
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
|
I
sentimenti di un paese, i pensieri pubblici condivisi, i dolori e le
gioie di un popolo non sono facilmente descrivibili, ma possono essere
illuminati o meno dalla luce dei mass media e dei mezzi di
comunicazione.
Il terribile massacro accaduto ad Har Nof, ai miei occhi di cittadino
di Gerusalemme, sembra essere accompagnato da sentimenti molto diversi
rispetto a quelli che collettivamente si avvertirono a giugno per il
rapimento e poi la morte dei tre giovani adolescenti. Sembra quasi che
l’importanza dei due tragici eventi o degli eventi tragici in genere
dipenda da dettagli usati ed indirizzati in maniera molto diversa da
chi li racconta. Eppure i tragici dettagli sono esattamente gli stessi
in entrambi i casi (l’orrore, il brutale assassinio, lo sfondo
nazionalista, la mano terrorista assassina) ed in entrami i casi le
famiglie in lutto hanno risposto con messaggi d’amore e senza alcun
confine.
|
|
Leggi
|
Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
|
“Non
fatemi subire l’umiliazione di fare dichiarazioni di patriottismo per
guadagnare licenza alle cose, che a voi parranno poco patriottiche e
che dovrò dir dopo. La verità è che qui non si discute di patriottismo
o di antipatriottismo. Tutti i partiti, tutti gli uomini la Patria la
portano nel cuore, nel sangue (…) Se alcuno grida in qualche comizio
che per il proletario non vi è Patria, credete che quello è il delirio
dell’innamorato geloso…"
|
|
Leggi
|
 |
Il papa a Yediot Ahronot:
L'antisemitismo è peccato
|
Il
peccato dell’antisemitismo: papa Bergoglio rilascia un’intervista a
tutto tondo al giornale israeliano Yediot Ahronot. Su Avvenire le
anticipazioni: “Non puoi essere un vero cristiano se non riconosci le
tue radici ebraiche (…) Bisogna ricordare sempre che il cristianesimo è
fiorito dall’ebraismo”. Il papa, a colloquio con il giornalista
Henrique Cymerman, inoltre si dichiara preoccupato per l’escalation di
violenza in Israele: “Dal profondo del cuore mi rivolgo alle parti
coinvolte con un appello affinché mettano fine all’odio e alla
violenza. Costruire la pace è difficile, ma vivere senza pace è un
incubo”. Domenica, durante il suo viaggio in Turchia, Bergoglio
incontrerà il gran rabbino Isak Haleva.
|
|
Leggi
|
|
|
l'appuntamento 2015 per la cultura ebraica Una Giornata di ponti e incontri
Una
proposta di confronto interna ed esterna al mondo ebraico. Questo il
senso del tema “Bridges” (“Ponti”) scelto per la prossima Giornata
Europea della Cultura Ebraica in programma domenica 6 settembre 2015.
Ad annunciarlo Annie Sacerdoti della European Association for the
Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage,
l’associazione che si occupa dell’organizzazione dell’evento.
“Si tratta – spiega – di un tema che può essere inteso in moltissimi
modi, primo dei quali aprire un colloquio che possa creare rapporti tra
le persone e le diverse associazioni e stimolare una proficua
circolazione delle idee. ‘Bridges’ nasce da una convinzione: che
nessuno, al giorno d’oggi, possa vivere in modo isolato e che ci si
debba attivare per favorire un collegamento. Anche nei confronti
dell’ebraismo non tradizionale. Per quanto riguarda l’esterno, inoltre,
la Giornata della Cultura Ebraica è di per sé un ponte”.
La decisione, maturata a Lisbona, arriva a seguito di una significativa
convergenza dei delegati accorsi da diversi paesi d’Europa. “La
condivisione su questo tema è stata molto larga. A breve,
verosimilmente a febbraio – annuncia Sacerdoti – ci metteremo al lavoro
per implementare l’intera iniziativa”.
(Nell'immagine Annie Sacerdoti, vicepresidente della Fondazione Beni
Culturali Ebraici in Italia e membro della European Association for the
Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage assieme al
presidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia Dario
Disegni, al vicepresidente Renzo Funaro e al consigliere Alberto
Boralevi)
a.s twitter @asmulevichmoked
Leggi
|
qui venezia Fondazione Beni Culturali,
il rilancio entra nel vivo
Forte
rilancio delle attività e ampliata visibilità del suo ruolo
istituzionale. Queste le sfide affrontate dalla Fondazione Beni
Culturali Ebraici in Italia Onlus per l’anno passato e rinnovate per il
prossimo anno durante la riunione di Consiglio che ha tra le altre cose
approvato il bilancio preventivo del 2015, tenutasi mercoledì e giovedì
a Venezia. Ha partecipato per la prima volta alla riunione di Consiglio
della Fondazione Luca Zevi, consigliere dell’Unione delle Comuntà
Ebraiche Italiane, designato come delegato del presidente Renzo
Gattegna. “Lo svolgimento delle riunioni in diverse città, piuttosto
che sempre a Roma come di consueto, è una scelta dell’attuale Consiglio
volta a coinvolgere le Comunità e conoscere il loro patrimonio più da
vicino, e ad avviare una collaborazione più stretta tra le istituzioni
culturali e la Fondazione per progetti in corso e futuri”, ha
sottolineato il presidente Dario Disegni in apertura dei lavori.
(nell’immagine
da sinistra, Roberto Steinhaus, presidente del collegio dei revisori
dei conti, il consigliere Alberto Boralevi, Andreina Draghi,
consigliere, Roberto Cerniani, consigliere, Annie Sacerdoti,
vicepresidente, Dario Disegni, presidente, il consigliere Andrea
Morpurgo e i consiglieri Luca Zevi, GadiLuzzatto Voghera, Micaela
Procaccia).
Fracesca Matalon
Leggi
|
dialogo
Il papa racconta le sue speranze al quotidiano Yedioth Ahronot
Dalla
condanna inequivocabile dell'antisemitismo alla visita in Israele
dall'amico Shimon Peres fino alla delicata questione legata alla
valutazione storica dell'operato di Pio XII. Anche se non contiene
sostanziali novità rispetto a quanto già annunciato
precedentemente da Bergoglio, l'intervista rilasciata a Yedioth
Ahronoth (apparsa oggi in edicola) riassume per la prima volta su un
quotidiano israeliano l'insieme delle riflessioni del papa sui grandi
temi di attualità. La sua immagine a tutta pagina, il suo volto sereno
e deciso, aprono le quattro pagine dedicate dall'inserto settimanale di
Yedioth al lungo colloquio avuto con il giornalista Henrique Cymerman.
Dieci ore di domande ma soprattuto risposte, tre incontri e cinque
telefonate. L'ultima, a pochi giorni dal terribile attentato alla
sinagoga di Har Nof, a Gerusalemme, un atto che il papa definisce
sconvolgente. “Io condanno con rigore ogni sorta di violenza a nome di
Dio”, dirà a Cymerman dopo la tragedia, per poi rivolgere un appello
perché si fermi la spirale di odio e rabbia che continua a sconvolgere
il Medio Oriente. “Seguo con preoccupazione il peggioramento della
situazione a Gerusalemme e negli altri villaggi in Terra Santa, -
l'allarme di Bergoglio - prego per le vittime e per tutti quello che
patiscono una violenza inaccettabile, che non risparmia luoghi
religiosi e di culto. Dal profondo del mio cuore io mi rivolgo alle
parti coinvolte con il messaggio di mettere fine all'odio e alla
violenza e la richiesta di agire per la conciliazione e la pace.
Costruire la pace è difficile, ma vivere senza la pace è un vero
incubo”.
Leggi
|
a settant'anni dai tragici fatti di pisa Tornano alla luce i documenti della generosità di Pardo Roques
Firenze,
27 novembre 1944. Nella città solo da poche settimane liberata
dall’infamia nazifascista e ancora devastata dalle ferite della guerra,
un notaio si trova a trascrivere su carta bollata il testamento
olografo di Giuseppe Pardo Roques. Con una fine calligrafia vengono
poste nero su bianco le ultime volontà del Presidente della Comunità
ebraica di Pisa, il mitico Parnas, il grande benefattore della sua
città che ha dedicato la sua esistenza agli atti di generosità e alla
difesa dei più deboli. Proprio allo scoccare dei settant’anni, il 27
novembre del 2014, la Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane riunita in Roma ha ripreso in mano quelle carte riemerse dagli
archivi e in questo modo ravvivato la memoria di Pardo Roques. Proprio
in questi giorni, infatti, si è potuto portare a termine il grande
progetto di valorizzazione e restauro del patrimonio immobiliare
generosamente lasciato da Giuseppe Pardo Roques a favore dell’Unione
delle Comunità con rendite in parte in favore anche delle Comunità di
Pisa e di Livorno. A seguito di un complesso iter seguito e coordinato
dal vicepresidente e assessore al Patrimonio dell’UCEI Giulio Disegni,
ha potuto finalmente giungere all’approvazione della Giunta
dell’Unione, con un’incredibile coincidenza di date, ossia esattamente
settant’anni dopo il giorno in cui veniva alla luce il testamento con
cui Pardo Roques istituiva propria erede universale l’Unione delle
Comunità Israelitiche Italiane.
È questo il risultato di un paziente, complesso lavoro impostato e
compiuto dal Consigliere dell’Unione Anselmo Calò, sia in qualità di
vicepresidente e responsabile del patrimonio nella precedente
consiliatura, sia di Consigliere coordinatore dei lavori di Commissione
e rappresentante della Comunità di Pisa in quella presente. Il progetto
prevede tra le altre cose la ristrutturazione, la valorizzazione e la
parziale alienazione per poter far fronte agli inevitabili ingenti
costi richiesti dalle necessarie opere, degli storici palazzi siti nel
centro storico di Pisa, in Via Sant’Andrea e in via Beccaria, proprio a
fianco del bellissimo Palazzo Pardo Roques dove il Parnas e grande
esponente della Comunità di Pisa viveva con i propri familiari. Sempre
70 anni fa, tornando ai fatti davvero tragici che oggi vanno ricordati,
agli inizi di agosto del 1944, solo pochi mesi prima della stesura di
quell’atto, quando Pisa era ancora lacerata dal fronte e dai
combattimenti fra le truppe tedesche e fasciste in ritirata e le forze
di liberazione, la casa di Pardo Roques veniva assaltata da una banda
di criminali nazisti e dai loro complici giunti per depredarla.
Nell’eccidio di indicibile bestialità venivano tragicamente assassinati
lo steso Pardo Roques e diversi altri familiari e cittadini che nella
sua abitazione avevano trovato asilo (Dario, Teofilo e Cesare Gallichi,
Ida De Cori, Ernesto e Cesira Levi e insieme a loro Giovanna e Alice
Ulivari, Silvia Bonanni, Emilia Del Francia, Dante Ristori). Forse
presagendo la tragedia imminente, ferito dalla vergogna del tradimento
fascista delle leggi razziste del 1938 e delle persecuzioni, lo stesso
Pardo Roques aveva voluto nel proprio testamento destinare i propri
beni al beneficio della collettività e delle istituzioni dell’ebraismo
italiano eleggendone fra gli eredi l’Unione delle Comunità Israelitiche
Italiane di allora, di cui l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di
oggi è la conseguenza. Commozione e viva partecipazione per quel gesto
di generosità e per quel coraggioso sguardo verso il futuro compiuto 70
anni fa, nel momento più buio, hanno segnato il riemergere del
documento posto nella cartella presa in esame dalla Giunta in queste
ore. I destini e i problemi, le ferite e i progetti, la storia e i
valori degli ebrei italiani si sono incrociati al termine di una
intensa giornata di lavoro per elevare un monito: le sofferenze e i
grandi sentimenti di umanità delle generazioni che ci hanno preceduto
devono essere costantemente presenti nella nostra memoria e
costituiscono la migliore energia per affrontare con coraggio i
complessi problemi dei nostri tempi.
gv
|
qui firenze - ugei a congresso
"Per i giovani scelte radicali"""
Al
via nel pomeriggio a Firenze i lavori del ventesimo Congresso ordinario
dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia. Un Congresso che si annuncia molto
intenso e con al centro tematiche di stringente attualità per il futuro
dei giovani ebrei italiani, non ultimo il problema dello scarso
coinvolgimento degli stessi nelle attività Ugei. Tra i momenti salienti
della tre giorni di lavori, che si concluderanno con l’elezione del
nuovo esecutivo in carica per il 2015, la relazione del presidente
uscente Simone Disegni. “Vorrei dire le cose nella maniera più chiara e
schietta possibile, dato che per giri di parole davvero non c’è più
tempo. Quest’organizzazione – afferma Disegni – è in crisi, non da oggi
per la verità, in primis per una carenza di partecipazione alle sue
iniziative, in particolare a livello nazionale, da parte della ‘base’,
cioè i giovani ebrei italiani compresi fra i 18 e i 35 anni: carenza
ancor più spaventosa e frustrante, dal punto di vista del Consiglio
uscente, se rapportata con gli sforzi e gli investimenti messi in campo
durante gli ultimi undici mesi da ciascuno dei nove consiglieri e
dall’organizzazione nel suo insieme al fine di coinvolgere il più vasto
numero di giovani delle nostre Comunità”.
Leggi
|
Minimizzare |
Un
tempo c’erano le opinioni diverse. Oggi si tende a contrapporre
versioni diverse degli stessi fatti, accusando automaticamente
l’interlocutore di non dire la verità (è un fenomeno che ho già avuto
occasione di rilevare). A volte, però, i fatti sono evidenti: se un
governo vota un disegno di legge è difficile sostenere che non lo abbia
fatto. Allora almeno in questi casi si può tornare a discutere come ai
vecchi tempi tra favorevoli e contrari? Non è detto, perché esiste
un’altra strategia per evitare il confronto diretto: minimizzare. Sì,
il disegno è stato votato, ma non contiene poi queste grandi novità,
all’atto pratico non cambia niente, non si capisce perché qualcuno
faccia tanto chiasso per una cosa da nulla, ecc. Nell’Italia degli
ultimi anni abbiamo sentito un bel po’ di discorsi del genere su molti
argomenti, dalle prescrizioni facili al massacro della scuola pubblica.
Anna Segre, insegnante
Leggi
|
|
Le tre religioni |
“Le
tre religioni di Abramo grondano sangue”, così scrive il giornalista
Michele Serra nella propria “Amaca” su Repubblica. Se per molti è
Israele il male assoluto, per altri l’Islam, la fede religiosa in senso
lato mette d’accordo tutti, perché in questo secolo è sempre più
percepita come la radice e la spiegazione di ogni male che affligge
l’umanità intera. Eppure da quando con l’illuminismo, e il positivismo
successivamente, la religione come guida delle civiltà, ha cominciato
lentamente ad eclissarsi, non sembrano essere sopraggiunti nell’età
moderna sostanziali miglioramenti nel mondo.
Francesco Moises Bassano, studente
Leggi
|
|
Il razzismo oggi |
Cos’è
oggi il razzismo? “È la pretesa di decidere con chi abitare, che invece
è già sempre un coabitare. È negare quei diritti cui la società
contemporanea considera in fondo vitali e prioritari: la mobilità e la
visibilità.”
Ilana Bahbout
Leggi
|
|
|