Roberto
Della Rocca,
rabbino
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"…l'uomo
Moshè era molto umile, più di ogni uomo sulla faccia della terra....."
(Bemidbar, 12; 3) . Di tutte le virtù che Moshè aveva - era senza
dubbio saggio, pio, coraggioso - la Torah elogia solo l'umiltà,
sottolineando il fatto che egli eccelleva in questo "più di ogni uomo
sulla faccia della terra". Cosa c'è di tanto grande nel fatto di essere
umile?
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Dario
Calimani,
anglista
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Quando
sento parlare di possibili convergenze fra religione e stato un
fastidioso brivido mi corre sempre lungo la spina dorsale. E il primo
pensiero mi corre ai pozzi senza fondo di esenzioni fiscali e di denaro
pubblico utilizzati (sprecati e arraffati) per mantenere istituti
pseudoeducativi confessionali o per restaurare a costi indicibili
ristoranti e alberghi che vengono fatti passare per edifici di
interesse cultuale, in particolare durante giubilei indetti ad hoc. Che
bello se ci si ricordasse il principio di ‘libera chiesa in libero
stato’. A volte sembra che sarebbe invece necessario affermare il
principio di ‘libero stato in libera chiesa’. Pregare per lo stato,
come ora il rav di Francia ci propone, significa, fra le altre cose,
mantenere viva questa confusione fra due dimensioni diverse della
nostra coscienza, da cui tuttavia le mire agli aiuti di stato
dovrebbero essere escluse.
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Ankara, il futuro
è da disegnare |
Dopo
la perdita della maggioranza assoluta del partito conservatore di
Erdogan e l’affermazione significativa della formazione curda Hdp (il
Partito democratico del popolo) nelle ultime elezioni, la Turchia si
trova a dover ridisegnare il proprio governo di fronte a una svolta
storica. Svolta che però non favorisce la stabilità e porta con sé i
primi segnali di preoccupazione: ieri la borsa di Istanbul è crollata
facendo accorrere la Banca di Ankara per portare in salvo la lira,
mentre per la prima volta dopo anni il presidente Erdogan ha deciso di
rimanere in silenzio, salvo che per uno snello comunicato stampa. Una
condizione quanto mai precaria che, ricorda tra gli altri Repubblica,
pone la Turchia di fronte ad un aut aut: se entro 45 giorni non si
formerà un nuovo governo, i cittadini dovranno tornare alle urne.
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Roma al voto
Candidati, confronto serrato
Dall’emergenza
sociale ai giovani, dal bilancio alla scuola. I principali temi
sollevati in questi giorni con la redazione di Pagine Ebraiche dai
quattro candidati alla presidenza della Comunità ebraica romana,
protagonisti della tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio
comunitario in programma domenica 14 giugno, sono stati al centro di un
serrato confronto pubblico. Sul palco del Teatro Italia le idee e i
progetti di Ruth Dureghello (Per Israele), Maurizio Tagliacozzo
(Menorah), Claudia Fellus (Binah – Cer posto per tutti) e Fiamma
Nirenstein (Israele siamo noi), interpellati in merito dal giornalista
Giacomo Kahn. Nel corso della serata, in cui non sono stati previsti
interventi dal pubblico, due delegati di ciascuna lista hanno potuto
rivolgere delle domande specifiche ai candidati concorrenti.
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qui roma - libri Dentro e fuori dal ghetto
Ricostruire
la vita dentro e fuori del ghetto, ripercorrere le strade frequentate
dagli ebrei romani tra il XVI e il XIX secolo, recuperare la
quotidianità di una delle comunità più longeve di sempre. È l’orizzonte
tracciato da “Dentro e fuori dal ghetto”, approfondito studio a cura
della docente del diploma di laurea triennale in studi ebraici UCEI
Micol Ferrara, appena pubblicato da Mondadori Education per la collana
dedicata ai testi universitari con una prefazione della storica Anna
Foa. Un viaggio che, a partire da una ricerca urbanistica sull’antico
ghetto di Roma, si concentra poi sul fenomeno delle conversioni sul
rapporto tra ebrei e cattolici romani. A corredare il volume, le
ricostruzioni multimediali del ghetto e del ghettarello in epoca
moderna condensate in due filmati. L’opera verrà presentata oggi
pomeriggio alle 17.30 al Museo di Roma in Trastevere nel corso di un
incontro introdotto da Gianni Di Domenico di Mondadori Education,
moderato da Myriam Silvera (coordinatrice del diploma triennale UCEI)
con gli interventi di Martine Boiteux (‘École française de Rome),
Claudio Canonici (Issr “A. Trocchi”), Michael Gasperoni (École
française de Rome) e Carlo Maria Travaglini (Università degli Studi
Roma Tre). Per i nostri lettori una riflessione sul libro della
studiosa di storia sociale Maria Rosa Protasi.
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qui torino La scienza entra a scuola
Continuano
le giornate speciali alla scuola ebraica di Torino: iniziata ieri, la
Settimana della scienza propone lezioni speciali, laboratori e
interventi di docenti esterni durante tutti questi ultimi giorni di
scuola. Le
aule, nuovamente trasformate, diventano così occasione per condividere
scoperte ed esperimenti, passando da “Energia al bivio” a “L’arcobaleno
in tasca”, dallo “Starlab” al “Laboratorio solidi platonici”.
Impossibile
star dietro a tutte le attività che fervono a ogni livello
dell’ambiente scolastico, dalla palestra alla terrazza più alta: agli
esperimenti scientifici si mescolano i concerti del laboratorio corale,
spettacoli di inglese ed ebraico occupano la palestra e mentre i
piccoli della materna sono in gita per quattro giorni la sala computer
è stata trasformata in uno studio di animazione, con il regista Kris
Pearn, noto soprattutto per “Piovono polpette” che lavora con gli
allievi a una produzione che verrà presentata all’Expo, a luglio.
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qui roma - il messaggio di yakir arbib
"Ogni cosa è musica"
La
Rapsodia in blu di Gershwin, Ticket to ride dei Beatles, Hava nagila:
c’era tutto questo al concerto di Yakir Arbib al teatro Vascello di
Roma, ma quelle che il pubblico ha sentito non erano le solite melodie.
D’altra
parte non era possibile che ciò si verificasse, dal momento che
l’esibizione era interamente basata su improvvisazioni del giovane
pianista e compositore classico italo-israeliano, a partire
dall’ispirazione del momento o da melodie già note, spesso suggerite
dagli spettatori in sala, rielaborate per crearne di nuove e inedite.
Le
mani di Yakir si muovono incredibilmente veloce sulla tastiera mentre
la sua immaginazione prende vita nota dopo nota e si trasforma in
musica, con un ritmi e stili che cambiano costantemente coinvolgendo
chi ascolta in una continua scoperta. Ma essere fra il pubblico a un
suo concerto è qualcosa di più che un semplice ascolto.
Arbib
infatti, dopo l’esecuzione di alcuni brani inventati ex novo, come
avviene spesso ai suoi concerti anche nel corso di quello romano ha
chiesto al pubblico di suggerirgli dei motivi da cui partire per una
reinterpretazione. “In questo modo – ha sottolineato – rendo il
pubblico partecipe del mio processo creativo”.
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Pregare per l'Italia
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Ho
letto e riletto il testo di rav Riccardo Di Segni a proposito della
“preghiera per l’Italia”. Il dibattito, scaturito dalla proposta di
Haim Korsia, Gran Rabbino di Francia, verte sull’opportunità o meno di
reintrodurre nella tefillà lo spezzone in favore del governante e dello
Stato italiano. La tradizione è medievale e poggia su alcune citazioni
classiche che sottolineano l’importanza della stabilità civile per la
pace degli ebrei, e invocano implicitamente un trattamento di favore da
parte del sovrano per i suoi sudditi non cattolici. Scrive tra l’altro
Di Segni: “Non c’è bisogno per gli ebrei italiani di fare preghiere
‘politiche’ per dimostrare quello che sono e sentono, cittadini di
identità complessa e non esclusiva, in cui la parte italiana è comunque
essenziale, profonda e radicale come è l’amore per questa terra;
basterebbe magari evitare esagerazioni in tutti i sensi,
dall’esposizione di bandiere (d’Israele) all’esterno di edifici ebraici
ma non israeliani o delle foto di soldati (italiani o israeliani) sui
cancelli della sinagoga (mai visti sui cancelli delle chiese), fermi
restando il nostro legame con Israele e la solidarietà con i soldati
italiani, tanto più in questi giorni in cui sono a guardia delle
sinagoghe”.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie
- La Shoah a Roma |
La
storia della Shoah a Roma si arricchisce di dettagli e di nomi e
cognomi. Grazie alla preziosa ricerca realizzata dal Dipartimento
Cultura della Comunità ebraica romana, su incarico della Fondazione
Museo della Shoah, ora sappiamo molto di più su quei terribili mesi
dell’occupazione tedesca e della caccia agli ebrei da parte di nazisti
e fascisti. Innanzitutto i numeri dei deportati ebrei. Furono 1.769:
1.022 in quel sabato nero del 16 ottobre 1943 e 747 nei mesi
successivi, fino al maggio 1944. Tornò a casa dal Lager solo una
novantina di loro. Ma anche il fenomeno triste dei delatori italiani,
che in quei mesi denunciarono i connazionali ebrei. Dopo il 16 ottobre,
la maggior parte degli ebrei arrestati lo fu su delazione o su
iniziativa di italiani.
Mario Avagliano
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