Roberto
Della Rocca,
rabbino
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Nel
Talmùd (Meghillà 9 a), viene ricordato che l’unica parola aramaica
presente in tutta la Torà sarebbe “Yegàr Sahadutà” (Bereshìt, 31; 47),
che indica il mucchio di pietre innalzato da Giacobbe e Labano dopo la
loro riconciliazione: traduzione dunque come azione di compromesso.
Questo “mucchio di testimonianza”, che Yaakòv si ostina a definire
nella lingua ebraica, chiamandolo “Galèd”, diviene il segno esterno e
visibile del patto stipulato tra due parenti estranei e incompatibili
nel quale Yaakòv si rappresenta finalmente con i suoi specifici codici
linguistici e culturali senza ricorrere più a travestimenti e
dissimulazioni della sua identità.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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Perché gli ebrei, secondo la barzelletta, amano rispondere a una domanda con un’altra domanda?
Forse per prendere tempo? Forse perché non sanno o non vogliono rispondere? Forse per prendersi gioco dell’altro?
Che cosa mai significa interpretare?
Non è raro sentirsi dire: “Eh, ma voi ebrei avete una marcia in più”.
Io non credo che ci sia chi, per motivi genetici, ha una marcia in più.
Credo invece nello stimolo che ti dà lo studio, nello spirito critico
esercitato attraverso la ricerca e l’interrogazione.
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Lo sport che integra
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Il
tour nelle scuole per insegnare l’integrazione mette a confronto
campioni multietnici e bambini di tuta Italia. A raccontare il
progetto, avviato da alcuni anni dal Coni e dal ministero del Lavoro,
La Stampa di oggi. Il quotidiano spiega che le due istituzioni quattro
anni fa “hanno studiato un piano per superare cifre che a tratti
mettono paura”: uno su tre dei ragazzi con genitori che arrivano da
altri Paesi ripete uno o più anni fin dalle medie. “Non può essere una
semplice colpa e neppure una coincidenza, quindi deve essere un errore.
La reazione istituzionale si è mossa in sordina nel 2014, oggi
coinvolge milioni di alunni e iscritti alle associazioni sportive”.
Cuore dell’iniziativa, l’incontro tra i bambini delle elementari e
giovani diventati campioni nello sport, che raccontano le proprie
esperienze d’integrazione tra difficoltà e sfide vinte. Il quotidiano
torinese racconta poi di un’altra iniziativa, Kids United: società
dilettantistica che conta il 30% di presenze straniere. Spesso di
seconda generazione. Piccoli atleti nati in Italia da genitori
stranieri o ragazzini che frequentano le scuole internazionali.
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la missione di netanyahu in kenya "Africa nel futuro di Israele"
Il
Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato in queste ore a
Nairobi, invitato alla cerimonia che sancisce il secondo mandato del
presidente Uhuru Kenyatta alla guida del Kenya (fuori dallo stadio dove
si è tenuto il giuramento, centinaia di sostenitori dell’opposizione si
sono scontrati con le forze dell’ordine). Una visita che Netanyahu ha
descritto come un’occasione per “rafforzare i nostri rapporti con
l’Africa attraverso la creazione di legami con paesi con i quali non
abbiamo relazioni diplomatiche”. Il Premier, prima di partire per
Nairobi, ha dichiarato che il suo auspicio è che al termine del viaggio
sarà possibile annunciare l’apertura di una nuova ambasciata israeliana
in un Paese africano. Secondo i media israeliani, Netanyahu incontrerà
tra gli altri i leader di Tanzania, Uganda, Ruanda, Botswana, Namibia,
Etiopia, Nigeria. Si tratta di una missione simile a quella già portata
avanti durante un vertice in Liberia all’inizio di quest’anno.
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l'iniziativa di uefa e napoli "Diamo un calcio al razzismo"
C’è
un principio imprescindibile, che non può essere messo in discussione.
Lo sport, prima ancora che confronto agonistico, spettacolo ed
eventualmente business, deve essere uno spazio di inclusione e
trasmissione di valori positivi.
È lo spirito con cui la UEFA, l’organo di governo del calcio europeo,
ha lanciato all’inizio di questa stagione “Equal Game”. Una campagna
che coinvolge i più importanti calciatori al mondo, da Cristiano
Ronaldo a Lionel Messi a Paul Pogba, e che debuttato in queste ore in
Italia grazie all’iniziativa del Napoli.
Il
Liceo Agnesi di Milano il teatro di un confronto voluto dalla società
al vertice della Serie A, con seicento studenti in sala e ottocento
collegati attraverso uno streaming visibile su lavagne Lim.
A portare una testimonianza anche il giornalista UCEI Adam Smulevich,
che ha raccontato tra le altre la vicenda di Giorgio Ascarelli. E cioè
il fondatore e primo presidente del Napoli, rimosso dal fascismo perché
ebreo. Era mancato ormai da diversi anni, quando nel 1938 il fascismo
promulgò le Leggi Razziste. La rimozione fu così successiva alla morte:
ogni luogo a lui dedicato, compreso lo stadio che aveva fatto costruire
a proprio spese, dovette cambiare denominazione.
Moderato da Alessandro Cecchi Paone, il confronto ha avuto tra i suoi
protagonisti anche Michele Uva, vicepresidente dell’UEFA e direttore
generale della Federcalcio; Damiano Tommasi, presidente
dell’Associazione Italiana Calciatori; Kalidou Koulibaly, calciatore
del Napoli; Edoardo De Laurentiis, vicepresidente della società
partenopea; Nicola Lombardo, direttore della comunicazione del club;
Luca Telese, giornalista e scrittore; Tristan Latarche, presidente
dell’associazione inglese contro le discriminazioni e il bullismo
SportAllies; Giuseppe Vincolo, preside del Liceo Agnesi.
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qui torino - la mostra
Percorsi interrotti, su tela
Una
mostra dove il ricordo di una tragica fine lascia spazio ai quadri e ai
disegni. Questa è “Percorsi interrotti”, centocinquanta opere che
tentano di ricostruire l’attività artistica di Eleonora Levi e di suo
figlio Giorgio Tedeschi, entrambi deportati ad Auschwitz e uccisi dai
nazisti. I dipinti e i disegni esposti nelle sale dell’Auditorium
Vivaldi di Torino appartengono alla famiglia Tedeschi: assieme a
Eleonora e a Giorgio, venne deportata anche la giovane moglie di
quest’ultimo, Giuliana Fiorentino, unica sopravvissuta. Giuliana
Fiorentino Tedeschi pubblicò, un anno prima di Se questo è un uomo, Questo povero corpo
(1946), testo dove l’autrice affronta il tema della maternità negata e
l’enormità di una tragedia familiare. E sono proprio le sue figlie, in
particolare Rossella, ad essersi fatte promotrici di questa mostra
curata da Giovanna Galante Garrone con il patrocinio del Comitato
Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale.
A presentare la mostra il Generale Franco Cravarezza, Presidente
dell’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale. Il suo intervento
ha preso il via dal titolo stesso dell’esposizione: “Percorsi
interrotti che oggi attraverso l’impegno dei familiari possono
proseguire”. A intervenire all’evento anche Dario Disegni, presidente
della Comunità ebraica di Torino, che ha ricordato come la tragedia
della Shoah abbia messo fine a molti, moltissimi talenti artistici. Di
tanti oggi non ci sono ricordi.
Alice Fubini Leggi
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Social, invidia e paranoia
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Una
volta ci si incontrava al bar. Ci si conosceva, tutti sapevano più o
meno chi fosse credibile e chi no. Se uno la sparava troppo grossa, lo
si canzonava, se un altro stava sempre zitto, lo si guardava con
diffidenza o talvolta ammirazione. Non che mancassero calunnie e
dicerie, anzi. Più piccolo era il contesto, più ci si accaniva sul
diverso e sul debole. Nessun piccolo mondo antico, per carità. Ma
quelle voci pure ostili rimanevano confinate in piccoli o piccolissimi
gruppi.
Oggi, invece, ogni balla o maldicenza ha un potenziale di diffusione
infinito. Grazie ai social media, chiunque pensa di conoscere tutto, e
quindi rischiamo di sapere sempre meno. Prendiamo alcune delle fake
news più diffuse nel nostro paese: Matteo Renzi sarebbe in affari con
Vladimir Putin; i profughi vivrebbero a sbafo, con schermi al plasma e
migliaia di euro in tasca; il cugino di Laura Boldrini sarebbe stato
assunto come posteggiatore al Senato, con tanto stipendio da trenta
mila euro al mese; i vaccini farebbero male e servirebbero solo alle
compagnie farmaceutiche; svariati politici sarebbero mafiosi, e non
mancherebbero foto su foto ad attestarlo.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie – Strade e Memoria
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Le
strade e le autostrade non sono solo opere materiali fatte di asfalto,
cemento e acciaio, ma sono anche vettori di cultura, arte e storia.
Perché, ad esempio, è attraverso le strade che si raggiungono i luoghi
della Memoria. Partendo da questa semplice ma rivoluzionaria idea, Anas
ha costruito un portale e un app, www.autostradadelmediterraneo.it, nel
quale tra le tante vie (leggi itinerari) proposti lungo gli svincoli
dell’ex Salerno-Reggio Calabria, oggi rinnovata, c’è anche la Via della
storia, attraverso la quale sono fornite le indicazioni e le
informazioni per visitare il Museo dello Sbarco di Salerno, il Museo
della Memoria e della Pace di Campagna intitolato a Giovanni Palatucci,
nei luoghi dove sorgeva il campo di concentramento nel quale furono
rinchiusi molti ebrei, e il piccolo Museo di Tarsia, che ricorda
l’omonimo campo di concentramento. Un modo intelligente per condurre i
visitatori sui sentieri della storia.
Mario Avagliano
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I ponti di Alessandra
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Lo
scorso luglio si è svolta nella sala principale dell’Istituto italiano
di cultura a Berlino la premiazione di I ponti di Alessandra, la prima
gara di traduzione di letteratura yiddish organizzata dall’associazione
“Free Ebrei” in memoria di Alessandra Cambatzu, docente di italiano e
latino per tanti anni in Italia e, dal 2010, a Berlino, nonché
appassionata cultrice e traduttrice della lingua yiddish, grazie
all’intervento di Vincenzo Pinto.
L’iniziativa, che è partita nelle settimane successive al suo decesso
(settembre 2016), ha visto coinvolti l’Albert Einstein Gymnasium di
Berlino, l’Ufficio Scuola presso l’Ambasciata d’Italia in Germania, i
Consiglieri dell’Ambasciata, l’Istituto italiano di cultura a Berlino,
la lettrice di italiano Amalia Urbano, gli editori italiani che hanno
inviato alcune copie delle loro pubblicazioni yiddish e, infine, tutti
gli studenti che hanno partecipato a questa iniziativa.
Emanuele Calò
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