Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

28 novembre 2014 - 6 Kislev 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
I sentimenti di un paese, i pensieri pubblici condivisi, i dolori e le gioie di un popolo non sono facilmente descrivibili, ma possono essere illuminati o meno dalla luce dei mass media e dei mezzi di comunicazione.
Il terribile massacro accaduto ad Har Nof, ai miei occhi di cittadino di Gerusalemme, sembra essere accompagnato da sentimenti molto diversi rispetto a quelli che collettivamente si avvertirono a giugno per il rapimento e poi la morte dei tre giovani adolescenti. Sembra quasi che l’importanza dei due tragici eventi o degli eventi tragici in genere dipenda da dettagli usati ed indirizzati in maniera molto diversa da chi li racconta. Eppure i tragici dettagli sono esattamente gli stessi in entrambi i casi (l’orrore, il brutale assassinio, lo sfondo nazionalista, la mano terrorista assassina) ed in entrami i casi le famiglie in lutto hanno risposto con messaggi d’amore e senza alcun confine.
 
Leggi

Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
“Non fatemi subire l’umiliazione di fare dichiarazioni di patriottismo per guadagnare licenza alle cose, che a voi parranno poco patriottiche e che dovrò dir dopo. La verità è che qui non si discute di patriottismo o di antipatriottismo. Tutti i partiti, tutti gli uomini la Patria la portano nel cuore, nel sangue (…) Se alcuno grida in qualche comizio che per il proletario non vi è Patria, credete che quello è il delirio dell’innamorato geloso…"
 
Leggi

 
 
Il papa a Yediot Ahronot:
L'antisemitismo è peccato
Il peccato dell’antisemitismo: papa Bergoglio rilascia un’intervista a tutto tondo al giornale israeliano Yediot Ahronot. Su Avvenire le anticipazioni: “Non puoi essere un vero cristiano se non riconosci le tue radici ebraiche (…) Bisogna ricordare sempre che il cristianesimo è fiorito dall’ebraismo”. Il papa, a colloquio con il giornalista Henrique Cymerman, inoltre si dichiara preoccupato per l’escalation di violenza in Israele: “Dal profondo del cuore mi rivolgo alle parti coinvolte con un appello affinché mettano fine all’odio e alla violenza. Costruire la pace è difficile, ma vivere senza pace è un incubo”. Domenica, durante il suo viaggio in Turchia, Bergoglio incontrerà il gran rabbino Isak Haleva.
 
Leggi

 
  davar
l'appuntamento 2015 per la cultura ebraica
 Una Giornata di ponti e incontri
Una proposta di confronto interna ed esterna al mondo ebraico. Questo il senso del tema “Bridges” (“Ponti”) scelto per la prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica in programma domenica 6 settembre 2015. Ad annunciarlo Annie Sacerdoti della European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage, l’associazione che si occupa dell’organizzazione dell’evento.
“Si tratta – spiega – di un tema che può essere inteso in moltissimi modi, primo dei quali aprire un colloquio che possa creare rapporti tra le persone e le diverse associazioni e stimolare una proficua circolazione delle idee. ‘Bridges’ nasce da una convinzione: che nessuno, al giorno d’oggi, possa vivere in modo isolato e che ci si debba attivare per favorire un collegamento. Anche nei confronti dell’ebraismo non tradizionale. Per quanto riguarda l’esterno, inoltre, la Giornata della Cultura Ebraica è di per sé un ponte”.
La decisione, maturata a Lisbona, arriva a seguito di una significativa convergenza dei delegati accorsi da diversi paesi d’Europa. “La condivisione su questo tema è stata molto larga. A breve, verosimilmente a febbraio – annuncia Sacerdoti – ci metteremo al lavoro per implementare l’intera iniziativa”.

(Nell'immagine Annie Sacerdoti, vicepresidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e membro della European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage assieme al presidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia Dario Disegni, al vicepresidente Renzo Funaro e al consigliere Alberto Boralevi)

a.s twitter @asmulevichmoked
Leggi

qui venezia
Fondazione Beni Culturali,

il rilancio entra nel vivo
Forte rilancio delle attività e ampliata visibilità del suo ruolo istituzionale. Queste le sfide affrontate dalla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia Onlus per l’anno passato e rinnovate per il prossimo anno durante la riunione di Consiglio che ha tra le altre cose approvato il bilancio preventivo del 2015, tenutasi mercoledì e giovedì a Venezia. Ha partecipato per la prima volta alla riunione di Consiglio della Fondazione Luca Zevi, consigliere dell’Unione delle Comuntà Ebraiche Italiane, designato come delegato del presidente Renzo Gattegna. “Lo svolgimento delle riunioni in diverse città, piuttosto che sempre a Roma come di consueto, è una scelta dell’attuale Consiglio volta a coinvolgere le Comunità e conoscere il loro patrimonio più da vicino, e ad avviare una collaborazione più stretta tra le istituzioni culturali e la Fondazione per progetti in corso e futuri”, ha sottolineato il presidente Dario Disegni in apertura dei lavori.


(nell’immagine da sinistra, Roberto Steinhaus, presidente del collegio dei revisori dei conti, il consigliere Alberto Boralevi, Andreina Draghi, consigliere, Roberto Cerniani, consigliere, Annie Sacerdoti, vicepresidente, Dario Disegni, presidente, il consigliere Andrea Morpurgo e i consiglieri Luca Zevi, GadiLuzzatto Voghera, Micaela Procaccia).

Fracesca Matalon
Leggi

dialogo
Il papa racconta le sue speranze al quotidiano Yedioth Ahronot
Dalla condanna inequivocabile dell'antisemitismo alla visita in Israele dall'amico Shimon Peres fino alla delicata questione legata alla valutazione storica dell'operato di Pio XII. Anche se non contiene sostanziali novità  rispetto a quanto già annunciato precedentemente da Bergoglio, l'intervista rilasciata a Yedioth Ahronoth (apparsa oggi in edicola) riassume per la prima volta su un quotidiano israeliano l'insieme delle riflessioni del papa sui grandi temi di attualità. La sua immagine a tutta pagina, il suo volto sereno e deciso, aprono le quattro pagine dedicate dall'inserto settimanale di Yedioth al lungo colloquio avuto con il giornalista Henrique Cymerman. Dieci ore di domande ma soprattuto risposte, tre incontri e cinque telefonate. L'ultima, a pochi giorni dal terribile attentato alla sinagoga di Har Nof, a Gerusalemme, un atto che il papa definisce sconvolgente. “Io condanno con rigore ogni sorta di violenza a nome di Dio”, dirà a Cymerman dopo la tragedia, per poi rivolgere un appello perché si fermi la spirale di odio e rabbia che continua a sconvolgere il Medio Oriente. “Seguo con preoccupazione il peggioramento della situazione a Gerusalemme e negli altri villaggi in Terra Santa, - l'allarme di Bergoglio - prego per le vittime e per tutti quello che patiscono una violenza inaccettabile, che non risparmia luoghi religiosi e di culto. Dal profondo del mio cuore io mi rivolgo alle parti coinvolte con il messaggio di mettere fine all'odio e alla violenza e la richiesta di agire per la conciliazione e la pace. Costruire la pace è difficile, ma vivere senza la pace è un vero incubo”.
Leggi

a settant'anni dai tragici fatti di pisa
Tornano alla luce i documenti della generosità di Pardo Roques
Firenze, 27 novembre 1944. Nella città solo da poche settimane liberata dall’infamia nazifascista e ancora devastata dalle ferite della guerra, un notaio si trova a trascrivere su carta bollata il testamento olografo di Giuseppe Pardo Roques. Con una fine calligrafia vengono poste nero su bianco le ultime volontà del Presidente della Comunità ebraica di Pisa, il mitico Parnas, il grande benefattore della sua città che ha dedicato la sua esistenza agli atti di generosità e alla difesa dei più deboli. Proprio allo scoccare dei settant’anni, il 27 novembre del 2014, la Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane riunita in Roma ha ripreso in mano quelle carte riemerse dagli archivi e in questo modo ravvivato la memoria di Pardo Roques. Proprio in questi giorni, infatti, si è potuto portare a termine il grande progetto di valorizzazione e restauro del patrimonio immobiliare generosamente lasciato da Giuseppe Pardo Roques a favore dell’Unione delle Comunità con rendite in parte in favore anche delle Comunità di Pisa e di Livorno. A seguito di un complesso iter seguito e coordinato dal vicepresidente e assessore al Patrimonio dell’UCEI Giulio Disegni, ha potuto finalmente giungere all’approvazione della Giunta dell’Unione, con un’incredibile coincidenza di date, ossia esattamente settant’anni dopo il giorno in cui veniva alla luce il testamento con cui Pardo Roques istituiva propria erede universale l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane.
È questo il risultato di un paziente, complesso lavoro impostato e compiuto dal Consigliere dell’Unione Anselmo Calò, sia in qualità di vicepresidente e responsabile del patrimonio nella precedente consiliatura, sia di Consigliere coordinatore dei lavori di Commissione e rappresentante della Comunità di Pisa in quella presente. Il progetto prevede tra le altre cose la ristrutturazione, la valorizzazione e la parziale alienazione per poter far fronte agli inevitabili ingenti costi richiesti dalle necessarie opere, degli storici palazzi siti nel centro storico di Pisa, in Via Sant’Andrea e in via Beccaria, proprio a fianco del bellissimo Palazzo Pardo Roques dove il Parnas e grande esponente della Comunità di Pisa viveva con i propri familiari. Sempre 70 anni fa, tornando ai fatti davvero tragici che oggi vanno ricordati, agli inizi di agosto del 1944, solo pochi mesi prima della stesura di quell’atto, quando Pisa era ancora lacerata dal fronte e dai combattimenti fra le truppe tedesche e fasciste in ritirata e le forze di liberazione, la casa di Pardo Roques veniva assaltata da una banda di criminali nazisti e dai loro complici giunti per depredarla. Nell’eccidio di indicibile bestialità venivano tragicamente assassinati lo steso Pardo Roques e diversi altri familiari e cittadini che nella sua abitazione avevano trovato asilo (Dario, Teofilo e Cesare Gallichi, Ida De Cori, Ernesto e Cesira Levi e insieme a loro Giovanna e Alice Ulivari, Silvia Bonanni, Emilia Del Francia, Dante Ristori). Forse presagendo la tragedia imminente, ferito dalla vergogna del tradimento fascista delle leggi razziste del 1938 e delle persecuzioni, lo stesso Pardo Roques aveva voluto nel proprio testamento destinare i propri beni al beneficio della collettività e delle istituzioni dell’ebraismo italiano eleggendone fra gli eredi l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane di allora, di cui l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di oggi è la conseguenza. Commozione e viva partecipazione per quel gesto di generosità e per quel coraggioso sguardo verso il futuro compiuto 70 anni fa, nel momento più buio, hanno segnato il riemergere del documento posto nella cartella presa in esame dalla Giunta in queste ore. I destini e i problemi, le ferite e i progetti, la storia e i valori degli ebrei italiani si sono incrociati al termine di una intensa giornata di lavoro per elevare un monito: le sofferenze e i grandi sentimenti di umanità delle generazioni che ci hanno preceduto devono essere costantemente presenti nella nostra memoria e costituiscono la migliore energia per affrontare con coraggio i complessi problemi dei nostri tempi.

gv


qui firenze - ugei a congresso
"Per i giovani scelte radicali"""
Al via nel pomeriggio a Firenze i lavori del ventesimo Congresso ordinario dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia. Un Congresso che si annuncia molto intenso e con al centro tematiche di stringente attualità per il futuro dei giovani ebrei italiani, non ultimo il problema dello scarso coinvolgimento degli stessi nelle attività Ugei. Tra i momenti salienti della tre giorni di lavori, che si concluderanno con l’elezione del nuovo esecutivo in carica per il 2015, la relazione del presidente uscente Simone Disegni. “Vorrei dire le cose nella maniera più chiara e schietta possibile, dato che per giri di parole davvero non c’è più tempo. Quest’organizzazione – afferma Disegni – è in crisi, non da oggi per la verità, in primis per una carenza di partecipazione alle sue iniziative, in particolare a livello nazionale, da parte della ‘base’, cioè i giovani ebrei italiani compresi fra i 18 e i 35 anni: carenza ancor più spaventosa e frustrante, dal punto di vista del Consiglio uscente, se rapportata con gli sforzi e gli investimenti messi in campo durante gli ultimi undici mesi da ciascuno dei nove consiglieri e dall’organizzazione nel suo insieme al fine di coinvolgere il più vasto numero di giovani delle nostre Comunità”.
Leggi

j-ciak
"Il laureato" è un outsider
Robert Redford era perfetto per quella parte. Alla fine però a interpretare Benjamin Braddock, indimenticabile protagonista de “Il laureato”, Mike Nichols volle l’allora quasi sconosciuto Dustin Hoffman. L’anti-Redford per eccellenza: piccolino, scuro, newyorkese. L’uomo meno wasp che si possa immaginare, soprattutto a vederlo immerso nella California waspissima tutta piscine e cocktail che incornicia il film. Il motivo della scelta? Perché “Braddock è un outsider e dunque è metaforicamente ebreo”, spiegò lo stesso regista, scomparso pochi giorni fa.


Daniela Gross
Leggi

qui roma
Finanziare il progetto Dreyfus,

al via la raccolta fondi
Presentato a Roma il piano di raccolta di fondi dell'associazione Progetto Dreyfus, impegnata sul web e nel mondo dei social network sui temi del Medio Oriente, l'antisemitismo, il pregiudizio antiebraico. Nel corso della serata, che ha visto sul palco gli ideatori e gli animatori del progetto, un forte impegno a sostegno dell'iniziativa è arrivato dal presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, che ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di tante persone che si prendano la responsabilità di darci una mano. Non possiamo finanziare direttamente Progetto Dreyfus come Comunità perché diventerebbe un'iniziativa istituzionale ma quello che senz'altro possiamo fare è attivarci per reperire nuovi fondi”.
Leggi

pilpul
Minimizzare
Un tempo c’erano le opinioni diverse. Oggi si tende a contrapporre versioni diverse degli stessi fatti, accusando automaticamente l’interlocutore di non dire la verità (è un fenomeno che ho già avuto occasione di rilevare). A volte, però, i fatti sono evidenti: se un governo vota un disegno di legge è difficile sostenere che non lo abbia fatto. Allora almeno in questi casi si può tornare a discutere come ai vecchi tempi tra favorevoli e contrari? Non è detto, perché esiste un’altra strategia per evitare il confronto diretto: minimizzare. Sì, il disegno è stato votato, ma non contiene poi queste grandi novità, all’atto pratico non cambia niente, non si capisce perché qualcuno faccia tanto chiasso per una cosa da nulla, ecc. Nell’Italia degli ultimi anni abbiamo sentito un bel po’ di discorsi del genere su molti argomenti, dalle prescrizioni facili al massacro della scuola pubblica.

Anna Segre, insegnante
Leggi

Le tre religioni
“Le tre religioni di Abramo grondano sangue”, così scrive il giornalista Michele Serra nella propria “Amaca” su Repubblica. Se per molti è Israele il male assoluto, per altri l’Islam, la fede religiosa in senso lato mette d’accordo tutti, perché in questo secolo è sempre più percepita come la radice e la spiegazione di ogni male che affligge l’umanità intera. Eppure da quando con l’illuminismo, e il positivismo successivamente, la religione come guida delle civiltà, ha cominciato lentamente ad eclissarsi, non sembrano essere sopraggiunti nell’età moderna sostanziali miglioramenti nel mondo.

Francesco Moises Bassano, studente
Leggi

Il razzismo oggi
Cos’è oggi il razzismo? “È la pretesa di decidere con chi abitare, che invece è già sempre un coabitare. È negare quei diritti cui la società contemporanea considera in fondo vitali e prioritari: la mobilità e la visibilità.”

Ilana Bahbout
Leggi




moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.