Giuseppe Momigliano,
rabbino
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V.
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Davide
Assael,
ricercatore
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Mentre
si prepara a festeggiare Rosh Hashanah con la parte ebraica della sua
famiglia, Donald Trump ha fatto un salto al palazzo di vetro dell’ONU.
Quella stessa istituzione da lui denigrata e bistrattata in campagna
elettorale. Poco male, dopo aver visto Luigi Di Maio a Cernobbio siamo
pronti a tutto.
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Trump attacca Teheran
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““Una
dittatura corrotta travestita da falsa democrazia”. Ma anche: “Uno
Stato canaglia che esporta violenza, stragi e caos… che finanzia gli
Hezbollah e altri terroristi che attaccano i pacifici Paesi arabi e
Israele”.
Durissimo attacco all’Iran da parte del presidente americano Donald
Trump nel suo primo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite. Intervento che ha toccato diversi temi di politica
internazionale (in testa la minaccia nucleare coreana) e che è
analizzato tra gli altri da Corriere della sera e Repubblica. Da
registrare tra gli altri l’apprezzamento del presidente israeliano
Benjamin Netanyahu, che ha parlato di discorso “più netto” e “più
coraggioso” mai ascoltato nella sua trentennale esperienza all’Onu.
“Il primo capitolo di una nuova era. Così uniremo Israele e Italia”. È
quanto afferma il direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni in una
intervista alla Gazzetta dello Sport. La partenza del Giro 2018, come
noto, avverrà a Gerusalemme. Nella stessa pagina un’intervista a Gioia
Bartali, nipote di Gino campione di ciclismo e nella vita cui è
dedicata questa partenza.
“La dura vita del Gefilte”. Il Corriere racconta storia e prospettive
del Gefilte Fish, il piatto tipico della tradizione ashkenazita che
vive una stagione di crisi e prova ora a “modernizzarsi” per attrarre
anche una clientela più giovane.
Nuovo allarme attentati in Italia, in ragione dell’imminente Rosh
HaShanà. Il Capodanno ebraico alle porte (il via stasera) rende
osservati speciali, scrive il Giornale, “sinagoghe, quartieri quali il
Ghetto di Roma, ristoranti kosher e scuole ebraiche”.
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Rosh Hashanah 5778
Ie
È
arrivato l’anno 5778. La Festa di Rosh Hashanah è sempre vissuta con
grande attesa, sia per il suo significato ideale-religioso, sia per le
modalità che ne caratterizzano la celebrazione. Ricette, cibi con
simbologia speciale, grano che decora le nostre tavole, abiti bianchi.
Il suo carico maggiore in questi giorni che ci porteranno fino a kippur
è il bilancio di quello che abbiamo realizzato o mancato, di quello che
abbiamo imparato o perso.
Il primo pensiero in queste prime ore e primo giorno di solenne
celebrazione va alle persone che non sono più tra noi e che ci hanno
lasciato più soli, più appesantiti da una responsabilità generazionale
di saper tramandare il nostro bagaglio di ebraismo, più attoniti per i
nostri giovani, che mancando, non sono qui a fianco a noi. Li
ricorderemo e benediremo ricordando che con ogni giorno della loro
esistenza ci hanno fatto dono di molte gioie e molti insegnamenti.
Nel nostro calendario il conteggio degli anni parte dalla creazione del
mondo – quindi dall’esistenza fisica del creato, culminata con la
creazione dell’uomo. Anni riferiti all’avvio della vita e i cicli della
natura nella quale si inseriscono i nostri ritmi. Anni, decenni, secoli
sui quali in questo giorno riflettiamo per capire dove ci collochiamo
rispetto alla Storia.
Il conteggio dei mesi, l’ordine numerario biblico, è riferito
all’uscita dall’Egitto, con la liberazione schiavitù. Quindi riferiti
alla nostra creazione ed esistenza come popolo – momento
dell’affermazione della libertà fisica e libertà di culto. Oggi è
giorno di importante libertà di culto e come ci insegnano i passi di
torà appena letti la scorsa settimana (nizavim) a questa si associa
anzitutto il comando di scegliere la vita, e il richiamo a ricordare
che i precetti ricevuti non sono lontani, ma sono vicini sulla nostra
bocca e nella nostra mente, ma dobbiamo saperli prendere e saperli dire.
Il conteggio dei giorni, parte con il calare della sera, nel momento in
cui iniziamo a riflettere sulle nostre fatiche, impegni e
responsabilità da affrontare all’arrivo del mattino.
Ci viene comandato che questo giorno sia un giorno di Terua – di
chiamata a raccolta e con il suono dello shofar – scuotere e riflettere
su chi siamo e cosa abbiamo fatto nell’ultimo anno.
Noemi Di Segni,
Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Leggi
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Ticketless - La storia dell’amore |
Temo
che l’ultimo film di Rad Mihaileanu, La storia dell’amore, rischi di
passare inosservato o schiacciato da critiche ingenerose. Sarebbe un
peccato. Da Train de vie, a La sorgente dell’amore, soprattutto dal suo
film più bello, Il concerto il sorriso amaro di questo regista ci
accompagna in anni in cui il rapporto fra ebrei e cinema non sempre ci
ha soddisfatto. Mihaileanu ha un cuore mediterraneo, melodrammatico,
oserei dire pucciniano. I suoi rivali in amore ci sono famigliari; i
suoi film fanno rima con le parole cuore, amore, dolore. Sono spesso
storie circolari che arrivano al cuore della vicenda per lunghi
percorsi concentrici. In questa ultima prova si inizia a capire qualche
cosa soltanto dopo un’ora.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Rileggere Dante
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Si
è riunita, a Bologna e Ravenna, a metà settembre, la settantunesima
sessione della SIHDA ("Société Internationale pour l'Histoire des
Droits de l'Antiquité", la società che unisce gli storici del diritto
di tutto il mondo) e, per singolare coincidenza, la giornata di studi
ravennate, svoltasi giovedì 14, ha coinciso con il 696° anniversario
della morte di Dante, le cui spoglie mortali, com'è noto, sono
custodite nel mausoleo della splendida città emiliana. Nel pomeriggio
si è svolta una visita guidata tra i monumenti e i mosaici che
ricordano i fasti dell'impero di Giustiniano, e gli organizzatori mi
hanno concesso il grande onore di pronunciare, proprio davanti alla
tomba del Poeta, una breve sintesi di un intervento da me consegnato,
per tale ricorrenza, al congresso, intitolato: "Justice, law and
revenge in Dante’s Comedy. Short remarks on Justinian’s speech in the
sixth Canto of Paradise".
Francesco Lucrezi, storico
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La Cittadella di Barletta
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Adolf
Hitler era un imbianchino, anche se si definiva un pittore (dipinse
tele e acquerelli di scarso valore); il comandante di Treblinka Kurt
Franz era stato un modesto cuoco; l’essere più crudele delle SS ossia
Heinrich Himmler, prima della Guerra, allevava polli e vendeva
fertilizzanti.
Senza mancar rispetto a lavori nobili e uomini che di tali lavori
vivono dignitosamente, nel secolo scorso l’ebraismo d’Europa e la
storia dell’Umanità sono stati stravolti e irrimediabilmente deturpati
da esseri mediocri e gente che sbarcava il lunario; per tacer di stuoli
di giovani tedeschi e austriaci che non riuscirono a laurearsi o finire
gli studi e nell’ideologia nazionalsocialista trovarono terreno fertile
per riscattarsi da fallimenti professionali, rancori esistenziali e
frustrazioni di varia natura.
Francesco Lotoro
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Calendari
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L’interazione tra calendari ci propone l’incontro tra il 147° anniversario della Breccia di Porta Pia e Rosh Hashanà 5778.
In verità il ricordo di quell’evento storico, era il 24 Elul 5630, che
segnò anche la fine, finalmente, del ghetto di Roma è sempre più
dimenticato se non, paradossalmente, oggetto di tentativi tesi a
snaturarne il significato.
Gadi Polacco
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Il mio Hashomer Hazair
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Mariana
Temido, segretaria generale del movimento giovanile Hashomer Hazair, mi
ha contattato qualche tempo fa dal Brasile. Sta scrivendo un libro
sulla donna nel movimento giovanile e mi ha chiesto di raccontare la
mia esperienza.
Angelica Edna Calò Livne
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Machloket
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Secondo
una famosa barzelletta, dove ci sono due ebrei non possono che esserci
tre opinioni. Capita spesso infatti nelle comunità ebraiche, e in
quelle italiane in particolare, di discutere e di confrontarsi su idee
diverse e anche su temi di quotidianità. La discussione è senza dubbi
una delle caratteristiche della cultura ebraica ed è per questo, forse,
che il Talmud la analizza in vari trattati.
Michael Sierra
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