
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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Da
una non troppo riscaldata stanza del Dipartimento per il ghiur del
Rabbinato di Gerusalemme dove è solito riunirsi il Bet Din addetto ai
ghiurim, non lontano da importanti Ministeri dello Stato di Israele,
una ragazza di poco meno di quattordici anni ha telefonato a un’amica
urlando con commozione ed entusiasmo: “L’abbiamo passato! L’abbiamo
passato!”.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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“I
comunisti e gli ebrei, legati entrambi, nella ossessionata fantasia
fascista, a tenebrosi e potenti organismi internazionali, ben si
prestavano a essere additati come i più diretti responsabili di un
banditismo eterodiretto” (Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio
storico sulla moralità della resistenza, Torino 1991, p.241)
Claudio Pavone (1920-2016) ha lasciato un vuoto difficilmente colmabile
nel mondo della ricerca storica e degli archivi. Il suo si può definire
un magistero; non solo ha contribuito con un grande lavoro a
sistematizzare l’accessibilità alla documentazione dello stato
costruendo un vero standard con la sua Guida generale degli archivi di
Stato italiani (1981), ma ha anche sottratto la riflessione storica sul
fascismo e sulla guerra partigiana alla retorica, restituendole la sua
dimensione umana e politica e avviando un percorso che per certi versi
potremmo ancora dire inconcluso.
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Renzi: 'Israele è un amico'
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Sul
Corriere di oggi lunga intervista al Primo ministro Matteo Renzi in
vista del referendum di domenica sulla riforma costituzionale. Secondo
Renzi “Questo Sì e questo No saranno pesanti. Molto pesanti.
Decideranno i prossimi vent’anni. Spero che siano pensati oltre che
pesanti. Non è un gioco di parole: è che quando si arriva al punto che
un leader come Grillo chiede ai suoi di “non votare con il cervello”,
se no votano Sì, siamo già oltre ogni immaginazione. Io chiedo, invece,
– afferma il presidente del Consiglio – agli italiani un Sì di testa,
un Sì di cuore. No agli insulti, sì ai ragionamenti”. Su eventuali
dimissioni in caso di vittoria del No, Renzi afferma “non sarò mai uno
dei tanti che si barcamena per conservare uno strapuntino al sole. Sono
diverso dalla generazione di politici che ha attraversato tante
stagioni del nostro Paese. Se possiamo continuare a cambiare, io ci
sono”. Tra i punti toccati anche la “frecciata”, come la definisce il
Corriere, di Massimo D’Alema sui rapporti tra Renzi e il governo di
Israele: “Quanto alla critica sulla mia amicizia con il premier
Netanyahu, – afferma il Premier – sono un amico del popolo di Israele e
lavoro come tutti alla soluzione “due popoli, due Stati. Se dico che è
un errore il boicottaggio universitario contro le università israeliane
o certe vergognose polemiche antisemite non mi devo certo vergognare,
anzi: ne vado fiero”.
Gran rabbinato d’Israele e l’incontro con la Chiesa. L’Osservatore
Romano pubblica la traduzione in italiano del comunicato congiunto
diffuso al termine della quattordicesima Riunione della Commissione
bilaterale delle delegazioni del Gran rabbinato d’Israele e della
Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo.
Diversi i punti toccati, tra cui la promozione della tolleranza tra i
popoli: “Di fronte alle sfide e alle tragedie umane contemporanee – si
legge nel testo – è stata sottolineata l’importanza che le guide
religiose diano esempi di tolleranza e di rispetto”. È stata inoltre
ribadita dalla Commissione la sua posizione contro quanto emerso dalla
vergognosa risoluzione dell’Unesco su Gerusalemme: “nella discussione
di argomenti di attualità, è stato affermato il principio del rispetto
universale per i luoghi santi di ciascuna religione, ponendo attenzione
ai tentativi di negare l’attaccamento storico del popolo ebraico al
proprio luogo più santo. La commissione bilaterale ha preso posizione
con forza contro la negazione politica e polemica della storia biblica,
esortando tutte le nazioni e le fedi a rispettare tale legame storico e
religioso”.
L’Onu e l’ossessione anti-israeliana. “Quali valori può effettivamente
rappresentare un organismo come le Nazioni Unite che, mentre il mondo
brucia, continua a condannare ossessivamente Israele? A quali valori fa
riferimento il nostro Paese quando non prende posizioni chiare contro
queste distorsioni?”, gli interrogativi posti dalla Presidente
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni di fronte
all’ennesimo attacco delle Nazioni Unite a Israele. Come racconta anche
il Giornale, il 30 novembre sono state infatti votate sei risoluzioni
aspramente critiche su Israele, contenenti solo una velata condanna del
terrorismo palestinese e nessun esplicito riferimento al movimento
terroristico di Hamas. L’atteggiamento dell’Onu, hanno spiegato le
autorità israeliane, non favorisce certo la pace ma anzi è un ostacolo
per i colloqui. E sulla questione negoziati interviene oggi lo storico
israeliano Benny Morris, intervistato da La Stampa sul ruolo di Donald
Trump in Medio Oriente e sulla questione israelo-palestinese. Secondo
lo storico “Ciò che Trump potrebbe fare, e che Obama non ha fatto, è
mettere l’accento sul fatto che i veri nemici della soluzione dei due
Stati sono i palestinesi. Obama ha sottolineato gli ostacoli posti da
Israele, Trump potrebbe sottolineare la resistenza che fanno i
palestinesi a sottoscrivere un accordo con Israele”.
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il dossier di pagine ebraiche
L'esodo ebraico dai paesi arabi Israele e Italia non dimenticano
Il
30 novembre scorso in Israele, ma non solo, è stato ricordato l'esodo
di migliaia di ebrei dai paesi arabi e islamici. Quasi un milione di
persone, mezzo secolo fa, fu costretta ad abbandonare le proprie case a
causa dell'oppressione del nazionalismo arabo, sempre più intollerante
nei confronti della minoranza. Con la nascita d'Israele, le cose
precipitarono e il governo di Gerusalemme si impegnò ad aiutare
migliaia di famiglia, dal Maghreb all'Iran, a raggiungere il neonato
Stato ebraico. Il 30 novembre, istituito dalla Knesset come Giorno
nazionale dei rifugiati ebrei dai paesi arabi e dall'Iran, è stata
ricordata quella dolorosa fuga di comunità antichissime, costrette a
tagliare le radici con il proprio passato e ricostruirsi una vita in
Israele, in Europa e negli Stati Uniti. Vicende a cui Pagine Ebraiche
ha voluto dedicare, sul numero di dicembre attualmente in
distribuzione, un intero dossier a
cura di Daniel Reichel dal titolo “L'esodo dimenticato”. Un modo per
ricordare questo dramma ma anche per sottolineare il grande contributo
che queste comunità hanno contribuito a dare nella costruzione
d'Israele così come alle realtà ebraiche della Diaspora a cui si sono
unite. Ne è un esempio l'Italia, in cui gli ebrei dalla Libia,
dall'Iran e da altri Paesi arabi, hanno arricchito il mondo ebraico del
Bel Paese, come racconta il dossier di Pagine Ebraiche e come ricordato
dalla Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di
Segni, che ha sottolineato l'importanza di queste realtà per l'ebraismo
italiano.
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continuano le raccolte fondi
Israele, un aiuto per ricostruire
La solidarietà dopo gli incendi
Prosegue
l'impegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, di raccordo con
le altre Associazioni, in stretto contatto con le autorità israeliane e
con l’Ambasciata di Israele in Italia, nella mobilitazione a favore dei
territori devastati dagli incendi, attraverso la raccolta di fondi da
destinare alle famiglie colpite per la ricostruzione delle case e delle
sinagoghe distrutte dalle fiamme. Ci vorranno, dicono gli esperti,
almeno 30 anni per un completo ricovero del Paese dai danni dovuti agli
incendi, molti dei quali dolosi e fomentati dall'odio terrorista. Di
fronte alla violenza delle fiamme, dunque, è più che mai importante
sostenere Israele concretamente. E tante sono le associazioni ebraiche
impegnate su questo fronte.
Per sostenere l'iniziativa dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane è possibile donare a
IBAN IT42B0200805205000103538743
causale: “MEDITERRANEO IN FIAMME”
(Nell'immagine, una casa distrutta dalle fiamme a Haifa)
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nel 2017 previsto un importante vertice
Ue-Israele, un nuovo partenariato
Dopo
un lungo silenzio, nel 2017 si terrà nuovamente il vertice del
Consiglio di associazione Ue-Israele, forum bilaterale a livello
ministeriale sospeso dal 2012. Un segno positivo nei rapporti tra
Bruxelles e Gerusalemme, sottolineano i media israeliani, che secondo i
funzionari di entrambe le parti potrà produrre un significativo passo
in avanti nei rapporti. “Ci sono molte cose positive che stiamo
portando avanti, spesso non visibili ma ci sono – ha affermato il
direttore del dipartimento per il Nord Africa e per il Medio Oriente
Nicholas Westcott in visita questa settimana a Tel Aviv – Ci auguriamo
che all'inizio del prossimo anno si possa organizzare il Consiglio di
associazione, che da tempo non è stato fatto”. Il vertice dunque non è
stato confermato ma le due diplomazie sono ottimiste. Con ogni
probabilità a guidare l'Unione europea in questo incontro sarà il suo
capo della politica estera Federica Mogherini mentre, riportano i
quotidiani, a rappresentare Israele sarà Tzachi Hanegbi, ministro senza
portafoglio considerato uno dei più stretti consiglieri del Primo
ministro Benjamin Netanyahu (nell'immagine con Mogherini in un incontro
al World Economic Forum). Leggi
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il museo di ferrara e l'iniziativa del mibact
Meis, domenica a porte aperte
Anche
il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara tra
i musei che aderiscono all’iniziativa #DomenicalMuseo, promossa dal
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Per tutta
la giornata di domenica 4 dicembre (dalle 10 alle 18) il Meis sarà
infatti aperto gratuitamente.
La struttura, in via di realizzazione, offre la possibilità di visitare
la mostra “Torah fonte di vita” (via Piangipane 81) e il
bookshop, per l’occasione e fino a domenica 18 dicembre, applicherà il
10 per cento di sconto su libri, giochi e gioielli legati alla storia e
alla cultura ebraica.
La mostra “Torah fonte di vita” presenta una selezione di 70 oggetti di
arte cerimoniale e di testi della collezione del Museo Ebraico della
Comunità di Ferrara, la cui sede di Via Mazzini, dove sono ospitate
anche le sinagoghe, ha subito gravi danni in seguito al terremoto del
2012 ed è tuttora chiusa al pubblico.
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Disegni biblici e Dante |
Eccomi
di nuovo, come altre volte negli anni passati, all’epistola di Dante a
Cangrande Della Scala in cui spiega che la sua Commedia dovrà essere
letta utilizzando i quattro livelli interpretativi che si applicano al
testo biblico. È sempre difficile far capire agli allievi che un testo
può essere letto contemporaneamente a più livelli senza che uno annulli
l’altro. Quest’anno, però, ho avuto un’interessante occasione di
allenamento nella discussione avvenuta durante l’inaugurazione dei
disegni biblici di Stefano Levi Della Torre attualmente esposti al
centro sociale della Comunità di Torino. Una persona tra il pubblico ha
osservato che i disegni si attengono strettamente al peshat, alla
lettera del testo, senza tener conto del midrash, dell’interpretazione,
che talvolta racconta ciò che il testo non dice.
Anna Segre, insegnante
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Esodo dal Mediterraneo |
In
questi giorni in Israele e su queste pagine si ricorda l’esodo forzato,
e in gran parte dimenticato, di quasi un milione di ebrei dal mondo
musulmano, verso Israele, l’Europa o le Americhe, avvenuto dal 1948 al
1970. Ebrei che per millenni hanno vissuto in Nordafrica, in Iraq o in
Iran, considerando questi paesi la propria casa, incentivando lo
sviluppo delle società locali, in armonia e talvolta in disarmonia con
i propri vicini cristiani e musulmani. In alcuni di questi luoghi è
scomparsa completamente una presenza ebraica, in altri è stata
drasticamente ridimensionata.
Il Novecento è stato il secolo degli stati nazionali, ed anche il
secolo delle Diaspore. I confini sono stati continuamente ritracciati e
più volte le minoranze, percepite come un elemento estraneo e
sospettato di slealtà, sono state perseguitate ed espulse dalla propria
terra d’origine.
Francesco Moises Bassano
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Diario di un soldato - Il Sigd |
Mettiamo
per un attimo da parte il referendum: il sì, il no e il forse.
Mettiamo da parte Lapo Elkann e le sue notti in bianco (e al verde)
negli States. Dimentichiamoci persino delle fiamme che hanno
devastato Haifa e parte del Golan. Rimuoviamo le ceneri dalla nostra
testa e dal nostro cuore, giusto per un istante, perché oggi si
festeggia. "Hag HaSigd" è il nome della ricorrenza che il Parlamento
israeliano ha proclamato giorno di festa nazionale, nel 2008.
Una vera conquista per la comunità ebraica etiope, residente in Israele
dalla fine degli anni settanta. Una comunità che ha lottato a lungo
prima di riuscire a planare nella Terra Promessa e che, ancora oggi,
lotta per riuscire ad aggiudicarsi uno spazio comodo all'interno della
società israeliana.
David Zebuloni
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