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25 gennaio 2017 - 27 Tevet 5777
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
La scorsa settimana è stata apposta in una strada del centro di Genova – via Carlo Barabino al numero 26 – una Pietra d’inciampo in ricordo di Ercole Deangelis , nel luogo in cui venne catturato da militari fascisti, il 2 ottobre 1944. Ercole Deangelis era nato a Casale Monferrato il 16 febbraio del 1882; a seguito dell’arresto venne deportato a Flossenburg, morì in luogo ignoto il 18 aprile del 1945.
 
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Davide
Assael,
ricercatore
Mi ha stupito la scarsa copertura mediatica della notizia di un governo di unità nazionale fra le varie anime palestinesi, sostenuto dall’azione diplomatica della Russia. Tantissimi i passi da fare ancora, ma la pressione che sta subendo Hamas nella Striscia di Gaza è davvero notevole e non lascia molte alternative. Così come l’estenuante immobilismo di Abu Mazen non potrà reggere per sempre. Si apre, forse, qualche spiraglio per una ripresa delle trattative con Israele?
 
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Milano, la reazione
allo sfregio della pietra
“Saremo i custodi delle pietre d’inciampo”. Il comitato Abruzzi Piccinni, noto a Milano per la sua lotta contro i graffiti, adotta il sampietrino in via Plinio 20 posto in memoria di Dante Coen e sfregiato nelle scorse ore da ignoti. Ieri in poche ore, riporta il Corriere Milano, si sono registrate anche molte adesioni all’iniziativa partita dal Municipio 3: sabato pomeriggio una catena umana da via Plinio arriverà al Memoriale della Shoah.

“Qual è oggi la presenza della Shoah sulla scena europea? Quali caratteristiche assume l’odio verso gli ebrei e secondo quali modalità si trasforma in gesti di morte?”
Sono le domande da cui parte Ernesto Galli Della Loggia per sviluppare un’ampia riflessione, pubblicata dalla Rivista di Politica e oggi proposta anche dal Corriere. Riflessione che costituisce un ampliamento di alcuni temi che lo stesso editorialista aveva sollevato in occasione di un convegno organizzato lo scorso anno per il Giorno della Memoria dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Uno studio realizzato dall’Institute for Jewish policy research di Londra mette in luce la crescita dell’emigrazione ebraica dall’Italia verso Israele. In particolare per ragioni di opportunità economiche. A parlarne in breve è Avvenire, che scrive: “Se la tendenza fosse confermata, tra il 2016 e il 2021 l’Italia perderebbe il 7 per cento della popolazione di origine ebraica”.

Analizzando le ultime parole di Trump e Netanyahu, Repubblica parla di “rivoluzione” nei rapporti tra Usa e Israele. Di ieri l’annuncio del governo israeliano della costruzione di 2500 nuovi alloggi negli insediamenti. Secondo Repubblica, “è già significativo che all’annuncio dato da Netanyahu non sia seguita alcuna presa di posizione della Casa Bianca”. E questo basterebbe, si legge ancora, “per spingere l’estrema destra israeliana a parlare dell’ascesa di Donald Trump come l’inizio di una nuova era”.
 
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  davar
il convegno ucei del 26 gennaio a roma
Memoria, legge e legalità,
le armi della democrazia

“Legge e legalità – le armi della democrazia. Dalla memoria della Shoah ad una integrazione dei diritti dell’uomo nell’Unione Europea”.
Questo il tema che sarà affrontato nel corso del convegno in programma domani mattina a partire dalle 10 presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana, organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nel quadro delle iniziative per il Giorno della Memoria promosse dal Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ad aprire il convegno gli interventi del direttore dell'Istituto Massimo Bray e della presidente UCEI Noemi Di Segni, cui faranno seguite la parole dell'ospite d'onore: Shaul Ladany, già testimonial della Run Fur Mem (nell'immagine a destra in un momento prima della corsa). A seguire, moderati dal giornalista parlamentare Giorgio Giovannetti, interverranno il consigliere parlamentare Valerio Di Porto, la vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, la docente di diritto pubblico comparato Carmela Decaro, la professoressa di diritti costituzionale Luisa Azzena, il pensatore e studioso Haim Baharier.
Voci molto qualificate, per inquadrare da diverse prospettive un tema di stringente attualità.
L’iniziativa si concluderà con un appello ai capi di Stato in vista della cerimonia per la celebrazione del 60esimo anniversario dalla firma dei Trattati di Roma che si terrà il prossimo 25 marzo nella Capitale. L’appello sarà consegnato nelle mani del sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi.
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la cerimonia al parlamento ue per tajani
 “Ricordare, chiave del futuro”
“Ricordare non è solo un atto formale commemorativo. Ricordare è un fatto fondamentale, se vogliamo che gli stessi errori si ripetano”.
Lo ha affermato il neo presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani (nell’immagine), nel corso della cerimonia per il Giorno della Memoria organizzata quest’oggi a Bruxelles insieme allo European Jewish Congress. Una cerimonia particolarmente intensa e significativa, cui è stata invitata anche la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni (in sala anche il Consigliere UCEI Cobi Benatoff e l’ex vicepresidente dell’Unione Roberto Jarach).
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Il seminario del Cdec a Reggio Calabria 
La sfida di educare alla Memoria
Palazzo Piacentini, sede del Museo Archeologico di Reggio Calabria, è stata la cornice di un intenso seminario di formazione per insegnanti organizzato dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano in collaborazione con il Ministero degli Interni. Una giornata densa e stimolante che ha visto la partecipazione di oltre duecento insegnanti impegnati a strutturare percorsi didattici e programmi educativi assieme ai docenti protagonisti dell’iniziativa. Dopo l’introduzione del direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera, sono seguiti gli interventi di Alessandra Minerbi, Carlo Spartaco Capogreco, Annalisa De Curtis, Enrico Tromba, Fausto Ciuffi e Valerio Chiovaro. In mattinata il maskil Ariel Finzi ha portato i saluti della Comunità ebraica di Napoli, referente per il Meridione.
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Il convegno dell’EJC a Bruxelles 
Sicurezza, voci dalle Comunità
Antisemitismo e terrorismo. Questi i temi di cui si è discusso a Bruxelles in occasione di una conferenza internazionale promossa dallo European Jewish Congress alla presenza di numerosi leader e rappresentanti ebraici d’Europa. A rappresentare l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane il Consigliere Giacomo Moscati (per l’Italia anche uno dei due presidenti della Comunità ebraica di Milano, Milo Hasbani, e Daniel Citone del board del Benè Berith Europa).
Ad aprire la conferenza, con alcune riflessioni, il presidente dell’EJC Moshe Kantor e il vicepresidente esecutivo Raya Kalenova.
Durante la prima sessione presentata da Ariel Muzicant, attuale vicepresidente del Congresso, si sono prospettati i problemi della sicurezza di un milione e mezzo di ebrei in Europa. Muzicant ha mostrato in particolare le criticità per ciò che concerne la sicurezza di alcune Comunità e soprattutto i programmi e le soluzioni da adottare in caso di crisi.
La sessione successiva, presentata dal vicepresidente Richard Verber, è stata dedicata alla Brexit, al suo impatto sugli ebrei in Gran Bretagna e in Europa.
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qui roma
Brundibar, da fiaba a incubo
L’orchestra MuSa Classica dell’Università La Sapienza insieme al coro dei ragazzi della Scuola media paritaria “Angelo Sacerdoti” della Comunità ebraica di Roma. Insieme, nell’aula magna del Rettorato, per una prova davvero particolare: il Brundibar, fiaba musicale per bambini del compositore cèco ebreo Hans Krása, su libretto di Adolf Hoffmeister. Composta nel 1938, ed eseguita per la prima volta presso l’orfanotrofio ebraico di Praga nel 1942.
Come è stato ricordato l’opera venne interpretata anche nel campo di concentramento di Teresin (Theresienstadt) in seguito alla deportazione degli autori dell’opera e di tutti i bambini dell’orfanotrofio. La sua storia è inoltre tristemente legata all’ingresso dei bambini all’interno del campo di concentramento di Auschwitz, dove venne interpretata più volte tra il 1943 e il 1944.
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qui milano
Ricordando Arpad Weisz
Pubblico della grande occasioni ieri al Teatro Dal Verme di Milano per l'incontro organizzato dalla Comunità ebraica di Milano assieme a Sky Sport con la proiezione dello speciale “Federico Buffa racconta Arpad Weisz”, il racconto della storia del grande allenatore di Inter e Bologna deportato e ucciso ad Auschwitz nel gennaio del 1944. Una proiezione che trae spunto dal libro scritto da Matteo Marani, vicedirettore di Sky Sport, Arpad Weisz, dallo Scudetto ad Auschwitz. E proprio Marani, assieme al direttore di Sky Sport Federico Ferri, le due bandiere del calcio milanese Alessandro Costacurta e Beppe Bergomi e lo storico Michele Sarfatti sono stati protagonisti di un dibattito sul palco del Dal Verme in ricordo di Weisz e sul tema della Memoria e dei valori dello sport. A moderare l'appuntamento – aperto dai saluti del presidente della Comunità ebraica di Milano Milo Hasbani - Daniele Nahum.
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qui bologna
Il racconto del Testimone:
"Ecco come mi sono salvato"

Nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria, la Comunità ebraica di Bologna è riuscita a coinvolgere questa mattina oltre 800 studenti dei licei Galvani, Minghetti, Fermi, Righi, Copernico, Sabin, Laura Bassi e Arcangeli che, nell’aula magna Santa Lucia, hanno ascoltato la testimonianza del sopravvissuto ferrarese alla Shoah Franco Schönheit.
Un’iniziativa organizzata dalla vicepresidente della Comunità ebraica, Deborah Romano Menasci, e che ha visto sul palco il presidente Daniele De Paz, il rabbino capo Alberto Sermoneta, il sindaco Virginio Merola e il prorettore per la ricerca Antonio Rotolo.
“Siamo stati deportati nei campi in tre, mio padre, mia madre e io, e in tre siamo tornati: forse l’unica famiglia al mondo ad avere avuto questa fortuna” ha ricordato Schönheit nella sua emozionante testimonianza ai ragazzi.
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qui milano
Edith e il tatuaggio dell'anima
Grande partecipazione al Teatro Parenti di Milano per l’omaggio a Edith Bruck, Testimone della Shoah e scrittrice per la Memoria. Organizzato da Paola Mortara della Fondazione Cdec, l’evento si è dipanato tra parole e filmati legati tutti dal filo conduttore delle esperienze di vita di Edith.
La serata, introdotta da Andrée Shammah, ha avuto inizio con la proiezione del film-intervista “Il tatuaggio dell’anima” di Raphael Tobia Vogel, prodotto dal Cdec: una intensa testimonianza sulla sua esperienza di perseguitata e deportata.
A seguire Mortara ha intervistato Bruck. Alcune domande hanno riguardato il “dopo Auschwitz” e la responsabilità individuale rispetto alle tragedie del nostro tempo. Altre hanno messo in luce la sua multiforme attività di giornalista, di autrice di servizi per la televisione, di regista. Ma soprattutto di autrice di libri perché, come ha spiegato, “scrivere mi è necessario come respirare”.
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qui torino
Levi-Grossman, dialogo a due
Vasilij Grossman e Primo Levi insieme sul palco del Teatro Carignano di Torino. Un dialogo tra testimoni dove a parlarsi in un’alternaza che si compenetra sono i brani di due opere, da una parte le verità dell’Inferno di Treblinka firmato dal giornalista Grossman nell’autunno 1944, dall’altra le parole dure e ordinate che formano il Rapporto su Auschwitz, scritto a Katowice nella primavera del 1945 su richiesta dell’Armata Rossa. Sono quindi un reportage di Grossman e un referto scientifico scritto a quattro mani da Levi e De Benedetti a essere posti l’uno di fronte all’altro, quasi a completarsi, come due facce di uno stesso foglio.
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pilpul
Ticketless - Frottole e Memoria
Il Ticketless di mercoledì scorso ha suscitato reazioni numerose e inaspettate. La metafora della Nottola è piaciuta. Insegnanti, che difendono la Legge dai detrattori, hanno apprezzato e mi hanno descritto nelle loro mail il volo delle Nottole nelle aule di Modena, di Reggio Emilia, di Verona, di Orbassano, di Riva del Garda, quasi fossero ritornate le lucciole di pasoliniana memoria. Questi docenti rispettano la Legge dello Stato che istituisce il Giorno della Memoria, senza troppi rumori, senza organizzare mostre o faraonici viaggi, contenti di fronte alla “speranza” che il 27 gennaio possa essere salvato dalla perfidia della celebrazione retorica. Una cara amica mi ha ricordato che chi volesse vedere la Nottola della Sapienza dovrà semplicemente cercare un Euro coniato dalla tanto criticata Grecia.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Oltre la ritualità
Come ogni anno, la ricorrenza del Giorno della Memoria impone non soltanto di rapportarci con la tremenda realtà di ciò che è stato (con i connessi doveri di rendere testimonianza alle vittime, di tenere fermo il giudizio morale sui colpevoli, di onorare coloro che lottarono contro la tirannia, di elaborare, custodire e trasmettere un insegnamento per le future generazioni), ma anche con la diversa, problematica realtà dei nostri giorni (che solleva molteplici domande sulla stessa funzione della Memoria, sulla sua utilità, i suoi aspetti controversi, i sempre incombenti rischi di banalizzazione, ritualizzazione, svuotamento e inquinamento di significato). E, come già da molto tempo, la triste situazione del presente induce, ancora una volta, a chiedersi in che misura sia possibile, giusto, ammissibile collegare o tenere distinte le vittime di ieri da quelle - effettive o potenziali - di oggi, o di domani.

Francesco Lucrezi, storico
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Bolero
La Death Railway è stato il più grande Campo di concentramento e prigionia di guerra (tecnicamente, il più vasto Campo di lavoro coatto) della Seconda Guerra Mondiale e probabilmente dell’intera Storia della Guerra.
L’obiettivo dell’esercito giapponese era costruire una linea ferroviaria che, partendo dalla periferia di Bangkok e attraversando giungla, montagne e ponti ferroviari di Thailandia e Birmania sfociasse nell’India coloniale britannica.
I Campi sorti lungo la Death Railway non avevano un profilo autonomo ma erano funzionali alla costruzione di una linea ferrata che avrebbe come un trapano forato il diaframma geografico che ancora mancava all’impero giapponese per dilagare nel continente asiatico
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Francesco Lotoro
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