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27 gennaio 2017 - 29 Tevet 5777
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Con un amico giornalista ci siamo ritrovati a parlare di ebraismo e compromesso, sotto lo sguardo di un comune amico e maestro.
Durante i nostri interventi ci siamo ritrovati ad affermare, dopo gli anni di definizioni giovanili che ci vedevano sottolineare il nostro essere rispettivamente “ebreo laico” ed “ebreo religioso” che, alla soglia dei quarant’anni, ci sentiamo: “Ebreiebasta”.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Definiamo innanzitutto cosa intendiamo per cultura. In termini generali, per lo più condivisibili, possiamo dar credito alla voce del Dizionario Treccani per cui cultura è fra l’altro “l’insieme dei valori, simboli, concezioni, credenze, modelli di comportamento, e anche delle attività materiali, che caratterizzano il modo di vita di un gruppo sociale”. In ebraico la si definisce Tarbùt.
E’ opinione comune che la cultura sia un elemento fondamentale del vivere umano, sia come singoli sia a livello di società. E’ inoltre noto che nei momenti di crisi il genere umano si rifugia proprio nella cultura. Non è un caso se nel ghetto di Varsavia i teatri e le sale musicali e di studio erano sempre affollati.
 
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Il Giorno della Memoria
Testimonianze, storie, incontri. I quotidiani di oggi ricordano con ampi servizi il Giorno della Memoria. Alle 10.55, al Quirinale si terranno le celebrazioni ufficiali per il 27 gennaio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’appuntamento, che vedrà intervenire anche la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, sarà trasmesso in diretta su Rai1. A Milano, invece, dopo il conferimento dell’Ambrogino d’Oro al sopravvissuto Venanzio Gibillini e le odierne celebrazioni – con la testimonianza di Liliana Segre al Teatro Arcimboldi mentre a Palazzo Reale a parlare saranno proprio Gibillini e Franco Schoenheit, importante voce della Memoria, oggi intervistato da Repubblica Milano -, il sindaco Giuseppe Sala ha annunciato che parteciperà alla catena umana a difesa delle Pietre d’inciampo organizzata dopo l’imbrattamento della pietra dedicata a Dante Coen (Corriere della Sera Milano). L’iniziativa partirà da via Plinio, dove è stata posta la Pietre per arrivare al Memoriale della Shoah di Milano. Rispetto alle diverse e importanti testimonianze pubblicate oggi sui quotidiani, da segnalare anche quella delle sorelle Tatiana e Andra Bucci sul Fatto Quotidiano.

Umberto Aboaf (1921-2017). È scomparso all’età di 95 anni Umberto Aboaf, uno degli ultimi Testimoni della Shoah ancora in vita. Nato a Venezia il 5 maggio del 1921, figlio di Achille Aboaf e Rosa Lucia Mogno, Umberto era stato catturato a Roma nell’aprile del 1944 e quindi mandato a Fossoli.
Da lì, con il convoglio 15 del 2 agosto, inviato al campo di Buchenwald. Otto i mesi che Aboaf avrebbe trascorso al suo interno, lottando quotidianamente per la sopravvivenza.
La fine dell’incubo si sarebbe materializzata nell’aprile del 1945, con la liberazione del campo. Il ritorno in Italia è invece del settembre dello stesso anno.
I funerali di Aboaf, che viveva da molti anni a Roma, si svolgeranno questa mattina alle 11.
Un’altra voce di Memoria ci lascia e rende più poveri. Sia il suo ricordo di benedizione.

La Memoria e lo sport. Su Gazzetta dello Sport il ritratto del sopravvissuto alla Shoah e all’attentato di Monaco ’72 Shaul Ladany a firma di Valerio Piccioni. I sopravvissuti “sono sempre meno – sottolinea Ladany, che, ricorda Piccioni, è stato l’ospite d’onore della corsa della Memoria Run for Mem tenutasi a Roma il 22 gennaio scorso e organizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – ed ecco perché sono qui e continuo a girare”. “Ricordo ogni estremo dettaglio del campo di concentramento, – racconta il Testimone a Piccioni – sono situazioni che ti entrano dentro in profondità. I nomi delle guardie, la puzza, la fame, la pioggia, il freddo, il filo spinato”.
 
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  davar
la cerimonia con il capo dello stato 
Al Quirinale per la Memoria viva
Una Memoria viva. Una Memoria consapevole. Una Memoria che sappia raccontare il passato in tutta la sua complessità, senza sconti e senza autoassoluzioni.
È il messaggi che arriva in queste ore dalla tradizionale cerimonia per il Giorno della Memoria al Quirinale, la casa di tutti gli italiani, svoltasi come di consueto alla presenza di numerose scolaresche e delle più alte cariche dello Stato.
Nelle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quelle del ministro Valeria Fedeli e della presidente UCEI Noemi Di Segni il richiamo all'urgenza di un lavoro sempre più intenso nel mondo della scuola e della formazione, ricordato oggi anche con la premiazione delle classi vincitrici del concorso "I giovani ricordano la Shoah", e all'analisi sempre più approfondita di una stagione di negazione della libertà e dei più elementari diritti in cui l'Italia, promulgatrice già nel '38 delle Leggi Razziste, ebbe certamente un ruolo di primo piano.
Un lavoro sempre più urgente, un lavoro che segnerà i mesi che porteranno, nel settembre del prossimo anno, alla realizzazione di numerose iniziative per gli 80 anni di quell'infamia.
Riflessioni e temi condivisi anche nella relazione del professor Andrea Riccardi, che ha aperto la commemorazione, e nelle poche ma profonde parole pronunciate dal Testimone Joseph Varon, uno dei pochi ebrei di Rodi sopravvissuti alla Shoah. "Studiate, informatevi" il suo monito ai tanti ragazzi accorsi oggi da tutta Italia sul Colle.
A condurre la cerimonia l'attore Luigi Diberti, mentre la pianista Monica Ferracuti ha eseguito brani musicali di Felix Mendelssohn tratti dai "Lieder ohne Worte". Ad essere lette anche le poesie "C'è un paio di scarpette rosse" di Joyce Lussu e "La notte" di Elie Wiesel, mentre Vittoria Bublil e Yuri Tagliacozzo hanno letto due lettere dei rispettivi nonni, entrambi sopravvissuti. Gli studenti Aurora Pedrini e Giosuè Fulli, presenti al Viaggio della Memoria MIUR-UCEI ad Auschwitz, hanno raccontato la loro esperienza.
Memoria per il futuro, Memoria per la difesa della democrazia e dei valori fondamentali. Questo il messaggio che arriva anche dall'appello che i partecipanti al convegno "Legge e legalità - Le armi della democrazia" hanno rivolto nelle scorse ore ai capi di Stato che si riuniranno a Roma in marzo per i 60 anni dalla firma dei Trattati da cui prese avvio il sogno europeo.
Un appello presentato ieri dalla Presidente UCEI e di cui pubblichiamo oggi il testo.


(Nell'immagine in alto la premiazione del concorso "I giovani ricordano la Shoah". In centro, un momento della cerimonia al Quirinale. Nell'immagine in basso, la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni assieme al presidente dell'Unione giovani ebrei d'Italia Ariel Nacamulli, ospiti questa mattina del programma Rai Unomattina per un approfondimento sul Giorno della Memoria)
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uno degli ultimi testimoni della shoah
Umberto Aboaf (1921-2017) 
È scomparso all’età di 95 anni Umberto Aboaf, uno degli ultimi Testimoni della Shoah ancora in vita. Nato a Venezia il 5 maggio del 1921, figlio di Achille Aboaf e Rosa Lucia Mogno, Umberto era stato catturato a Roma nell’aprile del 1944 e quindi mandato a Fossoli.
Da lì, con il convoglio 15 del 2 agosto, inviato al campo di Buchenwald. Otto i mesi che Aboaf avrebbe trascorso al suo interno, lottando quotidianamente per la sopravvivenza.
La fine dell’incubo si sarebbe materializzata nell’aprile del 1945, con la liberazione del campo. Il ritorno in Italia è invece del settembre dello stesso anno.
Un’altra voce di Memoria ci lascia e rende più poveri. Sia il suo ricordo di benedizione.
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qui Roma - il concerto della memoria
Ferramonti, le note della dignità
Le note della vita, le note della dignità, le note della speranza.
Grande emozione nella platea che ha assistito a “Serata colorata”, concerto organizzato ieri all’Auditorium Parco della Musica di Roma all’interno delle iniziative pensate da Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Presidenza del Consiglio dei Ministri per il Giorno della Memoria. In scena la musica composta a Ferramonti, campo di internamento in Calabria in cui furono internati, tra il 1940 e il 1943, oltre 3mila ebrei stranieri e apolidi e in numero ridotto altri internati stranieri. Un progetto che nasce da un’idea di Raffaele De Luca, musicista e musicologo, sviluppata da Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese per quello che è diventato ormai un appuntamento fisso per il Giorno della Memoria. Quarto di una serie di concerti che hanno portato migliaia di persone in sala, e molte centinaia di migliaia a casa grazie alle dirette di Rai5, a confronto con i temi del ricordo e le possibilità offerte dall’arte come veicolo di testimonianza.
Ha sottolineato la presidente UCEI Noemi Di Segni: “Siamo giunti alla quarta edizione di una serata dedicata alla memoria, con un concerto che attraverso le note musicali e l’arte ci trasporta, ci commuove, ci tormenta e ci fa riflettere sul futuro. L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane promuove questo evento nella convinzione che oggi la narrazione di quanto vissuto e sopravvissuto nel passato debba trasformarsi in azione, e andare oltre l’ascolto, affinché si possa considerare il futuro un sogno da voler vivere".
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la collaborazione Sky Sport – Redazione UCEI 
Ladany, la marcia come esempio
Il re dello storytelling televisivo, Giorgio Porrà. Un contenitore d’eccezione, L’uomo della domenica, la cui puntata odierna è stata dedicata alla Run For Mem, la grande corsa romana tra Storia e Memoria della scorsa domenica. Protagonista Shaul Ladany, l’ospite d’onore dell’iniziativa, il marciatore israeliano sopravvissuto alla Shoah e all’azione terroristica palestinese a Monaco ’72, la cui straordinaria testimonianza continua ad emozionare con nuovi capitoli. E numerosi altri contributi tra Sport e Memoria, realizzati in collaborazione con la redazione giornalistica dell’UCEI.
(Una collezione dedicata alla programmazione speciale per il Giorno della Memoria è disponibile anche in modalità non lineare su Sky Go e Sky On Demand).
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qui roma - la cerimonia con il sindaco raggi
"In Campidoglio per ricordare
e combattere l'indifferenza"

“Ricordare è l'antidoto più forte contro l'oblio e l'indifferenza e lo strumento più importante per tracciare una nuova strada”. Così il sindaco di Roma Virginia Raggi, intervenendo alla celebrazione del Giorno della Memoria in Campidoglio davanti a un pubblico di studenti delle scuole romane che hanno partecipato alle iniziative per il 27 gennaio. Raggi ha poi salutato i sopravvissuti Sami Modiano e Piero Terracina, le cui testimonianze hanno emozionato il pubblico. “Ho visto cose che nessuno dovrebbe vedere. Io ero un ragazzo di 13 anni. - ha ricordato Modiano - Quando ce l'hai fatta ti chiedi perché, come è possibile uscire vivi dall'inferno. Allora ti chiudi nel silenzio, cerchi di dimenticare ma non puoi: questi occhi hanno visto morire, è impossibile da cancellare”. “Birkenau era la fabbrica della morte, si entrava solo per morire. Invece il 27 gennaio aprii la porta della baracca – il racconto di Terracina - e vidi un soldato che non era un tedesco, e mi fece cenno di rientrare subito. Annunciai ai miei amici che erano arrivati i sovietici. Non ci fu nessuno che disse una parola. Come si poteva gioire? Il campo era pieno dei corpi di quelli che non ce l'avevano fatta. Mi sono trovato a 17 anni solo e disperato. Ebbi la grande fortuna di aver ritrovato gli amici, i miei cugini che mi protessero e ho ricominciato a vivere. Ora ci dedichiamo alla testimonianza nei confronti dei giovani”. All'incontro hanno preso parte anche la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello e il presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia.
 

il sindaco sala incontra i testimoni
"Dalle pietre fino al Memoriale,
la Memoria è parte di Milano"

Vi invito a visitare l’ex Albergo Regina, che durante la guerra fu il quartier generale dei nazisti a Milano, il Memoriale della Shoah, le pietre d’inciampo. Sono luoghi che rendono viva la Memoria della nostra città e cercheremo di disseminarne altri”. A parlare il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel corso dell’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo Reale con protagonisti i Testimoni Venenzano Gibillini e Franco Schoenheit, sopravvissuti ai lager nazisti. Sala si è rivolto al pubblico per lo più di giovani – tra cui una classe della Scuola ebraica milanese – invitando ad ascoltare le testimonianze e al contempo a frequentare i luoghi della Memoria cittadini. Luoghi che, ha spiegato Sala, devono essere le fondamenta per la costruzione di “una Milano all’avanguardia, non solo sul fronte economico, didattico e culturale, ma anche dei diritti”. Il sindaco ha invitato poi a partecipare alla catena umana organizzata come risposta al recente vergognoso imbrattamento di una delle Pietre
d’inciampo: da via Plinio, dove si trova la pietra in memoria di Dante Coen, la manifestazione arriverà simbolicamente fino al Memoriale della Shoah. Un appuntamento di solidarietà ricordato anche da Roberto Jarach, vicepresidente del Memoriale, nel corso della cerimonia all’ex Albergo Regina – per l’occasione, Jarach ha portato i saluti anche dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità ebraica milanese – , tenutosi poco prima dell’incontro a Palazzo Reale (quest’ultimo organizzato tra gli altri dalla Comunità ebraica, dal Centro di documentazione ebraica contemporanea e da Memoriale).
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Qui Bologna - la mostra al museo ebraico
La generazione dopo la Shoah
ritratta dalla matita di Kichka

“Con La seconda generazione volevo riaprire una ferita che faceva male da molto tempo. Volevo curarla, e ricoprirla con una graziosa cicatrice a forma di fumetto. Volevo dare immagini e parole a un dolore che mi accomuna con tutta una generazione, quella dei figli dei sopravvissuti. Avevo bisogno di potermelo lasciare dietro le spalle.
Non avrei mai immaginato che sarebbe stato l’inizio di una incredibile avventura al Paese della Memoria”
È con queste parole che Michel Kichka – il disegnatore israeliano di origine belga autore del graphic novel edito da Rizzoli e oggetto in queste settimane di una mostra al Museo Ebraico di Bologna – ha iniziato ieri il suo intervento durante la seduta solenne del Consiglio comunale di Bologna.
Dopo il saluto della presidente del Consiglio Comunale Luisa Guidone e il discorso di Riccardo Calimani, che ha voluto sottolineare soprattutto la necessità di rimanere uniti, in particolare in Europa, contro l’insorgere di nuove forme di violenza, Kichka è intervenuto con un discorso in cui, oltre a ritornare sui temi della Memoria e sui contenuti del suo libro, ha tenuto a ricordare il suo legame speciale con l’Italia.
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QUI MILANO - IL CONCERTO DEDICATO AL TESTIMONE
La lezione di Elie Wiesel 
In occasione del Giorno della Memoria, Milano ha voluto dare un tributo postumo a uno dei grandi intellettuali del Novecento, Testimone della Shoah, che con le sue parole ha risvegliato milioni di coscienze: Elie Wiesel. A lui infatti è stata dedicata la serata concerto organizzata al Conservatorio Verdi di Milano dall'Associazione Figli della Shoah, dalla Comunità ebraica milanese, Fondazione Cdec e Memoriale della Shoah di Milano. Per l'occasione i musicisti del Conservatorio – guidati da Lydia Cevidalli – hanno suonato le musiche di K. Sonnenfeld, D. Milhaud e D. Sostakovic mentre Miriam Camerini ha letto alcuni passi delle opere di Wiesel. “Elie Wiesel – ha ricordato il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib, presente alla serata insieme ai presidenti della Comunità ebraica Raffaele Besso e Milo Hasbani – è stato un formidabile divulgatore di cultura ebraica. Una cultura che il nazismo cercò di uccidere. L'obiettivo dei nazisti era sterminare gli uomini ma anche cancellare l'intera tradizione ebraica”.
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qui torino - la cerimonia in comune 
"27 gennaio, la domanda da porsi: Cosa avremmo fatto noi allora?"
Il Giorno della Memoria si è aperto a Torino con le celebrazioni ufficiali a Palazzo Civico. Molte le persone presenti in Sala Rossa, tra cui alcuni studenti della Scuola ebraica di Torino. Tra le autorità che hanno preso parte alle celebrazioni la sindaca Chiara Appendino, Fabio Versaci, presidente del Consiglio comunale, Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte nonché presidente del Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, il prefetto Renato Saccone e Piero Fassino, ex sindaco di Torino.
In apertura l’intervento di Franco Segre, in rappresentanza della Comunità Ebraica di Torino.
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la cerimonia al ghetto nuovo
Zakhor, Venezia non dimentica
Visita in ghetto a Venezia del governatore del Veneto, Luca Zaia questa mattina per la consueta deposizione della corona d’alloro sul memoriale della Shoah in campo di Ghetto Nuovo e l’accensione, da parte di Rav Scialom Bahbout e di alcuni ragazzi, di sei lumi in ricordo delle vittime. Ad accompagnarlo il Vicepresidente del Consiglio Regionale Bruno Pigozzo e una delegazione di consiglieri regionali. Una cerimonia a cui ha partecipato il presidente della Comunità Ebraica, Paolo Gnignati insieme al Vicepresidente Giuseppe Gesuà sive Salvadori, al consigliere Paolo Navarro Dina, alla consigliera Sandra Levis e alla consigliere Gaia Ravà.
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Qui Firenze, Qui Pistoia 
"Tolleranza, termine improprio"
“Se pensiamo alla parola tolleranza questa ha nella realtà una accezione negativa. E questa accezione negativa si riflette nei nostri comportamenti, nelle nostre idee, entra nelle nostre menti e lavora nel tempo assieme ai pregiudizi. La tolleranza come tale è una delle basi sui cui si basa il pregiudizio, proprio perché si pone come una barriera che mettiamo tra noi e gli altri. A livello di tolleranza questa barriera è bassa e basta poco per far scattare le nostre difese e trasformarla in intolleranza”.
È il messaggio lanciato oggi dal presidente della Comunità ebraica fiorentina Dario Bedarida, intervenuto nel corso del Consiglio solenne convocato oggi presso la Regione Toscana per il Giorno della Memoria. Ad intervenire, anche per una valutazione sul Treno della Memoria che anche quest’anno ha portato centinaia di giovani in Polonia, il governatore Enrico Rossi e il presidente dell’Istituto storico della resistenza della Toscana Simone Neri Serneri.
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pilpul
Lavoro e dignità
“Gli ispettori e i sorveglianti dissero al popolo: 'Così comanda il Faraone: Io non vi do più paglia. Voi stessi ve la procurerete dove potrete trovarla, perché nulla è diminuito del quantitativo che voi dovrete produrre'”. Anche se le condizioni sono fortunatamente molto meno gravose di quelle narrate dalla parashà di Shemot che abbiamo letto sabato scorso, questa del lavoro raddoppiato a parità di condizioni (e di stipendio) è una sensazione che noi insegnanti abbiamo provato più volte negli ultimi anni: una corsa stressante in cui continuamente si è chiamati a fare qualcosa di più e continuamente si è accusati di non fare abbastanza. Ci sono insufficienze? È nostro dovere organizzare il recupero. Ci sono allievi con disturbi specifici dell’apprendimento?

Anna Segre, insegnante
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Silenzio
Iber di khurves fun Poyln /Flatert a foygl um, / a groyser shive-foygl, / Er tsitert mit di fligl frum. / Dolye, mayne dolye.
(Sulle rovine della Polonia, sta volando un uccello, un grosso uccello di lutto agita pietosamente le ali. Fato, è il mio fato.)
Non è semplice scrivere qualcosa nel Giorno della Memoria, se come scrisse Theodor W. Adorno “scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie”, allora proprio oggi dovrebbe imporsi soltanto il silenzio. Eppure l'umanità, e quindi la sua cultura, non si è fermata e ha continuato a produrre opere artistiche. Così, anche l'ebraismo fortunatamente, nonostante la sua decimazione, è risorto dalle ceneri, anche grazie a Israele. Ma niente ci restituirà quello che è andato perduto, niente farà tornare indietro coloro che come scrisse Paul Celan adesso hanno soltanto “nelle nubi una tomba”.


Francesco Moises Bassano
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Ricorrenze
Mia mamma non ha mai accettato la mimosa l'otto Marzo, in occasione della festa della donna.
Gliene portavo sempre un mazzolino tornando da scuola, ma con un dolce sorriso ed un bacio sulla fronte, si rifiutava categoricamente di prenderlo.
"Ogni giorno è la festa della donna", ripete ogni anno.


David Zebuloni
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Memoria e responsabilità
Locke, il filosofo, era del parere che la memoria costituisse il perno dell’identità di una persona. Al tempo stesso però si rendeva conto che esisteva anche un’altra spia che rendeva conto dell’identità, ovvero la responsabilità giuridica di ognuno verso le proprie azioni.

Ilana Bahbout
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