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27 giugno 2014 - 29 Sivan 5774
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
In questa settimana, in Israele, ha visto la luce il primo libro di responsa, decisioni halachiche, scritto interamente da donne ortodosse e rivolto a un pubblico ortodosso. Si tratta di due donne, Idit BArtov e Anat Novoselsky, che hanno avuto l’ordinazione di “decisori halachici” (poskot halacha) presso la Midreshet Lindbaum, un college religioso di Gerusalemme e sono state nominate dal rabbino capo di Efrat, rav Shlomo Riskin e dal rabbino Shuki Reich, direttore del dipartimento halachico della Midreshet Lindbaum.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
“Stop all’utilizzo delle palestre comunali per la celebrazione del Ramadan”. E subito dopo: “Ora in tutti gli edifici e scuole un bel crocifisso obbligatorio regalato dal Comune. E guai a chi lo tocca”. Massimo Bitonci, il nuovo sindaco di Padova, aveva esordito con il classico “sarò il sindaco di tutti”. Un buon inizio, a cui seguivano dichiarazioni sulla svolta, sul rinnovamento e così via, in genere elementi magari non proprio originali ma condivisibili. Siamo a due settimane dall’insediamento e le prime dichiarazioni politiche sembrano invece prendere una direzione che ripercorre vecchie pratiche già sperimentate in modo fallimentare in altre realtà e in altri momenti (penso alla Treviso del fascio-leghista Gentilini). Solo che queste dichiarazioni un po’ roboanti vanno a colpire – se fatte seguire da atti amministrativi concreti – uno dei principi della nostra Costituzione, quella libertà religiosa che viene più volte certificata.
 
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
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#EyalGiladNaftali
No al silenzio
#EyalGiladNaftali. Sul Fatto Quotidiano Furio Colombo ripercorre la vicenda del rapimento dei tre ragazzini israeliani nell’area di Gush Etzion e sottolinea la necessità di rompere il silenzio. “Qualche potente ombra politica si sta muovendo con una discrezione ritenuta indispensabile? Fatemi dire che lo spero. Ma se la diplomazia può vantare il dovere del silenzio, non è il caso dei media – spiega – Ci sono decine di qualificati corrispondenti nell’area. E ci sono decine di personaggi, nei territori e fuori che dovrebbero essere lo Stato palestinese, che forse hanno interesse a farsi conoscere. Non vorrà qualcuno tentare inchieste e interviste, visite e contatti per squarciare il buio, rendere meno rigida la solitudine di Israele, ma anche avere commenti e risposte dirette, personali, basati sui contatti creati dal lavoro sul posto? Non vorrà qualcuno di coloro che fa sapere di tanto in tanto, con qualche accusa in più a Israele, di essere al lavoro in Palestina, cercare nel buio un contatto che potrebbe aprire in qualche punto un varco di pace?”.
Il Wall Street Journal pubblica un forte intervento del Ministro israeliano Tzipi Livni, delegato ai negoziati di pace, che sottolinea il terribile risultato del permettere a un gruppo terrorista come Hamas di entrare nel processo elettorale in un meccanismo che al di là della superficialità non può essere in alcun modo considerato democratico.
Sul Giornale, Fiamma Nirenstein riferisce degli stipendi che l’Autorità nazionale palestinese garantisce ai detenuti nelle carceri israeliane. “Questo costume, sia per l’entità sia per i criteri, stupisce e spaventa. Il ministero per i Prigionieri fra il 2011 e il 2012 ha trasferito un miliardo di shekel, ovvero 150 milioni di dollari a palestinesi imprigionati e alle loro famiglie. I singoli prigionieri ricevono mensilmente uno stipendio che arriva fino a 3.500 dollari, cifra molto significativa.
 
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  davar
israele-unione europea
Le linee della discordia
“Implementazione tecnica di una scelta politica fatta in precedenza”. Così il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha definito un avviso che potrebbe essere pubblicato già nelle prossime ore che mette in guardia gli imprenditori italiani dal fare affari con società israeliane legate ai territori della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e delle alture del Golan. Negli scorsi giorni un documento simile è stato divulgato dai governi francese e spagnolo (mentre Regno Unito e Germania avevano già provveduto alcuni mesi prima), in una mossa che rappresenta un passo avanti rispetto alle linee guida sull’argomento emanate dall’Unione europea nell’estate 2013.
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#EYALGILADNAFTALI
Un abbraccio per la solidarietà
L’incontro con gli studenti della yeshiva di Kfar Etzion, l’abbraccio con i familiari di Eyal, Gilad e Naftali a Nof Ayalon, una preghiera collettiva per invocare la loro liberazione. Segnata da grandi emozioni la prima giornata in Israele della delegazione della Comunità ebraica di Roma, guidata dal presidente Riccardo Pacifici, per portare solidarietà ai familiari dei tre studenti israeliani rapiti nel Gush Etzion. Nella delegazione, tra gli altri, anche il presidente dell’Irgun Olè Italia Vito Anav e il consigliere e membro di Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Jacqueline Fellus.
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Qui Firenze – Mercati e Valori
L'assessore Funaro:"Sul sociale, concretizzare anni di impegno"
“Una grande soddisfazione. Da qui posso dare seguito e concretizzare il lavoro e l’impegno portato avanti in questi anni”, spiega Sara Funaro, assessore al sociale, al welfare e alla casa del Comune di Firenze, nel corso di un incontro con la redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Da sette giorni alla guida del delicato assessorato fiorentino della giunta del sindaco Dario Nardella, Funaro ha raccontato alla redazione, presente a Firenze con la seconda edizione del seminario di taglio economico Mercati e Valori – realizzato in collaborazione con la Comunità ebraica fiorentina -, la soddisfazione per aver raggiunto una posizione di prestigio e dal grande impatto sugli equilibri del tessuto cittadino, in particolare in materia di integrazione.
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Qui Bologna
Tutti in piazza per Bolanià
Due serate all’insegna dell’apertura e della condivisione, di sapori, di musica, di valori. La Comunità ebraica di Bologna invita la città a conoscerla meglio, organizzando nelle strade intorno alla sinagoga e al Museo ebraico, spettacoli, degustazioni e bancarelle per Bolanià (in un gioco di parole tra il nome della città e l’ebraico per indicare “Qui abita D-o”). Primo appuntamento, domenica sera 29 giugno a partire dalle 19.
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QUI FIRENZE - BALAGAN CAFè
Un nuovo mappa dei diritti
Nel mondo che cambia, nelle società che cambiano, imprescindibilmente centrale è una riflessione attorno al concetto di cittadinanza. Confermando la propria capacità di stimolare il confronto sulle grandi sfide del presente, il Balagan Cafè – giunto al suo terzo appuntamento per il 2014 – sceglie proprio questo tema per inaugurare una nuova serata densa di riflessioni e con il consueto riscontro positivo sul fronte della partecipazione: molte centinaia infatti i fiorentini, che anche questo giovedì, hanno scelto di raccogliersi nel giardino della sinagoga.
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Qui Firenze – Mercati e valori
Interrogarsi sull’età del gusto
In Italia vengono pubblicati circa 750 libri l'anno sulla cucina, il cibo e il buon mangiare. La cucina italiana è famosa in tutto il mondo, ma quante delle pietanze che tutti conoscono come italiane sono davvero tali? E come mai oggi si parla tanto di cibo? Questi alcuni interrogativi affrontati insieme al giornalista Alessandro Marzo Magno, autore de “Il genio del gusto - Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo” (Garzanti) nel corso del seminario Mercati e valori, organizzato dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità di Firenze.
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pilpul
Il campo e la siepe
Giustamente ieri è stato ricordato che gli ebrei sono tifosi di calcio esattamente come tutti gli altri italiani. Per questo molti di loro si sono trovati venerdì scorso di fronte al problema di una partita dell’Italia a distanza ravvicinata dallo Shabbat. In realtà più di un’ora separava la fine della partita dall’inizio effettivo del sabato, ma il tramonto tardivo in questa stagione ha consolidato l’usanza di organizzare la tefillah pubblica con un largo anticipo che sarebbe impossibile nei mesi invernali. Dunque la partita non era in conflitto con una mitzvah vera e propria, ma forse si potrebbe dire con una siepe intorno alla mitzvah (anche se non so se sia corretto definirla così, perché suppongo che una siepe dovrebbe avere dimensioni standard e non allargarsi o restringersi in base alle stagioni).

Anna Segre, insegnante
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Europa
Chi studia o è semplicemente affascinato dalla storia ebraica, non può naturalmente trascurare l'importanza che ha avuto all'interno di essa la Polonia. In questa sconfinata regione prevalentemente pianeggiante e continentale, gli ebrei furono realmente numerosi come le “stelle in cielo”, come del resto, in tutta quell'area che viene chiamata in Inglese Pale of Settlement o in Yiddish/Ebraico Tchum haMoshav. Qui hanno vissuto e prosperato zaddikim, autorevoli rabbini, intellettuali, artisti e uomini di ogni rango, per poi venire decimati dai pogrom e dalla Shoah nell'ultimo secolo, tanto che dei tre milioni di ebrei polacchi prima del 1939, ne sopravvisse solo il 10 per cento.

Francesco Moises Bassano, studente
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La logica comunitaria
La settimana scorsa si parlava di ebraismo e omosessualità dopo l'incontro tra rav Amedeo Spagnoletto e l'Ugei (Unione giovani ebrei d’Italia). Dicevo che non ci si deve esimere dal confronto diretto: quello con le fonti ma anche con i diretti interessati. Dicevo che questo era il primo passo. Oggi un altro step. Pubblico e privato non coincidono. L'ebraismo vanta d'averlo capito da tempo.

Ilana Bahbout
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Calcio e insegnamenti
Per chiudere le considerazioni sul calcio e il patriottismo, aggiungo un breve commento: in ogni sport la sconfitta non solo è possibile, ma − come in tutte le vicende della vita − è frequente. Sembra invece che, di fronte alla nazionale, gli italiani non ritengano le sconfitte una legittima, logica evenienza di una partita, bensì un’onta da attribuire alla colpa dell’immancabile capro espiatorio (e si noti che quello stesso capro espiatorio sarebbe diventato immediatamente un eroe se una singola azione fortunata avesse partorito quel solo gol che poteva ribaltare il risultato). La bellezza delle vittorie sta proprio nel fatto che non sono affatto né scontate, né dovute.

Laura Salmon, slavista
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