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2 dicembre 2016 - 2 Kislev 5777
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Da una non troppo riscaldata stanza del Dipartimento per il ghiur del Rabbinato di Gerusalemme dove è solito riunirsi il Bet Din addetto ai ghiurim, non lontano da importanti Ministeri dello Stato di Israele, una ragazza di poco meno di quattordici anni ha telefonato a un’amica urlando con commozione ed entusiasmo: “L’abbiamo passato! L’abbiamo passato!”.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
“I comunisti e gli ebrei, legati entrambi, nella ossessionata fantasia fascista, a tenebrosi e potenti organismi internazionali, ben si prestavano a essere additati come i più diretti responsabili di un banditismo eterodiretto” (Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della resistenza, Torino 1991, p.241)
Claudio Pavone (1920-2016) ha lasciato un vuoto difficilmente colmabile nel mondo della ricerca storica e degli archivi. Il suo si può definire un magistero; non solo ha contribuito con un grande lavoro a sistematizzare l’accessibilità alla documentazione dello stato costruendo un vero standard con la sua Guida generale degli archivi di Stato italiani (1981), ma ha anche sottratto la riflessione storica sul fascismo e sulla guerra partigiana alla retorica, restituendole la sua dimensione umana e politica e avviando un percorso che per certi versi potremmo ancora dire inconcluso.
 
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Renzi: 'Israele è un amico'
Sul Corriere di oggi lunga intervista al Primo ministro Matteo Renzi in vista del referendum di domenica sulla riforma costituzionale. Secondo Renzi “Questo Sì e questo No saranno pesanti. Molto pesanti. Decideranno i prossimi vent’anni. Spero che siano pensati oltre che pesanti. Non è un gioco di parole: è che quando si arriva al punto che un leader come Grillo chiede ai suoi di “non votare con il cervello”, se no votano Sì, siamo già oltre ogni immaginazione. Io chiedo, invece, – afferma il presidente del Consiglio – agli italiani un Sì di testa, un Sì di cuore. No agli insulti, sì ai ragionamenti”. Su eventuali dimissioni in caso di vittoria del No, Renzi afferma “non sarò mai uno dei tanti che si barcamena per conservare uno strapuntino al sole. Sono diverso dalla generazione di politici che ha attraversato tante stagioni del nostro Paese. Se possiamo continuare a cambiare, io ci sono”. Tra i punti toccati anche la “frecciata”, come la definisce il Corriere, di Massimo D’Alema sui rapporti tra Renzi e il governo di Israele: “Quanto alla critica sulla mia amicizia con il premier Netanyahu, – afferma il Premier – sono un amico del popolo di Israele e lavoro come tutti alla soluzione “due popoli, due Stati. Se dico che è un errore il boicottaggio universitario contro le università israeliane o certe vergognose polemiche antisemite non mi devo certo vergognare, anzi: ne vado fiero”.

Gran rabbinato d’Israele e l’incontro con la Chiesa. L’Osservatore Romano pubblica la traduzione in italiano del comunicato congiunto diffuso al termine della quattordicesima Riunione della Commissione bilaterale delle delegazioni del Gran rabbinato d’Israele e della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo. Diversi i punti toccati, tra cui la promozione della tolleranza tra i popoli: “Di fronte alle sfide e alle tragedie umane contemporanee – si legge nel testo – è stata sottolineata l’importanza che le guide religiose diano esempi di tolleranza e di rispetto”. È stata inoltre ribadita dalla Commissione la sua posizione contro quanto emerso dalla vergognosa risoluzione dell’Unesco su Gerusalemme: “nella discussione di argomenti di attualità, è stato affermato il principio del rispetto universale per i luoghi santi di ciascuna religione, ponendo attenzione ai tentativi di negare l’attaccamento storico del popolo ebraico al proprio luogo più santo. La commissione bilaterale ha preso posizione con forza contro la negazione politica e polemica della storia biblica, esortando tutte le nazioni e le fedi a rispettare tale legame storico e religioso”.

L’Onu e l’ossessione anti-israeliana. “Quali valori può effettivamente rappresentare un organismo come le Nazioni Unite che, mentre il mondo brucia, continua a condannare ossessivamente Israele? A quali valori fa riferimento il nostro Paese quando non prende posizioni chiare contro queste distorsioni?”, gli interrogativi posti dalla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni di fronte all’ennesimo attacco delle Nazioni Unite a Israele. Come racconta anche il Giornale, il 30 novembre sono state infatti votate sei risoluzioni aspramente critiche su Israele, contenenti solo una velata condanna del terrorismo palestinese e nessun esplicito riferimento al movimento terroristico di Hamas. L’atteggiamento dell’Onu, hanno spiegato le autorità israeliane, non favorisce certo la pace ma anzi è un ostacolo per i colloqui. E sulla questione negoziati interviene oggi lo storico israeliano Benny Morris, intervistato da La Stampa sul ruolo di Donald Trump in Medio Oriente e sulla questione israelo-palestinese. Secondo lo storico “Ciò che Trump potrebbe fare, e che Obama non ha fatto, è mettere l’accento sul fatto che i veri nemici della soluzione dei due Stati sono i palestinesi. Obama ha sottolineato gli ostacoli posti da Israele, Trump potrebbe sottolineare la resistenza che fanno i palestinesi a sottoscrivere un accordo con Israele”.
 
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  davar
il dossier di pagine ebraiche
L'esodo ebraico dai paesi arabi
Israele e Italia non dimenticano

Il 30 novembre scorso in Israele, ma non solo, è stato ricordato l'esodo di migliaia di ebrei dai paesi arabi e islamici. Quasi un milione di persone, mezzo secolo fa, fu costretta ad abbandonare le proprie case a causa dell'oppressione del nazionalismo arabo, sempre più intollerante nei confronti della minoranza. Con la nascita d'Israele, le cose precipitarono e il governo di Gerusalemme si impegnò ad aiutare migliaia di famiglia, dal Maghreb all'Iran, a raggiungere il neonato Stato ebraico. Il 30 novembre, istituito dalla Knesset come Giorno nazionale dei rifugiati ebrei dai paesi arabi e dall'Iran, è stata ricordata quella dolorosa fuga di comunità antichissime, costrette a tagliare le radici con il proprio passato e ricostruirsi una vita in Israele, in Europa e negli Stati Uniti. Vicende a cui Pagine Ebraiche ha voluto dedicare, sul numero di dicembre attualmente in distribuzione, un intero dossier a cura di Daniel Reichel dal titolo “L'esodo dimenticato”. Un modo per ricordare questo dramma ma anche per sottolineare il grande contributo che queste comunità hanno contribuito a dare nella costruzione d'Israele così come alle realtà ebraiche della Diaspora a cui si sono unite. Ne è un esempio l'Italia, in cui gli ebrei dalla Libia, dall'Iran e da altri Paesi arabi, hanno arricchito il mondo ebraico del Bel Paese, come racconta il dossier di Pagine Ebraiche e come ricordato dalla Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, che ha sottolineato l'importanza di queste realtà per l'ebraismo italiano.


continuano le raccolte fondi 
Israele, un aiuto per ricostruire
La solidarietà dopo gli incendi

Prosegue l'impegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, di raccordo con le altre Associazioni, in stretto contatto con le autorità israeliane e con l’Ambasciata di Israele in Italia, nella mobilitazione a favore dei territori devastati dagli incendi, attraverso la raccolta di fondi da destinare alle famiglie colpite per la ricostruzione delle case e delle sinagoghe distrutte dalle fiamme. Ci vorranno, dicono gli esperti, almeno 30 anni per un completo ricovero del Paese dai danni dovuti agli incendi, molti dei quali dolosi e fomentati dall'odio terrorista. Di fronte alla violenza delle fiamme, dunque, è più che mai importante sostenere Israele concretamente. E tante sono le associazioni ebraiche impegnate su questo fronte.

Per sostenere l'iniziativa dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane è possibile donare a
IBAN IT42B0200805205000103538743
causale: “MEDITERRANEO IN FIAMME”

(Nell'immagine, una casa distrutta dalle fiamme a Haifa)

nel 2017 previsto un importante vertice 
Ue-Israele, un nuovo partenariato
Dopo un lungo silenzio, nel 2017 si terrà nuovamente il vertice del Consiglio di associazione Ue-Israele, forum bilaterale a livello ministeriale sospeso dal 2012. Un segno positivo nei rapporti tra Bruxelles e Gerusalemme, sottolineano i media israeliani, che secondo i funzionari di entrambe le parti potrà produrre un significativo passo in avanti nei rapporti. “Ci sono molte cose positive che stiamo portando avanti, spesso non visibili ma ci sono – ha affermato il direttore del dipartimento per il Nord Africa e per il Medio Oriente Nicholas Westcott in visita questa settimana a Tel Aviv – Ci auguriamo che all'inizio del prossimo anno si possa organizzare il Consiglio di associazione, che da tempo non è stato fatto”. Il vertice dunque non è stato confermato ma le due diplomazie sono ottimiste. Con ogni probabilità a guidare l'Unione europea in questo incontro sarà il suo capo della politica estera Federica Mogherini mentre, riportano i quotidiani, a rappresentare Israele sarà Tzachi Hanegbi, ministro senza portafoglio considerato uno dei più stretti consiglieri del Primo ministro Benjamin Netanyahu (nell'immagine con Mogherini in un incontro al World Economic Forum).
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il museo di ferrara e l'iniziativa del mibact
Meis, domenica a porte aperte
Anche il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara tra i musei che aderiscono all’iniziativa #DomenicalMuseo, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Per tutta la giornata di domenica 4 dicembre (dalle 10 alle 18) il Meis sarà infatti aperto gratuitamente.
La struttura, in via di realizzazione, offre la possibilità di visitare la mostra “Torah fonte di vita”  (via Piangipane 81) e il bookshop, per l’occasione e fino a domenica 18 dicembre, applicherà il 10 per cento di sconto su libri, giochi e gioielli legati alla storia e alla cultura ebraica.
La mostra “Torah fonte di vita” presenta una selezione di 70 oggetti di arte cerimoniale e di testi della collezione del Museo Ebraico della Comunità di Ferrara, la cui sede di Via Mazzini, dove sono ospitate anche le sinagoghe, ha subito gravi danni in seguito al terremoto del 2012 ed è tuttora chiusa al pubblico.

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pilpul
Disegni biblici e Dante
Eccomi di nuovo, come altre volte negli anni passati, all’epistola di Dante a Cangrande Della Scala in cui spiega che la sua Commedia dovrà essere letta utilizzando i quattro livelli interpretativi che si applicano al testo biblico. È sempre difficile far capire agli allievi che un testo può essere letto contemporaneamente a più livelli senza che uno annulli l’altro. Quest’anno, però, ho avuto un’interessante occasione di allenamento nella discussione avvenuta durante l’inaugurazione dei disegni biblici di Stefano Levi Della Torre attualmente esposti al centro sociale della Comunità di Torino. Una persona tra il pubblico ha osservato che i disegni si attengono strettamente al peshat, alla lettera del testo, senza tener conto del midrash, dell’interpretazione, che talvolta racconta ciò che il testo non dice.

Anna Segre, insegnante
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Esodo dal Mediterraneo
In questi giorni in Israele e su queste pagine si ricorda l’esodo forzato, e in gran parte dimenticato, di quasi un milione di ebrei dal mondo musulmano, verso Israele, l’Europa o le Americhe, avvenuto dal 1948 al 1970. Ebrei che per millenni hanno vissuto in Nordafrica, in Iraq o in Iran, considerando questi paesi la propria casa, incentivando lo sviluppo delle società locali, in armonia e talvolta in disarmonia con i propri vicini cristiani e musulmani. In alcuni di questi luoghi è scomparsa completamente una presenza ebraica, in altri è stata drasticamente ridimensionata.
Il Novecento è stato il secolo degli stati nazionali, ed anche il secolo delle Diaspore. I confini sono stati continuamente ritracciati e più volte le minoranze, percepite come un elemento estraneo e sospettato di slealtà, sono state perseguitate ed espulse dalla propria terra d’origine.


Francesco Moises Bassano
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Diario di un soldato - Il Sigd
Mettiamo per un attimo da parte il referendum: il sì, il no e il forse.  Mettiamo da parte Lapo Elkann e le sue notti in bianco (e al verde) negli States.  Dimentichiamoci persino delle fiamme che hanno devastato Haifa e parte del Golan. Rimuoviamo le ceneri dalla nostra testa e dal nostro cuore, giusto per un istante, perché oggi si festeggia. "Hag HaSigd" è il nome della ricorrenza che il Parlamento israeliano ha proclamato giorno di festa nazionale, nel 2008.
Una vera conquista per la comunità ebraica etiope, residente in Israele dalla fine degli anni settanta. Una comunità che ha lottato a lungo prima di riuscire a planare nella Terra Promessa e che, ancora oggi, lotta per riuscire ad aggiudicarsi uno spazio comodo all'interno della società israeliana.


David Zebuloni
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