazione è facile. Anzi, in buona parte dei casi è decisamente complessa”. 

Leggi

LA SCOMPARSA DEL GRANDE ARTISTA ISRAELIANO

Dani Karavan (1930-2021)

Ha concluso la sua vita terrena il grande artista israeliano Dani Karavan. Nato a Tel Aviv nel 1930, si era formato alla Bezalel academy of arts and design di Gerusalemme e aveva un rapporto particolare con l’Italia, nato ai tempi dell’Accademia di belle arti di Firenze in cui si era formato. Maestro dell’arte ambientale, è stato autore di alcune tra le opere più importanti d’Israele (che l’ha premiato, tra gli altri, con l’Israel Prize): il rilievo murale dell’aula della Knesset, la concezione della piazza Habima di Tel Aviv, il celebre Monumento del Negev. La sua fama era però internazionale. Tra le realizzazioni di maggior impatto Ma’alot, la Museum Platz dei musei Wallraf-Richartz e Ludwig, a Colonia; il monumento commemorativo per Walter Benjamin a Portbou; l’installazione per la sede dell’Unesco a Parigi.

 

 

L’ultima sua grande mostra è stata in Italia, al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara dove l’aveva chiamato l’allora direttrice Simonetta Della Seta. Era il 2018, ottantesimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziste. Con “Il Giardino che non c’è” Karavan portava all’attenzione del pubblico la sua personale ed emozionante rivisitazione dell’immortale opera di Giorgio Bassani.

(Nelle immagini di Marco Caselli Nirmal: Dani Karavan in visita al Meis; in basso con l'ex direttrice del museo Simonetta Della Seta e con l'allora sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani) 

Leggi

IL COLLOQUIO CON YEDIOTH AHRONOT

Totti in Israele, in una intervista le sue emozioni

Nel pomeriggio si confronterà con i membri del Roma Club Gerusalemme, realtà da anni impegnata con profitto in progetti di educazione alla convivenza attraverso il pallone.
Nel frattempo Francesco Totti, in Israele per alcune iniziative promozionali legate alla finale di Champions League vinta ieri sera dal Chelsea di Roman Abramovich, ha affidato le sue emozioni al principale quotidiano nazionale: Yedioth Ahronot.
Un'occasione colta al volo da uno dei giornalisti presenti all'intervista, l'ex portavoce del Padiglione israeliano all'Expo di Milano Menachem Gantz. Grande appassionato di calcio, ma soprattutto grande tifoso della Roma.

Leggi

L'EVENTO DI KESHER

Antisemitismo, Germania e Italia a confronto

Sia Italia che Germania sono segnate da un ritorno, in diverse forme, dell’antisemitismo. Un evento online in programma questo pomeriggio alle 18, promosso da Comunità ebraica di Milano, UCEI e Fondazione Cdec nel quadro delle iniziative del progetto Kesher, proporrà un’analisi comparativa tra i due Paesi. Un’occasione per fare il punto sulla vastità del fenomeno e individuare possibili modalità comuni d’intervento.
Numerosi gli ospiti ad intervenire: Claus Robert Krumrei, console generale della Repubblica federale di Germania a Milano; Noemi Di Segni, presidente UCEI; Abraham Lehrer, vicepresidente delle comunità ebraiche in Germania; Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta all’antisemitismo; Felix Klein, commissario speciale per la lotta all’antisemitismo del governo tedesco; Karen Jungblut, direttrice delle Iniziative Globali della USC Shoah Foundation; Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione Cdec.
L’evento, visibile in streaming anche sulla pagina Facebook UCEI, sarà introdotto dall’assessore comunitario alla Cultura Gadi Schoenheit.

Leggi

STEREOTIPI ANTISEMITI SULLE PAGINE DE IL GIORNALE

Il selfie falsificato e le parole dell'odio

Riesumando i più beceri stereotipi dell’antisemitismo il quotidiano Il Giornale descrive lo storico Simon Levis Sullam come un "facoltoso appartenente alla borghesia ebraica veneziana" L'agghiacciante descrizione appariva ieri sull'organo di informazione di proprietà della famiglia Berlusconi.
Un attacco di chiara ispirazione antisemita che prende spunto da un episodio di pessimo gusto di cui il docente universitario è stato protagonista: la pubblicazione, sul proprio profilo Facebook, di una foto di alcune copie dell'autobiografia di Giorgia Meloni esposte a testa in giù in una libreria del gruppo Feltrinelli. 
L'articolo, lanciato con la massima evidenza sulla prima pagina del quotidiano, si appoggia su un clamoroso falso: un fotomontaggio sostenuto da una didascalia volti a far credere che lo storico si sia scattato un selfie davanti a tali copie.
Il testo è firmato dalla giornalista Chiara Giannini, in passato autrice di alcuni saggi pubblicati dall'editore di estrema destra Altaforte. L'ultimo dei quali, un libro-intervista con il leader leghista Matteo Salvini, già al centro di polemiche e fraintendimenti. 

Ritrovare l'ironia
Forse è tornato il tempo di leggere Sholem Aleichem. Così, tanto per non avere la presunzione di pensare che viviamo in un tempo nuovo e, perciò, incomprensibile. Ma soprattutto per ritrovare l’ironia e non solo il pianto.
 
                                                                          David Bidussa
Autorevolezza e libertà
Un problema del tempo che stiamo vivendo è la crisi del principio di autorità. Il rifiuto dell’autoritarismo, posto che quest’ultimo costituisce di per sé una patologia dei rapporti di potere, si è trasformato nel diniego di qualsiasi manifestazione di autorevolezza. In questo secondo caso, tuttavia, non è avvenuta nessuna “liberazione” delle coscienze e della consapevolezza, così come non si è dilatato alcun spazio di libertà individuale. 
                                                                          Claudio Vercelli
Leggi
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Le testate giornalistiche non sono il luogo idoneo per la definizione della Legge ebraica, ma costituiscono uno strumento di conoscenza di diverse problematiche e di diverse sensibilità. L’Assemblea dei rabbini italiani e i suoi singoli componenti sono gli unici titolati a esprimere risoluzioni normative ufficialmente riconosciute. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo comunicazione@ucei.it Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: comunicazione@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.
Twitter
Facebook
Website