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9 giugno 2015 - 22 Sivan 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
"…l'uomo Moshè era molto umile, più di ogni uomo sulla faccia della terra....." (Bemidbar, 12; 3) . Di tutte le virtù che Moshè aveva - era senza dubbio saggio, pio, coraggioso - la Torah elogia solo l'umiltà, sottolineando il fatto che egli eccelleva in questo "più di ogni uomo sulla faccia della terra". Cosa c'è di tanto grande nel fatto di essere umile?
 
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Dario
Calimani,
anglista
Quando sento parlare di possibili convergenze fra religione e stato un fastidioso brivido mi corre sempre lungo la spina dorsale. E il primo pensiero mi corre ai pozzi senza fondo di esenzioni fiscali e di denaro pubblico utilizzati (sprecati e arraffati) per mantenere istituti pseudoeducativi confessionali o per restaurare a costi indicibili ristoranti e alberghi che vengono fatti passare per edifici di interesse cultuale, in particolare durante giubilei indetti ad hoc. Che bello se ci si ricordasse il principio di ‘libera chiesa in libero stato’. A volte sembra che sarebbe invece necessario affermare il principio di ‘libero stato in libera chiesa’. Pregare per lo stato, come ora il rav di Francia ci propone, significa, fra le altre cose, mantenere viva questa confusione fra due dimensioni diverse della nostra coscienza, da cui tuttavia le mire agli aiuti di stato dovrebbero essere escluse.
 
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Ankara, il futuro
è da disegnare
Dopo la perdita della maggioranza assoluta del partito conservatore di Erdogan e l’affermazione significativa della formazione curda Hdp (il Partito democratico del popolo) nelle ultime elezioni, la Turchia si trova a dover ridisegnare il proprio governo di fronte a una svolta storica. Svolta che però non favorisce la stabilità e porta con sé i primi segnali di preoccupazione: ieri la borsa di Istanbul è crollata facendo accorrere la Banca di Ankara per portare in salvo la lira, mentre per la prima volta dopo anni il presidente Erdogan ha deciso di rimanere in silenzio, salvo che per uno snello comunicato stampa. Una condizione quanto mai precaria che, ricorda tra gli altri Repubblica, pone la Turchia di fronte ad un aut aut: se entro 45 giorni non si formerà un nuovo governo, i cittadini dovranno tornare alle urne.
 
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  davar
israele
I benefici (economici) della pace
La pace con i palestinesi può far crescere di almeno 5 punti percentuali il Pil di Israele. A dirlo, nel 2010, l'allora governatore della Banca centrale d'Israele Stanley Fischer (nell'immagine), oggi vicepresidente della statunitense Federal Reserve.

A confermare le considerazioni di Fischer arriva ora uno studio della Rand Corporation, think tank americano, secondo cui l'accordo di pace con la soluzione dei due Stati porterebbe nel corso di un decennio nelle casse israeliane 120 miliardi di dollari. 50 invece quelli che confluirebbero in quelle palestinesi, con un aumento del reddito medio pro-capite del 36 per cento.
Il ritorno alla violenza invece, secondo i calcoli della Rand, porterebbe un danno all'economia israeliana quantificabile in 250 miliardi di dollari (nel calcolo sono valutati anche effetti indiretti) mentre il Pil pro-capite palestinese crollerebbe del 46 per cento.
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qui napoli
Lydia Schapirer alla presidenza
Cambio al vertice della Comunità ebraica di Napoli. Alla presidenza è stata infatti chiamata Lydia Schapirer, 67 anni, segretaria di direzione del settore culturale del prestigioso Institut Francais della città partenopea. La nomina (all’unanimità) della Schapirer, che ha già maturato alcune esperienze di lavoro in Consiglio, è arrivata nel corso della prima riunione della squadra di governo formatasi domenica con il voto degli iscritti. Nel Consiglio, in attesa della definizione dei diversi incarichi (la riunione avverrà nei prossimi giorni), siedono anche il presidente uscente Pier Luigi Campagnano, Cosimo Pagliara, Maria Gabriella Abbate, Deborah Curiel e Ciro D’Avino.


(Nell’immagine il rabbino capo di Napoli rav Umberto Piperno in sinagoga insieme ad alcuni iscritti)

Roma al voto
Candidati, confronto serrato
Dall’emergenza sociale ai giovani, dal bilancio alla scuola. I principali temi sollevati in questi giorni con la redazione di Pagine Ebraiche dai quattro candidati alla presidenza della Comunità ebraica romana, protagonisti della tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio comunitario in programma domenica 14 giugno, sono stati al centro di un serrato confronto pubblico. Sul palco del Teatro Italia le idee e i progetti di Ruth Dureghello (Per Israele), Maurizio Tagliacozzo (Menorah), Claudia Fellus (Binah – Cer posto per tutti) e Fiamma Nirenstein (Israele siamo noi), interpellati in merito dal giornalista Giacomo Kahn. Nel corso della serata, in cui non sono stati previsti interventi dal pubblico, due delegati di ciascuna lista hanno potuto rivolgere delle domande specifiche ai candidati concorrenti.

qui roma - libri
Dentro e fuori dal ghetto
Ricostruire la vita dentro e fuori del ghetto, ripercorrere le strade frequentate dagli ebrei romani tra il XVI e il XIX secolo, recuperare la quotidianità di una delle comunità più longeve di sempre. È l’orizzonte tracciato da “Dentro e fuori dal ghetto”, approfondito studio a cura della docente del diploma di laurea triennale in studi ebraici UCEI Micol Ferrara, appena pubblicato da Mondadori Education per la collana dedicata ai testi universitari con una prefazione della storica Anna Foa. Un viaggio che, a partire da una ricerca urbanistica sull’antico ghetto di Roma, si concentra poi sul fenomeno delle conversioni sul rapporto tra ebrei e cattolici romani. A corredare il volume, le ricostruzioni multimediali del ghetto e del ghettarello in epoca moderna condensate in due filmati. L’opera verrà presentata oggi pomeriggio alle 17.30 al Museo di Roma in Trastevere nel corso di un incontro introdotto da Gianni Di Domenico di Mondadori Education, moderato da Myriam Silvera (coordinatrice del diploma triennale UCEI) con gli interventi di Martine Boiteux (‘École française de Rome), Claudio Canonici (Issr “A. Trocchi”), Michael Gasperoni (École française de Rome) e Carlo Maria Travaglini (Università degli Studi Roma Tre). Per i nostri lettori una riflessione sul libro della studiosa di storia sociale Maria Rosa Protasi.
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qui torino
La scienza entra a scuola
Continuano le giornate speciali alla scuola ebraica di Torino: iniziata ieri, la Settimana della scienza propone lezioni speciali, laboratori e interventi di docenti esterni durante tutti questi ultimi giorni di scuola.
Le aule, nuovamente trasformate, diventano così occasione per condividere scoperte ed esperimenti, passando da “Energia al bivio” a “L’arcobaleno in tasca”, dallo “Starlab” al “Laboratorio solidi platonici”.
Impossibile star dietro a tutte le attività che fervono a ogni livello dell’ambiente scolastico, dalla palestra alla terrazza più alta: agli esperimenti scientifici si mescolano i concerti del laboratorio corale, spettacoli di inglese ed ebraico occupano la palestra e mentre i piccoli della materna sono in gita per quattro giorni la sala computer è stata trasformata in uno studio di animazione, con il regista Kris Pearn, noto soprattutto per “Piovono polpette” che lavora con gli allievi a una produzione che verrà presentata all’Expo, a luglio.
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qui roma - il messaggio di yakir arbib
"Ogni cosa è musica"
La Rapsodia in blu di Gershwin, Ticket to ride dei Beatles, Hava nagila: c’era tutto questo al concerto di Yakir Arbib al teatro Vascello di Roma, ma quelle che il pubblico ha sentito non erano le solite melodie.
D’altra parte non era possibile che ciò si verificasse, dal momento che l’esibizione era interamente basata su improvvisazioni del giovane pianista e compositore classico italo-israeliano, a partire dall’ispirazione del momento o da melodie già note, spesso suggerite dagli spettatori in sala, rielaborate per crearne di nuove e inedite.
Le mani di Yakir si muovono incredibilmente veloce sulla tastiera mentre la sua immaginazione prende vita nota dopo nota e si trasforma in musica, con un ritmi e stili che cambiano costantemente coinvolgendo chi ascolta in una continua scoperta. Ma essere fra il pubblico a un suo concerto è qualcosa di più che un semplice ascolto.
Arbib infatti, dopo l’esecuzione di alcuni brani inventati ex novo, come avviene spesso ai suoi concerti anche nel corso di quello romano ha chiesto al pubblico di suggerirgli dei motivi da cui partire per una reinterpretazione. “In questo modo – ha sottolineato – rendo il pubblico partecipe del mio processo creativo”.
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LUTTO NEL MOnDO DELLA MODA
Marie-Louise Carven
(1909-2015)
Era alta, per dirlo con parole sue, “come un tronco di cavolo”, ma era chiamata la “grande couturier” delle donne piccole, e nel 2000 è stata insignita del titolo Giusta tra le Nazioni dallo Yad Vashem, per aver salvato un’intera famiglia ebraica dalla deportazione durante la Seconda guerra mondiale. La stilista francese Marie-Louise Carven, fondatrice del’omonima maison, conosciuta anche con il suo nome all’anagrafe di Carmen de Tommaso, si è spenta lunedì all’età di 105 anni nella sua casa parigina.
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pilpul
Pregare per l'Italia
Ho letto e riletto il testo di rav Riccardo Di Segni a proposito della “preghiera per l’Italia”. Il dibattito, scaturito dalla proposta di Haim Korsia, Gran Rabbino di Francia, verte sull’opportunità o meno di reintrodurre nella tefillà lo spezzone in favore del governante e dello Stato italiano. La tradizione è medievale e poggia su alcune citazioni classiche che sottolineano l’importanza della stabilità civile per la pace degli ebrei, e invocano implicitamente un trattamento di favore da parte del sovrano per i suoi sudditi non cattolici. Scrive tra l’altro Di Segni: “Non c’è bisogno per gli ebrei italiani di fare preghiere ‘politiche’ per dimostrare quello che sono e sentono, cittadini di identità complessa e non esclusiva, in cui la parte italiana è comunque essenziale, profonda e radicale come è l’amore per questa terra; basterebbe magari evitare esagerazioni in tutti i sensi, dall’esposizione di bandiere (d’Israele) all’esterno di edifici ebraici ma non israeliani o delle foto di soldati (italiani o israeliani) sui cancelli della sinagoga (mai visti sui cancelli delle chiese), fermi restando il nostro legame con Israele e la solidarietà con i soldati italiani, tanto più in questi giorni in cui sono a guardia delle sinagoghe”.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - La Shoah a Roma
La storia della Shoah a Roma si arricchisce di dettagli e di nomi e cognomi. Grazie alla preziosa ricerca realizzata dal Dipartimento Cultura della Comunità ebraica romana, su incarico della Fondazione Museo della Shoah, ora sappiamo molto di più su quei terribili mesi dell’occupazione tedesca e della caccia agli ebrei da parte di nazisti e fascisti. Innanzitutto i numeri dei deportati ebrei. Furono 1.769: 1.022 in quel sabato nero del 16 ottobre 1943 e 747 nei mesi successivi, fino al maggio 1944. Tornò a casa dal Lager solo una novantina di loro. Ma anche il fenomeno triste dei delatori italiani, che in quei mesi denunciarono i connazionali ebrei. Dopo il 16 ottobre, la maggior parte degli ebrei arrestati lo fu su delazione o su iniziativa di italiani.

Mario Avagliano
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