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Sport e integrazione

rassIl tour nelle scuole per insegnare l’integrazione mette a confronto campioni multietnici e bambini di tuta Italia. A raccontare il progetto, avviato da alcuni anni dal Coni e dal ministero del Lavoro, La Stampa di oggi. Il quotidiano spiega che le due istituzioni quattro anni fa “hanno studiato un piano per superare cifre che a tratti mettono paura”: uno su tre dei ragazzi con genitori che arrivano da altri Paesi ripete uno o più anni fin dalle medie. “Non può essere una semplice colpa e neppure una coincidenza, quindi deve essere un errore. La reazione istituzionale si è mossa in sordina nel 2014, oggi coinvolge milioni di alunni e iscritti alle associazioni sportive”. Cuore dell’iniziativa, l’incontro tra i bambini delle elementari e giovani diventati campioni nello sport, che raccontano le proprie esperienze d’integrazione tra difficoltà e sfide vinte. Il quotidiano torinese racconta poi di un’altra iniziativa, Kids United: società dilettantistica che conta il 30% di presenze straniere. Spesso di seconda generazione. Piccoli atleti nati in Italia da genitori stranieri o ragazzini che frequentano le scuole internazionali. “Dal 2013 al 2015 abbiamo organizzato ‘All United Cup’, una serie di amichevoli fra squadre diverse. C’erano bambini della scuola islamica, di quella ebraica e cristiana. Tutti insieme sul rettangolo verde: è stata un’esperienza incredibile in cui livello sociale, culturale e agonistico si sono fuse insieme”, racconta la fondatrice Giovanna Testa. Intanto a Milano oggi il giocatore del Napoli Koulibaly sarà testimonial contro il razzismo nel liceo Agnesi, dove si tiene il forum dell’Uefa Equal Game, organizzato in collaborazione con la società Napoli calcio, con la partecipazione di 1500 studenti (Il Mattino).

Israele-Kenya, rapporti saldi. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu è partito per Nairobi martedì mattina per una visita che includerà incontri con undici leader africani e la partecipazione al cerimonia per la nuova investitura di Uhuru Kenyatta alla guida del Kenya. Alla sua partenza, Netanyahu ha dichiarato che lo scopo della sua visita è “approfondire i nostri rapporti con l’Africa attraverso la creazione di legami con paesi con i quali non abbiamo relazioni diplomatiche”. “ll Kenya – sottolinea il Manifesto – ha beneficiato dell’assistenza tecnologica israeliana soprattutto in settori come l’agricoltura e la gestione delle risorse idriche (il Kenya rappresenta il 10% dell’intero commercio di Israele con l’Africa e ha importazioni per 93.9 ed esportazioni per 51,9 milioni di dollari). Da parte sua Israele ha diverse necessità sia in termini di sicurezza sia in termini politici per i voti che spesso servono nelle relazioni diplomatiche interne al consiglio di sicurezza dell’Onu”.

Bologna, la scritta razzista cancellata dai vicini. Il Corriere racconta del brutto episodio capitato a Bologna, dove in un’elegante via della città è apparsa una scritta sul muro di stampo razzista: “Qui vive nero più figli. Vende fazzoletti! Bella Italia!”. Appena i vicini di casa l’hanno letta, hanno avvertito la polizia municipale e hanno presentato un esposto ai carabinieri. E con una spugna e del detersivo hanno cancellato ii graffito. “Non volevamo che la famiglia lo leggesse – spiega una di loro – sono persone per bene con figli educati: è disumano quello che gli è stato fatto”.

La repressione dei Rohingya. Mentre Bergoglio è in visita in Birmania e Bangladesh, non è chiaro, spiega il Corriere, se “nominerà la parola ‘Rohingya’, il popolo islamico dello Stato di Rakhine che non è riconosciuto tra le 135 minoranze etniche e negli ultimi mesi ha subito la durissima repressione dell’esercito, con oltre mezzo milione di uomini, donne e bambini cacciati oltre il confine bengalese”. Il quotidiano di via Solferino sul tema intervista l’editorialista del New York Times Roger Cohen, che difende la Premio Nobel birmana Aung San Suu Kyi, contestata per non essere intervenuta a favore dei Rohingya. “Non è stata lei a ordinare il massacro, né aveva il potere di fermarlo. – afferma Cohen – Ciò che è accaduto è più complesso di quanto pensiamo. C’è stato un attacco grave di un gruppo Rohingya ribelle contro una stazione di polizia, che ha causato morti e feriti. Certo, se perseguiti una popolazione a lungo, prima o poi questa insorge in armi e se poi addirittura neghi la loro identità, quando rispondi ai loro attacchi le cose sfuggono di mano. Credo però che fin quando lei rimane al suo posto il processo possa andare avanti”.

Rifiuti, al quartiere ebraico parte la differenziata “hi-tech”. “Cassonetti, addio. Almeno al quartiere dell’Ghetto ebraico, dove è partita ufficialmente ieri la nuova raccolta differenziata ‘tecnologica’”, racconta il Messaggero Roma. Ad essere interessati dal nuovo sistema sono, per il momento, 760 residenti, nonché 30 ristoranti, 31 negozi e tre scuole: se la sperimentazione sarà positiva, il nuovo modello di raccolta dei rifiuti potrà essere esteso progressivamente a tutti i municipi a partire dal 2018.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked