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IL REPORT ONU E LE RECENTI INIZIATIVE PRESE DAL GOVERNO ISRAELIANO 

“Il cambiamento climatico è una minaccia strategica”

Incendi dalla Sardegna alla Grecia, da Israele all'Australia mentre il termometro segna un caldo da record. Piogge torrenziali e alluvioni che colpiscono indistintamente la Germania, il Nord Italia fino alla Cina. I disastri naturali si stanno intensificando, sono “inequivocabilmente dovuti alle attività umane” e sono “senza precedenti”. È quanto dichiarano nel loro ultimo rapporto gli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’ONU, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. “Molti di questi cambiamenti sono senza precedenti in migliaia, se non centinaia di migliaia di anni, e alcuni tra quelli che sono già in atto, come il continuo aumento del livello del mare, sono irreversibili in centinaia o migliaia di anni”, si legge nel report, che rappresenta, nelle parole del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, un “codice rosso per l’umanità”. Un allarme condiviso da diversi governi, tra cui Israele. Il paese proprio in queste settimane è stato investito da un'ondata di caldo ben sopra alle medie stagionali e allo stesso tempo si è impegnato ad aiutare la vicina Grecia, tutt'ora in piena emergenza incendi. “Questo inferno ha un nome: la crisi climatica. E non andrà da nessuna parte”, le parole della ministra dell'Ambiente d'Israele Tamar Zandberg, che ha commentato in questo ore il report Onu. “I punti principali del rapporto dimostrano al di là di ogni dubbio che l'intensità e l'urgenza della crisi climatica non possono più essere negate. Soprattutto, la connessione tra azioni umane e cambiamento climatico non può essere negata o messa in discussione”, l'analisi di Zandberg, leader del partito Meretz, che già da alcune settimane si è impegnata a fare in modo che il governo israeliano riconosca come “una minaccia strategica la crisi climatica”.

(Nell'immagine, una manifestazione per il clima degli studenti israeliani)

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DOSSIER PADOVA EBRAICA - L'ASSESSORE AL BILANCIO UCEI DAVIDE ROMANIN JACUR

“Il nostro è un territorio ben presidiato”

Quarant’anni in Consiglio, quattordici da presidente. Davide Romanin Jacur, assessore al Bilancio UCEI, di storie da raccontare ne ha molte.
Il suo primo pensiero va a rav Achille Viterbo, rabbino di Padova dal 1955 al 1999. Una delle figure più rappresentative della Comunità del dopoguerra. “Non c’era persona – afferma – che non conoscesse e seguisse. Ho molto ammirato il suo modo di lavorare”. Un impegno tenace, sul campo. “Quasi da prete di campagna”, sorride Jacur.
Gli anni del suo impegno comunitario, prosegue, hanno coinciso con una svolta sul piano delle relazioni. “Fino agli anni Novanta il rapporto con le autorità era abbastanza ridotto, limitandosi perlopiù a contatti con questura e prefettura. Un cambio di passo, nel segno di una maggiore intensità, è arrivato con l’istituzione della Giornata Europea della Cultura Ebraica e con quella del Giorno della Memoria. Soprattutto con quest’ultima”. Per Jacur un impegno serrato anche a livello personale, con cinquanta viaggi e migliaia di studenti accompagnati nei principali centri della Memoria europea. Esperienza da cui è nato di recente un libro, KZ, per i tipi della casa editrice Ronzani, con un percorso “insieme rigoroso ed emotivo” attraverso 23 campi di concentramento e sterminio visti anche attraverso le testimonianze dei ragazzi.
Un altro, sui luoghi non visitati, è in lavorazione e uscirà prossimamente.
“È questa dice Jacur la soddisfazione più grande: l’aver lasciato qualcosa alle nuove generazioni, motivandole a dare un contributo per una società migliore”.

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LA CHIUSURA DELLA RASSEGNA

Effetto Venezia, una festa per Livorno
nel segno della cultura ebraica

Si è conclusa a Livorno la rassegna culturale “Effetto Venezia”. Il gran finale ha visto un omaggio al pittore Daniel Schinasi zl, recentemente scomparso, una conferenza sull'arte ebraica in Italia con la storica dell'arte Dora Liscia Bemporad, un cooking show con il cuoco "Il Bocca" che ha presentato una versione casher del cacciucco, la famosa pietanza labronica.
Gran chiusura con l'applaudito concerto di Enrico Fink, accompagnato da Mauro Grossi e Matteo Scarpettini: un viaggio nella musica della tradizione sefardita italiana fra Livorno e Venezia. 
Iniziative che, così come gli altri eventi a tema ebraico, hanno ottenuto un'ottima risposta del pubblico con il tutto esaurito. Storia, cultura, musica, arte, enograstronomia, un percorso che è stato molto apprezzato e che dimostra quanto sia vivo, anche a Livorno, l'interesse per l'ebraismo.

Gadi Polacco

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LA CERIMONIA NELLA SINAGOGA DELLA COMUNITÀ EMILIANA 

Da New York a Modena, l'emozione di un Bat Mitzvah

Presso il Tempio Maggiore di Modena si è svolta di recente una cerimonia molto toccante: il Bat Mitzvah di Sonia Bemporad Fishman, giunta da New York per celebrare questo importante momento della vita ebraica.
Sotto la guida e la preparazione del rabbino capo di Modena Beniamino Goldstein, Sonia ha letto alcuni versetti biblici e lo Shemà secondo la tradizione Ashkenazita.
Dopo la cerimonia hanno preso la parola il papà e la mamma di Sonia, che hanno commosso tutti complimentandosi con la figlia per essersi così impegnata nella preparazione alla sua vita ebraica.

Carmen Lea Tassoni

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Razzismo e antisemitismo 
5 agosto 1938: ottantatré anni (e quattro giorni) fa, usciva il primo numero de "La difesa della razza", rivista diretta da Telesio Interlandi e il cui segretario di redazione era  Giorgio  Almirante (sì, lo stesso a cui oggi si pensa di intitolare delle strade). Ma non è, ancora, delle leggi del 1938 che volevo parlare. Guardando la notissima immagine in copertina mi è venuto in mente un problema su cui ancora oggi si discute, quello del rapporto tra razzismo e antisemitismo. Sulla copertina abbiamo tre profili accostati: quello di una donna africana, con tratti somatici accentuati, in particolare le labbra; quello dell'ebreo, ritratto con un naso particolarmente adunco e con tratti molto caricaturali; ed infine l'"ariano" che più che a un romano assomiglia a una statua greca. Quale il rapporto tra i due ritratti in negativo?
Anna Foa
Controvento - La Spagna contro il sessismo linguistico 
Ho ricevuto parecchie risposte all’articolo di due settimane fa sul cambiamento linguistico necessario, anzi indispensabile, se si vuole garantire una effettiva parità e dignità alle donne.
Spiegavo che le più recenti ricerche nell’ambito delle neuroscienze hanno dimostrato che quello che diciamo di fronte ai nostri figli, anche quando sono in fasce e non sembrano consapevoli, plasma il loro cervello e la loro visione del mondo.
Viviana Kasam
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Storie di Libia – Raphael Luzon
Raphael, ebreo di Libia, dedica la sua intervista alla memoria della famiglia dello zio massacrata da un ufficiale libico. È la prima intervista in cui abbiamo la testimonianza della storia di ebrei di Libia che risiedevano a Bengasi invece che a Tripoli. Nel 1925 il nonno si era trasferito a Bengasi, scappato da Misurata, quando i libici combatterono contro gli italiani che li avevano invasi. Il nonno, poi, scappò da Misurata perché`era ricercato dagli italiani in quanto era tra i combattenti (assieme ad altri ebrei misuratini) di Ramadan Swehli e Omar El Mukhtar, i leader della resistenza libica di allora. La sua famiglia era molto religiosa e osservante e viveva molto agiatamente. 
David Gerbi
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