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 20 settembre 2017 - 29 Elul 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
V. 
 
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Davide
Assael,
ricercatore
Mentre si prepara a festeggiare Rosh Hashanah con la parte ebraica della sua famiglia, Donald Trump ha fatto un salto al palazzo di vetro dell’ONU. Quella stessa istituzione da lui denigrata e bistrattata in campagna elettorale. Poco male, dopo aver visto Luigi Di Maio a Cernobbio siamo pronti a tutto.
 
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Trump attacca Teheran
““Una dittatura corrotta travestita da falsa democrazia”. Ma anche: “Uno Stato canaglia che esporta violenza, stragi e caos… che finanzia gli Hezbollah e altri terroristi che attaccano i pacifici Paesi arabi e Israele”.
Durissimo attacco all’Iran da parte del presidente americano Donald Trump nel suo primo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Intervento che ha toccato diversi temi di politica internazionale (in testa la minaccia nucleare coreana) e che è analizzato tra gli altri da Corriere della sera e Repubblica. Da registrare tra gli altri l’apprezzamento del presidente israeliano Benjamin Netanyahu, che ha parlato di discorso “più netto” e “più coraggioso” mai ascoltato nella sua trentennale esperienza all’Onu.

“Il primo capitolo di una nuova era. Così uniremo Israele e Italia”. È quanto afferma il direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni in una intervista alla Gazzetta dello Sport. La partenza del Giro 2018, come noto, avverrà a Gerusalemme. Nella stessa pagina un’intervista a Gioia Bartali, nipote di Gino campione di ciclismo e nella vita cui è dedicata questa partenza.

“La dura vita del Gefilte”. Il Corriere racconta storia e prospettive del Gefilte Fish, il piatto tipico della tradizione ashkenazita che vive una stagione di crisi e prova ora a “modernizzarsi” per attrarre anche una clientela più giovane.

Nuovo allarme attentati in Italia, in ragione dell’imminente Rosh HaShanà. Il Capodanno ebraico alle porte (il via stasera) rende osservati speciali, scrive il Giornale, “sinagoghe, quartieri quali il Ghetto di Roma, ristoranti kosher e scuole ebraiche”.
 
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  davar
Rosh Hashanah 5778 
Ie
È arrivato l’anno 5778. La Festa di Rosh Hashanah è sempre vissuta con grande attesa, sia per il suo significato ideale-religioso, sia per le modalità che ne caratterizzano la celebrazione. Ricette, cibi con simbologia speciale, grano che decora le nostre tavole, abiti bianchi.
Il suo carico maggiore in questi giorni che ci porteranno fino a kippur è il bilancio di quello che abbiamo realizzato o mancato, di quello che abbiamo imparato o perso.
Il primo pensiero in queste prime ore e primo giorno di solenne celebrazione va alle persone che non sono più tra noi e che ci hanno lasciato più soli, più appesantiti da una responsabilità generazionale di saper tramandare il nostro bagaglio di ebraismo, più attoniti per i nostri giovani, che mancando, non sono qui a fianco a noi. Li ricorderemo e benediremo ricordando che con ogni giorno della loro esistenza ci hanno fatto dono di molte gioie e molti insegnamenti.
Nel nostro calendario il conteggio degli anni parte dalla creazione del mondo – quindi dall’esistenza fisica del creato, culminata con la creazione dell’uomo. Anni riferiti all’avvio della vita e i cicli della natura nella quale si inseriscono i nostri ritmi. Anni, decenni, secoli sui quali in questo giorno riflettiamo per capire dove ci collochiamo rispetto alla Storia.
Il conteggio dei mesi, l’ordine numerario biblico, è riferito all’uscita dall’Egitto, con la liberazione schiavitù. Quindi riferiti alla nostra creazione ed esistenza come popolo – momento dell’affermazione della libertà fisica e libertà di culto. Oggi è giorno di importante libertà di culto e come ci insegnano i passi di torà appena letti la scorsa settimana (nizavim) a questa si associa anzitutto il comando di scegliere la vita, e il richiamo a ricordare che i precetti ricevuti non sono lontani, ma sono vicini sulla nostra bocca e nella nostra mente, ma dobbiamo saperli prendere e saperli dire.
Il conteggio dei giorni, parte con il calare della sera, nel momento in cui iniziamo a riflettere sulle nostre fatiche, impegni e responsabilità da affrontare all’arrivo del mattino.
Ci viene comandato che questo giorno sia un giorno di Terua – di chiamata a raccolta e con il suono dello shofar – scuotere e riflettere su chi siamo e cosa abbiamo fatto nell’ultimo anno.

Noemi Di Segni,
Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

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"integrazione e lotta al razzismo"
Incontro a Roma
con il ministro Kyenge

Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona). Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona).
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"integrazione e lotta al razzismo"
Incontro a Roma
con il ministro Kyenge

Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona). Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona).
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"integrazione e lotta al razzismo"
Incontro a Roma
con il ministro Kyenge

Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona). Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona).
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"integrazione e lotta al razzismo"
Idavar danielae
Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona). Il popolo ebraico Ë santo e non ha bisogno di leader) o da interessi personali (secondo RashÏ KÚrach si sarebbe ribellato dopo che era stato nominato a capo della famiglia di Kehat, sua famiglia d'origine, un'altra persona).
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pilpul
Ticketless - La storia dell’amore
Temo che l’ultimo film di Rad Mihaileanu, La storia dell’amore, rischi di passare inosservato o schiacciato da critiche ingenerose. Sarebbe un peccato. Da Train de vie, a La sorgente dell’amore, soprattutto dal suo film più bello, Il concerto il sorriso amaro di questo regista ci accompagna in anni in cui il rapporto fra ebrei e cinema non sempre ci ha soddisfatto. Mihaileanu ha un cuore mediterraneo, melodrammatico, oserei dire pucciniano. I suoi rivali in amore ci sono famigliari; i suoi film fanno rima con le parole cuore, amore, dolore. Sono spesso storie circolari che arrivano al cuore della vicenda per lunghi percorsi concentrici. In questa ultima prova si inizia a capire qualche cosa soltanto dopo un’ora.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Rileggere Dante
Si è riunita, a Bologna e Ravenna, a metà settembre, la settantunesima sessione della SIHDA ("Société Internationale pour l'Histoire des Droits de l'Antiquité", la società che unisce gli storici del diritto di tutto il mondo) e, per singolare coincidenza, la giornata di studi ravennate, svoltasi giovedì 14, ha coinciso con il 696° anniversario della morte di Dante, le cui spoglie mortali, com'è noto, sono custodite nel mausoleo della splendida città emiliana. Nel pomeriggio si è svolta una visita guidata tra i monumenti e i mosaici che ricordano i fasti dell'impero di Giustiniano, e gli organizzatori mi hanno concesso il grande onore di pronunciare, proprio davanti alla tomba del Poeta, una breve sintesi di un intervento da me consegnato, per tale ricorrenza, al congresso, intitolato: "Justice, law and revenge in Dante’s Comedy. Short remarks on Justinian’s speech in the sixth Canto of Paradise".

Francesco Lucrezi, storico
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La Cittadella di Barletta
Adolf Hitler era un imbianchino, anche se si definiva un pittore (dipinse tele e acquerelli di scarso valore); il comandante di Treblinka Kurt Franz era stato un modesto cuoco; l’essere più crudele delle SS ossia Heinrich Himmler, prima della Guerra, allevava polli e vendeva fertilizzanti.
Senza mancar rispetto a lavori nobili e uomini che di tali lavori vivono dignitosamente, nel secolo scorso l’ebraismo d’Europa e la storia dell’Umanità sono stati stravolti e irrimediabilmente deturpati da esseri mediocri e gente che sbarcava il lunario; per tacer di stuoli di giovani tedeschi e austriaci che non riuscirono a laurearsi o finire gli studi e nell’ideologia nazionalsocialista trovarono terreno fertile per riscattarsi da fallimenti professionali, rancori esistenziali e frustrazioni di varia natura.


Francesco Lotoro
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Calendari
L’interazione tra calendari ci propone l’incontro tra il 147° anniversario della Breccia di Porta Pia e Rosh Hashanà 5778.
In verità il ricordo di quell’evento storico, era il 24 Elul 5630, che segnò anche la fine, finalmente, del ghetto di Roma è sempre più dimenticato se non, paradossalmente, oggetto di tentativi tesi a snaturarne il significato. 


Gadi Polacco
 

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Il mio Hashomer Hazair
Mariana Temido, segretaria generale del movimento giovanile Hashomer Hazair, mi ha contattato qualche tempo fa dal Brasile. Sta scrivendo un libro sulla donna nel movimento giovanile e mi ha chiesto di raccontare la mia esperienza.
 
Angelica Edna Calò Livne
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Machloket
Secondo una famosa barzelletta, dove ci sono due ebrei non possono che esserci tre opinioni. Capita spesso infatti nelle comunità ebraiche, e in quelle italiane in particolare, di discutere e di confrontarsi su idee diverse e anche su temi di quotidianità. La discussione è senza dubbi una delle caratteristiche della cultura ebraica ed è per questo, forse, che il Talmud la analizza in vari trattati.

Michael Sierra
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